(still) dating Lau…

Tornano gli episodi di Dating Lau!

Ecco una collezione di altri dates fallimentari raccolti in questi anni da single, così che anche le altre donne sole là fuori, possano trovare un minimo conforto.

  • Quello che vuole comprarti

Una volta sono uscita con un vero uomo, (e se lo chiamo così in corsivo e non ragazzo è da notare!) non che fosse molto più vecchio di me, al massimo 6 anni, ma probabilmente ci sono due fattori che nel mio immaginario lo hanno contraddistinto così:

  1. che aveva i capelli molto brizzolati. Anzi proprio molto sale e pepe -e per quanto mia sorella insista che il mio prossimo fidanzato a rigor di logica sarà pelato, perchè ormai sto invecchiando e mi devo rassegnare, e io continui a sognare un uomo coi capelli, in questo caso anche brizzolato è simbolo di grande maturità…
  2. che quando mi guardo allo specchio per via delle lentiggini io mi vedo un’eterna ragazzina, quindi mi sentivo molto più piccola di lui.

L’appuntamento si svolge in maniera singolarissima, come non mi e mai più capitato: insiste per portarmi a cena in un ristorante super costoso di Zurigo a mangiare pesce e a bere vino bianco, senza badare a spese. Si avvicina durante la cena, mi vuole tenere la mano, sul tavolo, una cosa che mi da un fastidio a livelli astronomici già in coppie consolidate,… ma qui poi è la prima volta che ti vedo! Cos’è tutta sta confidenza? Non so perché ma a un certo punto mi si insinua un ragionevole dubbio che lui stia tentando di comprarmi o perlomeno di impressionarmi. Perché io non ho mai guardato a queste cose materiali o a che macchina uno guidi e quindi mi è sembrato assolutamente inopportuno e inappropriato e mi ha messo a disagio invece di farmi sentire lusingata.

Al punto che, come si può intuire, non l’ho più rivisto, più che altro perché non riuscivo a immaginarmi se quello era stato il primo incontro come sarebbe potuto essere allora il secondo?? e il terzo??? Mi viene in mente un film dove a una tizia viene recapitato un vestito con richiesta di indossarlo un tal giorno e poi si ritrova a volare su un areo privato per una cena a Parigi.

Forse sono una stolta eh, “But sorry, not my thing.”

 

  • Quello che non ti paga manco da bere

Da un estremo all’altro. Posso anche ammettere che per un uomo che vive in Svizzera corteggiare una donna secondo le classiche modalità di galanteria possa diventare piuttosto costoso. Cena + drink x2 in ristorante medio con vino = budget da stanziare come minimo 150 chf. Ovviamente si presume che lo stipendio sia all’altezza. Però se avete a che fare con gli stranieri, che pur guadagnando bene misurano tutto in euro per abitudine mentale, probabilmente troveranno piuttosto doloroso invitarvi in un simile contesto. E così ci sono quelli che fanno tutto alla romana. Anche se per caso voi siete andate in bagno ad incipriarvi il naso, vi aspettando sorridendo con lo scontrino in mano e vi dicono quanto fa. Ok va bene tutto, io credo nella parità e contesto sia le mie amiche che i miei amici che insistono che deve pagare sempre e solo lui. In nome dell’emancipazione femminile dico NO. Abbiamo voluto la bicicletta e adesso pedaliamo!

Ma vuoi mettere il tuo ex che ti invita per una chiacchierata dopo 3 anni che non ti vede e non ti paga manco da bere… è un cafone!

 

  • Quello che esiste solo lui

Lui ti invita a uscire e parla solo lui, ma soprattutto parla solo di se stesso. Delle sue imprese sportive, della sua brillante carriera in una banca, della sua macchina nuova, dei suoi viaggi, del suo stipendio, della sua casa in Grecia. Dopo due ore che siete nel locale non ti ha ancora fatto una domanda, e tu senti che stai per alzare la mano per chiedere di poter intervenire, come a scuola. Ti spiega tutto della vita perché evidentemente sei una inetta incapace. E ti chiedi allora perché voglia uscire con te. In effetti hai accettato perché messa alle strette, quelle situazioni in cui non sai bene come dire di no e hai provato a inventare un paio di scuse ma lui ha continuato a insistere e quindi per senso di carità alla fine hai ceduto. Infine dice che ti inviterà a cena, però poi scopri che ha il frigo vuoto e anzi la pasta dice che è più opportuno se la prepari tu perché sei italiana e non vorrebbe offenderti.

