(still) dating Lau…

Tornano gli episodi di Dating Lau!

Ecco una collezione di altri dates fallimentari raccolti in questi anni da single, così che anche le altre donne sole là fuori, possano trovare un minimo conforto.

  • Quello che vuole comprarti

Una volta sono uscita con un vero uomo, (e se lo chiamo così in corsivo e non ragazzo è da notare!) non che fosse molto più vecchio di me, al massimo 6 anni, ma probabilmente ci sono due fattori che nel mio immaginario lo hanno contraddistinto così:

  1. che aveva i capelli molto brizzolati. Anzi proprio molto sale e pepe -e per quanto mia sorella insista che il mio prossimo fidanzato a rigor di logica sarà pelato, perchè ormai sto invecchiando e mi devo rassegnare, e io continui a sognare un uomo coi capelli, in questo caso anche brizzolato è simbolo di grande maturità…
  2. che quando mi guardo allo specchio per via delle lentiggini io mi vedo un’eterna ragazzina, quindi mi sentivo molto più piccola di lui.

L’appuntamento si svolge in maniera singolarissima, come non mi e mai più capitato: insiste per portarmi a cena in un ristorante super costoso di Zurigo a mangiare pesce e a bere vino bianco, senza badare a spese. Si avvicina durante la cena, mi vuole tenere la mano, sul tavolo, una cosa che mi da un fastidio a livelli astronomici già in coppie consolidate,… ma qui poi è la prima volta che ti vedo! Cos’è tutta sta confidenza? Non so perché ma a un certo punto mi si insinua un ragionevole dubbio che lui stia tentando di comprarmi o perlomeno di impressionarmi. Perché io non ho mai guardato a queste cose materiali o a che macchina uno guidi e quindi mi è sembrato assolutamente inopportuno e inappropriato e mi ha messo a disagio invece di farmi sentire lusingata.

Al punto che, come si può intuire, non l’ho più rivisto, più che altro perché non riuscivo a immaginarmi se quello era stato il primo incontro come sarebbe potuto essere allora il secondo?? e il terzo??? Mi viene in mente un film dove a una tizia viene recapitato un vestito con richiesta di indossarlo un tal giorno e poi si ritrova a volare su un areo privato per una cena a Parigi.

Forse sono una stolta eh, “But sorry, not my thing.”

 

  • Quello che non ti paga manco da bere

Da un estremo all’altro. Posso anche ammettere che per un uomo che vive in Svizzera corteggiare una donna secondo le classiche modalità di galanteria possa diventare piuttosto costoso. Cena + drink x2 in ristorante medio con vino = budget da stanziare come minimo 150 chf. Ovviamente si presume che lo stipendio sia all’altezza. Però se avete a che fare con gli stranieri, che pur guadagnando bene misurano tutto in euro per abitudine mentale, probabilmente troveranno piuttosto doloroso invitarvi in un simile contesto. E così ci sono quelli che fanno tutto alla romana. Anche se per caso voi siete andate in bagno ad incipriarvi il naso, vi aspettando sorridendo con lo scontrino in mano e vi dicono quanto fa. Ok va bene tutto, io credo nella parità e contesto sia le mie amiche che i miei amici che insistono che deve pagare sempre e solo lui. In nome dell’emancipazione femminile dico NO. Abbiamo voluto la bicicletta e adesso pedaliamo!

Ma vuoi mettere il tuo ex che ti invita per una chiacchierata dopo 3 anni che non ti vede e non ti paga manco da bere… è un cafone!

 

  • Quello che esiste solo lui

Lui ti invita a uscire e parla solo lui, ma soprattutto parla solo di se stesso. Delle sue imprese sportive, della sua brillante carriera in una banca, della sua macchina nuova, dei suoi viaggi, del suo stipendio, della sua casa in Grecia. Dopo due ore che siete nel locale non ti ha ancora fatto una domanda, e tu senti che stai per alzare la mano per chiedere di poter intervenire, come a scuola. Ti spiega tutto della vita perché evidentemente sei una inetta incapace. E ti chiedi allora perché voglia uscire con te. In effetti hai accettato perché messa alle strette, quelle situazioni in cui non sai bene come dire di no e hai provato a inventare un paio di scuse ma lui ha continuato a insistere e quindi per senso di carità alla fine hai ceduto. Infine dice che ti inviterà a cena, però poi scopri che ha il frigo vuoto e anzi la pasta dice che è più opportuno se la prepari tu perché sei italiana e non vorrebbe offenderti.

