Il Reimpatrio di Red – cose che, anche se ci provi, non ti aspetti

Mi sono trasferita a Modena da un mese.

Questo è quanto mi piace essere tornata:

premettendo che come forse sapete da queste pagine, ci ho messo più di un anno a decidere ma soprattutto a farlo succedere, mi sono preparata bene. Ai pro ma soprattutto ai contro.

Eppure ci si riesce sempre a stupire. Questa é l’energia irrinunciabile dei cambiamenti per me, stravolgere tutto, ricominciare, buttarsi; io so vivere solo così: a cicli. So vivere solo seguendo le mie sensazioni, perennemente ricercando, perennemente in movimento. Questa é la mia linfa.

Tornare nel proprio paese poteva sembrare una cosa semplice, tra tutte le scelte radicali che uno può prendere nella vita, più facile di quando parti e lasci tutto per la prima volta?! Non lo so, mi ci sto scervellando in questi giorni… non importa neanche saperlo in realtà, ciò che conta é che ci sono sempre ombre, imprevisti, scoperte. Però ri-scoprire il MIO di paese mi sta dando una gioia immensa.

Trovo tutto bellissimo, mi é mancato tutto e nenache lo sapevo. Il sole più di tutto, settimane e settimane di cieli azzurri, giorni e giorni uno in fila all’altro di luce che non mi ricordavo potessero esistere più. Improvvisamente ogni giorno mi sveglio contenta, con una serenità dentro che avevo perso. In Svizzera sentivo spesso negli ultimi tempi come un rumore di fondo, avete presente i cosiddetti rumori bianchi tipo la tv quando non e sintonizzata? o un rumore di motore costante, lontano? Ecco sentivo nel mio profondo quel grigio vibrante che produce quel suono “cshhcshhhhcshhhhh”, incessante. Adesso invece là, dentro di me, vedo un ruscello che scorre calmo.

La gente. Vi sembra una banalità?! A me no, la gente in Italia é diversa, é buona, é aperta. Ho incontrato persone generosissime e mi sono resa conto di quanto io mi fossi indurita, scettica, diffidente. Mi aspetto che tutti vogliano qualcosa, e non riesco a capacitarmi sulle prime che ci siano persone disinteressate, che ti vogliono essere amiche e basta. Questa è una ricchezza inestimabile della nostra cultura. Credetemi non é uno stereotipo, dopo che uno a vissuto un po’ qui e lì lo capisce. Anche nel resto del mondo ovviamente c’è gente gentile e buona come altrettanto gli italiani possono essere truffatori e maligni, però io la sto vivendo così questa esperienza, sono fortunata, ho una buona stella che mi protegge.

Il cibo. Un capitolo a sè. Per una foody come me non ci sono parole per spiegare cosa significhi mangiare le cose di casa sua. Quando vuole. Quante ne vuole. All’improvviso è come se mi fossi svegliata da un coma, come se fossi stata in esilio 20 anni. Tutti i miei sensi si tendono, vedo colori e sfumature prima impercettibili. Per esempio il centro di Modena di notte si tinge di una luce gialla intensissima, data dai lampioni retrò, una luce che fa sembrare tutto una cartolina, una luce tipica solo di alcune vecchie città. Una luce che spero non venga sostituita tanto presto da neon e led anonimi.

Sento, odoro, respiro, tocco. Ero seduta in un bar bevendo un chinotto slow food e mangiando un tramezzino (tra parentesi non so se sapete che un tramezzino come si deve è una cosa che si può mangiare in pochissimi posti! certamente non in Svizzera che non sanno cos’è) e ascoltavo gli italiani dietro di me, il loro modo di interagire con la cameriera, erano turisti di un’altra regione, chiedevano consigli sul menu, scherzavano, intanto dei bambini correvano sulla piazza, in bici, lui sfidava la sorella e faceva una telecronaca stile giro d’Italia, mamme che passeggiavano, il signore del ferramente esce per fumare una sigaretta e incontra un signore che conosce, discorsi, convenevoli, scambi. Il nostro modo di essere più bello e più puro. Un momento normalissimo trasformato in poesia. Ho chiuso gli occhi e ho ascoltato, ho ascoltato come non facevo da tanto tempo, con tutta me stessa. Con tutti i miei sensi.

Capite che in tutte le volte che sono tornata a casa in questi anni non mi era mai successo??? Tutto questo è dovuto solamente al fatto che il mio corpo sa di essere qui davvero adesso, di essere qui dinuovo. Sa di restare. (almeno per un po’…)

Sono stata al mare in un giorno di primavera. Domenica. Quanto é stato bello dopo-anni-di-solo-laghi.

