Viakal per il cuore -post per San Valentino-

(Qui raccolte per voi riflessioni in generale e in ordine sparso)

Quando parli con un’ amica delle relazioni…

Ti ricordi quella volta che ti eri invaghita di uno conosciuto via messaggio? Si vabbè, lo conoscevamo, non era proprio uno raccattato dal nulla/potenziale serial killer, ma stava comunque in un’altra paese…

E tu -che sei una grandissima scrittrice- tenevi botta a quelle bizzarrissime conversazioni che capivate solo voi, e ti ha affascinato il suo modo di fare, hai sognato per un po’ e poi hai preso e sei andata con le tue gambe a vivere quella cosa, pur sapendo che poteva essere passeggera, ma lo hai fatto, e sono stata molto fiera di te quella volta.

Hai avuto il coraggio che l’amore richiede.

Avere paura é normale, ma infatti il coraggio lo dimostra non chi non ha mai paura, ma chi ha paura e fa le cose lo stesso!

Ora, consideriamo il fatto che pensare che le persone giuste per noi si trovino per forza a un raggio di distanza di 50km e un po’ arrogante vista la vastità del mondo!

Secondo me trovare qualcuno giusto non è affatto banale e quindi bisogna esser quanto più aperti alla vita possibile, ovvio che magari ci si complica un po’ le cose, ma perché non tentare?

Guarda che giri ho fatto io per finire ad avere una relazione con una persona di un paesino che 24 mesi fa non sapevo neanche esistesse…

Quando incontri una persona brillante, socievole, simpatica e che sa stare con gli altri, sono qualità preziosissime e importantissime! …sicuramente se ci auguriamo un uomo che compaia nel tuo futuro quanto prima lo vorremmo anche così! Non si devono sottovalutare queste cose! Non bisogna lasciarsi scappare le persone valide! I matti ci trovano già da soli…

Dopo anni da soli a volte ci si sente aridi, un po’ come le piante rinsecchite del davanzale che attendono sepoltura dal 2014; guardi intorno le smancerie delle coppie e ti viene il riflusso, al comparire delle pubblicità tematiche per San Valentino uno sfogo cutaneo. In realtà questa secchezza emozionale è solo apparente, è un letargo. Si mandano in stand-by parti del cuore che non si usano per questioni di risparmio energetico. Ma un giorno passerà.

Sei addormentata nei sentimenti così come lo sono stata io per tanti anni, che prima di fidarmi di questo tizio che continuava a insistere per fare parte della mia vita gli ho fatto passare delle prove che manco Frodo per conquistare l’anello! Niente, una parte di me era sorda e disillusa, indovina chi dei due si è sbilanciato per primo? Non certo io, ma poi è successo, ho chiuso gli occhi e ho saltato. Si, fidati, ti ricordi ancora come si fa, quando è il momento lo saprai.

Quando sarai di nuovo pronta a correre dei rischi allora devi provarci, perché le emozioni in questa vita valgono di più delle batoste, pesano sempre di più alla fine dei conti e quindi vale la pena viverle tutte e anche soffrire semmai… Guardiamoci oggi, io e te, siamo fatte dei ricordi delle esperienze che abbiamo vissuto, dei dolori che ci hanno insegnato a essere forti e più furbe, e delle gioie che ci hanno gratificato, premiato, intontito, sorpreso, esaltato. Niente di più e niente di meno.

Ne è valsa la pena, lo sai anche tu.

Adesso io mi sento sbloccata: hai presente quando sviti l’erogatore del rubinetto e togli la sabbiolina e lo lasci a mollo una notte nel Viakal e poi l’acqua sgorga tutta bella potente di nuovo? Che ti sembra di avere le cascate del Niagara nel lavandino e non quello sputino poco energico di prima con cui non riuscivi neanche a sciacquare lo spazzolino.