Ma vuoi mettere quel tedesco che una volta mi ha invitata davvero a casa sua con largo anticipo e come menu ha volutamente scelto di farmi un piatto di pasta collosa e insapore versandoci sopra una salsa da barattolo neanche riscaldata. Ma secondo voi pensava di farmi cosa gradita??? E’ stata l’ultima volta che l’ho visto. Era organista stipendiato da una chiesa protestante. Organista pagato per suonare alle messe non come da noi che lo fanno a gratis!) Diceva sempre che sotto le feste aveva un sacco di lavoro perché la gente è triste e muore di più…

 

  • Quello che ha il panico dell’ultimo minuto

Ti prepari, ti trucchi, pensi a come vestirti, ti siedi sul divano perché sei sempre pronta in anticipo… E lui cancella per messaggio quando mancano 15 minuti.

Cosa ti ha preso? Hai rivisto la tua ex per strada? No perché se hai dei dubbi fatteli venire anche un po’ prima, no? Ci può stare, ma cancellare a 15 minuti dall’appuntamento è da record. Cosa può essere successo in quell’ultimo frangente di fantasticamente avventuroso? Che poi non è che dice “rimandiamo, ho avuto un contrattempo”, dice proprio “scusa ho cambiato idea, non vediamoci proprio mai più!”

 

  • Quello che ha un’altra

Percepisco una certa esitazione a concordare un posto in centro città per vedersi. Lui, niente, vuole fare l’avventuroso, “Passo a prenderti in moto e ti porto lontano!”. Guarda magari la prossima volta, prima di premere i miei pettorali sulla tua schiena a ogni frenata vediamoci in faccia. Sai ho una certa dignità. O sai mai che mi vuoi rapire.

Arriva, ma non scende dalla macchina, ti abbassi per guardare dentro e lui finalmente scende impacciato. Inizia a grattarsi la testa e dice imbarazzato che in realtà esce già con un’altra, sì ma mica stanno insieme, non sono mica sposati, né fidanzati… ah beh, perché adesso fa differenza? Questo è il classico caso da chi-troppo-vuole-nulla-stringe. Eccitato dalle mille possibilità di internet vuole uscire con tutte, vederle tutte prima di decidere, come al supermercato scegliendo il gusto delle patatine. Non si accontenta. Si scusa perfino -che tenerezza-, “mi dispiace non avertelo detto prima, ti ho fatto perdere tempo”. Come darti torto. “Sei sicura che non vuoi provare? Ormai sei qui…” Ma se me lo stai dicendo vuol dire che un interesse qualsiasi per questa poveretta già ce l’hai e quindi la tua testa è da un’altra parte. Cosa ci vediamo a fare? Le vedi le mie spalle? Ecco salutale.

Ma vuoi mettere con quello che al primo contatto su Tinder scrive: “Ciao, io sono sposato, per te è un problema?” Candido come la neve. (…che poi sulla neve bianca bianca di solito gli uomini ci fanno i disegni con la pipì…).

 

  • Quello che vuole una relazione seria (ma solo se gliela dai subito)

Questo è uno dei più assurdi. Non tanto per il fatto in sé di volerti mettere subito orizzontale, ma perché aveva una vera e propria teoria a riguardo che mi ha illustrato a lungo.

Inizia a scrivere da subito paroline dolci, a fare il fidanzatino, e io odio quelli che partono in confidenza a chiamarti amore, tesoruccio cuoricino…

Di messaggio in messaggio si fa sempre più audace, si spinge in territori di linguaggio tipicamente ambigui: parla di massaggi, come sei vestita? sei a letto? ecc… Racconta di essere un capo scout, un ragazzo a posto, molto dedicato alla sua comunità, un musicista. Poi dice che lui ha tutta una sua filosofia sulle relazioni ed è profondamente convinto che solo andando a letto insieme da subito si può davvero capire se quella persona è giusta per te e valga la pena approfondire una conoscenza intellettuale, e poi mettercisi insieme, perché in realtà lui vuole una relazione seria!