Vedo gente con delle idee e che si da da fare. Per ora ho deciso consapevolmente di non volere una televisione. Non è l’informazione che mi manca, non mi serve il giornalismo sensazionalistico che ci propinano, nè tantomeno i mille canali di cuina conditi di tette e culi. Quindi invece di guardare la tv e sentirmi dire che siamo messi malissimo, guardo la gente, guardo i locali, guardo i commercianti. Ho scoperto tanti piccoli posti qui a Modena che vogliono essere diversi, delle belle idee di impresa, posti con un concetto, non i soliti mille bar che aprono tutti uguali. E’ consolante. Almeno per me.

Vedo tanti immigrati. E poi vedo che a Modena non ci sono i Modenesi, sono tutti del sud: Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Questa é l’Italia di oggi, un paesaggio stupendo. Ma come fanno certi a stare ancora attaccati ai campanilismi, ai regionalismi, ai leghismi??? I confini sono cambiati, i nostri orizzonti sono molto più ampii, è da ottusi non rendersene conto, non è una cosa che si può fermare. Non vedono come siamo mescolati? Non vedono che i nostri figli ormai nelle loro classi hanno compagni di banco africani, pakistani, rumeni…? Andare via per un po’ almeno ti fa capire queste cose: che fissarsi ancora col nord e col sud é una barzelletta.

OK non è tutto perfetto. Perchè in Italia spesso le cose semplici sono difficili. Ci vogliono file, carte, attese. La burocrazia uccide alcuni dei miei piccoli entusiasmi: come fossero tomi pesantissimi schiantati su piccole gioie alate che tentano di spiccare il volo. SBAM. Torniamo alla realtà. Non hai fatto i conti con i mille risvolti dell’amministrazione, della gente frustrata che ci lavora e non ci sa lavorare. Delle banche che ti dicono “si rivolga a qualcun altro perche i suoi documenti sono strani e non riusciamo a inserire la sua anagrafica”. Della posta che non arriva, di quelli che fanno scarica barile. Mi fermo qui…

Di solito in questi momenti faccio un bel respiro e mi concentro su tutte le cose che, anche se ci provo, non mi aspetto.

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Pensieri dalla prima classe

Mezza reclinata su qs sedile di prima classe svizzero direzione sole. Qui é perfetto per scrivere, con un sottofondo di Of Monsters and Men e un panorama di montagne al tramonto alla mia destra. A volte bisogna premiarsi – per la prima classe intendo- ma comunque mi ha aiutato supersaver ticket non crediate! Che bisogno di luce e caldo! La differenza tra il mio uomore ieri e oggi é grande come questo maledetto paese intero. Oggi ho sentito la primavera finalmente, mentre ieri tipo rantolavo moribonda e in astinenza da luce. E poi oggi ho i miei orecchini portafortuna con le stellone. Se guardo da giugno scorso a oggi in un veloce rewind ci sono stati dei cambiamenti belli grossi, hanno smantellato il mio team e ho cambiato capo due volte, il terzo in arrivo. Non é solo il lavoro la causa, ma pare che il mio tempo qui sia proprio esaurito. Non voglio un altro inverno. E penso chissà dove sarò, quale delle mie opzioni diventerà realtà… Mi fa rabbia che il mio paese sia così, che non ci sia un ombra di opportunità per tornarci, che le aziende si sentano talmente forti da non degnare nessuno di una risposta, che la gente sia così esaurita che é diventata cattiva e scortese. Gente scontenta produce cattivi servizi, cattivi servizi producono gente scontenta. Come lo spezziamo? Frega a qualcuno? Intanto abbiamo un altro primo ministro e sapete cosa rispondo ai colleghi stranieri che mi chiedono di lui? Sono scettica ma onestamente non abbiamo nessuna alternativa. E invece di esercitare diritto di scelta ci affidiamo pregando come quando monti su una scialuppa mentre la tua nave affonda. Ecco dove siamo. E intanto mi ritrovo mio malgrado in un paese sempre piu ostile e inaccogliente. Sulla chiesa di St Jakob é comparso uno striscione che dice “Dio ama gli stranieri”. Meno male, pare sia rimasto solo lui in svizzera di questo avviso. E poi ci sono persone che non prendono mai decisioni, io le disprezzo. Per una persona ostinata e determinata come me -un vero ariete- questa é la situazione di tormento piú insopportabile al mondo. Quando hai deciso, ma non dipende da te. Bisogna solo credere che mettere in moto le energie faccia succedere sempre qualcosa… Speriamo presto.