Mi sento decisamente meglio, che se anche finisse questa nuova storia, ho imparato ancora cose nuove su me stessa e sulle relazioni e che per quanto forse potrei ridurmi a uno straccio umano per tre anni (di nuovo come tanto tempo fa), comunque un giorno ne uscirei una persona migliore… perché dai, d’amore non si muore, lo sappiamo.

Per questo dico che ne vale sempre la pena! Segui questa emozione.

Dalla nostra c’è almeno il fatto che tutto questo tempo passato da sole ci abbia permesso di costruire anche una certa solidità, una base per poter pensare di affrontare anche una delusione -se mai si presentasse.

Alla fine impariamo a stare soli anche per questo, per ripararci la corazza e prepararci ai nuovi urti.

Però poi che gusto c’è a fare tappezzeria?

Bisogna ballare…

(Viakal e un marchio di Procter & Gamble, tutti i diritti riservati)

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Cretina, in silenzio

Non ho mai capito come si possa stare insieme a qualcuno che non si stima.

Per me l’equazione è sempre stata semplice: se dici che il tuo uomo è un coglione = anche tu sei cogliona che ci stai.

Eppure pare zeppo il mondo di donne che dicono male dei propri compagni, mariti o partner temporanei che siano.

A volte riconosco che il mio modo di vedere le cose possa sembrare ottuso o troppo netto, eppure se le cose non mi succedono non riesco a capirle dal di dentro perché non mi appartengono!

Io se mi accorgessi di essermi sbagliata sul mio compagno, se ne fossi veramente delusa, offesa, ferita, ne prenderei le distanze.

Soprattutto vedo difficile insultare qualcuno a cui si è stati legati, qualcuno che si è amato. Non ci riesco neanche oggi che sono passati tanti anni e potrei guardarmi indietro e far risuonare qualche bel vaffanculo almeno tra le pareti della mia memoria. Ma non mi va.

Perché in parte è sempre anche colpa nostra, delle cose che non abbiamo voluto vedere, o che abbiamo accettato, ignorato, ingoiato. Non posso aspettarmi di sentirmi consolata dai miei amici che vengono a dirmi “si, hai ragione, é proprio uno stronzo!” e ci mettiamo a insultare insieme uno che fino a poco prima ho amato (o almeno credevo).

Ma a voi sembra normale?

E non sto parlando di perdono -una cosa assolutamente in disuso e sopravvalutata ai giorni nostri. Non si perdona più, che sarebbe in sostanza la vera essenza dell’amore, magari ci sta che prima di perdonarlo per qualcosa che ti ha fatto ti sfoghi un pochino, ma altra cosa è parlare di questo tipo con cui continui a voler stare e dire malissimo di lui.

Lo so che i rapporti sono complicati e a volte nostro malgrado restiamo appesi, legati e ingarbugliati in sentimenti contrastanti.

Restiamo lì a farci prendere un po’ a calci il didietro anche se sappiamo che bene non ci fa. E intanto ci lamentiamo.

A me però sembra assurdo, perché il succo di tutto è che se noi fossimo coscienti e ci prendessimo le nostre responsabilità, se decidessimo di ergerci con un minimo di orgoglio e amor proprio in difesa di noi stessi, non ci sarebbe neanche bisogno di insulti e recriminazioni, basterebbe fare un passo indietro in silenzio.

Noi tutti siamo anche la somma delle persone di cui ci circondiamo. Continuare a volerci far amare da dei soggetti che poi critichiamo non ci fa molto onore.

A questo punto se proprio vogliamo essere cretine fino in fondo, meglio farlo in silenzio.