Ma vuoi mettere quel tedesco che una volta mi ha invitata davvero a casa sua con largo anticipo e come menu ha volutamente scelto di farmi un piatto di pasta collosa e insapore versandoci sopra una salsa da barattolo neanche riscaldata. Ma secondo voi pensava di farmi cosa gradita??? E’ stata l’ultima volta che l’ho visto. Era organista stipendiato da una chiesa protestante. Organista pagato per suonare alle messe non come da noi che lo fanno a gratis!) Diceva sempre che sotto le feste aveva un sacco di lavoro perché la gente è triste e muore di più…

 

  • Quello che ha il panico dell’ultimo minuto

Ti prepari, ti trucchi, pensi a come vestirti, ti siedi sul divano perché sei sempre pronta in anticipo… E lui cancella per messaggio quando mancano 15 minuti.

Cosa ti ha preso? Hai rivisto la tua ex per strada? No perché se hai dei dubbi fatteli venire anche un po’ prima, no? Ci può stare, ma cancellare a 15 minuti dall’appuntamento è da record. Cosa può essere successo in quell’ultimo frangente di fantasticamente avventuroso? Che poi non è che dice “rimandiamo, ho avuto un contrattempo”, dice proprio “scusa ho cambiato idea, non vediamoci proprio mai più!”

 

  • Quello che ha un’altra

Percepisco una certa esitazione a concordare un posto in centro città per vedersi. Lui, niente, vuole fare l’avventuroso, “Passo a prenderti in moto e ti porto lontano!”. Guarda magari la prossima volta, prima di premere i miei pettorali sulla tua schiena a ogni frenata vediamoci in faccia. Sai ho una certa dignità. O sai mai che mi vuoi rapire.

Arriva, ma non scende dalla macchina, ti abbassi per guardare dentro e lui finalmente scende impacciato. Inizia a grattarsi la testa e dice imbarazzato che in realtà esce già con un’altra, sì ma mica stanno insieme, non sono mica sposati, né fidanzati… ah beh, perché adesso fa differenza? Questo è il classico caso da chi-troppo-vuole-nulla-stringe. Eccitato dalle mille possibilità di internet vuole uscire con tutte, vederle tutte prima di decidere, come al supermercato scegliendo il gusto delle patatine. Non si accontenta. Si scusa perfino -che tenerezza-, “mi dispiace non avertelo detto prima, ti ho fatto perdere tempo”. Come darti torto. “Sei sicura che non vuoi provare? Ormai sei qui…” Ma se me lo stai dicendo vuol dire che un interesse qualsiasi per questa poveretta già ce l’hai e quindi la tua testa è da un’altra parte. Cosa ci vediamo a fare? Le vedi le mie spalle? Ecco salutale.

Ma vuoi mettere con quello che al primo contatto su Tinder scrive: “Ciao, io sono sposato, per te è un problema?” Candido come la neve. (…che poi sulla neve bianca bianca di solito gli uomini ci fanno i disegni con la pipì…).

 

  • Quello che vuole una relazione seria (ma solo se gliela dai subito)

Questo è uno dei più assurdi. Non tanto per il fatto in sé di volerti mettere subito orizzontale, ma perché aveva una vera e propria teoria a riguardo che mi ha illustrato a lungo.

Inizia a scrivere da subito paroline dolci, a fare il fidanzatino, e io odio quelli che partono in confidenza a chiamarti amore, tesoruccio cuoricino…

Di messaggio in messaggio si fa sempre più audace, si spinge in territori di linguaggio tipicamente ambigui: parla di massaggi, come sei vestita? sei a letto? ecc… Racconta di essere un capo scout, un ragazzo a posto, molto dedicato alla sua comunità, un musicista. Poi dice che lui ha tutta una sua filosofia sulle relazioni ed è profondamente convinto che solo andando a letto insieme da subito si può davvero capire se quella persona è giusta per te e valga la pena approfondire una conoscenza intellettuale, e poi mettercisi insieme, perché in realtà lui vuole una relazione seria!

