la fontana del mistero

Zurigo: scoperto strano fenomeno.

Vicino agli uffici di Google ogni mattina si verifica un sospetto assembramento di auto e camioncini, decine di persone si recano presso la fontana carichi di bottiglie e le riempiono per poi andarsene.

Tutti si chiedono, cosa ci sarà di particolare in questa acqua di fontana? E’ miracolata? Ha poteri guaritivi? Il mio inviato Mau dopo attente ricerche, svariati interrogatori al vicinato e instancabili indagini ha finalmente risolto il caso.

Si tratta di acqua termale. Apparentemente nelle vicinanze c’è un impianto termale e l’acqua santificatrice viene convogliata in modo da sgorgare anche in piena piazza.

Ma secondo voi, in ogni caso, cosa ci fanno?

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PENDOL-ARE

Alle 6.31 suona la sveglia. Lo so, mi rendo conto che non è un orario molto drammatico, ma comunque si sa, ognuno vive le proprie tragedie quotidiane a modo suo. Da quando ho iniziato la mia vita da pendolare non posso concedermi nessun minuto in più perché ciò comporterebbe una catena inarrestabile e devastante di eventi perdita del tram- perdita del treno- perdita dell’autobus = un ora di ritardo a lavoro. Alle 6.35 comincio a chiedere a madre natura perché mi ha fatto donna e non uomo perché truccarsi con gli occhi gonfi di sonno mentre hai la mano addormentata perché ci dormivi sopra non è semplice. Almeno come uomo ci metterei in tutto 5 minuti a preparami, anche perché sarei ovviamente un uomo bellissimo che non necessita di nulla. Conseguentemente arranco nel buio e nel silenzio per non svegliare i fortunati che lavorano in città e dormono con quel lusso di ben 30 minuti in più almeno. I vestiti preparati sempre la sera prima e sistemati gia pronti perché altrimenti una spedizione nella giungla selvaggia del mio armadio non me ne farebbe uscire viva se non prima di un paio d’ore. Alle 6.50 trangugio il succo e le vitamine che mi illudo mi aiutino ad affrontare meglio la giornata. Poi sento i rintocchi del primo campanile e capisco che mi devo mettere le scarpe perché in dieci minuti devo essere alla fermata del tram. Con l’avvicinarsi della primavera sono un essere fortunato perché ogni giorno in quella frazione di tempo vedo l’arrivo della luce sulla terra. Per un tuttora inspiegabile fenomeno la mattina sul tram c’è sempre una quantità diversa di gente. Mi chiedo come sia possibile che a volte ci siano mattine in cui la gente non vada proprio in massa a lavorare tanto che trovo posto per sedermi, e altre volte che devo trattenere il respiro per 6 fermate perché un solo centimetro di dilatazione del mio torace farebbe esplodere il tram dal sovraffollamento. In stazione c’è un viavai operoso di formiche, la cosa strana è che la stazione è completamente immersa nel silenzio della mattina, non ci sono voci, solo rumori perché nessuno parla a quest’ora. Alle 7.25 benedico il giorno che ho fatto l’abbonamento perché posso correre al binario prima che il treno arrivi. Due minuti in più per fare il biglietto infatti, e mi troverei bloccata dall’altra parte di una muraglia umana inarrestabile della gente che scende dal treno che devo prendere io. Fenomeno tipico delle stazioni terminali dove il flusso della gente va solo in un senso. E non c’è alcun verso di passare controcorrente senza che ti rifacciano le fiancate. Col passare dei giorni ho trovato il mio posto perfetto, so esattamente dove si ferma la carrozza giusta che mi farà risparmiare dieci metri all’arrivo in stazione. Sul treno ci sono sempre gli stessi poveri mortali come me che fanno su e giù. I miei amici pendolari: c’e un tipo con la barba che arriva sempre col caffé e mangia un cornetto col quale si fa una doccia di briciole. C’è l’insofferente che sbuffa e si mette a dormire. L’iperattiva che legge almeno 3 giornali. La studiosa che fa i compiti e poi ci sono i miei adorati pensionati svizzeri. Tutti rampanti e super chiassosi vestiti da scalatori con i loro zainetti ricchi di formaggio e salametti pronti per andare in gita in montagna. E poi ci sono io. Le mie mattine si dividono nettamente in mattine di musica e mattine di lettura. Ho dovuto fare un’attenta selezione di musica adeguata al risveglio che ho messo nella mia playlist “pendolare”. E poi c’è un grosso libro che mi porto su e giù, che nei 25 minuti di treno che ho, mi sembra che non vada mai avanti. Alle 8.11 sono alla fermata dell’autobus. In questa località svizzera tutti gli autisti sono stragentili e mi augurano sempre buona giornata. Mi siedo sempre allo stesso posto. Quelli che vanno a scuola, anche qui non capisco perché, non è che salgono tutti i giorni, ma che scuola fanno che ci si può andare quando si ha voglia? Alle 8.22 mi si incastra sempre il tacco nel porfido sulla strada per l’ufficio. Nella mia giornata di lavoro devo calibrare attentamente che se non esco in tempo per prendere l’autobus del ritorno, mi tocca lavorare minimo mezzora di più per fare in modo di trovare le coincidenze perfette che mi riportano a casa. Il ritorno ha un algoritmo intrinseco per cui è scientificamente sempre più veloce dell’andata, ma mi fa pensare di comprare una macchina che in realtà non mi serve minimamente, solo per aggiungere un po’ di elasticità alla mia vita scandita da orologi svizzeri e puntualità impeccabili. Qui nessuno sciopera ovviamente quindi in realtà fare il pendolare è una passeggiata. Ed è così che ho iniziato anche io a pendol-are.