Ora io non so tu, forse sei il re del sesso, ma di solito le prime volte non sono mai dei granché per nessuno, perciò mi pare una teoria un po’ audace. Figuriamoci con uno di cui non sai niente, devi andare a testare sotto quel profilo lì per capire volutamente in tutta coscienza pianificata se sarà l’uomo della tua vita?! Auguri! Vivissimi!

 

  • Quello che gli e morto il cane

Premesse molto interessanti per questo incontro, davvero un ragazzo carino e gentile; il giorno dell’appuntamento, nel pomeriggio scrive che il suo cane sta molto male e lui non può più venire.

Scusate, me per quanto io voglia prenderlo sul serio non vi sembra legittimo avere un dubbio su questo tipo di “motivi per cui la gente non si presenta agli appuntamenti”?

Lui risponde aggressivo chiedendo se voglio che mi mandi foto del contenuto dello stomaco del suo vecchio cane riversato sul pavimento di casa.

Dico no grazie, che stia calmo, che ovviamente mi dispiace per il cane e che ci vedremo un’altra volta. E infatti non l’ho mai più visto, pero mi ha scritto che il suo cane poi purtroppo è morto –pace all’anima sua.

 

  • Quello che chi non muore si rivede

Siamo usciti tre volte, poi tu hai iniziato a negarti dicendo dopo qualche pressione e messa all’angolo che si, in effetti hai scelto di uscire con un’altra, che pero per onore di cronaca hai conosciuto dopo di me!

Passano 3 mesi e un giorno all’improvviso dici CIAO, COME VA, come nulla fosse. Ah, sei tornato single e io sono il tuo piano B perche in effetti ti ero piaciuta tanto… che faccia tosta certi uomini! Beati loro che riescono a fare queste cose a volte li invidio proprio!

 

  • Quello che ci arriva dopo

Dopo due mesi che ti scrivo e ti mando i selfi mi sono accorto che abiti lontano, in effetti mi viene un po’ scomodo frequentarti. Sappi che sembri proprio una ragazza fantastica. Ciao.

Risposta (vi avviso che è un po’ rude): OFF, is the general direction in which I would like you to f**k!

Vi sentite meglio?! Ditemi di sì dai!

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La Stalker

I miei amici mi chiamano affettuosamente LA STALKER.

Sinceramente mi sta un po’ sulle scatole perché io non perseguito nessuno. Io mi INFORMO, con discrezione e soprattutto senza farmi notare. A suon di felpatissimi click di tastiera.

Sto solo usando in modo intelligente gli strumenti tecnologici in nostro possesso nell’era digitale.

In quanto donna, sono furba e curiosa. E se c’è un sacco di gente che non si preoccupa di mettere filtri né di leggersi le regole sulla privacy di Facebook, questo va solo a mio vantaggio.

Quelle che non si informano dormono. Quasi quasi si meritano pure le sole che si prendono!

La prima cosa da fare quando conosci uno è mettere il suo nome su Google, poi nell’ordine su Facebook, Linkedin e Instagram come minimo, e ti sei fatta una buona idea di che soggetto è.

Puoi invitare le tue amiche a casa per un tè con cupcakes e partire con il progetto “Mille Mila Congetture” e discutere per ore sulla vita immaginaria di quest’uomo.

“Questa bambina sarà sua figlia o sua nipote?”

“Ma che gente frequenta?”

“Ma quanto beve???”

“Ah! E’ stato alla stessa mostra che ho visto io…”

“Mamma che racchia la sua ex!”

E via andare a briglia sciolta.

Ovviamente poi noi non giudichiamo dalle apparenze, attendiamo solo che la realtà eventualmente confermi tutto quello che ci siamo immaginate. E’ ovvio che gli diamo una possibilità reale… non siamo mica sceme…

E’ stato così per L’uomo Del Treno, uno degli episodi investigativi meglio riusciti della mia vita.

Quest’essere affascinantissimo, sexyssimo, elegantissimo che sale sempre sul mio vagone e viene sempre a sedersi di fronte a me al terzultimo box di 4 posti lato dx nella direzione di marcia (ndr sto usando un presente storico dei tempi svizzeri in questa narrazione).

Mi guarda, mi sorride e non parla. Scende dove scendo io.

