CELEBRIAMOCI

Care Donne,

Avevo ricordato qualche post fa la grande responsabilità di cui siamo investite, che ci impone di andare a votare sempre, perché il nostro voto è un dono recentissimo e dobbiamo ricordarcelo, quando esistono paesi in cui le donne non possono ancora neanche guidare o dove vengono mutilate… Un dono grandissimo conquistato col sacrificio di tante donne come noi che hanno lottato e sono state offese per fare un pezzo di storia della nostra società.

Vorrei quindi celebrare oggi la bellezza della nostra resistenza, alla violenza verbale e fisica, all’insulto sessuale, alla volgarità, alle maldicenze, agli stereotipi classisti di genere con questo post e diversi link a cui vi rimando che ho raccolto in questi anni.

E’ di poco tempo fa il titolo scandalo sulla Raggi. Cose che si dicono solo perché la persona presa di mira è donna.

E’ girato un video in questi giorni di un parlamentare europeo che senza vergogna alcuna in una seduta dice che “le donne sono deboli, e piccole e quindi devono guadagnare meno degli uomini.”

Solo 50 anni fa, me lo raccontava mia nonna, al mattino della prima notte di nozze bisognava provare con il “testimone” la verginità della sposa. Le donne della famiglia si affacciavano alla camera nuziale per constatare gli esiti della prima notte sul lenzuolo del corredo.

Pertanto se non le avete ancora viste vi segnalo due pellicole recenti: Suffragette di Sarah Gavron (2015) e Mustang un film turco di Deniz Gamze Ergüven (2015); che vi faranno venire un groppo in gola ma vi ricorderanno quanto è preziosa la libertà che custodiamo e diamo per scontata.

Un video per dire BASTA al traffico degli esseri umani (in questo caso donne vendute e poi rese schiave della prostituzione)

STOP TRAFIKING

 

Project UNBREAKABLE che colleziona le frasi degli stupratori:

http://projectunbreakable.tumblr.com/

 

Sempre per il tema stupro dall’India un video che ci ricorda che nessuna violenza può essere giustificata da atti o atteggiamenti riconducibili alla donna, mai e poi mai possiamo essere ritenute responsabili della violenza che ci viene inflitta.

IT’S (not) YOUR FAULT!

 

Per concludere un link che raccoglie donne della storia con le palle:

http://www.buzzfeed.com/hannahjewell/historical-women-who-gave-no-fcks?utm_term=.fwwzVVgQ2G

 

VIVA LE DONNE!

E concludo con una citazione che celebra le donne in cucina di questa bellissima terra che mi ospita: “Il motore della cucina emiliana è la rezdora, la regina della casa. È lei che sa fare la pasta e sa usare il matterello, non un “bastone” qualsiasi, ma lungo, meglio di ciliegio, e liscio. La fogliata viene stesa a forma di disco, e il matterello deve superarne il diametro. Inoltre la pasta, una volta stesa, deve essere “rotonda come la luna e leggera come una carezza”: parola del bolognese Giovanni Poggi, fondatore nel 1963 della Confraternita del Tortellino. “

http://cucina.corriere.it/dizionario/emilia-romagna/rezdora.htm

(still) dating Lau…

Tornano gli episodi di Dating Lau!

Ecco una collezione di altri dates fallimentari raccolti in questi anni da single, così che anche le altre donne sole là fuori, possano trovare un minimo conforto.

  • Quello che vuole comprarti

Una volta sono uscita con un vero uomo, (e se lo chiamo così in corsivo e non ragazzo è da notare!) non che fosse molto più vecchio di me, al massimo 6 anni, ma probabilmente ci sono due fattori che nel mio immaginario lo hanno contraddistinto così:

  1. che aveva i capelli molto brizzolati. Anzi proprio molto sale e pepe -e per quanto mia sorella insista che il mio prossimo fidanzato a rigor di logica sarà pelato, perchè ormai sto invecchiando e mi devo rassegnare, e io continui a sognare un uomo coi capelli, in questo caso anche brizzolato è simbolo di grande maturità…
  2. che quando mi guardo allo specchio per via delle lentiggini io mi vedo un’eterna ragazzina, quindi mi sentivo molto più piccola di lui.