(Scusate se ho detto le parolacce)

My man is a mean man…

Gambling odds

Mi manca essere innamorata, ve lo dico qui in tutta franchezza perché scriverlo nel blog equivale a dirlo a tutti e nessuno allo stesso tempo. E’ un pubblico segreto.
Se penso alle sensazioni più belle che abbia mai provato nella mia vita, nessuna felicità eguaglia quella vibrazione. Quando incontri gli occhi di una persona che ti piace davvero tanto. Quell’abisso paralizzante, quella vertigine sublime.
Non puoi essere più sicuro è più incerto allo stesso tempo di nessuna cosa al mondo come dell’amore.
-Ogni tanto ci vuole anche un post di cuore dopo tanta leggerezza. Sopportatemi.-

…Finalmente ci rivediamo. E’ strano. La compresenza fisica non è un’abitudine per noi due.
C’è una certa tensione nello spazio che ci separa. Uno spazio fluido in cui le mie mani abbozzano movimenti per incontrarti, altalenando tra indecisione e audacia.
Passano le ore. Sento che ti avvicini. Sento che anche tu vuoi rompere questo ghiaccio. Sei la primavera che a pennellate sottili colora il mio inverno. Mi sfiori.
Ti ascolto, sono proiettata su di te con tutta me stessa. E’ un’attesa, ma nessuno dei due conosce la prossima mossa.
Piano piano, con il calare del sole, i confini tra i nostri due corpi si fanno più deboli. Sono la spiaggia che degrada nel mare, accarezzata dalle tue onde gentili. Le tue labbra sono la mia bussola. Seguo tutte le loro pieghe.
I tuoi occhi sono una sfida continua. Li temo, ma li cerco. Sono calma e sono agitata.
Le tue mani sono una strada che percorro dentro la mia testa. Senza sosta.
Un bacio che arriva a sorpresa. Un sussulto. Una fiamma accende le mie guance da bambina.
Ormai è notte e leggo nel cielo che ci è dato il permesso di aprire gli argini. Siamo un’unica sostanza che scorre.
Adesso posso toccarti come se fossi cosa mia. Come se fossi una mia parte, un’estensione di me. Finché sorgerà il sole e saremo più timidi. La luce che marca di nuovo le nostre frontiere. Torno in me stessa ma mi porto un pezzo di te. E’ stato bello incontrarti.
(…)
Adesso sono partita. Sto guidando.
Di nuovo, vivremo lo stesso tempo ma non lo stesso spazio. Le leggi dell’universo giocano con noi. Si intromettono nel nostro destino.
Sono confusa. Sono felice. Sono triste.
Sto incollata ai fanali rossi della macchina davanti a me. Non ho nessuno slancio per correre stasera. Non ho fretta perché mi sto allontanando da te. Sono immersa nella palude della mia testa. Sono solo pensieri, fitti.
Il corpo è qui, ma non sente. Tengo il volante tra le mani ma non lo percepisco.
Buio pesto. Solo quei due fanali su cui punto i miei occhi. Sono vigile ma sono lontanissima.
L’autostrada si srotola davanti a me come una pellicola su cui proietto le immagini di noi. I nostri fotogrammi. Frammenti di te. I pezzi di te che ho studiato. Angolazioni. Messe a fuoco.
Sono memoria. Una fetta pesantissima di vita nutre il mio stomaco. Sono sazia. Mi hai ricordato che cosa sia davvero la fame.
Ho paura di sentirmi così, ma di te no, non ho paura. Ho paura di perdermi. Eppure è l’unica cosa che valga la pena fare. Non sono brava a scommettere, ma punterei tutto quello che ho su questa emozione. Anche senza vedere le tue carte.

