Aeroporto

Eccomi qui. Arrivo e poi riparto. Aeroporto. Capita che a Marco Polo ho piu momenti epifanici che altrove. Ci sono quei momenti, quelle lunghissime sigarette – in realtà non durano piú di due minuti cioè assolutamente un tempo medio, peró sono momenti filosoficamente densi, concettualmente pastosi, momenti di peso specifico insomma. Mi immagino il giorno in cui torneró per restare, mi immagino che accadrà e mi chiedo quando. Lo chiedo a me stessa e alle circostanze. Mi immagino “che due palle il trasloco” ma poi scorro subito a un lavoro a una casa mia, a una macchina con cui viaggiare – perche si capisce che in Italia uno senza macchina non puó vivere, mica é la Svizzera!. Fa ridere vero che nel mio concetto di vita “normale” nel mio ideale di risoluzione di questo dilemma esistenziale ci dipinga come elemento fondamentale una automobile?! In questi momenti mi do un appuntamento mentale con me stessa. Quel giorno lí che torno. E non é che sia davvero una fumatrice (credo di avere ancora due pacchetti della stecca che ho preso in India a Novembre…) peró lí in aeroporto é un momento mio. Forse Venezia rappresenta il mio stargate, la mia via di casa. Veramente ho letto ieri che al giorno d oggi casa é dove il tuo wifi si collega in automatico! Sarebbero ormai un bel po’ di posti inclusi hotel a casaccio nel globo… In sostanza basta trovare la propria definizione di casa. E io non ce l’ho ancora. Oppure voglio averne molte, tutte: le provo come abiti da gettare sul pavimento e ancora non ho deciso cosa mettermi… A Zurigo di solito arrivo, sospiro e tiro dritto. Neanche guardo quelli assiepati agli arrivi, nessuno mi aspetta. Passano gli anni e aumentano i su e giú, le andate e i ritorni. Ma io non so dove mettermi. E non credo che ci si abitua a un certo punto. Io no. E poi in quei momenti mi pare che mi si alleggerisca la testa. Mi pare di capire la trama a tratti, di sapere come finirá il film. Lo so che fumare fa male, peró quei momenti li sono assolutamente affascinanti, anzi sarà che li puó avere solo uno che non fuma spesso! Non mi vengono queste cose facendo gesti salutari tipo stappando un succo alla carota! Vengono solo in attimi di fugace trasgressione le epifanie. Ecco, cosí non vi ho sulla coscienza.

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Deurne, Antwerp and my flight adventure