KEN

Ebbene sì, anche Ken compie finalmente 50 anni. Dopo una carriera inimmaginabile che lo ha portato a svolgere ben più di 40 professioni diverse dall’astronauta al medico, e aver sopportato di vivere sempre un po’ coperto dalla pesante ombra di Barbie, sembra stia avendo il suo riscatto. Oggi Ken, due anni più giovane di Barbie, ha un sito twitter e una pagina facebook, nonché una serie TV americana chiamata “Genuine Ken” basata sulla ricerca del fidanzato americano perfetto. Io vorrei ringraziarlo soprattutto per essersi concesso silente alle sevizie di noi bambine che unendo il suo corpicino con quello di lei, abbiamo scoperto le prime cose sul sesso. Il mio Ken poi, dopo un tremendo incidente in auto, perdeva sempre la testa che rotolava via dal suo collo taurino. Auguri a Ken, il primo vero uomo ad aver portato con orgoglio, da sempre, un trucco più pesante di quello di Platinette senza perdere un briciolo di mascolinità.

alla ricerca del lavoro perduto

Cari fantafobalisti, penso soprattutto a voi gai universitari ancora lontani dalle tristezze del mondo lavorativo. E’ pur vero che ogni stagione ha le sue magagne, in ogni caso io mi trovo attualmente disoccupata e al contempo immigrata! Cercare lavoro è decisamente un lavoro di per sé. Passi la giornata al computer, rispondi al telefono e poi con un po’ di fortuna vai pure in trasferta per fare un colloquio! Le domande sono sempre più o meno le stesse: preparatevi bene su quali sono le vostre forze e debolezze (una vera domanda tranello perché uno deve far capire di essere autocosciente e consapevole, ma allo stesso tempo bisogna trovare una cosa da dire che non rappresenti un vero problema per chi deve poi gestirvi). L’ultima novità che ho sentito è stata però: “se fossi un animale che animale saresti?!” Ora, se me lo chiede uno qualsiasi a me viene da dire: un gatto o un coniglio chessò, un animale dalla vita confortevole direi; ma se devi dare una risposta in un contesto lavorativo bisogna trovare un animale che esprima le giuste doti! Io direi scartiamo a priori tigri leoni e quant’altro, che sembrano troppo ambiziosi… volete invece sgobbare come muli? Essere affidabili come i cani o agili e multitasking come gazzelle? La stessa domanda può venir riproposta nella versione quattro ruote: “e se fossi un auto?!” Insomma se avete l’insonnia vi consiglio di fare questo simpatico giochetto e prepararvi a queste bizzarre risposte. Cercate di essere originali ma non folli. Vi chiederanno anche il motivo per cui avete lasciato il posto precedente e trovate qualcosa da dire che non sia “odiavo il mio capo e data la misera paga che avevo alla fine ci perdevo ad andare a lavorare!” E alla fine concentratevi sulla stretta di mano fissando negli occhi l’interlocutore. E abbiate pazienza… tanta… sperando prima o poi che qualcuno ci assuma! In bocca al lupo.