L’appuntamento si svolge in maniera singolarissima, come non mi e mai più capitato: insiste per portarmi a cena in un ristorante super costoso di Zurigo a mangiare pesce e a bere vino bianco, senza badare a spese. Si avvicina durante la cena, mi vuole tenere la mano, sul tavolo, una cosa che mi da un fastidio a livelli astronomici già in coppie consolidate,… ma qui poi è la prima volta che ti vedo! Cos’è tutta sta confidenza? Non so perché ma a un certo punto mi si insinua un ragionevole dubbio che lui stia tentando di comprarmi o perlomeno di impressionarmi. Perché io non ho mai guardato a queste cose materiali o a che macchina uno guidi e quindi mi è sembrato assolutamente inopportuno e inappropriato e mi ha messo a disagio invece di farmi sentire lusingata.

Al punto che, come si può intuire, non l’ho più rivisto, più che altro perché non riuscivo a immaginarmi se quello era stato il primo incontro come sarebbe potuto essere allora il secondo?? e il terzo??? Mi viene in mente un film dove a una tizia viene recapitato un vestito con richiesta di indossarlo un tal giorno e poi si ritrova a volare su un areo privato per una cena a Parigi.

Forse sono una stolta eh, “But sorry, not my thing.”

 

  • Quello che non ti paga manco da bere

Da un estremo all’altro. Posso anche ammettere che per un uomo che vive in Svizzera corteggiare una donna secondo le classiche modalità di galanteria possa diventare piuttosto costoso. Cena + drink x2 in ristorante medio con vino = budget da stanziare come minimo 150 chf. Ovviamente si presume che lo stipendio sia all’altezza. Però se avete a che fare con gli stranieri, che pur guadagnando bene misurano tutto in euro per abitudine mentale, probabilmente troveranno piuttosto doloroso invitarvi in un simile contesto. E così ci sono quelli che fanno tutto alla romana. Anche se per caso voi siete andate in bagno ad incipriarvi il naso, vi aspettando sorridendo con lo scontrino in mano e vi dicono quanto fa. Ok va bene tutto, io credo nella parità e contesto sia le mie amiche che i miei amici che insistono che deve pagare sempre e solo lui. In nome dell’emancipazione femminile dico NO. Abbiamo voluto la bicicletta e adesso pedaliamo!

Ma vuoi mettere il tuo ex che ti invita per una chiacchierata dopo 3 anni che non ti vede e non ti paga manco da bere… è un cafone!

 

  • Quello che esiste solo lui

Lui ti invita a uscire e parla solo lui, ma soprattutto parla solo di se stesso. Delle sue imprese sportive, della sua brillante carriera in una banca, della sua macchina nuova, dei suoi viaggi, del suo stipendio, della sua casa in Grecia. Dopo due ore che siete nel locale non ti ha ancora fatto una domanda, e tu senti che stai per alzare la mano per chiedere di poter intervenire, come a scuola. Ti spiega tutto della vita perché evidentemente sei una inetta incapace. E ti chiedi allora perché voglia uscire con te. In effetti hai accettato perché messa alle strette, quelle situazioni in cui non sai bene come dire di no e hai provato a inventare un paio di scuse ma lui ha continuato a insistere e quindi per senso di carità alla fine hai ceduto. Infine dice che ti inviterà a cena, però poi scopri che ha il frigo vuoto e anzi la pasta dice che è più opportuno se la prepari tu perché sei italiana e non vorrebbe offenderti.

Ma vuoi mettere quel tedesco che una volta mi ha invitata davvero a casa sua con largo anticipo e come menu ha volutamente scelto di farmi un piatto di pasta collosa e insapore versandoci sopra una salsa da barattolo neanche riscaldata. Ma secondo voi pensava di farmi cosa gradita??? E’ stata l’ultima volta che l’ho visto. Era organista stipendiato da una chiesa protestante. Organista pagato per suonare alle messe non come da noi che lo fanno a gratis!) Diceva sempre che sotto le feste aveva un sacco di lavoro perché la gente è triste e muore di più…

 

  • Quello che ha il panico dell’ultimo minuto

Ti prepari, ti trucchi, pensi a come vestirti, ti siedi sul divano perché sei sempre pronta in anticipo… E lui cancella per messaggio quando mancano 15 minuti.