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VOTARE DALL’ESTERO

Emozione! Per la prima volta potrò votare dall’estero. Da gennaio infatti mi sono iscritta all’AIRE (l’anagrafe degli italiani emigrati, che quando lavoravo al consolato a Varsavia compilavo e archiviavo ogni giorno io stessa). Ho pensato fosse ora di legalizzare il mio stato e fare I conti col fatto che non sono più di passaggio… e poi non si sa mai, nel caso mi volessi sposare… Beh il voto viene sicuramente prima delle nozze. Infatti eccole qui le mie prime 4 schede colorate. Le istruzioni sono così precise che votare da cosa semplice diventa una cosa complicatissima, per paura di sbagliare ho letto tutto tre volte. Mmmh vediamo, 4 schede, due buste, un tagliando… si dovrei farcela. Io voterò in anticipo entro il 9 giugno. Questo momento patriattico mentre la mia scrivania si trasforma in cabina elettorale penso all’Italia.

Qualcosa del genere volevo già scriverla il giorno del nostro 150esimo compleanno il 17 marzo. Per caso tra l’altro quello stesso giorno sono volata a casa per festeggiare anche il mio di compleanno. L’Italia è nata sotto il segno dei pesci, mentre io sono ariete, qualche giorno in più e sarebbe stata forse più testarda come me. Ah povero il nostro Paese che più che una nazione è un agglomerato culturale! Sotto la nostra etichetta tricolore ne succedono di tutti i tipi. Potere e regime sono per noi davvero sinonimi in modo malsano; una cosa che si spiega nell’Italia delle mafie nate appunto perchè il Risorgimento aveva imposto un sistema dall altro, ma senza dare risposte concrete ai suoi lontani cittadini, così ci siamo creati i nostri sistemi di “giustizia” paralleli, dale prime forme di brigantaggio a Berlusconi come lo conosciamo oggi. Sono 150 anni forse ancora troppo pochi per noi che viviamo di regionalismi, ricette di cucina, dialetti e squadre di calcio? Il calcio poi è proprio l’unica cosa forse in grado di unirci davvero quando gioca la nazionale, eppure ci divide così tanto ogni domenica (e per la verità anche ogni altro giorno della settimana, dato che si gioca praticamente questa o quella coppa tutti i giorni)

L’italiano lo abbiamo imparato da mamma tivvù che nel frattempo ci insegnava anche a scostumarci e spuritanizzarci un po’, ma mai fino in fondo dato che i tubù ci opprimono almeno tanto quanto la presenza del Papa e dei suoi discorsi politicizzati.

Eppure quante bandiere diverse hanno sventolato il 17 marzo: Lega nord tanto quanto le leghe del sud, o di altri particolarismi, tutti a rivendicare la lro speciale diversità. Ma si può stare insieme anche diversi no? -Penso alla Svizzera un paese così piccolo dove la gente a volte non parla nepure una lingua in commune con quella del cantone a fianco!!!-

Abbiamo un Paese ma senza veri paesani. Chi siamo noi italiani davvero? Siamo davvero amanti, sfaccendati, ma creativi? E io chi sono? Quante volte me lo sono chiesta:

  • posto  numero uno sono cittadina Europea, non posso evitarlo dopo averci dedicato la mia laurea magistrale a questa idea…
  • al due direi siciliana, che nonostante in senso strettamente temporale sia l’influenza che ho subito per più breve tempo, ha un imprinting molto forte sul mio modo di pensare a abbracciare le differenze nord-sud, e poi per il mare che sento scrosciare dentro di me, e non posso ignorarlo.
  • poi friulana, o meglio udinese anche se effettivamente nonostante esserci cresciuta per 20 anni l’unico dialetto che parlo resta comunque il siciliano.
  • poi Italiana, ecco solo al quarto posto, soprattutto adesso che per me che sono scappata l’Italia è una altalena continua tra un ricordo doloroso e un dolce sogno impossibile.
  • e poi cittadina del mondo, più che altro perchè il mondo lo ho visto troppo poco ancora, e soprattutto solo a scomparti.

Italia, Auguri! E buon voto a tutti, soprattutto alle donne!

carnevale

bunga bungaColonia, sfilano i carri e noi ovviamente siamo la barzelletta europea. Ma Berlusconi si sa, è un simpaticone, ha appena presentato la Marcegaglia di Confindustria in occasione degli Stati Generali come quella che dalle sue parti si definisce una “bella tusa”. Ancora una volta si mette l’accento sull’ apparire e non sulle doti professionali, lui che ovviamente non ha più alcun pudore nel mostrare che si circonda di persone selezionate soprattutto per le “belle presenze”. Intanto tutti i giornali europei titolano sul processo in arrivo, una bella insalata di scandali, Ruby e bunga bunga, in tutte le lingue europee.

