Cani da tartufo

Alcuni uomini sono proprio dei segugi. Con dei musi fini fini che nasano tutto.

Pare che sentano, per esempio, quando una donna cerca una relazione seria. E rifuggono.

Ho letto questo articolo tempo fa. Ma più dell’articolo in sé mi ha commosso la svalangata di commenti che ci sono sotto. Il fervore, l’indignazione, la verve, l’accanimento di qui maschietti che hanno commentato sentendosi chiamare in causa.

15 pagine di commenti e qualche insulto per la povera autrice. Ne esce che loro amano la libertà e lei –in quanto donna, e quindi tutte noi- siamo delle squilibrate che cercano di ingabbiarli e onestamente su alcuni aspetti non posso dargli torto…  Solo che spesso anche i maschietti sono corresponsabili.

E qui c’è la mia personalissima metafora del treno. Parecchi uomini salgono su treni di cui non hanno verificato la destinazione. Ignorano dove stiano andando, e intanto si godono la prima classe… il treno poi magari comincia a fare qualche fermata e allora iniziano ad aprire gli occhi. Al punto da vedersi costretti a scendere in corsa piuttosto che arrivare a destinazione.

Uscivo con uno che mi chiamava sempre, mi invitava a cena, e la sera mi mandava l’emoticon dei bacini per darmi la buona notte (che scusate, ma al giorno d’oggi vale più di tutto il resto come segno di interesse verso l’altro!). Ero contenta, emozionata, spensierata. Poi un giorno con grande innocenza gli ho chiesto cosa pensava che stesse succedendo. Lo so è stato lì che ho sbagliato tutto, ma io non volevo una proposta di matrimonio, volevo solo sentire da lui cosa stava vivendo. Il parlare di NOI è sempre l’inizio della fine. Lui ha sviato l’argomento e dal giorno dopo è sparito, si è buttato dal nostro treno in corsa lasciandomi lì a pagare il conto del vagone ristorante. Ho dovuto chiamare una amica che mi venisse a raccattare alla stazione successiva… E sono rimasta basita perché credevo di piacergli.

Era un cane da caccia pure lui. Ma era stato lui a creare la scena.

Poi c’era un mio amico che si confidava sulle sue pene d’amore. Usciva con una bionda da un paio di mesi, un giorno lui decide di farle una sorpresa, organizza volo e weekend senza dirle dove, le dice di portarsi un abito elegante. La porta  a Verona, all’opera, poi a Venezia. Quando tornano lui si stupisce che lei sia ormai perdutamente innamorata di lui. Che gli abbia perfino detto ti amo. Lui non si sente minimamente di ricambiare e la molla così. Lei dà di matto. La storia si trascina con finali tragico-grotteschi… Cioè, lui dice che pensava semplicemente di passare un weekend fuori, senza implicazioni, ma per una donna ci sono sempre i significati, le interpretazioni, i film…

Lei era un tartufo, lui ha fiutato, le ha teso la trappola e poi è scappato.

Annunci

Wonderwoman (e single)

ITALIA- onestamente pensavo di trovare un paesaggio sentimentale diverso al mio rientro.

Serata tra amici, c’è uno che mi lancia occhiate tutta la sera. Ma io lo so benissimo che è fidanzato. Anzi non lo nasconde nemmeno. Eppure ci prova. Che tristezza mi mettono certi soggetti.

Quelli che più pubblicizzano la loro storia d’amore sui social sono poi i peggiori, sono sempre i primi, prontissimi a piazzare le corna al loro grande love.

Non sono mica nata ieri. Mi stai prendendo in giro? Ho già visto parecchie cose io. Poverino, non ha capito che non mi interessa, Per carità, a parte che è anche più giovane di me, ma é anche molto carino… Solo, che cosa dovrei farmene io di uno così? Mi ha gia fatto perdere 100 punti di fiducia verso il genere maschile con 3 parole che ha detto.

“Ma perché non vuoi prenderti uno già fidanzato? -Chiede lui – Così poi non ti rompe le scatole…”

E’ esattamente questo il punto, alla mia età io voglio uno che mi rompa anche le scatole, uno che ci sia insomma, io voglio essere first choice mica l’amante. Sono stupefatta.