Cosa ti ha preso? Hai rivisto la tua ex per strada? No perché se hai dei dubbi fatteli venire anche un po’ prima, no? Ci può stare, ma cancellare a 15 minuti dall’appuntamento è da record. Cosa può essere successo in quell’ultimo frangente di fantasticamente avventuroso? Che poi non è che dice “rimandiamo, ho avuto un contrattempo”, dice proprio “scusa ho cambiato idea, non vediamoci proprio mai più!”

 

  • Quello che ha un’altra

Percepisco una certa esitazione a concordare un posto in centro città per vedersi. Lui, niente, vuole fare l’avventuroso, “Passo a prenderti in moto e ti porto lontano!”. Guarda magari la prossima volta, prima di premere i miei pettorali sulla tua schiena a ogni frenata vediamoci in faccia. Sai ho una certa dignità. O sai mai che mi vuoi rapire.

Arriva, ma non scende dalla macchina, ti abbassi per guardare dentro e lui finalmente scende impacciato. Inizia a grattarsi la testa e dice imbarazzato che in realtà esce già con un’altra, sì ma mica stanno insieme, non sono mica sposati, né fidanzati… ah beh, perché adesso fa differenza? Questo è il classico caso da chi-troppo-vuole-nulla-stringe. Eccitato dalle mille possibilità di internet vuole uscire con tutte, vederle tutte prima di decidere, come al supermercato scegliendo il gusto delle patatine. Non si accontenta. Si scusa perfino -che tenerezza-, “mi dispiace non avertelo detto prima, ti ho fatto perdere tempo”. Come darti torto. “Sei sicura che non vuoi provare? Ormai sei qui…” Ma se me lo stai dicendo vuol dire che un interesse qualsiasi per questa poveretta già ce l’hai e quindi la tua testa è da un’altra parte. Cosa ci vediamo a fare? Le vedi le mie spalle? Ecco salutale.

Ma vuoi mettere con quello che al primo contatto su Tinder scrive: “Ciao, io sono sposato, per te è un problema?” Candido come la neve. (…che poi sulla neve bianca bianca di solito gli uomini ci fanno i disegni con la pipì…).

 

  • Quello che vuole una relazione seria (ma solo se gliela dai subito)

Questo è uno dei più assurdi. Non tanto per il fatto in sé di volerti mettere subito orizzontale, ma perché aveva una vera e propria teoria a riguardo che mi ha illustrato a lungo.

Inizia a scrivere da subito paroline dolci, a fare il fidanzatino, e io odio quelli che partono in confidenza a chiamarti amore, tesoruccio cuoricino…

Di messaggio in messaggio si fa sempre più audace, si spinge in territori di linguaggio tipicamente ambigui: parla di massaggi, come sei vestita? sei a letto? ecc… Racconta di essere un capo scout, un ragazzo a posto, molto dedicato alla sua comunità, un musicista. Poi dice che lui ha tutta una sua filosofia sulle relazioni ed è profondamente convinto che solo andando a letto insieme da subito si può davvero capire se quella persona è giusta per te e valga la pena approfondire una conoscenza intellettuale, e poi mettercisi insieme, perché in realtà lui vuole una relazione seria!

Ora io non so tu, forse sei il re del sesso, ma di solito le prime volte non sono mai dei granché per nessuno, perciò mi pare una teoria un po’ audace. Figuriamoci con uno di cui non sai niente, devi andare a testare sotto quel profilo lì per capire volutamente in tutta coscienza pianificata se sarà l’uomo della tua vita?! Auguri! Vivissimi!