Ora io non so tu, forse sei il re del sesso, ma di solito le prime volte non sono mai dei granché per nessuno, perciò mi pare una teoria un po’ audace. Figuriamoci con uno di cui non sai niente, devi andare a testare sotto quel profilo lì per capire volutamente in tutta coscienza pianificata se sarà l’uomo della tua vita?! Auguri! Vivissimi!

 

  • Quello che gli e morto il cane

Premesse molto interessanti per questo incontro, davvero un ragazzo carino e gentile; il giorno dell’appuntamento, nel pomeriggio scrive che il suo cane sta molto male e lui non può più venire.

Scusate, me per quanto io voglia prenderlo sul serio non vi sembra legittimo avere un dubbio su questo tipo di “motivi per cui la gente non si presenta agli appuntamenti”?

Lui risponde aggressivo chiedendo se voglio che mi mandi foto del contenuto dello stomaco del suo vecchio cane riversato sul pavimento di casa.

Dico no grazie, che stia calmo, che ovviamente mi dispiace per il cane e che ci vedremo un’altra volta. E infatti non l’ho mai più visto, pero mi ha scritto che il suo cane poi purtroppo è morto –pace all’anima sua.

 

  • Quello che chi non muore si rivede

Siamo usciti tre volte, poi tu hai iniziato a negarti dicendo dopo qualche pressione e messa all’angolo che si, in effetti hai scelto di uscire con un’altra, che pero per onore di cronaca hai conosciuto dopo di me!

Passano 3 mesi e un giorno all’improvviso dici CIAO, COME VA, come nulla fosse. Ah, sei tornato single e io sono il tuo piano B perche in effetti ti ero piaciuta tanto… che faccia tosta certi uomini! Beati loro che riescono a fare queste cose a volte li invidio proprio!

 

  • Quello che ci arriva dopo

Dopo due mesi che ti scrivo e ti mando i selfi mi sono accorto che abiti lontano, in effetti mi viene un po’ scomodo frequentarti. Sappi che sembri proprio una ragazza fantastica. Ciao.

Risposta (vi avviso che è un po’ rude): OFF, is the general direction in which I would like you to f**k!

Vi sentite meglio?! Ditemi di sì dai!

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The travel bug

It is undoubtedly true that since I moved back to Italy last March I have been very much inspired to get back to writing. Maybe just because a lot of new things happened to me. And I am a happy person again. But as things go, I have been writing mostly in Italian due to the environment stimulation.So here’s one again to stretch my English…

I really love Airports and Hotels. The period of my life spent in the travel industry, which was also my very first job, opened up my life to a series of events that -with no exaggeration- changed my life.

To travel is a sort of addiction, once you get infected you need it more and more. Some may call it the travel bug.

When I was younger I dreamt about working as flight attendant and see the world sashaying around in my uniform.

But also, I’d had loved to work in an airport. Airports have that energy, that unique conglomerate of emotions: people sad, people excited, people stressed, people waiting for their beloved returning home, or leaving each other forever. It’s a unique environment. The profi travelers, the business men, the mums with kids, and those who are newbies. You can find a wide range of human conditions, human types, human races, human odors…

Those kilometers of corridors, stairs, escalators, travellators. Those lounges, those chairs that make you feel important. The sport bars, the chic oysters restaurants. The shops!

The few times I travelled for business so far I was quite lucky and I could treat myself to nice hotels.