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Ah, so nice to exit the office again. A very very last minute trip: friday decided and booked, tuesday on the road! I am going to Belgium! Since i am the newby and is also not so granted that i can go travelling in my position I have to save some money, therefore I will fly via Amsterdam to save about 1000 euro for the flight instaed of flying direct. Brussels as a destination is pretty much under a monopol and flights are just too expensive all the time. At 5.30 I am at the airport… but my flight is delayed for bad weather conditions… thanks to efficiency the next gate of my KLM is just next door so I can jump on the second plane. In the end at 12.00 I managed to be already in the office in Deurne anyway. (Be aware that brussels airport is just too big and just to go from the gate to the exit or vice versa you have to walk miles (many of which on the tapis oulants, but still a lot to walk). It’s so geat to meet all the collegues with whom i email all the time, plus the top of the tops is the visit to the aerosols plant. I saw how 1 million of cans a day are created! In the evening I could meet my friend who i did not see for 7 years and leaves now in Gent. In sucha small country is pretty easy just to come unannounced and manage to meet anyway… well of course we go for a local dinner and eat flemish stew in beer sauce with typical belgian fries (because fries are not only french but very proudly also a belgian dish) poured in a cherry kriek beer LOVELY! At a certain point it’s time for my mother insinct to be tested when they give me their baby in my arms and I have to feed him with the biberon… oh so sweet… unbelievable how you think you are going on a business trip and you end up with the most strange experiences. I get a good insight view on sales and another wonderful dinner and then I am ready to go again… Of Antwerp I could get only a quick look, but this is also part of the game: you are on the road but you are basically nowhere, suspended in a virtual space for which you actually did kms but without seeing anything. Anyway Antwerp is a really nice city which developed as commerical port thanks to its geographical position. Antwerp was always a very tolerant and open city and therefore welcomed the imigration of a lot of rich merchants and bankers from all europe, protestants but also jews, in fact in these few days I could see many ortodox going around in the city which made it pretty special to me. Furthermore still nowadays Antwerp is one of the most important centre for the commerce of diamonds, which are officially every girl’s best friends…(but me, I have no good friends then!) The last adventure of course on my way back: i step on the first leg of my journey with a 30 min flight Brussels-Amsterdam, we did not even take off yet that my flight neighbour starts moving and agitates… I think: if he will be sick he will know how to handle, he is an adult man, I turn around. In few seconds -it’s not very clear what happened- but he kind of loses conscious and start vomiting non stop all over the place. The girl sitting at the window jumps litterally on the back seat on the laps of the people behind while the floor and my bags get showered with his gastric content! HORROR! I just manage to release my seat belt and flew in the aisle. The attendants apologize millions time after I move to a business class seat. In the end I just think I am too sweet and sensitive because even in the worst situation ever I could never get angry at the hostess because it was obviously not responsible at all of the insanity of this man! OMG i still have about 1 hour and half flight plus a train home in these conditions… What i can tell you as a happy ending of this story is that if you find yourself in a similar situation you can still go home and have hope that you don’t have necessarily to throw away your bags because I successfully managed to wash them in the washing machine at 30 degrees and they survived! (one of my favourite handbags in pure plastic resisted all this, in the end the alternative was throwing it anyway or try to wash it and see what comes out…). One day later KLM sends me a flight survey to assess the service, unfortunately is for the way to brussels, so i can’t tell them this wonderful story…

pettirossi e canarini

Dopo la decisione arriva il momento di comunicarla e condividerla, e arrivano le risposte, le più belle mail che abbia ricevuto in questi mesi nascono da qui.

Partendo dalla mia arrogante divisione del mondo in due categorie applicabili a tutti i settori, raccolgo con piacere questo ulteriore suggerimento secondo cui al mondo ci sono pettirossi e canarini.

“Il pettirosso è piccolo piccolo ma estremamente forte, ma soprattutto è praticamente impossibile farlo vivere in gabbia, non può stare chiuso in un ambiente “chiuso” o, fuori di metafora, in uno schema; semplicemente morirebbe. I canarini invece in gabbia ci stanno tranquilli.”

io a lucerna con la neve

io a lucerna con la neve

Ho scoperto di essere un pettirosso e non lo sapevo (anche se forse a guardar bene il mio piumaggio dovevo sospettarlo tempo fa..) o forse sono solo un canarino che ha trovato la gabbietta socchiusa e senza chiedersi perchè è volato fuori e si è accorto solo dopo di aver lasciato il nido. Sempre senza giudizi devo dire che questa divisione mi piace. A questo punto mi immagino di diventare anche una rondine tra qualche anno, che dopo tanto viaggiare magari prima o poi torna… a primavera.

Gabbia o non gabbia (che pero suona come prigione percio la sostituisco con nido o casa) l’importante è capire quel’è il nostro posto e quale quello a cui vogliamo un giorno tornare. lamia sfida del momento è appunto costruirmi un nido, confortevole e sicuro e cercare di esplorare. Sarà anche per questo che uno dei miei sogni ricorrenti è quello di volare e vedere tutto dall’alto?!

Grazie al canarino D.

volare ooohooh

il mio viaggio per stoccolma...

COME PERDERE L’AEREO, RITROVARLO E… PRENDERLO AL VOLO!