 

  • Quello che gli e morto il cane

Premesse molto interessanti per questo incontro, davvero un ragazzo carino e gentile; il giorno dell’appuntamento, nel pomeriggio scrive che il suo cane sta molto male e lui non può più venire.

Scusate, me per quanto io voglia prenderlo sul serio non vi sembra legittimo avere un dubbio su questo tipo di “motivi per cui la gente non si presenta agli appuntamenti”?

Lui risponde aggressivo chiedendo se voglio che mi mandi foto del contenuto dello stomaco del suo vecchio cane riversato sul pavimento di casa.

Dico no grazie, che stia calmo, che ovviamente mi dispiace per il cane e che ci vedremo un’altra volta. E infatti non l’ho mai più visto, pero mi ha scritto che il suo cane poi purtroppo è morto –pace all’anima sua.

 

  • Quello che chi non muore si rivede

Siamo usciti tre volte, poi tu hai iniziato a negarti dicendo dopo qualche pressione e messa all’angolo che si, in effetti hai scelto di uscire con un’altra, che pero per onore di cronaca hai conosciuto dopo di me!

Passano 3 mesi e un giorno all’improvviso dici CIAO, COME VA, come nulla fosse. Ah, sei tornato single e io sono il tuo piano B perche in effetti ti ero piaciuta tanto… che faccia tosta certi uomini! Beati loro che riescono a fare queste cose a volte li invidio proprio!

 

  • Quello che ci arriva dopo

Dopo due mesi che ti scrivo e ti mando i selfi mi sono accorto che abiti lontano, in effetti mi viene un po’ scomodo frequentarti. Sappi che sembri proprio una ragazza fantastica. Ciao.

Risposta (vi avviso che è un po’ rude): OFF, is the general direction in which I would like you to f**k!

Vi sentite meglio?! Ditemi di sì dai!

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Abusi on the road

Ho preso la bici una sera d estate e uno mi ha detto che avevo un culo “grande”.

Forse era un complimento.

La settimana dopo due persone che passavano hanno fatto lo stesso commento.  Guarda quella che culo.

Oggi stavo correndo nel parco e uno mi ha detto: “abbiamo una cooperativa che se vuoi ti sistema, ti mette a dieta!”.

Mentre gli rispondevo di “andare in un posto molto brutto” mi e uscita una voce dalla gola che non avevo mai sentito. Non era mia. 

Purtroppo solo 400m dopo mi sono venute in mente le vere cose che avrei voluto dire. Ho visto la scena di me che tornavo indietro e gli dicevo che io non avevo paura di lui e poi lo menavo e i passanti chiamavano la polizia.

Non dite che sto esagerando. Queste cose sono inaccettabili per una donna che va in giro da sola per strada.

Non sto esagerando perche tutte le violenze nascono da una cosa all’apparenza piccola, stupida, dapprima innocua. Sempre. 

Basta violenza sulle donne. Fisica o verbale. Basta abusi.

Lasciate me e il mio culo in pace!

Cani da tartufo

Alcuni uomini sono proprio dei segugi. Con dei musi fini fini che nasano tutto.

Pare che sentano, per esempio, quando una donna cerca una relazione seria. E rifuggono.

Ho letto questo articolo tempo fa. Ma più dell’articolo in sé mi ha commosso la svalangata di commenti che ci sono sotto. Il fervore, l’indignazione, la verve, l’accanimento di qui maschietti che hanno commentato sentendosi chiamare in causa.

15 pagine di commenti e qualche insulto per la povera autrice. Ne esce che loro amano la libertà e lei –in quanto donna, e quindi tutte noi- siamo delle squilibrate che cercano di ingabbiarli e onestamente su alcuni aspetti non posso dargli torto…  Solo che spesso anche i maschietti sono corresponsabili.

E qui c’è la mia personalissima metafora del treno. Parecchi uomini salgono su treni di cui non hanno verificato la destinazione. Ignorano dove stiano andando, e intanto si godono la prima classe… il treno poi magari comincia a fare qualche fermata e allora iniziano ad aprire gli occhi. Al punto da vedersi costretti a scendere in corsa piuttosto che arrivare a destinazione.

