volare ooohooh

il mio viaggio per stoccolma...

COME PERDERE L’AEREO, RITROVARLO E… PRENDERLO AL VOLO!

Due miei amici di ritorno da Barcellona decidono di approfittare della novità del CHECK-IN ON-LINE. Da casa propria non solo si compra il biglietto ma ci si registra anche, e se non si hanno bagagli da imbarcare, si può arrivare in tutta comodità all’aeroporto evitando le code e quelle due canoniche ore di attesa. Succede però che se sbagli l’autobus per l’aeroporto la calma puntuale con cui saresti arrivato diventa una fretta spasmodica assurda, proprio perché non hai più quelle due ore cuscinetto rassicuranti che ti separano dalla partenza. L’ansia aumenta, ti vengono i sudori, parli uno spagnolo concitato che non sai da dove ti viene, ma ti permette di chiedere 200 indicazioni ai vicini per cercare di capire se puoi tentare l’incredibile impresa. Arrivi e rotoli giù dall’autobus, ti scaraventi contro la polizia per superare i controlli e ti infili tutto di un pezzo dentro il tubo radiografico per dimostrare che non hai armi (perché sai benissimo che se ti fanno togliere scarpe e cintura perdi troppo tempo). Apri una porta a caso e ti trovi in mezzo alle piste (del resto a Girona non è facile perdersi). Uno scaricabagagli italiano ti guarda mentre sudi otto camice, trafelato e catatonico mentre osservi il tuo aereo partire senza di te. Lui ti dice: “è inutile ormai lo avete perso…” Ma tu non ti arrendi, hai visto troppi Mac Gyver e l’adrenalina ti ha strafatto il cervello. Incroci lo sguardo di un altro scaricavalige (questa volta marocchino) vi lanciate una occhiata di intesa, compassione e disperazione: lui capisce di essere la tua unica chance di salvezza. Molla le valige e corre da un collega, lo butta letteralmente giù dal camioncino che sta guidando senza dare spiegazioni -perché in questi casi il tempo è sacro quanto gli addominali di Jamie Dornan e lui lo sa!- In un balzo ti carica sul camioncino e insieme cominciate a sbracciarvi gridando all’aereo di fermarsi. Il pilota nel mezzo della manovra di uscita dal parcheggio ti vede, e per un miracolo ha pietà di te. Chiesto il permesso alla torre di controllo torna a prenderti, si apre una scaletta di emergenza e la hostess ti fa salire mentre lo scaricabagagli italiano ti guarda a bocca aperta incredulissimo. Saluti il tuo eroe e mentre non sai neanche dove sei, chi sei, ma soprattutto come sei arrivato lì, ti siedi al tuo posto e voli via.
Ecco perché il check-in on-line è inutile: dopo una esperienza così non rinuncerai mai più ad arrivare in aeroporto due ore prima!
LAU
VOLO CON SORPRESA

Vi ricordate quei miei amici del check-in on line? Quelli che hanno preso l’aereo in corsa già partito… beh ne hanno combinata un’altra spettacolare!
Post laurea decidono di recarsi in vacanza in Grecia. Prenotano con Ryanair, stavolta ce la fanno: prendono l’aereo tutto regolare finché, ormai seduti e pronti al decollo, odono le hostess dare instruzioni in francese. Iniziano a preoccuparsi, ma non avendo il coraggio di fare una figuraccia chiedendo alla propria vicina: Scusi, dove sta andando questo aereo???” optano per un: “Scusi qual è la più grossa città vicina all’aeroporto?” utilizzando l’escamotage per cui gli aeroporti Rayanair sono sempre un po’ lontani… La vecchia si consulta col marito, entrambi un po’ perplessi, e poi afferma: Toulouse!!! Mmmmmm non mi sembrava che in Grecia ci fosse una città francofona con questo nome!
E fu così che atterrati in maglietta e pantaloncini in Francia (a Rodez), credendo di andare in Grecia (a Rodi), i due decisero di optare per un interrail Francia-Spagna e reinventare così la propria vacanza greca ringraziando di non aver prenotato in anticipo alcun pernottamento (forse questo ero il massimo di brivido previsto dal viaggio) e divertendosi tanto comunque. La lezione vale per tutti: la prossima volta prima di prenotare un aereo a occhi chiusi controllate la cartina perché l’assonanza tra Rodez e Rodos può trarre in inganno! D’altra parte pensate che emozione irripetibile essere seduti in maglietta su un aereo senza avere idea di dove stia andando… penso che non capiti molto spesso…
Del resto come dice Paulo Coelho:
“Quando si va verso un Obiettivo, è molto importante prestare attenzione al Cammino.
E’ il Cammino che c’insegna sempre la maniera migliore di arrivare, e ci arricchisce mentre lo percorriamo”.
(Dedicato a L. e R.)

Lau

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...