How can you not love high-end hotels. The nice treats, the polite and well-trained staff, the modern design furniture, the bright light, the concierge, the people treating you like you are really important, and people pretending to be really important, people pretending to be busy…

The great breakfast buffet. Oh I love some salmon for breakfast, and scrambled eggs, and then the pancakes with jam and 6 different type of cereals…

The wide bathrooms. The pillow selection. The complimentary slippers. The maids. The bugs…

Oh, Yes, the bugs! (You thought I was going on ranting about all these nice things only, didn’t you?!) Because in a famous hotel chain (4 star), once I had one of the most disgusting experiences of my life as a traveler. I woke up at around 6 and saw a shade on the pillow, turning on the light, looking closer I realized that the bed was infested by bed bugs, I ran to the bathroom and inspected my PJ and found one crawling up my sleeve. They were everywhere, of different sizes and colors, on the walls as well, and in the empty bed next to mine -being a double room.

Not even in the most disgusting pension in Thailand –where on the contrary at night, if you happen to use the toilet, you would find cockroaches running away… Long story short I packed my stuff in a rush not before having checked my suitcase because if they hide in your bags you can take them home and everywhere else you are going! Took few pictures for the records and did not pay for the room.

I spent the day at my customer visit feeling really odd and scratching discreetly everywhere where I slightly had the impression of something tickling me. I spent the next days reading about those bugs and I discover they are pretty nasty. I mean really in their behavior. What I find most disturbing is that they can climb on the walls and launch themselves on you from above, because they are not really good crawlers. They have developed strategies those beasts. They are mischievous and sneaky. They hide during the day in a way that if you undo completely your bed you wouldn’t discover (in fact I am someone that always checks bedlinens before going to sleep) then at night they come out when they feel the increase of CO2 in the air as a sign that you are sound asleep, so they can banquet on you. But they can’t bite through clothes unlike flies, so if you are well covered you are pretty much safe like me. At home I closed all my stuff in a bag, sprayed it with insecticide and washed it.

The only way to kill the insects and all their eggs is either below 10 or above 46 degrees Celsius. Not really practical to disinfest an entire hotel room. The real problem was that I could not sleep well not even in my own bed afterwards for some time, dreaming of these bugs..

– Here comes a wonderful consideration on the power of the mind. –

Believe it or not I started seeing a rush appearing on my arms in the morning, I was so convinced I had bugs at night biting me that my brain produced those red spots similar to the images I saw online. And this went on for days. On the phone with my sister, trying to make sense of this all after having sent her pictures to ask for her medical advice, she told me stop thinking you have bugs and it will disappear. And so it actually happened, when I finally convinced myself it was all in my mind it stopped. So I thought, ok right, if my mind can make me feel/appear actually sick just because I think I am sick, you can imagine if, on the contrary, I am ill and I can convince my body to cure himself on his own?!

I leave this with you. Think about it. Of course medicines are important and we need to consult specialists, but also think about your own mind power, something nowadays totally underestimated.

As regards me, yes, I can say I really got the travel bug in one sense or the other.

I keep travelling whenever possible and keep checking my room and my bed as soon as I check-in.

Cipolle e cioccolato

A volte ho l’impressione che al giorno d’oggi si facciano le cose non perché si sentono, ma per sentirle.Cioè che le azioni non siano conseguenze dei nostri sentimenti, ma siano il motore, e che invece gli effetti prodotti siano le sensazioni che si cercano.

Relazioni sentimentali moderne anestetizzate, congelate dal terrore di lasciarsi andare. Si simula. Si simula un rapporto di coppia che non esiste, per vedere che effetto fa.

Mi scrivi, mi baci, mi cerchi, mi prendi per mano non perché non puoi farne a meno, non perché ti piaccio davvero, ma per provare.

L’era della finzione, l’era della rappresentazione. L’era dell’immaginazione.

L’ ologrammizzazione di noi stessi: proiettiamo simulacri di noi e dei gesti che pensiamo di dover compiere. Svuotati di ogni reale significato.

Poi li osserviamo per capire se ci smuovono qualcosa.

Un giorno un tizio che frequentavo mi ha detto:

“Io sono un po’ lento in queste cose, in quello che sento – riferendosi all’affezionarsi o a far capire cosa provava- magari non sono bravo o sembra che non mi sbatto tanto in un rapporto, ma non vuol dire che non ci tengo.”

E io ho subito pensato: “Beh, sei semplicemente come la maggior parte degli uomini. Poco male. Ci vorrà pazienza…”

Mi sono ricreduta da lì a poco. Come si fa a essere lenti nel sentire? O si sente o non si sente.