Uscivo con uno che mi chiamava sempre, mi invitava a cena, e la sera mi mandava l’emoticon dei bacini per darmi la buona notte (che scusate, ma al giorno d’oggi vale più di tutto il resto come segno di interesse verso l’altro!). Ero contenta, emozionata, spensierata. Poi un giorno con grande innocenza gli ho chiesto cosa pensava che stesse succedendo. Lo so è stato lì che ho sbagliato tutto, ma io non volevo una proposta di matrimonio, volevo solo sentire da lui cosa stava vivendo. Il parlare di NOI è sempre l’inizio della fine. Lui ha sviato l’argomento e dal giorno dopo è sparito, si è buttato dal nostro treno in corsa lasciandomi lì a pagare il conto del vagone ristorante. Ho dovuto chiamare una amica che mi venisse a raccattare alla stazione successiva… E sono rimasta basita perché credevo di piacergli.

Era un cane da caccia pure lui. Ma era stato lui a creare la scena.

Poi c’era un mio amico che si confidava sulle sue pene d’amore. Usciva con una bionda da un paio di mesi, un giorno lui decide di farle una sorpresa, organizza volo e weekend senza dirle dove, le dice di portarsi un abito elegante. La porta  a Verona, all’opera, poi a Venezia. Quando tornano lui si stupisce che lei sia ormai perdutamente innamorata di lui. Che gli abbia perfino detto ti amo. Lui non si sente minimamente di ricambiare e la molla così. Lei dà di matto. La storia si trascina con finali tragico-grotteschi… Cioè, lui dice che pensava semplicemente di passare un weekend fuori, senza implicazioni, ma per una donna ci sono sempre i significati, le interpretazioni, i film…

Lei era un tartufo, lui ha fiutato, le ha teso la trappola e poi è scappato.

la ferita sempre aperta

C’era una volta una mia amica che in una sera di luglio 2013 scendeva dall’autobus e tornava a casa piedi. Faceva caldo e lei indossava una gonna. Ma la mia amica è una persona molto semplice, che non mette molto trucco, una ragazza minuta e carina. Si sente seguita, sente dei passi e uno sguardo starle addosso. Poi sente anche una voce insultarla, sente varie frasi rivolte a lei, si sente dire di essere una poco di buono, una sporca, che quelle come lei vanno punite, perche’ le donne provocano -perche’ ha la gonna- ma soprattutto perche’ le donne tra le gambe hanno una ferita sempre aperta. Quelle cosi’, al paese di questo qui, vengono sistemate per bene affinchè imparino la lezione…

La mia amica pero’ é coraggiosa, gli risponde un po’ urlando che “Qui siamo in italia, non nel suo paese. E che qui le donne sono libere, lavorano e se vogliono farsi una passeggiata la sera possono farlo. Gli ha detto che se non gli andava bene questa cultura poteva tornare a casa sua e non stare qui a imporre le sue idee da troglodito. ”

Non vi diro’ il paese perché non é importante, eppure é un paese che amo e fa male da sapere, quindi non voglio influenzarvi. Io che sono una persona molto razionale, mi dico ma questo ragionamento non sta in piedi, questa è pura ignoranza. E’ che mi sto scervellando per capire quale sia la lezione che ci meritiamo.  Ma soprattutto perchè ce la dovremmo meritare dato che siamo nate cosi’, cosi’ ci hanno create, come possiamo essere colpevoli della natura? Ma soprattutto come mai il solo fatto di essere fisiologicamente di forma femminile dovrebbe disturbare tanto qualcuno da fargli desiderare di esercitare violenza su di noi. Perchè mai esistono popoli, o gruppi o culture di questo tipo? Mi chiedo come è cresciuto questo uomo? Aveva un padre che un giorno gli ha detto: “ascolta, le donne hano il ciclo, per questo sono sporche e le devi punire?”. E’ cosi’ che viene fatta l’educazione sessuale? Come viene trasmessa una idea del genere? come viene impartita, come viene insegnata/ereditata una aberrazione del genere?  symbol

