la scienziata politica

Da quando iniziai a studiare educazione civica, dalla scuola elementare in su’, mi fu chiaro che occuparsi della cosa pubblica non era roba da tutti. Mi pareva innanzitutto un gran sbattimento finche’ al liceo la filosofia mi aiutò a capire che è in realtà la missione più onorevole di tutte per l’individuo che vive in società, che è anzi un onore, certamente non una professione nel senso salariale del termine, ma piuttosto una passione mossa da un intento profondissimo e nobilissimo, un atto di generosità altruistica e non di arricchimento egoistico, un moto di spirito verso le generazioni future. Poi all’università ebbi la fortuna di seguire Professori come Antonio Papisca (Diritti Umani), Giorgio Carnevali (Teoria Politica), Franco Todescan (Storia delle Dottrine Politiche) e Maurilio Gobbo (Diritto Costituzionale Italiano e Comparato, materia in cui presi l’unico 30 e lode della mia carriera perché non sono stata mai una secchia!) che mi illuminarono parecchio.

Ci fu una sera in una trattoria padovana (“all’Anfora” in centro storico, se ci volete andare è in una viuzza dietro la piazza del mercato, dove si mangiava del pesce discreto) in cui mi ritrovai a una grande tavolata così composta: un paio di medici, un paio di ingegneri, un giurisprudente, una letterata, una scienziata della comunicazione, una psicologa e io – la scienziata politica. Si discuteva di questa piccolo nucleo del mondo che eravamo noi, di questo spaccato della società futura, dei nostri ruoli sociali, di quanto ognuno di noi servisse agli altri e al bene comune. E lì però ho pensato che prima di tutto, se non ci fossero stati quelli come noi (a.k.a. gli scienziati politici) non saremmo esistiti. Se non ci fosse stato qualcuno che avesse voluto istituzionalizzare il nostro essere insieme, dargli delle regole, studiarlo, saremmo rimasti nuclei singoli, nemici, disorganizzati, nello stato di natura (cifr. T. Hobbes, J. Locke, J.J. Rousseau). Perché all’origine delle scienze politiche c’è lo studio dell’uomo in società e io la trovo una cosa bellissima.

Dunque, io e il giurista stavamo lì, discutendo su chi fosse il più importante al tavolo, chi avesse più responsabilità sociali, chi fosse più necessario. E dopo aver creato la società -mi dissi- se non ci fosse nessuno che se ne volesse occupare, ammettendo che al medico piacesse solo curare le persone e all’ingegnere costruire, ecc., chi se ne sarebbe occupato, se non noi? Loro non avrebbero potuto svolgere le loro mansioni, se non ci fosse stato qualcuno che si fosse offerto di gestire la res publica nel frattempo. Quindi non solo a monte ma pure a valle ecco che interveniamo noi.

Io credo nell’interesse partecipativo alla comunità in cui viviamo, nella politica a livelli professionali, credo che ci dovrebbero stare delle persone che non si sono improvvisate, ma che ne sanno qualcosa, credo anche che ci sia differenza tra professionalità e professionismo. La politica nel migliore esempio è un attività collaterale del cittadino, questo per impedire che la gente si affezioni troppo al velluto di certe poltrone e non le voglia lasciare più. No si può vivere di rendita politica. Credo che ci debbano essere dei limiti temporali per garantire il ricambio, l’afflusso di nuove idee e soprattutto frenare la sete di potere e la corruzione.

A vent’anni volevo fare la carriera diplomatica, ma ho scoperto un apparato elefantiaco di gente parassita che la costella. Pensi ingenuamente che un consolato italiano in svizzera funzioni bene, ma varcato il confine della porta è sempre terra italiana: tutto molto pesante, complicato, inefficiente, scortese. Sempre quando ero ancora iscritta AIRE un po’ di tempo fa a Zurigo, mi mandarono i santini per eleggere i rappresenti degli italiani all’estero al Parlamento: rimasi sorpresa dal tipo di pubblicità elettorale che certi soggetti si facevano. Vantando le proprie doti sportive, certi maratoneti, o certi risultati professionali come imprenditori. Tutto sembrava più importante e più in evidenza dell’impegno politico di per se. Un esempio per tutti il Senatore Antonio Razzi che tutti conosciamo anche grazie alla parodia di Crozza. E avrei detto tutto, ma aggiungo una articolo apparso su The Economist nel 2011 che parla di come veniva visto all’estero Berlusconi: il titolo era “the man who screwed up an entire country” (http://www.economist.com/node/18805327). Giusto per ricordarci di come ci vedono da fuori.