Pensare alla rovescia

Abbiamo paura dei sentimenti. E pensiamo troppo. Queste sono le due rovine dell’uomo moderno.
Allora mi sono detta: io non voglio pensare a quello che una certa cosa sarà o non sarà. Non voglio obbligarmi a dare un nome alle cose quando non le conosco ancora. Non voglio costringere nella semantica la vita che deve ancora rivelarsi.
Eppure passiamo la maggior parte del nostro tempo a valutare, attribuire, osservare e giudicare e dare nomi come Dio nella settimana della creazione! Ho scoperto un esercizio che é molto più utile e anche intellettualmente onesto. Porsi domande al contrario, sulla negazione della cosa che ci preoccupa. Ovvero:
A- come mi sento/cosa provo per questa persona? cosa voglio che lei sia per me?!
B- se questa persona sparisse domani all’improvviso, io come mi sentirei???
La negazione ce ne dice molto più chiaramente il valore, il peso del vuoto. Il resto non è veramente importante, il resto deve ancora venire, non è conoscibile. La perdita simulata suggerisce al cuore come agire prima che la testa metta il carro davanti ai buoi.
E funziona benissimo non solo in amore, ma anche coi problemi di tutti i giorni:
A- questo problema mi fa stare molto male tanto che…
B- quando questa cosa sarà risolta, quanto peserà nel mio futuro???
Provatelo e vedrete!
(Però parte di questi diritti vanno al libro del S.U.M.O. e all’ autore P McGee di cui vi racconterò un’altra notte…)