SWISS BANG BANG, ITALY BUM BUM

suicide rate per nation (wiki)

Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.

Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario  gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!

Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.

Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…

Attraversiamo – eat pray love

Maybe just because i am in this mood, and I just quit my job for real, and for real I am going travelling to Asia, I simply loved this movie. Maybe, yes, but also because besides the romance and the pictoresque images of this american movie, I recognized myself, and all the time that a story is able to open a door in my head I can’t avoid to love it.

“To find the balance you want, this is what you must become. You must keep your feet grounded so firmly on the earth that it’s like you have 4 legs instead of 2. That way, you can stay in the world. But you must stop looking at the world through your head. You must look through your heart, instead. That way, you will know God.”

At the beginnng of the movie Liz opens up her box with all her dreams and wishes about travelling and journeys and she takes the courage to go, leave, break everything she had known before. She wrote a piece about her past (unhappy) love experience called “permeable membrane” and i got immediately touched by it:
“If I love you, I will carry for you all your pain, I will assume for you all your debts (in every definition of the word), I will protect you from your own insecurity, I will protect upon you all sorts of good qualities that you have never actually cultivated in yourself and I will buy Christmas presents for your entire family. I will give you the sun and the rain, and if they are not available, I will give you a sun check and a rain check. I will give you all this and more, until I get so exhausted and depleted that the only way I can recover my energy is by becoming infatuated with someone else.”

the movie

This is the journey we have in front, all of us, nowadays. When love is not imposed by our parents in our consumists societies (pretty different from the destiny of the indian friend of Liz, who has to get married at 17 with someone she does not know at all, and she just can figure out after how to live with it and find happiness)  and we pass from one boyfriend to another like changing pair of jeans. If it doesn’t work we just go for a new one, commitment lost his real sense, maybe is just too difficult, maybe is just not possible anymore with the lives we live now in the western world. We are surrounded and overwhealmed by opportunities and freedom, so we are paralized. And is not like we do not love, or we do not feel. We do throw ourselves into these stories, but we do it so much, so eager to believe that romance and happy ending still exist, that we just consume and burn them all, too fast. So we turn to the next one, and so we grow. We go underneath new layers of our personalities. And so the real journey begins.

“The only thing more unthinkable than leaving was staying; the only thing more impossible than staying was leaving.”

Eat is fot IT= ITALY. I see the movie and I am proud of my country, like I have never been anymore since quite some time… I like the way she -purely New Yorker woman-  digs into our typical italian stereoptypes: pasta e salsiccia, cute little streets, non verbal communication (the italians can tell stories just with gestures and no single words!) and big monuments, pieces of art and pieces of our imponent roman past. The Augustinean Mausoleo in Rome is the twist in the tale: Elizabeth understands that ruin is precious, because only after fall we can build up again, we can change ourselves and adapt; decadence is the basis for development, adaptation, discovery. I totally feel like this, I enjoy every single moment I suffered in my life, i put my both hands into the mud to shape a new me again, every time I needed to. And I am a warrior, because the key is: no matter how much you suffer, you have to keep going and you will born new, sooner or later. Nothing is everlasting in life. neither love, neither pain.

In India Elizabeth explores her spiritual dimension, when she does not know how to meditate, she starts dedicating her prayers to her friend, she starts to imagine her happy… and then she suddenly realizes that praying and meditating is exactly just about that, rather than a pure contemplative exercise. Each of us has to find his own temple in his own life, in his own simple house, among his simple everyday gestures, just within himself. “God dwells within you, as you.”

“You need to learn how to select your thoughts just the same way you select your clothes every day. This is a power you can cultivate. If you want to control things in your life so bad, work on the mind. That’s the only thing you should be trying to control.”

And finally she finds peace and balance: “not too much God – not too much selfishness”. But as the guru says: “To lose balance sometimes for love is part of living a balanced life.”.  I say: Oh MY God, seriously, am I just too much in this cheesy mood?! But i do seriously think that is exactly what i have been through in the last year and a half, since i moved to Switzerland. I came here to collect pieces of myself and forgive myself, forgive him- most of all- too, because he left me-us without giving me the chance to fix our love. And so I finally did: i recovered, but i was always so cinical towards men for long time. Then a new HE finally came into my life, and of course we were both freaking scared. He just took my hand and convinced me, that to be happy again there is no other way than trying again, no other possibility than trust again, in order to love. I opened up like a blossom in spring in his delicate embrace. And now I am finally so deeply happy. I discovered new things about myself just because I gave him the chance to look them up inside me. I lost bad habits and change some attitudes I did not like, because I observed my image reflected in the other person. I just accepted our love like something indeniably present and consistent between the two of us, day after day, and it happened than it grew, we fed it. Because i just did let things go, finally, and this made new things possible again, this made good things real. (Thanks Diego. I’ll be for ever grateful to you for teaching me again how to open my heart and let love flow through it.)