Andava avanti da un po’ questo rituale quando una mattina sento un suo collega che lo chiama per nome! Ecco fatto! Allungo le orecchie e prendo appunti!

Con una serie di altri passaggi-chiave in mezzo che non vi decanto, cominciamo a scambiare qualche parola nelle settimane seguenti. Ci salutiamo. Interloquiamo. Sorridiamo. Scopro che fa uno sport singolare. Elementi importantissimi di una investigazione coi fiocchi sono le particolarità.

Un giorno addirittura, fingendo di guardare il cellulare, scatto delle foto in obliquo di un mezzo profilo e dei suoi stinchi da cui si intravedono dei calzetti a righe stilosissimi; così tanto per portare prove documentali ai miei amici e dimostrare che mi siedo davvero davanti a un semidio.

Mentre racconto tutto ai miei amici in un pomeriggio d’inverno, a un tratto uno di loro ha un idea geniale: mettiamo in Google “nome, sport e luogo della gara” di cui aveva parlato e ci si apre un mondo. Non potevo credere che fosse stato così semplice sapere tutto sulla sua vita. Compaiono come funghi pezzi virtuali di lui. E’ uno sportivo semiprofessionista, ha fatto il modello, ha una carriera di successo nell’azienda di famiglia, ……eeeeeeeeeee…. beh, ovviamente è fidanzato!!!

Puf! Illusioni sparite in una bolla di sapone.

Eppure lui insisteva nel sedersi proprio davanti a me.

Una ragazza si domanda: ma se io fossi la sua fidanzata e sapessi che lui si siede sempre di fronte a un’altra in treno, sarei gelosa? Avendolo idolatrato come cavaliere del mio cuore, mi convincevo che doveva essere single per forza perché non sarebbe stato elegante il suo atteggiamento nei miei confronti da uomo impegnato. A volte mi rendo conto che quello che immagino io della courtesy di coppia è molto lontano dalla realtà di oggi…

Comunque morale della favola siamo diventati amici su Instagram.

Entra nella collezione elite dei miei amori platonici incompiuti.

INVESTIGATE DONNE, INVESTIGATE!

catstalk

etica dei tempi moderni

Un tempo noi ragazze quando volevamo porci degli importanti quesiti etici e misurare il nostro rapporto con le scelte “bene vs. male” potevamo chiederci:

Se vedi il ragazzo di una tua amica in giro con un’altra, che fai?

  1. Glielo dici subito
  2. Parli con lui per dargli un avvertimento
  3. Stai zitta e ti fai gli affari tuoi

 

Invece oggi:

Se vedi il profilo del marito della tua amica su Tinder, e lo hai anche incontrato su Happn e siccome lui è un po’ stordito e forse non ti ha riconosciuto ti ha pure inviato il charm. Che fai???

 

Le cose si complicano. Mariti, fidanzati fedifraghi state all’erta! Ci sono mille occhi che vi osservano nel virtuale e scrutano ogni vostro swipe a destra! Ogni blink, poke, wink, match, e superlike che esce dai vostri smartphone!

…Se poi la tale compagna ha pure un amico gay non è più finita! C’è un esercito là fuori schierato contro di voi nel nome della fedeltà, pronto a svelare anche le vostre perversioni che credevate segrete su Grinder e 3inder!

images

keep calm and swipe on …

Eviterò di spiegarvi cos’è Tinder, perché lo sanno tutti, e quelli che non lo sanno, se esistono ancora, che si vadano subito a vedere cosa si sono persi!!! (ad essere seri credo che sia uno dei ritrovati tecnologici recenti più rovina famiglie e distruggi coppie che ci sia… quindi siete avvertiti)

Fermiamoci a riflettere sulla simbologia epistemologica della foto profilo, che ricopre poi anche il 90% di ciò in cui consiste questa app: si scorrono le facce della gente a destra se ti piace a sinistra se no (swipe right/swipe left per gli internazionali), finché si trova il magico match e ci si piaccia a vicenda e solo allora ci si può scrivere. images

Un’idea geniale – perché esclusi quelli che uno ha piacciato per sbaglio, nella fretta mentre sceglieva il sugo al supermercato, o perché la tua migliore amica ha deciso di farti uno scherzone rubandoti il telefono, in teoria vengono in questo modo esclusi tutti gli approcci non graditi.

