writing about switzerland

Tra le cose che si possono fare solo qui vale la pena menzionarne una che Neil mi ha fatto scoprire di recente: “Adotta una
mucca“!
Con tutte le cose che si possono fare con una Smartbox, beh questa…

ZURICH per images

Thanks Myvia

LA TV SVIZZERA

Vi ricordate Aldo Giovanni e Giacomo tanti anni fa a fare la parodia della tv svizzera con la gialappa’s? Ebbene, adesso che ne ho prova certa, non erano davvero tanto distanti dalla realtà. L’offerta della rete pubblica svizzera si compone ovviamente dei canali locali, ma anche dei principali canali tedeschi e austriaci. Così mi posso guardare bones, csi, the closers, private practice e quant’altro praticamente ogni giorno su un canale o sull’altro, tutto in tedesco ovviamente! Poi per qualche strano accordo per non farsi troppa concorrenza capita che diano lo stesso film nei tre paesi in contenporanea. Comunque i mie programmi preferiti del momento però sono tutti di fatture svizzera doc, trasmessi sulla rete 3+. Il primo è “Bumann der restauranttester” un cuoco cattivissimo che va nei ristoranti in rovina e gli speiga come si fa funzionare il business. Il più delle volte ci si rende conto di quanto sporche siano le cucine dei vari ristoranti e soprattutto di quanto poco ci voglia in realtà tra un minimo di servizio e di decorazione per essere un ristorante discreto… Poi c’è “jung, wild und sexy” che filma le uscite di vari teenegers (o early ventenni) in giro per i locali svizzeri divisi in gang per ogni città, tra alcol e tentativi imbarazzanti di rimorchio. Li vedi super truzzi, brillantinati, con la classica maglietta aderente scollo a v e un po’ pompati che ogni due parole dicono Alte, o Mann o Scheisse (altrnativamente). Ma io mi chiedo, le madri di questi protagonist o eroi moderni della nostra società non si sono messe le mani nei capelli??? Ovvio che poi segue subito la serie “mama, ich bin schwanger” la versione svizzera di 16: pregnant, quando i bambini danno alla luce altri bambini. Non riesco ancora a capire se c’è un educational attempt dietro oppure più un incentivo all’essere idioti. Il mio preferito in assoluto è infine: “bauer, ledig, sucht…” una serie di successo alla sesta edizione, stile agenzia matrimoniale in cui di volta in volta 10 contadini-fattori svizzeri doc tra mucche, fieno e dura vita di montagna, vengono accoppiati a 10 donne, nella speranza che nasca l’amore e che così questi poveri contadini trovino una partner con cui condividere il resto della vita, evidentemente anche nell’intento di ripopolare la montagna che anche qui si va sempre più spopolandosi. Soprattutto li guardo al fine di fare fruttuoso esercizio del mio schwiiizer duetsch montanaro e del mio young slang ovviamente…

SWISS BANG BANG, ITALY BUM BUM

Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.

Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!

Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.

Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…

ME: A RAT IN SWITZERLAND

I am offended and disgusted by the outrageous political and marketing campaign promoted by the UDC political party of Ticino region. Me: the perfect example of how well north and deep south of italy can meet, proud daughter of a sicilian emigrated to the north, a terrona, so to say. And now that I emigrated to Switzerland I become a rat. It is so true that migrations are just a matter of perspective, time and place. We all end up like immigrants somewhere sooner or later. And we Italias, should know that well, but instead we treat still nowadays albanians, maroccans, algerians, romanians africans and even our own very connational from below Rome like rats in our houses. I have been hating all my life the world terrone but i somehow got used to it. I will face as well to be called a rat. What really hurts me though is that italians have been accepted when our labour force was cheap and conveninet to build the Gotthard tunnel and whatsoother mervellous swiss things… just 100 years ago. We were useful, but not welcome for sure! This campaign nowadays starts from the polemic regarding the 45 thousands italian workers who everymorning cross the border and go to work in ticino. They apparently steel jobs. And then what about the swiss companies that employ them because they are cheaper?! We are rats in Switzerland eating the precious gruyer. Moreover this is offensive to me that I am such a great fan of Ticino. I mean, for an Italian in Switzerland Ticino is like home, is like a safe place where to go speak our own language and find familiar atmoshpeare, food and manners. Is a place for nostalgic and homesick looking for the sun. I am really disappointed that there are people who thinks like that exactly in Ticino.

(shame at balairatt.ch)

The campaign is named bala i ratt: that is to say the dancing rats. In italian in fact we have a famous proverb which goes like: if the cat is absent, the rats dance. Obviously if the rats are partying hard is just because the cat is too distracted by his own giant selfesteem. The 3 rats (you can find them even on facebook, but i dislike you if you want to become friend of them!) are in order: Fabrizio the tiler worker from verbania, Bogdan the romanian criminal and finally, Giulio, the lawyer carrying a shield with 3 mounts on it (an undoubtable reference to our minister of finance Giulio Tremonti and to his smart law which protects the italian accounts in switzerland). This racist campaign apparently has been sponsored by 20 private investors and organized by the UDC, while in first place the party who ws held responsible was the Lega ticinese. The effect of this is so strong that made even our own Italian-Padanian Lega go mad! Someone, finally showing some wisdom, said: obviously there is always someone located more north than we are… Like saying there is no geographic limit to racism and intollerance. We should better remember this, when we talk about our internal problems and when we are so good in blaming the immigrants in our country for all our problems. And by the way, I do like swiss cheese.