Quando poi incontri uno che ti sta dietro davvero, che ti fa sentire speciale, ripensi a tutte queste cavolate che hai sentito e ti sei fatta andare bene per anni. Come quando uno non digerisce la cipolla e continua a mangiarla in tutti i modi e la mette in tutte le ricette. E poi si sorprende che gli vada sempre sù e giù.

Mi manca essere innamorata, ve lo dico. Prendermi cura di qualcuno. Cucinare per due. I 30 anni sono tutto un fiorire per le donne. Dovremmo esplorare, sperimentare, emozionarci. E invece siamo qui a fare la muffa.

Essere single è anche bellissimo, certo, ma se sai che l’amore é la cosa più bella che hai mai provato, puoi mai illuderti che vivere senza vada bene lo stesso? 

La differenza più grande che ho riscontrato ultimamente è che ci sono tanti uomini che uscirebbero con te una volta anche senza pensare di rivederti ancora. E tante donne che invece escono con te proprio perché hanno già pensato -raccogliendo non si sa quali elementi- che non gli dispiacerebbe rivederti.

E stiamo qui a cercare di fare un dolce meraviglioso mescolando cipolle e cioccolato.

(sia chiaro che sto criticando ambo i lati)

Talassemia minor

Ciao, io sono portatrice sana della beta talassemia che infatti mi ha passato mio padre. Questa forma di anemia detta anche “mediterranea” è diffusa appunto nelle zone costiere e paludose che sono anche le zone malariche. Infatti questo difetto genetico rende le persone refrattarie e quindi più resistenti alla malaria stessa. (Per spiegarlo in modo semplice le persone portatrici hanno molti più globuli rossi nel sangue che però trasportano meno ossigeno e quindi per compensare questi globuli rossi sfigati hanno una vita più breve ma più intensa, che non permette alla malaria di attecchire. Anche per questo fegato e milza sono sottoposti ad un lavoro di smaltimento più intenso dei globuli rossi che terminano la loro missione.)

Tralascio la parte della malattia in sé, vi metto dei link in fondo se volete approfondire, e vado subito al sodo.

Fin da piccola mi hanno sempre detto che essere portatori sani (ovvero avere il tratto di talessemia minor) era asintomatico. Sei un po’ anemica, al massimo.

Mi ricordo solo verso i 16 anni di essere andata con le mie compagne del liceo alla donazione volontaria del sangue e di essere stata rifiutata perché sebbene fossi 0 negativo (donatore universale) avevo l’emoglobina troppo bassa. Poi, a casa, mia sorella -che studiava già medicina- mi fece un discorso molto serio sulle mie responsabilità di futuro genitore e sulla pianificazione della mia famiglia, se mai avessi avuto un partner anche lui portatore (perché in questo caso un figlio su 4 può correre il rischio di avere la malattia conclamata). Un discorso che mi rimase impresso. Infatti mia nonna avrebbe sempre voluto che sposassi un siciliano per essere sicura che sarei sempre tornata nella nostra terra e da quel giorno ho sempre chiesto a tutti i mie morosi se anche loro avessero la minor. Giusto per mettere le mani avanti.

Beh non è affatto vero che sono asintomatica. Lo voglio dire qui perché può aiutare altre persone come me e sono tante, circa 700.000.

Molti forum medici dicono che si sta benissimo lo stesso e si può fare tutto normalmente.

Molto forum sportivi dicono il contrario!

Io per esempio non ho mai avuto problemi a fare sport aerobici classici in palestra.

Sugli anaerobici invece comincio a soffrire, ogni volta c’è uno sforzo intenso per cui il corpo non ha passato un po’ di “rodaggio”. Il crossfit mi mette in difficoltà, devo rallentare o fermarmi. Mi manca l’aria, mi gira la testa.

Ma soprattutto la cosa più seria sono le scale, proprio perché sono una attività normale che si fa tutti i giorni, è quello che più di tutto mi fa sentire deficitaria. Dal terzo piano in sù mi viene la tachicardia a mille.