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Ti sto pensando

(Conversazione con me stessa e con quelli che ho amato o devo ancora amare…)
Ti sto pensando.
Anzi non so se sto pensando a te davvero o a quello che io credo tu sia.
Tu sei li da qulche parte. Forse mi pensi anche tu. Forse non mi hai conosciuto ancora.
Io che sono libera. Innamorata di me stessa. Sono in un buon posto finalmente per me stessa e non voglio lasciarlo tanto facilmente. Mi fa paura quello che rappresenti, perche anche se non volevo mi sono abituata a vivere per me, ad avere I miei ritmi, fare quello che voglio, non dover chiedere o spiegare a nessuno.
Ma ti avverto, io non credo in tutte queste regole e convenzioni: “non scrivere prima tu, sii sfuggente, aspetta 3 giorni, eccetera…” Credo che se uno si sente in un modo è meglio seguire se stessi perche se deve andra male almeno lo scopri subito (come dice il mio amico Will) e puoi passare oltre.
E se veramente anche tu segui il tuo di cuore, a un certo punto forse ci incontriamo.
Oggi mi sono concentrata per ricordarmi come è quando ci si innamora. Che sensazione fa. Ho dovuto fare un po’ uno sforzo a dirtela tutta.
Mi sono ricordata che era tutto come un’onda che ci abbracciava, e io ti scrivevo o mi scrivevi tu, ma non importava perche eravamo in sintonia, c’era il desiderio, non c’erano calcoli, c’era la volontà, non c’erano secondi fini, ed era tutto estremamente spontaneo, come in una grande assonanza, vivevamo protetti da una cupola in cui tutto risuonava splendidamente, da me a te.
Mi sa che devo aspettare, sai, la primavera è la mia stagione, perche ci sono nata, e ogni volta è sempre la mia rinascita.
Io che voglio scegliere. Voglio scegliere te, se sei pronto, vogliio scegliere te che sceglieresti me.
Voglio uno che voglia.
Ajay invece mi dice: “Ma stai attenta, forse ormai sei diventata cosi rigida stando sola che non sai piu fare compromessi…” Quando uno è da solo è inevitabile che sogni, che si voli un po’ in alto, forse si uno si costruisce un po’ degli standard irreali. Voglio troppo? Forse si, forse no, ma se ti incontro ti riconosco. Non è questione di compromessi, ma di vedere chi ci sta davvero di fronte.
Tu invece (lasciami fare per una volta la donna vissuta) non sai dove sbattere la testa e non è tanto per l’età , ma è quello che hai in capa che ti fa perdere.
Il mercato statisticamente a 30 anni si restringe, il bacino si esaurisce lentamente. Ma io mica posso accontentarmi! Allora io non scelgo te, cioe al di là dei compromessi devo saper scegliere anche una persona giusta, non voglio scegliere come se sapessi benissimo di andare a sbattere il muso, ormai non ho piu voglia, a questo punto preferisco aspettare, non ho piu tempo per giocare.
Ho capito quanto vale il mio tempo, ed e una cosa cosi’ preziosa che adesso decido io attentamente a chi regalarlo.
Ecco io voglio uno che sa o almeno crede di sapere dove vuole andare.
Dammi almeno l’intenzione.
Ho letto questo. Chi lo ha scritto è decisamente un genio!
“Dopo un bacio appassionato, o un intimo momento, l’infelice rivelazione, quasi impercettibile sussurro: “Sono felice”.
La felicità è un peso insostenibile, un fardello, un onere e una promessa. John Stuart Mill ha scritto: “Chiedetevi se siete felici e cesserete di esserlo”. Per gli uomini, per certi uomini, è l’inizio della fine”.
Mi sembra un bel riassunto di questi ultimi due anni della mia vita. Tante cose cosi’ che mi sono passate per le mani come granelli di sabbia, luccicavano, ma erano solo sassi alla fine. E un sacco di gente che vuole pensare per me che si mette nella mia testa: “…Non posso darti quello che vuoi.” Ma, perdonami, che cavolo ne sai tu?!?
Ecco, posto che questa frase è verissima, vorrei uno che della felicità non ha paura, anzi uno che aspira a farmi felice, non è possibile che solo le donne siano cosi’, cioè da un lato scusatemi è uno sbattimento non indefferente caricarsi di questa missione anche per noi eh, non è che noi siamo martiri… anzi un po’ sotto sotto, mi sa proprio di si. Invece gli uomini sono marinai. Salpano e ciao. Si illudono che la libertà la possiedi solo se stai da solo. Eppure io in tutte le mie lunghe storie non ho fatto molte rinunce, ma vuoi mettere vedere che effetto che fa potersi realizzare come persona e crescere sotto l’ala di qualcuno che ti sostiene e che ti aspetta e chi ti lascia andare?
Mi sa che c’è tanta gente sfortunata e basta, che dell’amore ha solo sentito parlare, ha solo sentito storie lontane, ma non l’ha mai toccato. Perché se come me lo hai toccato davvero, poi fidati, non sai stare senza, poi pensi davvero che sia la piu’ bella esperienza della vita. Ecco perchè viene naturale cercarla, e cercarla non vuole dire pensare che si possa avere con tutti o che chiunque vada bene… ce ne passa! Pero’ ci pensi. In questo risiede il profondo romanticismo delle donne secondo me. E fa tenerezza.
Poi c’è un’altra cosa, mettiamo che ti trovo, poi come faccio a liberarmi del mio bagaglio? Vorrei mettermi davanti a te leggera.
Senza pesi, senza paure, senza aspettative. E molto dura disfarsi di questi quasi 30 anni.
Vorrei starti davanti come una bambina, pura.
Tenderti una mano tenera, senza malizie, accogliere il tuo abbraccio. Affidarmi a te. Vorrei, vorrei…
Eppure tutto è cosi carico: di giudizi di imposizioni sociali, di commenti altrui. Questo cielo che imcombe sopra di noi ha nubi cariche, ma non è pioggia che portano, bensi tutte le lacrime che abbiamo gia versato per l’amore tradito di prima, evaporate, ma pronte a ripioverci addosso.
E piu andiamo avanti piu dobbiamo essere quelli giusti l’uno per l’altra, perche non c’e tempo da perdere, non c’e pazienza, non c’e forza, non c’e voglia, non c’e piu’possibilità di rischiare ancora, di sbagliare di nuovo. Un amore cosi’ nasce con le gambe troppo corte. Non sa correre.
Ma l’unica via possibile é unire la nostra mano e spazzare questo cielo. Dammi un blu dove possiamo volare. Dammi uno spazio dove possiamo muoverci, cautamente, ciascuno per sè, ma per trovarci.
Ora mettiamo del silenzio tra di noi.
Pero’ questo è un silenzio che fa rumore, è un silenzio con un perenne ronzio nella mia testa.
Che fretta c’è? Lasciamoci pensare, lasciamoci sentire.
Del resto non è facile sconvolgere questo sudato equilibrio.
Non è matematica, pero spero che 1+1 sia uguale a 2. Ma sai che io non sono brava coi numeri…
Mi stai pensando anche tu?
(…)