THE MISSING PIECE OF THE PUZZLE

Some people happen to tell me how brave I am in their eyes, to leave my country and go living abroad, to take the courage and jump in the vacuum, to do things which they probably also dream about doing but probably don’t really dare put into practice.

Today I keep on asking myself: and what if I am totally not “the cool one”, what if instead I am just the totally wrong one? The one who can’t just cope with living in a place and needs to escape from it, the one that can’t adapt, the misfit? What if I am actually the opposite of all we have believed so far? In my pilgrimage through Europe I tried not to judge but rather to understand what makes people stay or go. I asked and confronted myself with other pilgrims to understand their reasons. The fact is that the european modern version of the nowadays “nomadism” is not really a choice, is more something that happens along the way, it’s an accident. So there is not cool/ uncool, right or wrong. There is no boring-static life choice vs adventurous-exciting life choice. Peole are just different, people feel different and need different things.

Young people like me -generation Erasmus- are pushed beyond the borders to make Europe a better and more flexible place, and then, just happen to get stucked somewhere in this net and never come back to their home. Somehow we get dragged by the fluxus from one place to another for a while, and then maybe we just stop in a new totally strange city. It’s not easy. Facing difficulties of language barriers, knowing that after so long actually you just don’t really need more new friends, in the sense that the one you made you exactly know where they stand for you, but they are far away, so it’s just a primary need to go and get new ones, in order to survive. Get integrated, meeting the locals. Eating their food. Appreciating totally different humors. Spending several hours in the silence of your mind while everyone around you speak another language (you are just too tired sometimes to make the effort, or you are just bored of not being able to say what you would like). I found myself often int his place, but I made a point of doing my best effort in learning the language. I think that the language is everything, you can’t live in a place for several years without understanding what the people say around you! It’s just inconceivably! The thing is, no matter how hard you try you will go through anger, frustration, laughs (mainly of the listeners only cause you said something wrong) depression and long moments of silence. It’s indeed a big effort for your brain to filter all these info all day long! And at the end of the day, you sit there sourranded by friends, but you need to switch off: you just can’t anymore. Sometimes I dream (in a typical Ally Mcbeal form) of standing up in a raptus and starting screaming in italian! I just understand now what a great gift is a mothertongue to someone.

Here in Switzerland, the extreme right party -already famous for his politically incorrect and ashaming propaganda- is now suggesting that all the people who enter the country must prove with a test of being able to speak at least one of the 4 national languages. I do believe that this is importnat, but also that from a strictly political point of view this is just another obstacle they want to put at the borders, rather than a theoretical affirmation. If someone wants to get the citizenship must of course give proof of his own integration, but what in the case of new European nomas like me? And then, is it really us they are worried about (the educated people) or the problem is rather the people escaping from poor and war countries? I also think that those who come to work in multinational companies and end up 10 years only speaking english, have only a mutilated life here. On the other hand, the non-elite immgrants are the first ones who are gonna have to learn the language the hard way, because they are gonna take all the low level jobs, their children are gonna go to the local schools and are gonna soon be perfectly integrated; more than the sons of the rich ones, who can study in the international schools. So are we here fighting the wrong enemy?

It’s hard also to percieve myself as “not-welcome” somehow; even if I am among the lucky ones, I do remain an immigrant here, and I want to stand up in the name af all the people who face this experience. This really is teaching me a lot on the perception we have of the “others” in our houses. I can maybe have an exotic exciting life in the eyes of many people, but I do constantly miss something, something important. Wherever you settle you will end up discovering that you are always anyway missing a little piece of the puzzle to be happy. Or maybe this is just the secret of happiness: the puzzle is a great illusion, and there is no missing piece to find. Good luck searching.

ZURIGO

Mi sono trasferita a Zurigo! Una nuova sfida che va affrontata col motto: “conosci il tuo nemico!”. Se voglio che questa città mi tratti bene devo imparare ad apprezzarla, perciò ho iniziato il tutto con un classico bus-tour per turisti, sembra stupido forse, ma ti da una visione d’insieme sulla città e un primo orientamento tra le varie zone e come arrivarci. In più si scoprono cose interessanti come: Alfred Escher può essere considerato il padre della città a cui si deve a fine ’800 gran parte del progetto urbanistico, ma soprattutto delle fogne (un passaggio essenziale per una città che vuole diventare moderna!). Zurigo ha due fiumi il Sihl e il Limmat e i patroni della città sono Felice e Regola che furono decapitati, ma secondo la leggenda, portarono le loro teste sotto braccio fino dove ora sorge la Chiesa sull’acqua voluta da Carlo Magno. Zurigo è inoltre storicamente uno dei capisaldi della riforma protestante con Zwingli perciò ahimé qui si fanno meno vacanze (cattoliche). Zurigo è poi -come ben sanno per i maschietti maniaci di calcio- la sede della FIFA, qui ci sono un sacco di compagnie internazionali tanto che gli stranieri sono ben il 30% della popolazione! La città ospita inoltre due eventi importantissimi: la gay parade e la street parade (una mega festa techno ma non solo!) che decisamente contribuiscono a rendere la città e i suoi abitanti un po’ meno snob e un po’ meno perbenisti, almeno in quei giorni! La vera festa della città è però la festa che sancisce l’inizio della primavera quando un pupazzo di neve imbottito di petardi viene fatto bruciare su un rogo: più velocemente scoppia la testa, migliore sarà la primavera! Da Zurigo per ora è tutto! Tschussss

