L’amore non é da tutti

Psssss, Volevo dirvi una cosa che ho scoperto.Una di quelle cose che sembrano banali ma sono grandi rivelazioni.

Sappiate che l’amore pur essendo una cosa per tutti, non è da tutti.

E parlo di quello vero, di quello raro, di quello bello.

Seguitemi che facciamo un passo indietro.

Cosa richiede secondo voi essere un buon amico?

In sintesi: esserci, farsi sentire, ascoltare, mostrare empatia, offrire sostegno e qualche drink, mettersi il pigiama e portare il gelato e i fazzoletti e la serie tv del momento nelle fasi critiche o sforzarsi di uscire a far festa fino all’alba anche quando non si avrebbe voglia.

E certamente impegnativo ma lo possono fare tutti, tant’è che anche i più nerd e i più strani trovano sempre persone simili con cui fare gruppo, simpatizzare. Perciò concluderei che bisogna davvero impegnarsi per non avere amici. Chi non ha amici direi che è perché non li vuole. L’uomo è un animale sociale, percio’ nel 10% della popolazione mondiale dei senza amici rimangono i cattivi-cattivissimi-cattiverrimi tipo Megamind, Joker di Batman, Crudelia Demon, Pol Pot, Trump… anzi no Trump no, scusate errore mio, perché i ricchi sono pieni di amici!!!

Invece le relazioni d’amore sono cosa altra. Non le possono avere tutti.

Intanto anche quando ne vuoi una fortissimo comunque può essere che non ti capita. Anzi sicuramente non ti capita.

Ma ad ogni modo necessitano innanzitutto dell’amicizia -cioè tutto quello detto sopra ma molto più intenso- oltre a una serie di altre cose che richiedono un impegno costante, a volte fatica e soprattutto sacrifici. A pensarci bene non credo di poter dire di aver mai fatto un vero sacrificio per un amico, o perché non mi è mai pesato farlo e quindi non si può definire così, o perché in sostanza è stato sicuramente ricompensato da qualcos’altro che ho ricevuto.

Invece in amore sì, si fanno sacrifici continuamente, perché ci si espone, si fanno passi nel vuoto, salti nel buio, pellegrinaggi in ginocchio sui ceci, corse a fari spenti nella notte… e si fanno scelte che prevedono rischi e che non si può sapere se verranno ripagate. Il counterweight è incerto.

Se si è fortunati l’amore ripaga però, quando è in equilibrio. Ma si deve mettere in conto di attraversare fasi in cui ci si deve impegnare a sforzi agonistici, maratone di sopportazione, interval training della pazienza, triathlon di accettazione/perdono/sofferenza silente.

Perché l’amore vero è disinteressato, incondizionato e altruista di per sé.

Non è detto che sia illimitato, non è detto che debba essere cieco, né tanto meno sordo, né muto alle batoste che prende.

Non è un pozzo senza fondo, ma è una prova difficile (tipo l’esame per diventare avvocato), il cui test più grande è sicuramente quello del perdono. (Massimo Recalcati – “L’elogio del perdono nella vita amorosa”).

Viene quindi da chiedersi, quale è il limite dell’amore, se c’è?

Beh io credo che un limite vada posto in modo categorico, almeno filosoficamente, per salvaguardare una concezione di amore sano, valicato il confine del quale si sconfina nella pazzia, nelle relazioni ossessive, malsane, autodistruttive, che troppe persone osano chiamare amore ma amore non sono. Lo vediamo purtroppo continuamente quando si parla di violenza sulle donne, delitti passionali e bellezze sfigurate con acido per gelosia e possesso. Se, come fa la D’urso, ci permettessimo di chiamare queste cose amore o addirittura troppo amore faremmo un errore gravissimo.

E arriviamo ora per passaggi logici a quelle situazioni in cui si scopre che l’amore non basta, love is not enough (e vi rimando a questo bellissimo articolo di Mark Manson: https://markmanson.net/love ).