flatter ma and pink kisses

Cose che si inventano solo oltre oceano! il concetto è semplice. Paghi 5 dollari e se hai bisogno di tirarti un po sù di morale esiste un servizio apposta. Ricevi una telefonata di circa un minuto da un emerito sconosciuto il quale inizia a farti una sfilza di complimenti dicendoti con entusiasmo quanto tu sia in realtà un figo inaudito! Ovviamente il servizio è prenotabile per i conoscenti e amici ma anche per se stessi così poi ditemi voi come si fa a non ricordarsi che le lusinghe ce le siamo auto pianificate… Io ce li ho proprio lì davanti, nella mia mente, questi esaltati all’americana che qualsiasi cosa tu gli stia raccontando rispondono: IT’S AMAZING; IT’S GREAT; YOU ARE AWESOME! A me paiono sempre sotto l’effetto della cocaina, soprattutto quelli che alle 8.20 del mattino sono super excited in ascensore con il loro caffè da litro e secondo me neanche ti ascoltano perché ti chiedono cosa hai fatto il weekend e tu dici: ho rammendato i calzini e scrostato il bidet e loro ti rispondono cosi… Perfetti per lavorare infatti al customer care service. Una cosa che io credo non sono proprio programmata per fare nel mio DNA, perché se ho una brutta giornata mando a quel paese tutti i clienti in zero due.

xoxo

Altri canadesi poco prima invece si erano inventati un’altra genialata simile con un servizio chiamato pink kisses. Sei una donna triste e sconsolata tentando di arrancare verso l’uscita della tua ultima ed ennesima storia d’amore finita male? Bene, ti consolano loro! Ti mandano dei cioccolatini e delle frasi volte a farti rinascere e ti fanno le coccole. Direi che in una societa come la nostra dove ci ignoriamo reciprocamente ormai nella vita reale, pero siamo linkati su facebook, la solitudine, la mancanza di amici e quant’altro questi ci hanno davvero azzeccato! Davvero tutto si può comprare, pare.

http://www.flatterme.ca/

http://www.pinkkisses.com/

me: a rat in switzerland!

I am offended and disgusted by the outrageous political and marketing campaign promoted by the UDC political party of Ticino region. Me: the perfect example of how well north and deep south of italy can meet, proud daughter of a sicilian emigrated to the north, a terrona, so to say. And now that I emigrated to Switzerland I become a rat. It is so true that migrations are just a matter of perspective, time and place. We all end up like immigrants somewhere sooner or later. And we Italias, should know that well, but instead we treat still nowadays albanians, maroccans, algerians, romanians africans and even our own very connational from below Rome like rats in our houses. I have been hating all my life the world terrone but i somehow got used to it. I will face as well to be called a rat. What really hurts me though is that italians have been accepted when our labour force was cheap and conveninet to build the Gotthard tunnel and whatsoother mervellous swiss things… just 100 years ago. We were useful, but not welcome for sure! This campaign nowadays starts from the polemic regarding the 45 thousands italian workers who everymorning cross the border and go to work in ticino. They apparently steel jobs. And then what about the swiss companies that employ them because they are cheaper?! We are rats in Switzerland eating the precious gruyer. Moreover this is offensive to me that I am such a great fan of Ticino. I mean, for an Italian in Switzerland Ticino is like home, is like a safe place where to go speak our own language and find familiar atmoshpeare, food and manners. Is a place for nostalgic and homesick looking for the sun. I am really disappointed that there are people who thinks like that exactly in Ticino.