ALLA RICERCA DEL LAVORO PERDUTO

Cari fantafobalisti, penso soprattutto a voi gai universitari ancora lontani dalle tristezze del mondo lavorativo. E’ pur vero che ogni stagione ha le sue magagne, in ogni caso io mi trovo attualmente disoccupata e al contempo immigrata! Cercare lavoro è decisamente un lavoro di per sé. Passi la giornata al computer, rispondi al telefono e poi con un po’ di fortuna vai pure in trasferta per fare un colloquio! Le domande sono sempre più o meno le stesse: preparatevi bene su quali sono le vostre forze e debolezze (una vera domanda tranello perché uno deve far capire di essere autocosciente e consapevole, ma allo stesso tempo bisogna trovare una cosa da dire che non rappresenti un vero problema per chi deve poi gestirvi). L’ultima novità che ho sentito è stata però: “se fossi un animale che animale saresti?!” Ora, se me lo chiede uno qualsiasi a me viene da dire: un gatto o un coniglio chessò, un animale dalla vita confortevole direi; ma se devi dare una risposta in un contesto lavorativo bisogna trovare un animale che esprima le giuste doti! Io direi scartiamo a priori tigri leoni e quant’altro, che sembrano troppo ambiziosi… volete invece sgobbare come muli? Essere affidabili come i cani o agili e multitasking come gazzelle? La stessa domanda può venir riproposta nella versione quattro ruote: “e se fossi un auto?!” Insomma se avete l’insonnia vi consiglio di fare questo simpatico giochetto e prepararvi a queste bizzarre risposte. Cercate di essere originali ma non folli. Vi chiederanno anche il motivo per cui avete lasciato il posto precedente e trovate qualcosa da dire che non sia “odiavo il mio capo e data la misera paga che avevo alla fine ci perdevo ad andare a lavorare!” E alla fine concentratevi sulla stretta di mano fissando negli occhi l’interlocutore. E abbiate pazienza… tanta… sperando prima o poi che qualcuno ci assuma! In bocca al lupo.

amazing swiss landscape

amazing swiss landscape

GINEVRA E ALTRI PENSIERI

Molti dicono che la svizzera francese non sia che altro che un pezzo distaccato di Francia. Effettivamente nei cantoni francesi c’è una atmosfera totalmente diversa, l’architettura è diversa, la gente è diversa, e pensano anche diverso! I cantoni francesi con l’aggiunta di Basilea (che per la posizione di contatto con le vicine Francia e Germania, nonostante sia un presidio tedesco, si affianca di più all’ apertura mentale di Berna) sono politicamente i più progressisti di tutta la svizzera e vi si concentra un cospicuo gruppo di movimenti di giovani europeisti, tanto che qui nel 2001 con il sostegno dei partiti democratici e verdi furono raccolte le 100.000 firme sufficienti per il referendum sull’ingresso nell’UE. Purtroppo il referendum venne in ogni caso respinto da tutti i cantoni con più del 70% dei NO. Si dice il voto fosse stato troppo prematuro.

Comunque sia, a Ginevra più del 40% della popolazione è composta da stranieri (tra cui spiccano curiosamente i portoghesi ancor prima dei francesi e altre 180 nazionalità). Gli mmigrati e i quartieri etnici donano un deciso tratto multiculturale a Ginevra. Nel quartiere Paquis sembra un po’ di essere in una banlieu parigina invasa da un certo odore di spezie e cous cous. Esploro la città. Come al solito faccio per entrare in una chiesa a caso. Entrare nelle chiese delle città che non conosco per me è un po’ come aprire finestre nascoste dell’animo umano: le chiese ti dicono parecchio al di là della religione praticata. Beh, nella prima chiesa in cui entro trovo invece un centro di ritrovo cittadino, una specie di centro sociale, della chiesa aveva solo la forma. Anche questa è una scoperta. Le persone sono molto gentili, quasi mi rincorrono per vedere se mi serve qualcosa. Fa freddo, perchè qui c’è un certo vento pungente che sale dal lago.

Ma che sfortuna il museo della Croce Rossa è proprio chiuso il giorno che ci vado io. In questa breve trasferta sto raccogliendo un sacco di idee che mi rimandano all’Italia, alla fine in ogni viaggio va così, uno fa kilometri e kilometri per poi ricongiungersi con ciò che gli è familiare! La CR è stata infatti fondata a Ginevra dallo svizzero Dunant nel 1862, dopo che egli aveva assistito ai tremendi esiti delle battaglie di San Martino e Solferino sul territorio italiano durante la Guerra di indipendenza. Insieme le truppe austriache e quelle franco-sarde persero un totale di circa 30.000 uomini che furono abbandonati sui campi di battaglia, allora Dunant cercò di radunare uomini e infermiere per portare assistenza come poteva. Il mio caro professor De Stefani all’epoca ci aveva pure portato a San Martino in gita, a vedere il museo della Croce Rossa Italiana… ed ora eccomi qui.

Lì di fronte c’e la sede delle Nazioni Unite. Sento un brivido che fa riaffiorare in me all’improvviso 2 lauree e 5 anni di studio universitario alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova che giacevano al momento sotto 1 anno e mezzo di intenso lavoro nel turismo! Oddio, ho un attacco di febbre politica. In dieci minuti spendo 50 franchi in libri per rituffarmi nelle mie passioni nostalgiche. Un po’’ di emozione a percorrere i corridoi e immaginare se solo se avessi preso una strada diversa… del resto a Ginevra hanno sede 200 tra le più importanti organizzazioni governative e non del mondo.