Un brivido di terrore. E se poi il prossimo che incontro e che mi piace davvero è uno di questa categoria anche lui????

Nel corso della serata cambiamo locale. Sale in auto (non invitato) per fare un tragitto intermedio da A a B. Cerca di convincermi che a fine serata lo devo accompagnare casa – il che equivarrebbe pure a farmi fare 30 km in più andata/ritorno totalmente extra. Ma io, scusate, me la ricordavo diversa la famosa cavalleria.

“Non sei contenta che vengo a farti compagnia? Così non sei sola in questo tragitto…”

Sola? Io? Bello é così tanto tempo che sono sola ormai… Vado sempre dove voglio e quando voglio, ho preso un sacco di aerei e faccio 30000 km all’anno, figurati se ho bisogno della tua compagnia…. (mi sono inacidita troppo, vero? Che tristezza…)

Sceglie una canzone. Canta. Mi dice anche quando scalare le marce e dove girare. Mi viene da ridere. “Ecco, questa sarà la nostra canzone – esordisce. Mi fanno male le orecchie. Ma ci sono ancora delle cretine che si fanno abbindolare dai tipi cosi?

A me non serve uno che mi salvi. Non ho bisogno di uno che mi cambi la vita, non lo voglio proprio, la mia vita mi piace. Eppure tanti uomini continuano ad avere questo atteggiamento da principe in calzamaglia: “Ti faccio vedere io,  ti proteggo, ti salvo, ti porto… ”

“E dove mi porti scusa? Hello?! Hai visto la mia macchina? Ti porto io, in caso… mettiti la cintura.”

Se sei una donna emancipata farai i conti con questa crisi dei ruoli.

Io ho già fatto e ho già  visto da sola, grazie.

Ho alle spalle tanti anni all’estero, un recente trasloco internazionale, carte, burocrazia, cose sbrigate tutte da me, valige portate in spalla, mobili montati da sola… ho anche fatto crossfit per non sentire nessun bisogno d’aiuto quando porto due casse d’acqua – 9 kili per braccio – e la spesa a tracolla a casa a piedi; sono praticamente un supereroe, Wonder Woman mi può lucidare le scarpe. WW

Ok, lo ammetto, il mio ego è cresciuto un po’, ma non posso farci niente, sono state le circostanze. Ovvio che sarebbe bello avere un uomo al tuo fianco, ma se non ce l’hai che fai? Stai lì ad aspettare un miracolo o ti sbrighi da sola? E intanto che ti sei sbrigata hai anche capito che quello che ti serve é ben altro…

Non di certo uno che urli il suo amore per te ai 4 venti e appena può ti riempie di corna. E tu intanto a casa poverina, illusa e cornuta.

Poi ci sono quelli che hanno sempre una scusa. Lavorano troppo, sono stressati. Sono frustrati. Ma se stai così scusa, perchè ti approcci? Perché prima mi cerchi e poi sparisci? Ti dicono che loro vogliono vederti, gli interessi, gli piaci; fanno anche progetti, ti raccontano le cose belle che potreste fare insieme ma non muovono un dito. Poi li cerchi tu e ti dicono che non hanno tempo.

Scusate ma io sono di un altro villaggio, dove se uno ha un interesse di qualsiasi genere di solito il tempo lo trova. Se no che interesse è?! Come si fa a pretendere di trovare qualcuno se non si fa spazio nella propria vita per quella persona?

Insomma, ti serve una persona che ci sia, ma soprattutto che voglia esserci ogni giorno. Uno che ti ascolti, ti accompagni nelle tue esperienze, ti sostenga, ti abbracci di tanto in tanto. Questo ci serve. Un compagno. Questo si, è innegabile. Non possiamo stare senza di voi. Neanche le piu’ forti o le piu’ egoiste di noi.

Chiedo troppo?!