Due miei amici di ritorno da Barcellona decidono di approfittare della novità del CHECK-IN ON-LINE. Da casa propria non solo si compra il biglietto ma ci si registra anche, e se non si hanno bagagli da imbarcare, si può arrivare in tutta comodità all’aeroporto evitando le code e quelle due canoniche ore di attesa. Succede però che se sbagli l’autobus per l’aeroporto la calma puntuale con cui saresti arrivato diventa una fretta spasmodica assurda, proprio perché non hai più quelle due ore cuscinetto rassicuranti che ti separano dalla partenza. L’ansia aumenta, ti vengono i sudori, parli uno spagnolo concitato che non sai da dove ti viene, ma ti permette di chiedere 200 indicazioni ai vicini per cercare di capire se puoi tentare l’incredibile impresa. Arrivi e rotoli giù dall’autobus, ti scaraventi contro la polizia per superare i controlli e ti infili tutto di un pezzo dentro il tubo radiografico per dimostrare che non hai armi (perché sai benissimo che se ti fanno togliere scarpe e cintura perdi troppo tempo). Apri una porta a caso e ti trovi in mezzo alle piste (del resto a Girona non è facile perdersi). Uno scaricabagagli italiano ti guarda mentre sudi otto camice, trafelato e catatonico mentre osservi il tuo aereo partire senza di te. Lui ti dice: “è inutile ormai lo avete perso…” Ma tu non ti arrendi, hai visto troppi Mac Gyver e l’adrenalina ti ha strafatto il cervello. Incroci lo sguardo di un altro scaricavalige (questa volta marocchino) vi lanciate una occhiata di intesa, compassione e disperazione: lui capisce di essere la tua unica chance di salvezza. Molla le valige e corre da un collega, lo butta letteralmente giù dal camioncino che sta guidando senza dare spiegazioni -perché in questi casi il tempo è sacro quanto gli addominali di Jamie Dornan e lui lo sa!- In un balzo ti carica sul camioncino e insieme cominciate a sbracciarvi gridando all’aereo di fermarsi. Il pilota nel mezzo della manovra di uscita dal parcheggio ti vede, e per un miracolo ha pietà di te. Chiesto il permesso alla torre di controllo torna a prenderti, si apre una scaletta di emergenza e la hostess ti fa salire mentre lo scaricabagagli italiano ti guarda a bocca aperta incredulissimo. Saluti il tuo eroe e mentre non sai neanche dove sei, chi sei, ma soprattutto come sei arrivato lì, ti siedi al tuo posto e voli via.
Ecco perché il check-in on-line è inutile: dopo una esperienza così non rinuncerai mai più ad arrivare in aeroporto due ore prima!
LAU
VOLO CON SORPRESA

Vi ricordate quei miei amici del check-in on line? Quelli che hanno preso l’aereo in corsa già partito… beh ne hanno combinata un’altra spettacolare!
Post laurea decidono di recarsi in vacanza in Grecia. Prenotano con Ryanair, stavolta ce la fanno: prendono l’aereo tutto regolare finché, ormai seduti e pronti al decollo, odono le hostess dare instruzioni in francese. Iniziano a preoccuparsi, ma non avendo il coraggio di fare una figuraccia chiedendo alla propria vicina: Scusi, dove sta andando questo aereo???” optano per un: “Scusi qual è la più grossa città vicina all’aeroporto?” utilizzando l’escamotage per cui gli aeroporti Rayanair sono sempre un po’ lontani… La vecchia si consulta col marito, entrambi un po’ perplessi, e poi afferma: Toulouse!!! Mmmmmm non mi sembrava che in Grecia ci fosse una città francofona con questo nome!
E fu così che atterrati in maglietta e pantaloncini in Francia (a Rodez), credendo di andare in Grecia (a Rodi), i due decisero di optare per un interrail Francia-Spagna e reinventare così la propria vacanza greca ringraziando di non aver prenotato in anticipo alcun pernottamento (forse questo ero il massimo di brivido previsto dal viaggio) e divertendosi tanto comunque. La lezione vale per tutti: la prossima volta prima di prenotare un aereo a occhi chiusi controllate la cartina perché l’assonanza tra Rodez e Rodos può trarre in inganno! D’altra parte pensate che emozione irripetibile essere seduti in maglietta su un aereo senza avere idea di dove stia andando… penso che non capiti molto spesso…
Del resto come dice Paulo Coelho:
“Quando si va verso un Obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino.
E’ il Cammino che c’insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo”.
(Dedicato a L. e R.)

Lau