Un altro segno: a Ginevra è nato nel 1712 Jan Jacque Rousseau, uno dei miei filosofi preferiti! Ginevra è anche una delle città più costose del mondo, infatti ogni due edifici c’è una galleria d’arte, e chi ha i soldi per comprarsi questi soprammobili?

Nei film o nella letteratura le donne che si chiamano Ginevra sono tutte signore di ferro, si veda una per tutte (la prima che mi viene in mente) quella di Re Artù.

Infine questa bella città è la seconda culla svizzera della riforma protestante, dove le idee di Calvino si sono diffuse facendo eco al collega zurighese Zwingli.

Per chiudere tappa ristoro rigorosamente consigliata da Lonely Planet: entrecote con burro ed erbette al Cafè de Paris. Questo viaggetto mi ha dato proprio una boccata d’aria in tutti i sensi; concordo, questa è tutta un’altra Svizzera.

MY SWITZERLAND

Gli svizzeri sono un popolo a cui piace la sicurezza, economica, dei propri risparmi della segretezza dei propri conti, ma soprattutto gli piace assicurarsi, contro tutto. Per la responsabilità negli incidenti in bicicletta si compra una vignetta annuale per circa 4 euro e si può prendere sotto una vecchia che tanto pagano le fiorenti assicurazioni. Se te la rubano (cosa improbabile dato la civiltà superiore degli svizzeri che non rubano niente anche se le bici sono sempre per strada incustodite con miseri lucchetti che a Padova non durerebbero mezzo secondo) grazie al numero di telaio sei sicuro di ritrovarla, anche dopo anni ti telefona la polizia e te la riporta. Qui tutti si salutano per strada, ma soprattutto vogliono farti attraversare sulle strisce, anche quando non vuoi, anche quando ti stai solo sporgendo un po’ sul marciapiede alla fine sei costretto ad attraversare perchè ti senti in colpa ad aver bloccato tutto il traffico all’improvviso: tutti fermi, calmi e composti a guardarti calpestare le zebre, senza fretta.
C’è ordine dappertutto, la raccolta differenziata super efficiente e super dettagliata (a partire dal vetro diviso per colore) in più quando non ti serve più qualcosa la lasci davanti alla porta e chi ne ha bisogno se la prende. Tutti lasciano regali per strada, dai divani ai giocattoli, oppure li portano al floh markt della Caritas.
In mezzo a tutta questa civiltà però si fuma ancora nei locali, e si fuma un sacco! La Svizzera è oggi l’unico stato che applica la democrazia diretta a livello nazionale, cantonale e comunale. Il popolo può bloccare una legge o una modifica della costituzione deciso dal parlamento tramite referendum o può imporre un cambiamento legislativo o costituzionale tramite un’iniziativa popolare. Ad Appenzeller, vicino al cantone San Gallo, si elegge l’assemblea e si votano le leggi per alzata di mano in piazza l’ultima domenica di aprile, però le donne non vi potevano partecipare fino al 1990!!! Dal 2007 inoltre riconoscono gli stessi diritti delle coppie sposate alle coppie gay registrate.
In Svizzera sono illegali il possesso e la coltivazione della canapa indiana ma fino a poco tempo fa esistevano dei negozietti che vendevano questa e altre magiche sostanze sotto forma di sacchetti profumati o con altri espedienti. Nel novembre 2008 però il 63,2% degli elettori svizzeri ha respinto un’iniziativa popolare per depenalizzare l’uso della canapa e i negozietti non esistono più, ciò nonostante direi che gli svizzeri sono un popolo culturalmente aperto su molti temi che in Italia fanno scandalo e sono da sempre tabù a causa del nostro “bacchettonismo” religioso.

LUZERNER FASNACHT 2008

21 feb 2009

Gruetzi!!!!!

Ciao amici qui svizzera, lucerna, oggi la temperatura varia dai 4 ai meno tre gradi. E in corso il fasnacht cioè un pazzo carnevale svizzero in cui la gente si ubriaca come matti ma soprattutto si vestono con delle cose a caso, non come il nostro carnevale con le maschere tradizionali. vanno per la maggiore cose horror oppure semplicemente accozzaglie di vestiti e colori a caso, ma soprattutto la città è invasa di bande di 50 persone minimo che suonano questa musica tipica di tamburi e trombe vestiti tutti come delle armate e indossando teste di cartapesta giganti (attraverso le quali non si sa come riescono pure a suonare). per fare un esempio c’è un gruppo vestito da orsi quelli delle cronache di narnia oppure altri richiami al signore degli anelli o semplicemente mostri orripilanti con questi testoni enormi.
Il tutto è cominciato giovedi al sorgere del sole con fuochi d’artifico e finirà martedi. Nel mentre con la città mezza chiusa noi sempre al lavoro (del resto la ditta è svedese-americana). La prima settimana di training si è conclusa ieri, da lunedì inizia il lavoro vero anche se per ora al team italiano dove staro io abbiamo solo archiviato miliardi di fatture dentro a dei raccoglitori (sempre svedesi) scomodissimi che quando li apri ti si rovescia tutto.
I mei colleghi italiani sono tutti simpatici e super in gamba, ma come sapete io di solito non amo tanto socializzare coi connazionali all’estero… (eppure ho trovato persone qui veramente persone che valgono!) in generale l’ufficio è fatto di 160 persone su due piani tutti giovani ma soprattutto tutti con una caratteristica: o minimo due passaporti, o che hanno visitato 3 continenti, o che parlano minimo tre lingue. E’ davvero un altro pianeta.
La gestione della azienda è basata su produttività ed efficienza, politiche eco compatibili ma soprattutto felicità di chi ci lavora prciò si socializza al massimo e si bevono caffè (ci sono tre cucine sparse)…