Ci vorrebbe serietà, moralità. Il lavoro politico è difficile perché devi assumerti la responsabilità tu per primo di essere onesto e corretto per le istituzioni che rappresenti. Non si può giustificare tutto lo scempio dicendo “in fondo siamo uomini”, Il politico deve essere un super-uomo.

E vi lascio con questo link dei simboli elettorali più assurdi del 2013 in attesa di nuove elezioni…

il miserabile – goodbye Berlusconi

Siamo liberi? Possiamo cantare vittoria? C’e ebrezza ma anche attesa nel Paese, come non ci credessimo piu davvero che se ne va, per sempre. Forse ci abbiamo sperato troppo negli ultimi vent anni.

Ovviamente se ne va e ci lascia in mutande, un paese sull orlo del baratro con l’ FMI che viene a farci i conti in tasca prima che qualcuno faccia conti falsi come in Grecia. Un paese allo scatafascio dopo 20 anni di pagliacciate di Berlusconi e dei suoi illustri ministri (ricordiamo che in generale si tratta di una manica di ignoranti o sciaquette da proteggere). E tutta in salita  adesso ragazzi, ma almeno forse recuperiamo un po’ di dignita; sgualcita, stropicciata, sbavata, macchiata, ma la recuperiamo, come dal cestino e con la mano la stiriamo e la lisciamo e nostalgicamente ci domandiamo se varrà ancora qualcosa. Certo i bond italiani non valgono granchè. Me lo dice la mia mamma, che si meritava la pensione proprio quest’anno, ma adesso sembra che se la puo scordare, o quantomeno se le danno la liquidazione (se!) gli e la daranno tra due anni in titoli di stato buoni a nulla… Tutto congelato, tempi di stringere la cinghia.

Ora chiunque verra dopo, vorrei solo dire un paio di cose. Governi tecnici o elezioni, o sinistra alla ribalta o grandi coalizioni. Comunque sia è tempo di pedalare alla grande, per tutti, e apriamo gli occhi risvegliandoci dal mondo roseo che ci ha venduto lui dicendoci che stavamo benissimo… Io spero che tutti si rendoano conto delle balle e dei sogni che ci ha venduto. Spero soprattutto pero che vengano date occasioni al paese per cambiare rotta. Anche ad Obama sembra che si stia prognosticando lo stesso, certo anche lui in una sola legislatura ha fatto quel che ha potuto, ma la gente guarda all’economia e dice Obama ha fatto male, siamo stufi, non lo rieleggiamo… La gente non ha pazienza. Purtroppo è sempre cosi che prima vengono quelli che ci mangiano sopra e poi tocca agli altri ripulire e quando e tempo di ripulire la gente é scontenta e dopo mezza legislatura torna a guardare con nostalgia ai demagogi, almeno loro ci intoppano la testa e non ci fanno pensare, a non vedere non si soffre. Ma qui e il caso di aprire gli occhi grandi come palle da bowling e guardarsi intorno. Intanto ci siamo ridotti a zimbello d’Europa e del mondo… Per far collassare un sistema bastano pochi pesanti colpi assestati (giustizia e istruzione per comiciare), ma per ricostruire un Paese, una storia, una coesione, un futuro, ci vogliono miracoli.

Penso a che ore sta passando adesso lui, come deve essere triste, è parecchio che non lo si vede sorridere, forse non ha piu neppure volgia di bunga bungare… Dicono già i giornali americani che pianifichi la fuga in un paradiso esotico (alla Craxi tanto per ribadire da che tipo di gente ci facciamo condurre).. certo è finita l’immunità, adesso sono cazzi, gli tocca vedersela con mille processi aperti! Mi fa cosi pena povero, alla fine il suo e stato un declino orribile, a guardar bene una uscita di scena penosa. Ma è quel che capita a chi vuol troppo, e alla fine non stringe nulla, oddio, certo lui stringe i suoi miliardi, il suo impero di imprese e le sue donnacce in realtà, però io sono convinta che lui sia il tipo a cui interessa molto di piu il potre, il prestigio, il brivido del comando… perciò questa miseria gli farà male. Sarà ferito da questa miseria. Il miserabile.

Noi da qualche parte si deve comnciare, io comincio stappando una bottiglia. Adesso viene meno il primo degli ostacoli che avevo posto da tempo al mio rientro in patria: torno in Italia quando se ne va Berlusconi. Ecco fatto! C’e voluto solo un disastro economico di proporzioni europee per togliercelo di torno. Nè le collusioni mafiose, nè gli scandali sessuali furono abbastanza. A dire il vero la gente era quasi piu interessata/scioccata dai rapporti con le donne che non da quelli con la mafia (non so, ci rendiamo conto?!).