E piano piano ho capito che il fatto di aver sempre amato solo il mare non era un caso. La montagna mi distrugge. Camminare su e giù per dislivelli è la cosa più stressante per il mio fisico perché appena recupero, di nuovo vado sotto sforzo.

E poi l’umiliazione a causa di chi ti vede paonazza e dice: “ma sei proprio fuori forma!”, oppure, “ma tu non andavi in palestra???”.

Si che ci vado, anzi, lo sport aiuta col tempo il fisico ad adattarsi e quindi a tenere botta quando serve.

E poi ci sono giornate sì e giornate no, in base a quanto sono stanca o a quello che ho mangiato, la performance può essere molto diversa.

Tutto qui, sappiatelo, prima di giudicare e soprattutto prima di fare sentire inetti degli individui che non capiscono per una vita intera perché non si sentono in grado di fare cose banalissime.

Information si power.

http://www.my-personaltrainer.it/benessere/talassemia.html

Talassemia

http://www.corriere.it/salute/dizionario/talassemia_minor/index.shtml

La natura non dà mai tutto

Prendiamo una cosa frivola e banale e facciamone un discorso importante.

Cliomakeup.

Finalmente quest’estate ha deciso di pubblicare una foto di lei in costume a figura intera, esortando tutte le non-perfette, rotondette, cicciotte come noi a fregarcene e a goderci l’estate senza rinunce. Finalmente. Perché lo sapevamo tutte che sotto il mezzobusto formato youtube c’erano dei bei fianchi mediterranei, ma avevamo bisogno di vederlo. Addirittura Selvaggia Lucarellli si è prodigata in un elogio. Ci fa sentire meglio. Che poi uno sta lì a confrontarsi e si dice, beh dai non sono tanto male, beh dai, io in quel punto li sono un po’ più sottile…

Se una persona di successo, simpatica e brillante si può concedere il lusso di essere fisicamente normale e non una super modella, allora ci sembra che il successo sia più vicino a tutte noi. Ci fa tornare alla realtà. Perché tutte le ragazze uscite dal nulla degli ultimi anni, tra cui tantissime cantanti dei talent, appena sono entrate sotto le luci della ribalta sono state messe a dieta. (vedasi ad esempio Giusy Ferreri, Emma, Leona Lewis ecc… before and after) Il business impone una certa immagine. I personal trainer devo pur lavorare. Mi resta solo Adele che pare non fregarsene tanto; lei mi consola quando la cellulite mi affligge.

Estate.

Sei lì in piscina circondata da gente svestita che espone la propria vulnerabilità. Un cuscinetto qui, un rotolino là. E ti accorgi che inizi a misurare tutto, è l’inconscio che lavora, demolisce, colpevolizza.

Non siamo perfetti, non siamo photoshoppati ne beautyfizzati (n.d.r. c’è un filtro che si chiama beautyfier in alcune app di foto). Siamo reali.

E questa si chiama ACCETTAZIONE non RASSEGNAZIONE. Perché ognuno partendo da come è dovrebbe sempre cercare di migliorarsi. Ma dovrebbe anche essere libero di uscire di casa senza complessi, senza sentirsi deforme.

Io quando guardo quelli col corpo perfetto penso sempre alla regola ferrea per cui la natura non dà mai tutto. Se sono magri, muscolosi, da copertina…. forse sono scemi. O hanno un brutto viso. E mi consolo. Perché dai il viso è mille volte più importante del culo.

Va bene ci sono casi eccezionali, anzi eccezionalissimi per rarità di quelli che sono belli intelligenti e anche simpatici. Ve lo concedo. Magari Charlize Theron. O la mia amica Madda di Bologna. Ma il resto del mondo no.

Perciò dovremmo tutti concentrarci sul nostro proprio talento, sul proprio punto di forza e darci una tregua dall’ estetismo ossessionante che ci circonda.

Per questo in cuor mio spero che Clio e Adele restino sempre un po’ tonde.

Che ci siano sempre eroine di successo che siano paladine della normalità.