solo noi stagisti che siamo 20 siamo di 7 nazioni diverse…

da questo punto di vista sembra tutto molto bello soprattutto ci si rende conto che ci sarà un sacco da fare quindi sarà un vero stage dove si impara tanto e non dove si fanno fotocopie… sono dotata di una scrivania un computer e un telefono con cui gestiro le prenotazioni per organizzare i viaggi degli studenti AMERICANAZZI E CANADESI che vengono in europa a primavera.

Gli svizzeri sono un popolo simpatico, tutti ti dicono buongiorno per strada senza conoscerti, tutti parlano inglese quindi per me è impossibile imparare il tedesco per ora. I mei coinquilini coppia sono super simpatici e aperti, la casa bellissima, tutto nuovo, un letto piu comodo di quello di casa mia. altro che polonia dove dormivo sul famoso tetris-divano-letto!!!
pero comunque costa tutto tanto, un tratto di autobus in una zona sola sono 2 euro. devo pagarmi l’assicurazione sanitaria privata obbligatoria e un sacco di altre cose percio questo mese va di calcoli e bilanci.
per chi volesse venire abbiamo una simpatica cameretta in mansarda… portate però pan di stelle o macine come merce di scambio grazie!!!
per ora vi saluto e vi abbraccio.
la vostra pippi svizzera

fare i soldi con heidi

fare i soldi con heidi

IO E HEIDI TRA LE VACCHE SVIZZERE

Ebbene si perché Heidi non è per niente tedesca ma è svizzera come il cioccolato, i buchi dell’emmenthal, la fonduta e le vacche viola. Parto alle 5.40 del mattino alle 10 sono a Milano già stanchissima dal trascinare una valigia enorme in cui ho dovuto rinchiudere i miei prossimi sei mesi. Ovviamente devo pure cambiare treno e non 2 volte come previsto ma 3! Il mio vagone è a regola d’arte posto a fine binario cioè dalla parte opposta a dove sono io. Siccome ho tempo mi fermo a metà a mangiare un panino… Appena salita trovo una vecchia milanese che fa la spola da Lugano e subito si mette a commentare la mia valigia proponendo con insistenza inutili soluzioni sulla sistemazione dei mei bagagli che comunque non entrano da nessuna parte. “Eh, ma non si può mica viaggiare con una valigia così ne”. “Scusi signora ho fatto del mio meglio ma non potevo fare diversamente!!!”. Si distrae solo perché arrivano dei calabresi senza prenotazione ai quali lei impartisce istruzioni dicendo che non possono sedersi. Ma che glie ne frega lei che il posto ce l’ha! I coinquilini e la casa che mi aspettano a Lucerna sono sopra ogni aspettativa: qualità della vita top e prezzi altrettanto! Sono obbligata a farmi una assicurazione sanitaria privata e comunque sappiate che qui si paga non solo il canone tv ma pure la radio! Poi qui separano tutto non solo il vetro per colore ma anche il cartone della pizza, la carta normale e i giornali( dalle confezioni di yogurt strappi l’etichetta) e poi la luce per le scale del condominio si accende da sola con un sensore al tuo passaggio e senza sprechi si spegne dopo di te. Nessuno chiude la porta, neanche di notte. Nessuno ruba. Tutti sono onesti perché tutti si fidano. Le bici per la strada mezze incustodite. Si respira aria di una civiltà superiore, come gli alieni. Al supermercato solo buste di carta, ma di quelle resistenti, però niente guanti per la frutta e la tizia della pizzeria dopo aver preso i soldi ti mette la rucola. Si vede che ci si fida pure dei germi (buona però) o perché si assicurano contro tutto. I soldi sono grandissimi che non mi stanno nel portafoglio. Solo non ho capito perché i 50 cent di franco sono una moneta piccolissima più piccola di tutte le altre con scritto sopra ½ così nessuno se la fila pensando sia inutile! Tutto è ordinato e efficiente. Pure i poveri e gli alcolizzati sono educati e per nulla molesti. L’unica nota diversa è stato il carnevale. 4 giorni da pazzo fasnacht con gente con i vestiti più assurdi (non le maschere tradizionali come le nostre) e poi carri e carretti costruiti su rimorchi di trattori e parcheggiati per la città per fornire alcool ai festeggianti. Li lasciavo la sera e alle 8 del giorno dopo erano ancora a ballare la tecno sul ponte di legno coperto più antico d’Europa… venite a vedere???

14 marzo 09

oggi è il complimese della mia permanenza svizzera e vi scrivo.
Preso il ritmo lavorativo le giornate volano via velocissime, mi siedo al computer alle otto e mezza (solo per accenderlo ci vuole un quarto d’ora durante il quale si fa il caffe e colazione) e poi all’improvviso è mezzogiorno…normalmente verso l’una tutti i trainee come me convogliano al piano di sopra in cucina e mangiamo insieme facendo commenti negativi sugli svizzeri (inteso uomini e non popolazione) a mano che qualcuno nel weekend non sia riuscito a rimorchiare…
alla fine è bello lavorare in un ambiente cosi internazionale ma a parte i colleghi è difficile farsi degli amici autoctoni e chi decide di restare di solito non ha nessun legame a distanza (è davvero difficile!) oppure ne ha uno con uno svizzero intraprendente, solitamente conosciuto all’estero (una rarità).