Si prova una sorta di tenerezza nel susseguirsi di queste immagini, pensando che ciò che viene visualizzato sia quello che tutte queste persone vogliono mostrare di sé, e che magari ci si siano anche impegnate per farlo risultare come il meglio di sé.

Poichè siamo nell’era dell’immagine, dove una foto profilo, può valere milioni di like, la notorietà o il declino sociale perpetuo, uno pensa che questi simulacri di noi stessi, questi avatar, questi nostri alter ego del virtuale vengano scelti con cura no???

…E poi ci sono tutti quegli altri per cui ti domandi “Ma questo non aveva niente di meglio da mostrare???” Allora fa un po’ tristezza… E noi ovviamente ci soffermeremo su queste ultime.

Ecco un estratto delle situazioni più gettonate che non potete perdervi.

Uomo al volante della sua macchina (Ciao mi sto facendo un selfie mentre sto guidando…)

Uomo seduto nella sua macchina con occhiale da sole (Del tipo Baby sto venendo a prenderti…)

Uomo in posa accanto ad un auto di lusso (Vuoi farmi vedere quanto sei ricco?)

La sua macchina senza di lui (Più grossa è e più evidentemente credono che rappresenti il proprio pene…)

Uomo che scala una montagna a mani nude (Oh no, io odio la montagna!)

Subito dopo in lista c’è uomo che corre o sta tagliando un traguardo – il maratoneta

Il pompato – un classicisssssssimo selfie nel bagno in cui si evince che prendi molti asteroidi e fai una dieta a base di solo pollo secco

Uno che fa un tuffo carpiato triplo avvitato da una scogliera (I shall be impressed… I guess…)

In acqua fino a mezza gamba (Noooooooo lo slippino bianco al mare nooooooo…)

Uomo con un bambino (Ma se questo è un sito di incontri già pensare che hai un figlio con un’altra mi scoraggia… Oppure dovrei pensare che sei un uomo dolce e tenero? Alcuni addirittura nella descrizione di sé aggiungono “questa è mia nipote” così, per anticipare ogni evenienza…)

Uomo con cane (Devo dire che quasi quasi piuttosto adesso chiedo al tuo cane di uscire…)

Uomo con un’altra donna (Sono troppo old school per i tradimenti dichiarati. Nope)

Uomo e sua moglie nel giorno del loro matrimonio e siete anche felicissimi (Non ci arrivo, spiegatemi il senso!!! Ahhhhh forse questo non è il tuo profilo ma il vostro profilo, ho capito…)

Degli addominali, così, senza una testa (Gli uomini si ostinano a non comprendere che le donne si emozionano meno per questo tipo di cose rispetto a come loro reagiscono a un paio di tette…)

Un pre-pube – se siamo fortunate depilato (Merita quasi una categoria a se per quante ce n’è di queste!)

Uomo che in 4 foto su 5 ha gli occhiali da sole in contesti notturni, tiene in mano bicchieri di drink e sigarette (Mostrarsi con un po’ meno vizi no???)

Lo zoom di un occhio (Bello ok, ma il resto?)

Uomo che dorme (Mi sono fatto un selfie per farti vedere quanto sono carino mentre dormo facendo finta che siano stati i miei amici che notoriamente girano per casa mia aspettando che io mi addormenti)

Uomo che fotografa se stesso fotografando se stesso – aka l’artista

Uomo in posa ufficiale o foto digitale della propria candidatura politica (Attento che poi così ti giochi subito tutte le donne che votano per l’opposizione!)

L’ambiguo (Metti più foto in cui compaiono diverse persone, non c’ho tempo, sono una donna impegnata e dovrei anche sforzarmi di capire quali di questi sia tu oppure prendervi semplicemente tutti in gruppo…?!)

Il feticista – invece di postare foto di me stesso ti metto le cose che mi fanno andare fuori di testa così se anche tu sei una di quelle ci troviamo facilmente. Quindi seguono a ruota foto di piedi, foto di scarpe coi tacchi, di lacci, di frustini, di latex, di maschere e via andare…

Il senzafaccia – Questo è uno dei misteri gloriosi di Tinder: devo sceglierti in base alla foto e tu non metti nessuna foto. Nun fa na piega! Sei solo un guardone!