Io sono una persona estremamente cauta nel dare giudizi, estremamente corretta quando si parla di razze, razzismo, xenophobia… persino quando si parla di femminismo. Per me il femminismo -come forma di lotta estrema- ha senso quando ci sono condizioni estreme, ma generalemtne vivendo in una società civile moderatamente avanzata, non trovo il bisogno di estremizzare. Finchè non sento certe cose ovviamente… Eppure è vero non ci si puo’ nascondere dietro la paura di sembrare razzisti e minimizzare, non si puo’ non denunciare, non si puo’ non ammettere che questo pensiero di inferiorità delle donne é troppo diffuso in molte zone del mondo.  Che la religione (per prima quella di casa nostra!!!) o quello che si ritiene “pratica religiosa” abbiano spesso infossato e fomentato queste convinzioni. Eppure questo è un ragazzo apparentemente ben integrato, che vive e lavora da tanti anni nel mio paese. Di ragazze libere ne avrà viste tante, si sarà reso conto che qui funziona diversamente, eppure non si è convinto… eppure sente ancora rabbia, impeto aggressivo, disprezzo.

Che ottusità, senza quella ferita che non si rimargina mai non si genererebbe nessuna vita su questo pianeta. Mi pare piu’ che altro meglio descritta come una fonte inesaurabile, come una sorgente di energia cosmica. La vera ferita è questo pensiero, questo sentimento, che qualcuno voglia farmi sentire in colpa e allo stesso tempo provare paura per come sono fatta, la vera ferita è che esistano pensieri del genere. Questa si, la ferita nel mio orgoglio per tutte le donne del mondo, fino a quando la dignità di una donna o di una bambina verrà lesa, offesa, calpestata da qualche parte, questa è e resterà in eterno una ferita sempre aperta… femminismo

 

Grazie dei fiori – dice lui…

Le donne possono regalare fiori agli uomini? -ponesi quesito esistenziale davanti a piatto di fagiolini nella serata odierna da coinquilina romantica e impavida che testa il maschio sul campo (in tutti i sensi)-.
Ma ovviamente si.
Ritengo che gli uomini che non sanno accettare fiori dalle donne soffrono di machismo o di qualche altro complesso.
Il piu comune malinteso penso risieda nell’idea di fiore come oggetto caduco, sensibile e delicato per eccellenza, caratteristiche che lo associano naturalmente al gentil sesso. Il problema é che le donne non sono per nulla gentili, soprattutto al giorno d’oggi; ed escludendo le guerre tantomeno sono più caduche degli uomini. È un falso mito. Il fiore va inteso come omaggio per eccellenza poetico e intrinsecamente bello, perché temporaneo. Perciò non ha connotazione sessuale alcuna. Se fossi Leopardi direi che il fiore é il “regalissimo” in primis, sublime e superlativo, tanto quanto la parola infinto é “poeticissima”.
Pertanto ritengo che sia non solo legittimo nel senso che le donne hanno il pieno diritto di farlo, come per votare, ma anche opportuno se non addirittura indicato.
Chi la pensa diversamente, pregasi dilungarsi qui sotto con argomenti.
Buona notte.
PS:
Vedasi negozio online di fiori che prepara pacchetti maschili tipo una pipa e un bel bouquet pronto consegna per circa 200€. Ok questo é assurdo. Ma rende l’idea.

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si, cambiare!

La mia saggia amica EG mi segnala questo: arrivata all’ultimo paragrafo posso gia mettere una V accanto a quasi tutte le cose da fare: dal trasloco al tatuaggio; mi manca il cane, e ci ho sinceramente davvero pensato…

una bella sensazione, la rinascita.

di Elisabetta Ambrosi · 22 settembre 2011

Ti ha mollato? Cambia vita

I consigli del “love trainer” Andrea Favaretto su come superare una delusione d’amore e ripartire alla grande