La mia vita è cambiata finalmente in positivo questa settimana quando ho deciso di iscrivermi in palestra, anzi in paradiso:
tutti i corsi e sala macchine nuovissime (che la cyclette mentre pedali ti spara un soffio di aria fresca regolabile in faccia) e poi piscina, piscina calda all’aperto, vasca idromassaggio, vasca a percorso con getti, sauna hot, sauna tiepida con suoni della natura e led colorati per la cromoterapia, bagno turco con eucalipto, oriental room per relax post sauna con cascata e per finire stanza di aromaterapia con essenze….
praticamente sta diventando la mia seconda casa anche perche è davanti all’ufficio percio quando esco mi trascino a prendere l’autobus ed è fatta.

wasser turm mit schnee

wasser turm mit schnee

Oggi invece sono andata al mercato delle bici che si svolge una volta l’anno in piazza. gli svizzeri per la bici sono matti, praticamente ognuno porta le bici usate da vendere e poi a una certa ora aprono un recinto e la gente si sfionda a frotte e si strappa le bici di mano (sempre con educazione e contegno svizzeri pero e in silenzio) e poi dopo mezzora di code perche ci si trova tutti incastrati tra manubri e ruote ci si dirige alla cassa e si va via sulla propria nuova bicicletta.
certo è che per essere un paese molto efficiente sto mercato potevano farlo un po meglio a parere mio comunque ho una nuova bici rossa e la primavera è alle porte quindi tutta vita!!!

Dimenticavo di raccontarvi che la settimana scorsa abbiamo avuto due eventi pagati dalla ditta: il welcome trainee pub crawl (una specie di bacaro tour alla svizzera con tre tappe in bar con food and drink) seguito da serata in discoteca di mercoledi.
e giovedi cena con il team italiano (per farci socializzare tra colleghi di ufficio) presso ristorante messicano con fiumi di birra a caraffe che si sprecavano, fajitas e per finire tre giri di tequila…
venerdi mattina tutti in ufficio come al solito solo che avevamo tutti delle facce devastate…

dalla ridente svizzera anche per questa volta è tutto.

APRILE 09

Ciao amici

ieri 25 aprile mentre in italia si faceva festa qui a Lucerna si preparava il grande evento della Stadt Lauf (corsa cittadina) veramente c’era un sacco di gente… comunque solita organizzazione svizzera tutto perfetto e in 3 ore dalla fine manifestazione tutto pulito e ordinato come prima.
tutto il giorno si sono susseguite manches di corsa, famiglie, bambini, squadre, ragazzi, donne, uomini e professionisti.
nella categoria 23, donne c’ero anche io.
chi mi conosce sa che mi piace correre, sono riuscita a convincere la mia coinqui a venire con me e dopo settimane di allenamento ecco il fatidico giorno.
sono arrivata tranquilla perche contavo di fare i miei 3.87 km nei miei soliti 32 minuti…. invece al momento dello start ho scoperto due cose: uno che il gruppo andava velocissimo e nonostante pieno di signore anziane la cui capoclasse aveva 85 anni… e due che il percorso era piu complesso di quel che immaginavo essendo tutto su e giu per la citta vecchia con considerevoli punti in salita.
non so bene come ma alla fine lo abbiamo fatto in 24 minuti il che vuol dire che ho migliorato il mio tempo di 8 minuti e non e poco! facendo ovviamente una fatica immane e stando per morire, ma alla fine neanche tanto… un po di streching e poi la sera sono pure uscita a festeggiare…

e oggi invece gita EF a Sciaffusa una piccola citta proprio vicino a l confine con la germania con delle bellissime cascate secondo lonely planet le piu grandi d’europa!(non le piu alte!)
sara la deformazione professionale da lavorare in un tour operator ma inizio a mandare update come quelli che mando per lavoro ai mei colleghi con verie proposte di gite ecc e poi si prende e si parte…

hop hop

1 giugno 2009

Ciao a tutti

sono stata a berna, la capitale della svizzera per chi non lo sapesse…
una citta carina con un centro medievale e un parlamento, ma per il resto molto tranquilla, diciamo e che una capitale in senso amministrativo ma non culturale.
il nome della citta deriva da ORSO che fu (si dice) il primo animale avvistato dal suo fondatore (pensa se incontrava un armadillo…) infatti e pieno di orsi anche degli orsi vivi in una fossa in mezzo alla citta (poveretti) solo che cosi a me sembrava di essere a berlino perchè l’imprinting dell’orso l’ho avuto li la prima volta e non si cambia…

Giugno a lucerna e ci sono ancora 14 gradi. se splende il sole si arriva a 25 ma c’e sempre vento o pioggia o fresco e io vivo i uno shock stagionale costante per cui credo che sia sempre perennemente autunno. in realta non mi manca per niente il nostro caldo appiccicoso e al sapore di asfalto delle citta italiane.