Il repost – sono troppo pigro e ho fatto dei print screen di tutte le altre dating app su cui sono stato fin’ora evidentemente senza alcun successo apparente e quindi riposto da Lovoo, Meetic, Badoo, ecc… (Incoraggiante!)

La variegazione/variegatura/variegatezza della razza umana… mi commuove e mi atterrisce al contempo.

 ecard swipe

PS Ulteriori segnalazioni ben accette su qs topic.

PPS Un ottimo servizio sulle dating app qui su Vice:

L’industria dell’amore digitale http://www.vice.com/it/video/mobile-love-industries-851

il mio momento alla Bridget Jones

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dal film Bridget Jones

Un giorno di qualche anno fa a Zurigo, mi chiama mia madre dicendomi che mi aveva mandato un pacco dall’Italia e di non offendermi per il contenuto. Mi ero lasciata col mio ragazzo svizzero e stavo cercando di rimettermi sul mercato. Già con questa premessa mi potevo immaginare il seguito… nel senso che mia mamma ci ha sempre provato a modo suo a tirarmi su, ma essendo noi come il giorno e la notte gli esiti sono spesso avversi. Insomma, ci trovo dentro un biglietto, una collana di pietre blu -che doveva servire ad addolcire la pillola- e una panciera color carne. Benissimo! Mia madre non solo mi dà della cicciona quando mi vede tre volte all’anno, ma dice pure che dovrei usare la panciera. Accuso il colpo e mi sforzo di ringraziare per il pensiero amorevole. Mi ricordo di averla provata -prima di riporla in un cassetto dove tutt’ora giace intonsa- e aver pensato che era uno strumento di tortura da Medioevo, che come ti giravi sto elastico dalle costole iniziva a creare un rotolo che scivolava giu. A questo punto che senso ha? Se sembro un cotechino inspaghettato, era meglio rimanere un panettone…

Nella stessa settimana capita che una sera esco con un tipo super sportivo. Lui non fa altro che parlare di camminate, arrampicate, scalate, corse… ci sediamo bordo lago io volevo bere una birra e mi fa prendere un succo; mi offre della frutta  -così stiamo leggeri. Mentre lui dice di essere vegetariano ci passa davanti un trio rumoroso, uno di questi è un ragazzo molto grosso, del tipo “più largo che alto”, che ride e parla sguaiatamente. Lo sportivo mi fa: “Vedi questo ragazzo in sovrappeso, mi fa tristezza, perché ridursi così con una cattiva alimentazione e abitudini sbagliate? Dall’accento e dall’ aspetto direi che è sicuramente un Messicano.”.

Deglutisco, annuisco, faccio una mezza smorfia pensando tra me di mordermi subito la lingua invece di correggerlo e dirgli che io so benissimo che era un ragazzo napoletano e che ho anche capito quello che diceva… altro che Messico. Un brivido freddo. Sono una cicciona italiana e diventerò presto come il napoletano e non c’azzecco nulla con questo mezzo-Rambo-mezzo-Rocky svizzero qui. Mi incalza con domande sulle attività motorie che ho svolto nella mia vita, fin da piccola; testa i miei limiti fisici e le mie conoscenze tecniche. Faccio un elenco sommario e sempre meno convinto: “Ehm…pattinaggio, ginnastica artistica, pallavolo, danza, fit-boxe, aerobica, spinning, corsa, yoga, pilates… “ lui mi guarda perplesso, come per dire e nonostante tutto sei ridotta così? Alla fine mi riaccompagna a casa e dice che non capisce come mi possa piacere tanto mangiare. “Quando mangio un po’ di più e poi vado a fare yoga mi pento subito, con certe posizioni ti devi ripiegare su te stesso e mi sento i rotoli sulla pancia che mi danno fastidio e mi bloccano i movimenti. Anche tu fai yoga, non ti capita mai???”.