Mi ha stupito quanto sul web sia esploso finalmente il fastidio represso degli italiani con milioni di gruppi tipo “Basta vattene!”, basta mettere su google goodbye Berlusconi o simili… c’è da sorridere almeno un attimo, il tempo di affrontare il dramma che ci attende per riassestarci. Cosa resterà? E soprattutto che ne sarà poi?

vi segnalo un paio di link:

http://www.repubblica.it/politica/2011/11/09/foto/berlusconi_dimissioni_la_satira_online-24715411/1/

http://www.theweek.co.uk/eurozone/fall-berlusconi/42219/goodbye-berlusconi-welcome-back-political-turmoil

http://berlusconivattene.com/

PS For my new english-speaking blog followers, sorry but I had to vent this in italian. I hope google translator can offer a decent version of it.

VOTARE DALL’ESTERO

Emozione! Per la prima volta potrò votare dall’estero. Da gennaio infatti mi sono iscritta all’AIRE (l’anagrafe degli italiani emigrati, che quando lavoravo al consolato a Varsavia compilavo e archiviavo ogni giorno io stessa). Ho pensato fosse ora di legalizzare il mio stato e fare I conti col fatto che non sono più di passaggio… e poi non si sa mai, nel caso mi volessi sposare… Beh il voto viene sicuramente prima delle nozze. Infatti eccole qui le mie prime 4 schede colorate. Le istruzioni sono così precise che votare da cosa semplice diventa una cosa complicatissima, per paura di sbagliare ho letto tutto tre volte. Mmmh vediamo, 4 schede, due buste, un tagliando… si dovrei farcela. Io voterò in anticipo entro il 9 giugno. Questo momento patriattico mentre la mia scrivania si trasforma in cabina elettorale penso all’Italia.

Qualcosa del genere volevo già scriverla il giorno del nostro 150esimo compleanno il 17 marzo. Per caso tra l’altro quello stesso giorno sono volata a casa per festeggiare anche il mio di compleanno. L’Italia è nata sotto il segno dei pesci, mentre io sono ariete, qualche giorno in più e sarebbe stata forse più testarda come me. Ah povero il nostro Paese che più che una nazione è un agglomerato culturale! Sotto la nostra etichetta tricolore ne succedono di tutti i tipi. Potere e regime sono per noi davvero sinonimi in modo malsano; una cosa che si spiega nell’Italia delle mafie nate appunto perchè il Risorgimento aveva imposto un sistema dall altro, ma senza dare risposte concrete ai suoi lontani cittadini, così ci siamo creati i nostri sistemi di “giustizia” paralleli, dale prime forme di brigantaggio a Berlusconi come lo conosciamo oggi. Sono 150 anni forse ancora troppo pochi per noi che viviamo di regionalismi, ricette di cucina, dialetti e squadre di calcio? Il calcio poi è proprio l’unica cosa forse in grado di unirci davvero quando gioca la nazionale, eppure ci divide così tanto ogni domenica (e per la verità anche ogni altro giorno della settimana, dato che si gioca praticamente questa o quella coppa tutti i giorni)

L’italiano lo abbiamo imparato da mamma tivvù che nel frattempo ci insegnava anche a scostumarci e spuritanizzarci un po’, ma mai fino in fondo dato che i tubù ci opprimono almeno tanto quanto la presenza del Papa e dei suoi discorsi politicizzati.

Eppure quante bandiere diverse hanno sventolato il 17 marzo: Lega nord tanto quanto le leghe del sud, o di altri particolarismi, tutti a rivendicare la lro speciale diversità. Ma si può stare insieme anche diversi no? -Penso alla Svizzera un paese così piccolo dove la gente a volte non parla nepure una lingua in commune con quella del cantone a fianco!!!-

Abbiamo un Paese ma senza veri paesani. Chi siamo noi italiani davvero? Siamo davvero amanti, sfaccendati, ma creativi? E io chi sono? Quante volte me lo sono chiesta:

  • posto  numero uno sono cittadina Europea, non posso evitarlo dopo averci dedicato la mia laurea magistrale a questa idea…
  • al due direi siciliana, che nonostante in senso strettamente temporale sia l’influenza che ho subito per più breve tempo, ha un imprinting molto forte sul mio modo di pensare a abbracciare le differenze nord-sud, e poi per il mare che sento scrosciare dentro di me, e non posso ignorarlo.
  • poi friulana, o meglio udinese anche se effettivamente nonostante esserci cresciuta per 20 anni l’unico dialetto che parlo resta comunque il siciliano.
  • poi Italiana, ecco solo al quarto posto, soprattutto adesso che per me che sono scappata l’Italia è una altalena continua tra un ricordo doloroso e un dolce sogno impossibile.
  • e poi cittadina del mondo, più che altro perchè il mondo lo ho visto troppo poco ancora, e soprattutto solo a scomparti.