Il simbolo di lucerna invece è il leone scolpito nella roccia che ricorda i soldati morti durante la rivoluzione francese… Infine, tanto per dire che gli svizzeri sono avanti, nonostante i loro difetti, hanno messo il conservatorio di musica sopra una collina fuori dalla citta cosi i musicisti si ispirano e non disturbano nessuno!!!

veloce update sugli svizzeri: quest’estate non so bene perchè ho visto un sacco di gente che andava in giro scalza, sarà che amano sentirsi vicino alla natura, poi la gente va tutta al parco a spogliars in riva al lago, si mette in costume e prende il sole, una cosa che fa un po effetto quando sei abituato che in citta ti multano se ti metti a giocare a calcio e petto nudo, in ogni caso tutti i ragazzi applicano questa moda dello slip o boxer in cotone sotto il costume, ma insomma è davvero comodo stare con la mutanda bagnata tutt il pomeriggio addosso? vabbeh trendy pero… in compenso c’è da dire che gli svizzeri c’hanno tutti dei bei fisichetti palestrati, così sportivi come sono, non è male andare un po’ al parco a rifarsi gli occhi…

AGOSTO 09

Gli svizzeri devono essere per forza un popolo di fatalisti poco creativi. Non ci sono altre ragioni per cui se tu, incontrando una persona, ci fai due chiacchere, bevi qualcosa, la trovi interessante, ti incuriosisci e poi sparisci nel nulla come se niente fosse senza provare a trovare il modo di contattarla o reincontrarla. Gli svizzeri si affidano al destino più cieco. Basta non ti chiedono niente e dopo averti parlato due ore se ne vanno. Ma che maschi sono questi??? Io sono cresciuta circondata e nauseata dall’ossessione dei miei amici maschi per la conquista, il corteggiamento, ovvero per dare un seguito, una chance ad ogni incontro che poteva dare la minima speranza di interesse. Mi si sono saturate le orecchie a forza di sentire commenti su qualsiasi cosa vivente con amorfismi femminili… tutto questo machismo latino mi ha totalmente deviato tanto che spesso ho avuto la sensazione di diventare una di quelle ragazze acide (mi è stato pure detto!) nello sforzo di schivare gli assalti maschili… e poi? Poi sono arrivata in svizzera! dove le relazioni interpersonali ci mettono millenni ad evolversi. Quesi non capiscono neanche quando costretta dalla situazione alla fine ti scopri tu la chica latina e ci provi con tutti, poi non si fidano, poi non hanno voglia di sforzarsi, poi non sanno cosa dirti, e poi alla fine se ne vanno e basta!!! Può venire qualcuno a fargli un corso? ma dico io una via di mezzo sarebbe l’ideale! Un po di maniere gentili, un tocco di fantasia e saremmo tutti felici e il mondo girerebbe come dovrebbe girare, cioè con l’uomo che rincorre la preda. Insomma è anche vero che così è divertente però dopo un pò uno inizia a farsi domande. Il test di facebook dice che I am trying too hard. Well, at least I am trying! La recente conversazione con mia sorella (prossima alle nozze -prima di me uff, l’ho scampata-) ha avuto un esito che mi ha a dir poco turbato. Insomma calcolando che ho già 26 anni e che ormai sono decisa a puntare verso un così detto Uomo, e che cioè credo di meritarmi dopo tanto patire una persona matura e stabile, devo alzare il mio range e muovere verso pascoli di esemplari più grandi. Allora lei mi fa, candida come il suo vestito, “perciò ti rendi conto che il tuo prossimo fidanzato potrebbe già non avere più i capelli!”. Ora con tutta la simpatia che provo per le teste tonde e rasate che quando le tocchi ti danno quella sensazione di zerbino, e senza nulla togliere ai giovani adulti che soffrono tanto per questo problema (almeno quanto noi per il dilagare della cellulite) io voglio un uomo coi capelli! Io sono ancora giovane e ho diritto ad avere un prossimo fidanzato in regola, possibilmente alto e a cui piaccia il basket, a questo punto magari ticinese così almeno si avvicina un po’ al prototipo italiano… e lo voglio accessoriato coi capelli, tanti e folti e scuri da metterci le mani dentro mentre lui guida la nostra futura macchina! E’ così assurdo? oddio come mi sento vecchia… Comunque tanto per confermare ulteriormente questo racconto, quando la mia amica ha incontrato un ticinese questo ha immediatamente fatto due cose: le ha offerto da bere e le ha chiesto il numero di telefono. Passate due ore, nel cuore della notte le aveva già scritto un messaggio per invitarla a bere un aperitivo la settimana dopo! Invece io che ho dispensato il mio numero al 70% dei ragazzi lucernesi (carini) non ricevo alcuna notizia da mesi, neanche uno squillo per sbaglio! Insomma ci vogliamo sbrigare dato che entro i trenta mi devo sposare???

LUGLIO A LUCERNA E DORMO ANCORA COL PIUMONE. Alla fine non l’ho tolto proprio dal letto, tanto qui l’estate è durata solo una settimana ad agosto. Ho fatto anche vari bagni nel lago, ma cosa devo dirvi, il lago non è il mare, sembra una frase ovvia ma per me sotto sotto ha molto senso!