SI…, …NO… lasciamo perdere…

Ci salutiamo in fretta e senza slancio, come i due depressi quali siamo. Ciao – CIAO, neanche un bacetto finto. Scendo dalla macchina e penso che vorrei dargli un pugno ma rischierei di frantumarmi le nocche sulla sua tartaruga. pudding Mentre io torno sù umiliata e affranta, dove mi aspetta la mutanda contenitiva che mi guarderà dal cassetto con disapprovazione, mi sento oscillare come un budino gelatinoso di quelli dei cartoni di Tom & Jerry dove si vede la tavola imbandita. Più tardi mi scrive un messaggio dicendo che è stata una bella serata, ma evidentemente siamo tutti e due un po’ troppo frustrati…

Ti auguro di incontrare il tuo soldato Jane, e che sia cattiva come nessuno mai.

Cani da tartufo

Alcuni uomini sono proprio dei segugi. Con dei musi fini fini che nasano tutto.

Pare che sentano, per esempio, quando una donna cerca una relazione seria. E rifuggono.

Ho letto questo articolo tempo fa. Ma più dell’articolo in sé mi ha commosso la svalangata di commenti che ci sono sotto. Il fervore, l’indignazione, la verve, l’accanimento di qui maschietti che hanno commentato sentendosi chiamare in causa.

15 pagine di commenti e qualche insulto per la povera autrice. Ne esce che loro amano la libertà e lei –in quanto donna, e quindi tutte noi- siamo delle squilibrate che cercano di ingabbiarli e onestamente su alcuni aspetti non posso dargli torto…  Solo che spesso anche i maschietti sono corresponsabili.

E qui c’è la mia personalissima metafora del treno. Parecchi uomini salgono su treni di cui non hanno verificato la destinazione. Ignorano dove stiano andando, e intanto si godono la prima classe… il treno poi magari comincia a fare qualche fermata e allora iniziano ad aprire gli occhi. Al punto da vedersi costretti a scendere in corsa piuttosto che arrivare a destinazione.

Uscivo con uno che mi chiamava sempre, mi invitava a cena, e la sera mi mandava l’emoticon dei bacini per darmi la buona notte (che scusate, ma al giorno d’oggi vale più di tutto il resto come segno di interesse verso l’altro!). Ero contenta, emozionata, spensierata. Poi un giorno con grande innocenza gli ho chiesto cosa pensava che stesse succedendo. Lo so è stato lì che ho sbagliato tutto, ma io non volevo una proposta di matrimonio, volevo solo sentire da lui cosa stava vivendo. Il parlare di NOI è sempre l’inizio della fine. Lui ha sviato l’argomento e dal giorno dopo è sparito, si è buttato dal nostro treno in corsa lasciandomi lì a pagare il conto del vagone ristorante. Ho dovuto chiamare una amica che mi venisse a raccattare alla stazione successiva… E sono rimasta basita perché credevo di piacergli.

Era un cane da caccia pure lui. Ma era stato lui a creare la scena.

Poi c’era un mio amico che si confidava sulle sue pene d’amore. Usciva con una bionda da un paio di mesi, un giorno lui decide di farle una sorpresa, organizza volo e weekend senza dirle dove, le dice di portarsi un abito elegante. La porta  a Verona, all’opera, poi a Venezia. Quando tornano lui si stupisce che lei sia ormai perdutamente innamorata di lui. Che gli abbia perfino detto ti amo. Lui non si sente minimamente di ricambiare e la molla così. Lei dà di matto. La storia si trascina con finali tragico-grotteschi… Cioè, lui dice che pensava semplicemente di passare un weekend fuori, senza implicazioni, ma per una donna ci sono sempre i significati, le interpretazioni, i film…

Lei era un tartufo, lui ha fiutato, le ha teso la trappola e poi è scappato.

Wonderwoman (e single)

ITALIA- onestamente pensavo di trovare un paesaggio sentimentale diverso al mio rientro.

Serata tra amici, c’è uno che mi lancia occhiate tutta la sera. Ma io lo so benissimo che è fidanzato. Anzi non lo nasconde nemmeno. Eppure ci prova. Che tristezza mi mettono certi soggetti.

Quelli che più pubblicizzano la loro storia d’amore sui social sono poi i peggiori, sono sempre i primi, prontissimi a piazzare le corna al loro grande love.

Non sono mica nata ieri. Mi stai prendendo in giro? Ho già visto parecchie cose io. Poverino, non ha capito che non mi interessa, Per carità, a parte che è anche più giovane di me, ma é anche molto carino… Solo, che cosa dovrei farmene io di uno così? Mi ha gia fatto perdere 100 punti di fiducia verso il genere maschile con 3 parole che ha detto.