Se l’amore diventa l’unico fine assoluto a cui tendere a qualunque costo, si rischia di perdere di vista cose importantissime come l’amore per se stessi, la propria dignità e il rispetto per noi, valori che sussistono invece a prescindere da ogni possibile gesto d’amore sano – e non a lui sacrificati.

Ma l’amore è così vasto e sembra così intricato, un affare davvero complicato, un mostro romantico improbabile…

Serve un’educazione sentimentale (vi raccomando a un bellissimo libro di Paolo Crepet “Sull’Amore”, di cui qui trovate qui anche una bella intervista: http://www.clinicacrisi.it/gest/docup/Educazione_Sentimentale_Intervista_a_Paolo_Crepet.pdf ), e quando questa è stata carente nell’infanzia e nell’adolescenza allora aggiungo io serve un po’ di analisi nell’età adulta… Non c’e niente di cui vergognarsi, bisogna intanto dare da mangiare anche agli psicologi e psicoterapeuti di questo mondo –che sono tanti-, e poi finiamola con questa stigmate antica che se uno va in analisi è pazzo fuori di testa. Tutti abbiamo qualcosa che non va, qualcosa di irrisolto, qualche trauma nascosto, la psicoterapia e l’impegno di un lavoro da fare su stessi in età adulta dovrebbero essere buona prassi diffusa e comune. La via per relazioni sicuramente più sane e consapevoli.

Conclusioni: l’amore sembra a disposizione e a fruibilità di tutti, soprattutto di quelli che vedete in torno a voi che pensate che non se lo meritano proprio e invece sono in coppia -e non è detto che siano felici però, ricordatevelo- ma saper stare veramente bene con qualcuno, quello amici miei è un altro livello.

…To be continued here

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DA ELLE A ESSE

Oggi piove, c’era anche scritto sul giornale che sarebbe successo, ma non ci credevo molto perche stamattina era bellissimo, fatto sta che le mie scare da 16 franchi si sono praticamente sciolte, credo fossero fatte di carta.

Tornare a casa e aprire facebook e come prima cosa leggere lo status del proprio ex, non è il coronamento che speravo, ho fatto refresh 10 volte ma c’è sempre lui, ringrazio in cuor mi oil primo dei miei amici che farà qualcosa degno di nota rimpiazzandolo. Perchè non l’ho cancellato dite voi?! Beh per me tutto ciò che è proibito dventa una ossessione, perciò meglio lasciarlo dove sta. in fin dei conti una sbirciatina ogni tanto e poi via via a scemare finchè ci pianterò una croce sopra, prima o poi.

Quando sono andata a Bruxelles ero talmente schoccata all’idea di essere single che per un giorno intero ho seriamente pensato di volermi mettere con il mio migliore amico (non sarei stata certo la prima!) ho preso davvero in esame la cosa nei minimi aspetti.  Del resto più ci pensavo e più mi accorgevo che lui sarebbe davvero il mio uomo perfetto, se non fossimo amici.  Prima di tutto è alto, ma alto alto come piace a me, che quando ti ci lasci andare nel suo abbraccio sprofondi, e ti senti protetta. Poi ha decisamente molto stile e sa trattare le donne coi guanti (se se lo meritano) ma soprattutto sa come prenderle nel vero senso della parole. Mi fa ridere. Cosa poi certo non irrilevante la pensiamo uguale su molte cose importanti della vita. Condividiamo alcune forti passioni comuni: la musica, la scrittura, la cucina. La Sicilia che appartiene a entrambe. Anche sul sesso la vediamo abbastanza simile… Ma certe cose non si possono fare e basta. Peccato, perchè come dice lui saremmo come due universi che implodono e possono esistere solo a una certa distanza. Condividere senza mescolare. “…le nostre passioni ci rendono unitissimi, i nostri caratteri sono un litigio continuo.. è come quando due galassie si fondono, si attraggono, per un secondo, poi sono esplosioni e supernovae, e nuvole di gas e macelli interstellari, buchi neri, pulsar, nane bianche, un cacao intergalattico di proporzioni immani: le galassie sono identiche, si attirano perché sono la stessa cosa, sono uguali, ma una volta che si fondono, dopo il primo secondo di gloria universale, si innescano forze più potenti anche di loro, che portano alla distruzione di entrambe. Un attimo solo di gloria, un momento brillante e splendido in cambio di miliardi di anni di distruzione? Non credo sarebbe una scelta intelligente per nessuno dei due.”