fa bene leggerlo

fa bene leggerlo

LA MIA VITA DA IMMIGRATA

Partita il 26 agosto alle 4 del mattino sono tornata in terra Svizzera lunedi 14 sett alle 17. Nel mezzo c’ è stato di tutto: Budapest, finalmente il matrimonio di mia sorella, Cracovia e Berlino. Tutte cose successe talmente veloci che sto realizzando solo ora, mentre faccio i conti con la mia mail che scoppia di lavoro arretrato. Poi alla fine si capisce perchè quando si lavora non ci si gode più davvero neanche le vacanze, perchè ci si ossessiona già con le cose da fare al ritorno! Comunque una delle mie prime incombenze è stata farmi rilasciare il nuovo libretto di lavoro: con un contratto apri ad un anno o più si ottiene il permesso B valido ben 5 anni, che apre la strada a molte nuove opportunità per chi vive in Svizzera, ma anche a molte spese. L’assicurazione sanitaria obbligatoria per esempio. Dopo attenta ricerca di mercato cercando di risparmiare togliendo tutte le clausole accessorie possibili, non meno di 100 CHF al mese per assicurarsi con una franchigia talmente alta che comunque qualsiasi cosa ti capiti alla fine te la devi pagare tu! Ovvero una spesa inutile! La seconda notizia è che dal 2007 con un permesso B tutti coloro in possesso della patente devono sostituirla con una patente svizzera entro 1’anno dall’ingresso, anche se non si guida abitualmente. Scaduto l’anno senza aver proceduto si deve ripetere totalmente l’esame severissimo svizzero per avere la patente. La cosa interessante è che la patente Svizzera non scade mai ed è riconosciuta dappertutto anche negli USA che di solito sono problematici! In sostanza gli svizzeri sono un popolo furbo che ha molti vantaggi e accordi favorevoli per I suoi cittadini, ma ancora un po’ diffidente con gli stranieri. Il rapporto del Consiglio d’Europa sul razzismo di questo settembre dice che la Svizzera discrima tutt’ora in vari modi gli stranieri. Chi lo avrebbe mai detto che nonostante la libertà di circolazione e tutto il bene che ci ha fatto L’UE (di cui io sono grande fan) un cittadino europeo potesse sentirsi ancora oggi immigrato. Per darmi il permesso B ho sostenuto una specie di colloquio individuale che mi ha fatto delle domande tra cui “sei felice in Svizzera?”. Alla fine, dopo averti riempito di opuscoli informative, ti danno un cioccolatino svizzero come simbolo emblematico di benvenuto! Ho realizzato in quell’ istante che sto davvero per trascorrere un anno della mia vita qui, come immigrata! E in Italia? Non credo che siamo poi molto più civili, con la fila alle 5 del mattino davanti alla questura e i barconi di disperati respinti di questi giorni. Evidenti segnali del fatto che abbiamo davvero dimenticato com’era quando gli immigrati eravamo noi. (ce lo ricorda Stella con il libro l’Orda)

SETTEMBRE 2009

– In Svizzera vengono discriminati gli stranieri, e tra questi sono compresi anche gli italiani: a evidenziarlo il IV Rapporto della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa, reso noto questa mattina. In Svizzera, come sottolinea il documento, l’assicurazione di un’auto può costare a un cittadino italiano fino al 27% in più per il solo fatto di avere un’altra nazionalità rispetto a un elvetico. Secondo la Commissione, una delle cause della discriminazione – particolarmente forte soprattutto nei confronti di coloro che provengono dai Balcani e dall’Africa – sarebbe la mancanza di leggi adeguate atte a contrastare il fenomeno. Ma a preoccupare l’Ecri è soprattutto “il mutamento del tono del discorso politico che si è verificato dall’ultimo rapporto”. Un mutamento strettamente legato, secondo la Commissione, alla crescita in Svizzera del partito Unione Democratica di Centro, che attualmente “occupa una posizione significativa nella politica del Paese”. Un partito che, come si legge ancora nel documento, ha fatto degli “stranieri” il suo tema centrale. “Il suo programma e le sue campagne mediatiche vengono descritte da tutti gli esperti come xenofobe e razziste”, sottolinea l’Ecri, secondo il quale “i ripetuti attacchi dei membri del partito ai diritti fondamentali degli stranieri hanno avuto un impatto sulle scelte politiche”. Lo rende noto l’Ansa.

OTTOBRE A LUCERNA

premettendo che il freddo qui è una costante e il caldo una variabile che saltuariamente appare, sappiate che io il piumone non l’ho mai tolto dal mio letto svizzero neanche ad agosto, quando lo scostavo solo leggermente la notte perché mi infastidiva un pelo la sensazione di poter cuocere delle bistecche sui miei propri stinchi… però è durata solo una settimana. Il piumone sta bene dove sta. Per fortuna è stato un autunno mite finora, con tanto sole. Ma domenica scorsa siamo passati da 18 a due gradi, così in una notte! Domenica mentre in città si stava ancora tutto sommato discretamente in giacchetta, sono salita sul Monte Pilatus (2132 m) dove ho trovato meno 4 gradi e la neve già bella pronta. In pratica è come fare un viaggio nel tempo, poi torni giù e quasi quasi senti ancora un po’ di estate che se ne va… Qui sono tutti in fremito per l’apertura della stagione sciistica e io che sono una rinomatissima sea-side girl (adattata lake-side per cause di forza maggiore) sono un po’ preoccupata. Nonostante tutto, sebbene si dica che le donne sono debolocce e freddolose di natura, io contrasto fortemente questa teoria, soprattutto dopo aver resistito al temibile inverno polacco quando la faccia mi si tagliava in due per il vento con meno 20 gradi. In ogni caso mia nonna mi ha insegnato e coprirmi sempre la pancia e che i posti più caldi del corpo sono due… e anche che se avete le chiappette calde avete la febbre! Buon freddo a tutti!