E che a tutti i sessisti schifosi -tipo il giornalista protagonista dell’articolo che vi link qui sotto- gli venga qualche sfogo cutaneo purulento.

http://27esimaora.corriere.it/16_agosto_08/atlete-dell-arco-titolo-giornale-diventano-le-cicciottelle-28141c88-5d70-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml?refresh_ce-cp

 

Cretina, in silenzio

Non ho mai capito come si possa stare insieme a qualcuno che non si stima.

Per me l’equazione è sempre stata semplice: se dici che il tuo uomo è un coglione = anche tu sei cogliona che ci stai.

Eppure pare zeppo il mondo di donne che dicono male dei propri compagni, mariti o partner temporanei che siano.

A volte riconosco che il mio modo di vedere le cose possa sembrare ottuso o troppo netto, eppure se le cose non mi succedono non riesco a capirle dal di dentro perché non mi appartengono!

Io se mi accorgessi di essermi sbagliata sul mio compagno, se ne fossi veramente delusa, offesa, ferita, ne prenderei le distanze.

Soprattutto vedo difficile insultare qualcuno a cui si è stati legati, qualcuno che si è amato. Non ci riesco neanche oggi che sono passati tanti anni e potrei guardarmi indietro e far risuonare qualche bel vaffanculo almeno tra le pareti della mia memoria. Ma non mi va.

Perché in parte è sempre anche colpa nostra, delle cose che non abbiamo voluto vedere, o che abbiamo accettato, ignorato, ingoiato. Non posso aspettarmi di sentirmi consolata dai miei amici che vengono a dirmi “si, hai ragione, é proprio uno stronzo!” e ci mettiamo a insultare insieme uno che fino a poco prima ho amato (o almeno credevo).

Ma a voi sembra normale?

E non sto parlando di perdono -una cosa assolutamente in disuso e sopravvalutata ai giorni nostri. Non si perdona più, che sarebbe in sostanza la vera essenza dell’amore, magari ci sta che prima di perdonarlo per qualcosa che ti ha fatto ti sfoghi un pochino, ma altra cosa è parlare di questo tipo con cui continui a voler stare e dire malissimo di lui.

Lo so che i rapporti sono complicati e a volte nostro malgrado restiamo appesi, legati e ingarbugliati in sentimenti contrastanti.

Restiamo lì a farci prendere un po’ a calci il didietro anche se sappiamo che bene non ci fa. E intanto ci lamentiamo.

A me però sembra assurdo, perché il succo di tutto è che se noi fossimo coscienti e ci prendessimo le nostre responsabilità, se decidessimo di ergerci con un minimo di orgoglio e amor proprio in difesa di noi stessi, non ci sarebbe neanche bisogno di insulti e recriminazioni, basterebbe fare un passo indietro in silenzio.

Noi tutti siamo anche la somma delle persone di cui ci circondiamo. Continuare a volerci far amare da dei soggetti che poi critichiamo non ci fa molto onore.

A questo punto se proprio vogliamo essere cretine fino in fondo, meglio farlo in silenzio.

(Scusate se ho detto le parolacce)

My man is a mean man…

Abusi on the road

Ho preso la bici una sera d estate e uno mi ha detto che avevo un culo “grande”.

Forse era un complimento.

La settimana dopo due persone che passavano hanno fatto lo stesso commento.  Guarda quella che culo.

Oggi stavo correndo nel parco e uno mi ha detto: “abbiamo una cooperativa che se vuoi ti sistema, ti mette a dieta!”.

Mentre gli rispondevo di “andare in un posto molto brutto” mi e uscita una voce dalla gola che non avevo mai sentito. Non era mia. 

Purtroppo solo 400m dopo mi sono venute in mente le vere cose che avrei voluto dire. Ho visto la scena di me che tornavo indietro e gli dicevo che io non avevo paura di lui e poi lo menavo e i passanti chiamavano la polizia.

Non dite che sto esagerando. Queste cose sono inaccettabili per una donna che va in giro da sola per strada.

Non sto esagerando perche tutte le violenze nascono da una cosa all’apparenza piccola, stupida, dapprima innocua. Sempre. 

Basta violenza sulle donne. Fisica o verbale. Basta abusi.

Lasciate me e il mio culo in pace!