Pensare alla rovescia

Abbiamo paura dei sentimenti. E pensiamo troppo. Queste sono le due rovine dell’uomo moderno.
Allora mi sono detta: io non voglio pensare a quello che una certa cosa sarà o non sarà. Non voglio obbligarmi a dare un nome alle cose quando non le conosco ancora. Non voglio costringere nella semantica la vita che deve ancora rivelarsi.
Eppure passiamo la maggior parte del nostro tempo a valutare, attribuire, osservare e giudicare e dare nomi come Dio nella settimana della creazione! Ho scoperto un esercizio che é molto più utile e anche intellettualmente onesto. Porsi domande al contrario, sulla negazione della cosa che ci preoccupa. Ovvero:
A- come mi sento/cosa provo per questa persona? cosa voglio che lei sia per me?!
B- se questa persona sparisse domani all’improvviso, io come mi sentirei???
La negazione ce ne dice molto più chiaramente il valore, il peso del vuoto. Il resto non è veramente importante, il resto deve ancora venire, non è conoscibile. La perdita simulata suggerisce al cuore come agire prima che la testa metta il carro davanti ai buoi.
E funziona benissimo non solo in amore, ma anche coi problemi di tutti i giorni:
A- questo problema mi fa stare molto male tanto che…
B- quando questa cosa sarà risolta, quanto peserà nel mio futuro???
Provatelo e vedrete!
(Però parte di questi diritti vanno al libro del S.U.M.O. e all’ autore P McGee di cui vi racconterò un’altra notte…)

20130910-231236.jpg

Testa o c..uore

Il dilemma eterno: ragioni con la testa o con il cuore? Se ne discuteva ancora tra amiche di recente. La mia amica E. é accusata dalla mamma di propendere troppo per il primo. E in sostanza di ritrovarsi sola per questo. Io per quanto ne so mi sono sempre catalogata tra i razionali, i logici e gli analitici cioé come a dire i pazzi dato che non si possono spiegare i sentimenti. Eppure io penso piú che sentire. È sempre stato cosí ma ora mi sono posta una seconda questione. Il fatto di essere single é un ulteriore aggravante del disincanto? Mi spiego. Avete presente quando vi irritano le coppie che si sbaciucchiano intorno a voi? Ecco io non mi ero mai resa conto della loro pesantissima esistenza fino a di recente quando -credo- la mia prolungata singolitudine non mi ha portato a notare il fenomeno con occhi completamente nuovi. Io pensavo anche di essere abbastanza romantica, eppure non tollero piu nessuna smielosità cinematografica. Mi é venuta una forma acuta di diabete sentimentale! E mi sono convinta che sia perche sono lontana dai sentimenti, li ho voluti dimenticare, allontanare. Allora E. ha sgranato una bella perla: “anche se spesso loro si comportano come tali, gli uomini non sono cani a cui basta affezionarsi!”. Tanto per dire alla mamma che siamo tutti dispiaciuti che sia finita con l’ex e soprattutto che per lei sia stato un sincero dispiacere, essendosi affezionata come mamma a quel caro ragazzo, ma nella sua vita E. ha scelto altro per se stessa. E si sceglie sempre di testa poiché la scelta implica un soppesamento di opzioni e una valutazione di circostanze – tutte cose che il cuore ignora. Ovvio che da single non puoi passare la tua vita a pensare “quant’é bello l’amore” che manco ce l’hai, perche ci si deve occupare di altro, mica siamo autolesionisti! Peró finisce che a poco a poco ci si raffredda. Cosí senti le tua amiche con storie -felici- in corso da un lato cavalcare l’onda rosa e positiva, ottimismo e filtro a forma di cuore sugli occhi insomma; e dall’altro le single che dicono di volerci credere ma non ne sono piú tanto convinte nemmeno loro. Piú passa il tempo e peggio é. Si entra in una specie di circolo, si inizia ad accantonare volontariamente certi pensieri e si finisce per non sentirli proprio piú. Mi sono scoperta piuttosto cinica e disillusa e non é solo l’età che avanza la causa. È la non ossigenazione. Una lunga apnea coronarica. Ma sono sempre stata cosí??? Mi ricordavo di essere ben piú Candy Candy in passato, quando ero innamorata e tutto era rose e fiori. E un po mi rammarico di aver esaurito la mia vena romantica. Credo ci sia una donna in coma dentro di me. Ma puó sempre risvegliarsi…

20130820-160813.jpg