“Ma perché non vuoi prenderti uno già fidanzato? -Chiede lui – Così poi non ti rompe le scatole…”

E’ esattamente questo il punto, alla mia età io voglio uno che mi rompa anche le scatole, uno che ci sia insomma, io voglio essere first choice mica l’amante. Sono stupefatta.

Un brivido di terrore. E se poi il prossimo che incontro e che mi piace davvero è uno di questa categoria anche lui????

Nel corso della serata cambiamo locale. Sale in auto (non invitato) per fare un tragitto intermedio da A a B. Cerca di convincermi che a fine serata lo devo accompagnare casa – il che equivarrebbe pure a farmi fare 30 km in più andata/ritorno totalmente extra. Ma io, scusate, me la ricordavo diversa la famosa cavalleria.

“Non sei contenta che vengo a farti compagnia? Così non sei sola in questo tragitto…”

Sola? Io? Bello é così tanto tempo che sono sola ormai… Vado sempre dove voglio e quando voglio, ho preso un sacco di aerei e faccio 30000 km all’anno, figurati se ho bisogno della tua compagnia…. (mi sono inacidita troppo, vero? Che tristezza…)

Sceglie una canzone. Canta. Mi dice anche quando scalare le marce e dove girare. Mi viene da ridere. “Ecco, questa sarà la nostra canzone – esordisce. Mi fanno male le orecchie. Ma ci sono ancora delle cretine che si fanno abbindolare dai tipi cosi?

A me non serve uno che mi salvi. Non ho bisogno di uno che mi cambi la vita, non lo voglio proprio, la mia vita mi piace. Eppure tanti uomini continuano ad avere questo atteggiamento da principe in calzamaglia: “Ti faccio vedere io,  ti proteggo, ti salvo, ti porto… ”

“E dove mi porti scusa? Hello?! Hai visto la mia macchina? Ti porto io, in caso… mettiti la cintura.”

Se sei una donna emancipata farai i conti con questa crisi dei ruoli.

Io ho già fatto e ho già  visto da sola, grazie.

Ho alle spalle tanti anni all’estero, un recente trasloco internazionale, carte, burocrazia, cose sbrigate tutte da me, valige portate in spalla, mobili montati da sola… ho anche fatto crossfit per non sentire nessun bisogno d’aiuto quando porto due casse d’acqua – 9 kili per braccio – e la spesa a tracolla a casa a piedi; sono praticamente un supereroe, Wonder Woman mi può lucidare le scarpe. WW

Ok, lo ammetto, il mio ego è cresciuto un po’, ma non posso farci niente, sono state le circostanze. Ovvio che sarebbe bello avere un uomo al tuo fianco, ma se non ce l’hai che fai? Stai lì ad aspettare un miracolo o ti sbrighi da sola? E intanto che ti sei sbrigata hai anche capito che quello che ti serve é ben altro…

Non di certo uno che urli il suo amore per te ai 4 venti e appena può ti riempie di corna. E tu intanto a casa poverina, illusa e cornuta.

Poi ci sono quelli che hanno sempre una scusa. Lavorano troppo, sono stressati. Sono frustrati. Ma se stai così scusa, perchè ti approcci? Perché prima mi cerchi e poi sparisci? Ti dicono che loro vogliono vederti, gli interessi, gli piaci; fanno anche progetti, ti raccontano le cose belle che potreste fare insieme ma non muovono un dito. Poi li cerchi tu e ti dicono che non hanno tempo.

Scusate ma io sono di un altro villaggio, dove se uno ha un interesse di qualsiasi genere di solito il tempo lo trova. Se no che interesse è?! Come si fa a pretendere di trovare qualcuno se non si fa spazio nella propria vita per quella persona?

Insomma, ti serve una persona che ci sia, ma soprattutto che voglia esserci ogni giorno. Uno che ti ascolti, ti accompagni nelle tue esperienze, ti sostenga, ti abbracci di tanto in tanto. Questo ci serve. Un compagno. Questo si, è innegabile. Non possiamo stare senza di voi. Neanche le piu’ forti o le piu’ egoiste di noi.

Chiedo troppo?!