«La fine di una relazione rappresenta uno dei momenti più importanti, difficili e scioccanti nella vita di chiunque, indipendentemente dalla sua età, dal sesso o dalla cultura». A formulare questo postulato universale è una specie di versione contemporanea di Immanuel Kant, il life coach Andrea Favaretto, “love trainer” e domatore di “mollati” nell’arena del programma di Natasha Stefanenko Mi ha cambiato…lascio vita. Però, a differenza dell’autore della Critica della ragion pratica, Favaretto sa di quel che parla, perché ne ha fatta esperienza personale diretta, tanto da decidere di scrivere un vero e proprio manuale di sopravvivenza per chi ha appena ricevuto il benservito, Ti ha mollato..cambia vita. Come «superare una delusione d’amore e ripartire alla grande, che uscirà il 28 settembre per Kowalski. Nel libro, Favaretto spiega con precisione puntigliosa e grande convinzione tutti gli esercizi attraverso i quali, incredibile ma vero, l’abbandonato di turno potrà «cambiare le neurochimica della mente e del corpo».

Penso, dunque mi trasformo

Il succo della terapia proposta è questo: il malessere deriva dal fatto che la tua mente è piena di pensieri negativi e disperati, ma soprattutto falsi. Ciò che serve è allora uno sforzo sistematico per sostituire le convinzioni pessimiste con affermazioni positive, trasformando contenuti cupi e malinconici in immagini di forza e benessere. Perché, come insegna Forrest Gump, stupido è chi lo stupido fa e certe convinzioni rischiano di essere profezie che si autoavverano. Meglio allora passare al positive thinking, a cui progressivamente il vostro cervello di abituerà. A quel punto, da creature sfortunate, corpi-mocho buttati sul divano tra lacrime e briciole, vi trasformerete progressivamente in individui pieni di energie e progetti.

No, nel libro non troverete allegata una bacchetta magica, Favaretto dichiara apertamente di non averla. Ma promette i risultati indicati se vi metterete subito a lavorare sodo. È come per il gioco dei puntini della Settimana enigmistica, spiega. «Se li guardi singolarmente non hanno alcun significato e lì per lì sembra che non si intraveda nessuna figura, ma quando li unisci seguendo un determinato ordine, ecco che tutto diventa più chiaro». Ecco allora tutto ciò che dovete fare o non fare se siete stati appena mollati.

Premessa: non ti ama più

«Perché mi ha lasciato? Come è potuto succedere? Dove ho sbagliato? Cosa farò adesso?». Tutte domande che non servono a nulla. Infatti, la dura verità, argomenta il nostro, è che «se una persona ti lascia, è perché probabilmente non ti ama più e non vuole stare con te e non c’è nulla che tu possa fare per cambiare le cose». Al tempo stesso, rivolgergli frasi come: «Non ti amerà mai nessuno come ti ho amato io» e «Non troverai mai un’altra come me» è del tutto controproducente e certo non gli faranno tornare il desiderio. Per capirlo, Favaretto suggerisce il gioco “Mettersi nei panni dell’altro”. Se qualcuno vi dicesse cose simili, oppure vi invadesse la bacheca di Facebook o il cellulare di messaggio, o passasse a bussarvi ogni sera, cambiereste idea? Probabilmente no, dunque non fatelo. Altri comportamenti di fondo da non adottare mai sono: provare rimpianti, parlare continuamente del proprio ex, riaccogliere le sue avance sessuali, cercare di controllarlo attraverso suo figlio, non accettare che si sia rifatto una vita, soprattutto lamentarsi e piangersi addosso.

Primo passo: pulizie di primavera

Una volta stabilite le regole di fondo, siete pronti per passare alla vera e propria iniziazione. «Stato attuale», «paure», «catene», «speranze»: ecco le quattro tappe, su cui lavorare in progressione, che scandiscono l’iter psico-spirituale proposto Andrea Favaretto. Si parte dalla fatidica domanda «come stai?», alla quale non possono che seguire fiumi di pianto. Bene, piangete, in modo da far pulizia di tutte le emozioni negative. «È come quando fai pulizia in una stanza impolverata e sporca. Se rimane sporca e ammuffita, nessuno vuole più entrarci». Pulite tutto, ma senza senza finzioni, perché «Spesso le persone fingono di pulirla spruzzando un po’ di deodorante in casa o passando uno straccio per togliere la polvere più visibile e buttano il resto sotto il tappeto».