Alla mia amica Betta e tutte quelle che ci credono…

LASCIARSI, IN PACE

Questo è il mio micro manuale sul lasciarsi elaborato in questi ultimi due mesi. Ve lo affido, donne, se vi siete sentite così anche voi, spero che vi aiuti. Ovviamente molte cose qui sono applicabili solo a una storia che finisce “serenamente” con due persone che cercano di essere mature e parlarsi civilmente. Se lui non ti nega la sua disponibilità ad ascoltarti e a lasciarti del tempo per metabolizzare. Non tutte le storie sono così, se finiscono male subentra subito molta rabbia, rancore, forse odio.

Il principio della mia analisi è proprio il cercare di evitare ogni sentimento negativo che nasce dentro di noi. Le energie negative non fanno che avvilirti e spegnerti, rallentando la tua rinascita. Anche se al momento non ci credi c’è sicuramente in te una forza dirompente che ti riporterà a galla. Come farla emergere in fretta? Si può vivere una rottura in pace? Se lui è stato onesto con te, tu sii onesta con te stessa, è una tragedia, ma è meglio coì. Vuoi davvero stare con qualcuno che non ti ama e non ti tratta come meriti? Fate un grande sforzo ma cercate di capirlo e mettetevi dall’altro lato. Ti è mai capitato di lasciare qualcuno? Anche questa non è una esperienza facile.

Partiamo dal concetto che il lasciarsi sia una vera e propria esperienza di disintossicazione da sostanza stupefacente. Il primo vero sintomo della mancanza si scorge nell’ossessione: lo vedi dappertutto, in ogni uomo alto e in ogni giacca di pelle che ti viene incontro. Prova ad alzare lo sguardo e conta quanti ragazzi attraenti vedi ogni giorno per strada, ti meraviglierai di cose che prima non avevi mai notato, Questo deve darti fiducia nel fatto che ricomunicare è sempre possibile. E che non esistono altri bravi ragazzi come era lui è una gran balla. Lui non è perfetto e soprattutto non è Dio. Buttalo giù dal piedistallo prima possibile e fai una lista mentale dei suoi difetti. Odi d’improvviso tutti gli innamorati ma soprattutto ti senti circondata in modo ossessionante solo da gente che si ama si bacia o si tocca. E’ così assurdo da essere ironico, prova a riderci su. Alla fine gli innamorati sono un po’ patetici non trovi?

Ti sembra tutto difficile. Anche prendere il treno da sola è uno sforzo immane. Ti domandi, ma come cavolo vivevo prima? Mi sono un po’ ridotta a una derelitta inetta e incapace. Arriva il sentimento di sconfitta. Fai una elenco delle decisioni importanti che hai preso negli ultimi due anni e vedrai che lui conta veramente solo in parte. Hai bisogno di esprimerti, ti senti un fiume in piena senza argini che tengano e vuoi riversare su di lui tutto quanto, inondarlo come uno tsunami di parole sentimenti rabbia e suppliche. Non lottate per trattenervi, nei limiti dell’accettabile, fategli sentire cosa provate, ogni messaggio che mandate è un pezzo del vostro dolore che se ne va, non tenetevelo dentro. Forse il minimo che lui vi deve è quello di concedervi di ascoltarvi o almeno avere la pazienza di lasciarvi metabolizzare.