“This is a good sign, having a broken heart. It means we have tried for something. ”

the book

Of course this movie made me cry. I just could not help it anymore, when Elizabeth thinks about her past love and the pain she caused him, but also the happiness they shared. It has been real for a while. And they dance together: dance as a form of reconciliation before final separation…

Now I look back and I look forward. I can’t wait now to leave for my 52-days-journey by your side. I can’t wait to see you and wonder about things with you and be curious, and feel that we are making something good out of our small lives.

Besides all of this being emotional, I got seriously hungry now. I got nostalgic for my country when i saw her eating all those spaghetti, pizza margerita, gelato and antipasti pored with some good red wine. This movie is also a celebration of my culture and of my proud roots. She says she is having a relationship with her pizza, well if I could I would cheat on you with one of those real napolitan gorgeous pizzas right now… and I know you would do the same! What is also cool is that she talks about all this food and the acceptance of her body that comes with the pleasure of it. She just wants to enjoy it in a healthy way and forget about diets! Apparently americans can’t enjoy, even when they go on holidays they do not know how to relax. So Liz she defenetly learns the dolce far niente in my country.

When they are in Italy they all play a game, trying to find susbstutive words to describe and call things: like New York = ambitious, Stockholm = conformist, Rome= yeah well… sex! And so on. Liz she is still searching for her own word, she is a writer, just like the one i want to be! And at the end of the movie she finally finds it: the word is ATTRAVERSIAMO = let’s cross over. A word that -she says- embeds all the beautiful charachteristics of the italian language: the open sound A, the rolling R, the sweetening S. And well, I am exactly going to cross over soon, I will cross the ocean to meet you. Andiamo, together, attraversiamo.

good night

(original quotes from the book of Elizabeth Gilbert, 2006)

WORLD CUP -tifare dall’estero-

E il mondiale delle sorprese! Dei piccoli che diventano grandi, dei grandi che arrancano… largo ai giovani, io anche se ho L’Italia nel cuore, sono felice per le squadre emergenti e se devo vincere qualcuno che non sia di colore azzurro, tifo per una squadra che vinca per la prima volta! Poi incredibile è il primo mondiale che vivo avendo in parallelo una vita lavorativa il che non rende agibili tutte le partite… mi tocca fare i salti mondiali, streaming vietato in ufficio perche avevamo ridotto il server alla velocità di un bradipo zoppo. Inoltre seguire i mondiali come italiana all?estero non è roba facile… qui, in una compagnia multinazionale come la mia, è una sfida all’ultimo sangue, una lotta tra dipartimenti e nazionalismi. mentre la svizzera, come se non avessero gia avuto il paese abbastanza pieno di bandiere su ogni cucuzzolo, è tutto uno sventolare rosso a croci bianche. Anche le macchine, incredibili! Ogni tanto dai palazzi si vedono emergre anche altri colori, qualche sporadico coraggioso immigrato che ostenta patriottismo. Dopo la prima inaspettata vittoria della svizzera si sono viste comparire immagini di una mucca milka che “sottometteva impunemente” il toro iberico. (la mucca Milka è proprietà della Kraft americana ma riconosciuta ovunque come emblema del cioccolato svizzero dal 1901).

frutti artistici del mondiale di calcio 2010

Tutto è possibile… a noi però manca un bomber, una punta, un diamante, e si sente. Essendo donna non posso non fare i più vivi complimenti a: Roque del Paraguay e Yoann Gourcouff, francese. Peccato che la Francia sia preda di un dramma infinito da telenovela. Un paese in sciopero totale, scioperano pure i giocatori che non vogliono allenarsi, dopo la vergogna degli insulti e delle insubordinatezze, si respira un gran malcontento che certo non li mette nella condizione di vincere. Questo giovedì poi scioperano pure i trasporti, che non danno pace alla mia collega Pelagie di Transportation… La Spagna è indubbiamete la squadra col più alto numero percentuale di figaccioni. Dei nostri molto bravo De Rossi, ci piace, sarà la tinta del capello??? Bene anche Montolivo con quegli occhioni blu, purtroppo troppo dolci per spaventare gli avversari, mica come Camoranesi che c’ha lo sguardo assassino da conquistadores coloniale. Gilardino sosia indiscusso dell’attore Vaporidis.