Italia, Auguri! E buon voto a tutti, soprattutto alle donne!

sexy leute, the sexy people

Next monday is a big day for Zurich, is basically the fest of the city and the celebration of the start of the spring: the so called “Sächsilüüte” which means something like at 6 the bell tower rings… or as I like to call it the sexy leute party (sexy as sexy and leute as pople!!!) At six the bell ring to open the spring season, after the parade of the craft representatives a big snowman puppet called Böögg filled up with fireworks is being set on fire. The faster the head will explode, the beeter the season will be. traditionally all the people gather at the Bellevue and activate their little grills for the barbeques and pic-nics. Mmmm sausages… To me this is the fest of the sexy people as said… I thought about that right today, when he process to Berlusconi started for the Ruby case… all the main local and international news network anchor man assembled outside the court, we are being observed by the whole world and we are the puppets, the clowns of this ridiculous and outrageous show… we, the Italians, the stereotype of the sexy people, represented by a giant snow man in first row. Can we also blow him up and start new???

carnevale

bunga bungaColonia, sfilano i carri e noi ovviamente siamo la barzelletta europea. Ma Berlusconi si sa, è un simpaticone, ha appena presentato la Marcegaglia di Confindustria in occasione degli Stati Generali come quella che dalle sue parti si definisce una “bella tusa”. Ancora una volta si mette l’accento sull’ apparire e non sulle doti professionali, lui che ovviamente non ha più alcun pudore nel mostrare che si circonda di persone selezionate soprattutto per le “belle presenze”. Intanto tutti i giornali europei titolano sul processo in arrivo, una bella insalata di scandali, Ruby e bunga bunga, in tutte le lingue europee.

SWISS BANG BANG, ITALY BUM BUM

suicide rate per nation (wiki)

Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.

Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario  gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!

Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.

Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…

primo maggio-su coraggio

Per Umberto Tozzi negli anni settanta primo maggio faceva rima con su coraggio. Ora si discute se questa iniezione di coraggio servisse a lui per tornare dalla moglie dopo il suo incontro con l’amante, o se per qualche strana ragione l’autore abbia pensato a noi. A parte che comunque TI AMO è una bellissima canzone, e densa di significati se la si legge bene, comunque oggi è il primo maggio e noi siamo qui. Il coraggio effettivamente ci serve perchè il nostro paese va un po’ a rotoli e si sa da tempo. Mi ha sconcertato l’intervento di Luttazzi a RAI PER UNA NOTTE che paragona la nostra situazione politica nazionale ad un certo atto volgarissimo (i curiosi cerchino pure su you tube) eppure ha ragione, così siamo, in ginocchio e assoggettati ad una violenza esercitata col potere e l’inganno, con la demagogia, così tanto che non ce ne rendiamo neanche più conto, anzi inizia a piacerci… Coraggio lavoratori, ma soprattutto a noi giovani con la disoccupazione al 28%!!! In svizzera il primo maggio non si festeggia, (è sì una feste federale, ma non si fa nulla di speciale dal punto di vista delle manifestazioni, perchè non hanno di che lamentarsi) qui si sta sempre bene, pare che sia l’unico paese che durante la crisi ha visto l’aumento dei salari e la riduzione dei prezzi su beni primari. L’origine del primo maggio come festa operaia e a ricordo della lotta dei movimenti sindacali, si deve alla manifestazione repressa dalla polizia nel 1886 a Chicago. Nonostante tutto il labor day americano si festeggia a settembre perchè il primo maggio è per loro una festa troppo a carattere socialista-comunista. Per noi italiani direi che è una data che ha rappresentato sempre molte più cose di quelle che si dichiarano, ci si nasconde la lotta al fascismo, le vittime della storia operaia, e più recentemente un atteggiamento antiberlusconiano di sinistra in genere. Il tutto racchiuso in feste, cortei e concerti che si ripetono ogni anno (storico quello del 2007 al Circo Massimo di Roma con ben 700.000 presenze). Il primo maggio è comunque il giorno dei pic-nic e dei BBQ dappertutto. Così lo pensavo io durante gli anni del liceo, quando i problemi della carriera e del portare a casa qualche soldo non mi riguardavano ancora proprio per niente… Allora tanta pazienza, e coraggio, a tutti.

il cammino dei lavoratori