shame at balairatt.ch

The campaign is named bala i ratt: that is to say the dancing rats. In italian in fact we have a famous proverb which goes like: if the cat is absent, the rats dance. Obviously if the rats are partying hard is just because the cat is too distracted by his own giant selfesteem. The 3 rats (you can find them even on facebook, but i dislike you if you want to become friend of them!) are in order: Fabrizio the tiler worker from verbania, Bogdan the romanian criminal and finally, Giulio, the lawyer carrying a shield with 3 mounts on it (an undoubtable reference to our minister of finance Giulio Tremonti and to his smart law which protects the italian accounts in switzerland). This racist campaign apparently has been sponsored by 20 private investors and organized by the UDC, while in first place the party who ws held responsible was the Lega ticinese. The effect of this is so strong that made even our own Italian-Padanian Lega go mad! Someone, finally showing some wisdom, said: obviously there is always someone located more north than we are… Like saying there is no geographic limit to racism and intollerance. We should better remember this, when we talk about our internal problems and when we are so good in blaming the immigrants in our country for all our problems. And by the way, I do like swiss cheese.

WORLD CUP -tifare dall’estero-

E il mondiale delle sorprese! Dei piccoli che diventano grandi, dei grandi che arrancano… largo ai giovani, io anche se ho L’Italia nel cuore, sono felice per le squadre emergenti e se devo vincere qualcuno che non sia di colore azzurro, tifo per una squadra che vinca per la prima volta! Poi incredibile è il primo mondiale che vivo avendo in parallelo una vita lavorativa il che non rende agibili tutte le partite… mi tocca fare i salti mondiali, streaming vietato in ufficio perche avevamo ridotto il server alla velocità di un bradipo zoppo. Inoltre seguire i mondiali come italiana all?estero non è roba facile… qui, in una compagnia multinazionale come la mia, è una sfida all’ultimo sangue, una lotta tra dipartimenti e nazionalismi. mentre la svizzera, come se non avessero gia avuto il paese abbastanza pieno di bandiere su ogni cucuzzolo, è tutto uno sventolare rosso a croci bianche. Anche le macchine, incredibili! Ogni tanto dai palazzi si vedono emergre anche altri colori, qualche sporadico coraggioso immigrato che ostenta patriottismo. Dopo la prima inaspettata vittoria della svizzera si sono viste comparire immagini di una mucca milka che “sottometteva impunemente” il toro iberico. (la mucca Milka è proprietà della Kraft americana ma riconosciuta ovunque come emblema del cioccolato svizzero dal 1901).

frutti artistici del mondiale di calcio 2010

Tutto è possibile… a noi però manca un bomber, una punta, un diamante, e si sente. Essendo donna non posso non fare i più vivi complimenti a: Roque del Paraguay e Yoann Gourcouff, francese. Peccato che la Francia sia preda di un dramma infinito da telenovela. Un paese in sciopero totale, scioperano pure i giocatori che non vogliono allenarsi, dopo la vergogna degli insulti e delle insubordinatezze, si respira un gran malcontento che certo non li mette nella condizione di vincere. Questo giovedì poi scioperano pure i trasporti, che non danno pace alla mia collega Pelagie di Transportation… La Spagna è indubbiamete la squadra col più alto numero percentuale di figaccioni. Dei nostri molto bravo De Rossi, ci piace, sarà la tinta del capello??? Bene anche Montolivo con quegli occhioni blu, purtroppo troppo dolci per spaventare gli avversari, mica come Camoranesi che c’ha lo sguardo assassino da conquistadores coloniale. Gilardino sosia indiscusso dell’attore Vaporidis.