Come esercizio pratico, a questo livello Favaretto suggerisce di scrivere una bella lettera a se stessi, per raccontare la situazione e prendere consapevolezza di quello che sta succedendo. Provate lentamente, spiega, a sostituire frasi del tipo «sono uno straccio, sono a pezzi, il dolore mi devasta, la paura mi attanaglia, è impossibile uscirne con altre del tipo «non so molto bene, mi sto rimettendo in sesto, il dolore mi mette alla prova, la paura non fa essere lucida, è impegnativo uscirne». Un altro esercizio consiste nel ricordare situazioni negative vissute con il proprio ex, e provare a rientrarci, stando dentro le sensazioni che hai vissuto fino al punto di non poterne più (consigliata ripetizione giornaliera).

Secondo passo: cancellare ogni traccia

La paura è uno stato mentale e basta, dunque la cosa migliore è affrontarla per scacciarla. Ecco una tecnica suggerita per mandarla via: pensa a momenti della tua vita in cui ti sei sentita sicura, amata o in cui hai provato piacere e, mentre li rivedi, stringi pollice e dito medio della tua mano destra (non fare l’errore di pensare a episodi in cui c’era il tuo ex!). Una volta “fissata” la sensazione di benessere, prova a portarla nei contesti in cui provi paura.

Una volta passata la paura, però, bisogna rompere tutta una serie di catene mentali nelle quali si è ingabbiati, per liberarsi da rancori, sensi di colpa e quant’altro. Per farlo, indispensabile è evitare di vedere film d’amore, canzoni sentimentali, rileggere lettere o email o guardare fotografie della vita precedente. L’esercizio pratico è assai arduo: prendete un baule, metterci tutte le foto (anche le fototessere della macchinetta della stazione, ndr), disegni, biglietti di auguri, bracciali, pupazzi, spazzolino, lamette, video o cd, attrezzatura di vario tipo. Poi chiudetelo e datelo via. Poi si passa al computer, eliminando le foto sul pc, togliendo l’amicizia su Facebook, il suo contatto Skipe, cancellando persino la playlist su iTunes con le vostre canzoni di coppia.

Fatto il reset, procedete a cancellare le convinzioni negative, tipo «gli uomini sono stronzi, egoisti e traditori, nessuno mi vuole, sono troppo vecchia etc» immaginando cosa succederebbe se questa convinzione sparisse e fosse sostituita con nuove “convinzioni potenzianti”, del tipo “comunque vada sono splendida”, niente succede per caso, mi merito il meglio, l’amore è a ogni età etc”.

Terzo: immaginare la nuova vita (e cambiare guardaroba)

Ora che ti sei liberata dalle catene mentali, concentrati sulla tua vita e pensa a tutte le cose che potranno cambiare, ai risultati che potrai ottenere, ridefinendo la tua identità attraverso sogni nel cassetto o progetti mai realizzati. Prova a vederti nella nuova vita e a sentirne le sensazioni. Disegna anche un nuovo guardaroba, associando sentimenti e capi d’abbigliamento, giocando con i colori e, soprattutto, con gli accessori («importantissimi»).

Hai qualche problema immaginare i contenuti della tua second life? Favaretto ha pronte trenta attività con cui riempire le tue giornate. Eccone qualcuna: ridi, sii allegra, cambia tutte le piccole abitudini (dal lato del letto allo smalto), corri, fai sport, dai un massaggio, viaggia, cucina, fai volontariato, prenditi un cane, balla, fai yoga, medita, dipingi, cambia guardaroba, trasloca, cambia città, fai un corso di autodifesa, circondati di persone stimolanti, scrivi un libro sulla tua vita, impara a suonare uno strumento, fai un corso di foto, leggi biografie. Infine, fatti un tatuaggio che simboleggi la tua rinascita. Niente nome del tuo ex, mi raccomando. Semmai, quello del tuo coach.