E fu così che rimanemmo amici, o forse lo diventammo ancor di più. Io una cosa così che avevo partorito nel dormiveglia tiepido di una di quelle mattine pigre, quando sogno e realtà sono tutto una brodaglia indistinta, non avrei mai potuto non dirgliela. Per me è una persona speciale come pochissime al mondo. Attualmente quando qualcosa davvero non va prendo e gli scrivo, pazienza i kilometri, mentalmente siamo vicinissimi e lui mi risponde sempre, prima o poi, con qualcosa di utile. A volte sono schiaffoni in faccia, ma fanno sempre bene, soprattutto serve avere qualcuno di giusto che ce li dia.

Da tutto questo pensare poi, avevo elaborato l’idea di fare una lista.

AAA cercasi fidanzato, come lo voglio io. (to be continued)

ciliegia

Caro tesoro della mia vita,

non è per niente un caso che tu sia nata a Maggio, il tempo delle ciliegie, proprio tu che la ciliegia la volevi come simbolo personale all’asilo. Non è un caso nemmeno che sia stata io a rubartela perchè solo cosi’ da quell’istante siamo diventate unite per sempre, esattamente come due ciliegie allo stesso picciolo. Quelle che tante volte ci siamo messe come finti orecchini da bambine.

Guardo a oggi, a cosa significa la parola amica, quella che sei tu: da quando ci nascondevamo nel tubo per giocare a occhi di gatto fino ad ora tra discorsi, caffè, sigarette e bicchieri di vino, lacrime e sorrisi, viaggi in macchina, parcheggi, fare le cinque, musica, aperitivi e occhiate complici, shopping, segreti e mai nessuna bugia.

Io e te come una squadra invincibile contro ogni ostacolo, attraverso ogni stagione delle nostre vite, che sono cosi’ cambiate, e noi -mio Dio- siamo cosi’ cresciute!

La nostra complicità è semplicemente speciale e meravigliosa.

Ripenso ai pomeriggi nel tuo cortile a giocare, al diario che ci scambiavamo dopo la scuola, a quegli anni passati sempre in 4 con i nostri due primi amori.

Alla Sicilia, all’università che ci ha un po’ diviso ma senza mai separarci davvero.

Tempo di spillette e concerti, il Pabitele, il Mini Mini e il pampero pera, e i venerdi’ tutti uguali al Krepapelle.

Poi fu il tempo delle cene tra Ghiacciaia e Leon D’Oro, e io che ti seguivo ovunque.

E poi la stagione del basket, il Visionario, fino a giungere alla fase “estetica” di durante-e-post-Sephora.

Quante cose, quanti istanti, quante storie, quante emozioni.

Le ho ripensate tutte oggi per scriverti questa lettera per il tuo compleanno.

Volevo fosse un messaggio speciale, ma dopo tanti anni insieme -come una vecchia coppia- non volevo fosse banale, ormai saranno milioni le volte che ci siamo dette il bene che ci vogliamo, ma non bastano mai.

 Ti auguro un felice compleanno. Mi dispiace tanto non essere li accanto a te questa volta. Ma ti so serena accanto a un ragazzo d’oro, e questo mi basta.

 Ti penso sempre, sempre tanto.

E mi manchi ogni giorno, immensamente.

Dal mio cuoricino a forma di ciliegia

AUGURI SILVIA, PERCHE’ TU SIA FELICE