La musica poi ti fa schifo, tutte le canzoni sembrano parlare solo d’amore. Dopo lo sragionare, è meglio iniziare a ragionare alla rovescia, invece di rinunciare alla musica una cosa saggia da fare è una volontaria musico-terapia: cercare tutto quello che ti dà degli spunti, senza masochismo, e poi pensare se glielo puoi mandare, così la musica parla per te, e le immagini anche. Eviti di scrivergli direttamente cosa pensi e così non puoi essere cattiva, perché usi le parole degli altri. Vai a rileggere i messaggi della settimana prima e vorresti rispedirglieli indietro con rabbia e dire: ma come è possibile? Lui ha evidentemente battuto molto forte la testa. O erano bugie? Sorge il dubbio che ti attanaglia in ogni ricordo della tua mente, ti sembra improvvisamente impossibile l’operazione di archiviare accatastare e seppellire per sempre tutti quei ricordi in un anfratto della tua memoria, la quale prende la forma di un alveare mielosissimo e appiccicoso. Questo e quello che ti manda in crisi davvero: capire l’evolversi della realtà come può essere che le cose che davi per certissime si ribaltino cosi all’improvviso? Il fatto è che non possiamo mai proiettarci del tutto nella mente, né tantomeno nel cuore dell’altro, anche quando te lo aspetti, anche quando la storia la vedi finire, non si hanno certezze. E poi quello che hanno vissuto due persone a volte stentano a capirlo anche quelle due, come possono gli altri ergersi a dare giudizi? Diffidate di chi fa facili e scontati commenti.

Dimenticati dell’illusione della amicizia possibile. Innanzi tutto serve una separazione, lascialo andare quando ti senti pronta, vedrai che giorno dopo giorno sarà sempre più facile non pensare a lui. Non puoi davvero salvargli uno spazio nella tua vita. Non subito. In quanto tempo lui ha sviluppato questa idea del vivere senza di te? Da quanto tempo cresceva come un parassita dentro di lui senza che te ne fossi accorta? Ricorda che sono domande a cui, anche fosse possibile darci una risposta, non ti conforterebbe. Così è l’amore, finisce e basta. Non ci sono ragioni da trovare.

A un certo punto vedrai che non pensare a lui non è più così duro, il vero problema è che tolto lui ci sarà un grande vuoto e che tu istintivamente sarai portata a colmare questo spazio con qualcun altro. Ovviamente questo ti porterà ad una spirale di potenziale sofferenza che sarebbe meglio evitare, se tu riuscissi a concentrarti sul fatto che questo spazio va riempito esclusivamente con nuove cose per te stessa e basta. Infine sappi che quando avrai imparato a camminare con le tue gambe, a riempirti la vita, a pensare a te, a non avere fretta, quando meno te lo aspetti, qualcosa di bello succederà di nuovo. La sintesi dell’esperienza è arrivare al punto di equilibrio in cui si ha smesso di cercare. Perché nell’universo dei sentimenti solo così tutto torna. Troverai quando non stavi più cercando.

E con questo seme di speranza arriviamo a une delle mie elaborazioni predilette. “La teoria del fiore” dice che se tu ti convinci davvero di essere come un fiore che sboccia, che rinasce, se ti senti scoppiare la primavera dentro, le api cominceranno a ronzarti intorno! E’ garantito. Avete mai notato che appena inizia a interessarvi qualcuno tutto d’un tratto vi scoprite di avere 5 spasimanti nascosti di cui non vi eravate mai accorte? Saranno gli ormoni non lo so, le energie positive che una donna è in grado di emanare attorno a se, ma è una cosa misteriosamente potentissima, ed è fortunatamente dalla nostra parte.

Donna, tu hai un arsenale e neanche lo sai. Ricordati che stai dalla parte di chi sceglie, che mentre a loro tocca sgobbare per strapparti un misero sorriso, mentre tu fai la acida in realtà se vuoi puoi ottenere di tutto. E perciò abbi anche un po’ pietà per l’altro sesso. Rialzati e sii consapevole di te stessa. Spero che siate riusciti anche a voi a lasciarvi, in pace.