Cipolle e cioccolato

A volte ho l’impressione che al giorno d’oggi si facciano le cose non perché si sentono, ma per sentirle.Cioè che le azioni non siano conseguenze dei nostri sentimenti, ma siano il motore, e che invece gli effetti prodotti siano le sensazioni che si cercano.

Relazioni sentimentali moderne anestetizzate, congelate dal terrore di lasciarsi andare. Si simula. Si simula un rapporto di coppia che non esiste, per vedere che effetto fa.

Mi scrivi, mi baci, mi cerchi, mi prendi per mano non perché non puoi farne a meno, non perché ti piaccio davvero, ma per provare.

L’era della finzione, l’era della rappresentazione. L’era dell’immaginazione.

L’ ologrammizzazione di noi stessi: proiettiamo simulacri di noi e dei gesti che pensiamo di dover compiere. Svuotati di ogni reale significato.

Poi li osserviamo per capire se ci smuovono qualcosa.

Un giorno un tizio che frequentavo mi ha detto:

“Io sono un po’ lento in queste cose, in quello che sento – riferendosi all’affezionarsi o a far capire cosa provava- magari non sono bravo o sembra che non mi sbatto tanto in un rapporto, ma non vuol dire che non ci tengo.”

E io ho subito pensato: “Beh, sei semplicemente come la maggior parte degli uomini. Poco male. Ci vorrà pazienza…”

Mi sono ricreduta da lì a poco. Come si fa a essere lenti nel sentire? O si sente o non si sente.

Quando poi incontri uno che ti sta dietro davvero, che ti fa sentire speciale, ripensi a tutte queste cavolate che hai sentito e ti sei fatta andare bene per anni. Come quando uno non digerisce la cipolla e continua a mangiarla in tutti i modi e la mette in tutte le ricette. E poi si sorprende che gli vada sempre sù e giù.

Mi manca essere innamorata, ve lo dico. Prendermi cura di qualcuno. Cucinare per due. I 30 anni sono tutto un fiorire per le donne. Dovremmo esplorare, sperimentare, emozionarci. E invece siamo qui a fare la muffa.

Essere single è anche bellissimo, certo, ma se sai che l’amore é la cosa più bella che hai mai provato, puoi mai illuderti che vivere senza vada bene lo stesso? 

La differenza più grande che ho riscontrato ultimamente è che ci sono tanti uomini che uscirebbero con te una volta anche senza pensare di rivederti ancora. E tante donne che invece escono con te proprio perché hanno già pensato -raccogliendo non si sa quali elementi- che non gli dispiacerebbe rivederti.

E stiamo qui a cercare di fare un dolce meraviglioso mescolando cipolle e cioccolato.

(sia chiaro che sto criticando ambo i lati)

La Stalker

I miei amici mi chiamano affettuosamente LA STALKER.

Sinceramente mi sta un po’ sulle scatole perché io non perseguito nessuno. Io mi INFORMO, con discrezione e soprattutto senza farmi notare. A suon di felpatissimi click di tastiera.

Sto solo usando in modo intelligente gli strumenti tecnologici in nostro possesso nell’era digitale.

In quanto donna, sono furba e curiosa. E se c’è un sacco di gente che non si preoccupa di mettere filtri né di leggersi le regole sulla privacy di Facebook, questo va solo a mio vantaggio.

Quelle che non si informano dormono. Quasi quasi si meritano pure le sole che si prendono!

La prima cosa da fare quando conosci uno è mettere il suo nome su Google, poi nell’ordine su Facebook, Linkedin e Instagram come minimo, e ti sei fatta una buona idea di che soggetto è.

Puoi invitare le tue amiche a casa per un tè con cupcakes e partire con il progetto “Mille Mila Congetture” e discutere per ore sulla vita immaginaria di quest’uomo.

“Questa bambina sarà sua figlia o sua nipote?”

“Ma che gente frequenta?”

“Ma quanto beve???”

“Ah! E’ stato alla stessa mostra che ho visto io…”

“Mamma che racchia la sua ex!”

E via andare a briglia sciolta.

Ovviamente poi noi non giudichiamo dalle apparenze, attendiamo solo che la realtà eventualmente confermi tutto quello che ci siamo immaginate. E’ ovvio che gli diamo una possibilità reale… non siamo mica sceme…

E’ stato così per L’uomo Del Treno, uno degli episodi investigativi meglio riusciti della mia vita.

Quest’essere affascinantissimo, sexyssimo, elegantissimo che sale sempre sul mio vagone e viene sempre a sedersi di fronte a me al terzultimo box di 4 posti lato dx nella direzione di marcia (ndr sto usando un presente storico dei tempi svizzeri in questa narrazione).

Mi guarda, mi sorride e non parla. Scende dove scendo io.

Andava avanti da un po’ questo rituale quando una mattina sento un suo collega che lo chiama per nome! Ecco fatto! Allungo le orecchie e prendo appunti!

Con una serie di altri passaggi-chiave in mezzo che non vi decanto, cominciamo a scambiare qualche parola nelle settimane seguenti. Ci salutiamo. Interloquiamo. Sorridiamo. Scopro che fa uno sport singolare. Elementi importantissimi di una investigazione coi fiocchi sono le particolarità.

Un giorno addirittura, fingendo di guardare il cellulare, scatto delle foto in obliquo di un mezzo profilo e dei suoi stinchi da cui si intravedono dei calzetti a righe stilosissimi; così tanto per portare prove documentali ai miei amici e dimostrare che mi siedo davvero davanti a un semidio.

Mentre racconto tutto ai miei amici in un pomeriggio d’inverno, a un tratto uno di loro ha un idea geniale: mettiamo in Google “nome, sport e luogo della gara” di cui aveva parlato e ci si apre un mondo. Non potevo credere che fosse stato così semplice sapere tutto sulla sua vita. Compaiono come funghi pezzi virtuali di lui. E’ uno sportivo semiprofessionista, ha fatto il modello, ha una carriera di successo nell’azienda di famiglia, ……eeeeeeeeeee…. beh, ovviamente è fidanzato!!!

Puf! Illusioni sparite in una bolla di sapone.

Eppure lui insisteva nel sedersi proprio davanti a me.

Una ragazza si domanda: ma se io fossi la sua fidanzata e sapessi che lui si siede sempre di fronte a un’altra in treno, sarei gelosa? Avendolo idolatrato come cavaliere del mio cuore, mi convincevo che doveva essere single per forza perché non sarebbe stato elegante il suo atteggiamento nei miei confronti da uomo impegnato. A volte mi rendo conto che quello che immagino io della courtesy di coppia è molto lontano dalla realtà di oggi…

Comunque morale della favola siamo diventati amici su Instagram.

Entra nella collezione elite dei miei amori platonici incompiuti.

INVESTIGATE DONNE, INVESTIGATE!

catstalk

keep calm and swipe on …

Eviterò di spiegarvi cos’è Tinder, perché lo sanno tutti, e quelli che non lo sanno, se esistono ancora, che si vadano subito a vedere cosa si sono persi!!! (ad essere seri credo che sia uno dei ritrovati tecnologici recenti più rovina famiglie e distruggi coppie che ci sia… quindi siete avvertiti)

Fermiamoci a riflettere sulla simbologia epistemologica della foto profilo, che ricopre poi anche il 90% di ciò in cui consiste questa app: si scorrono le facce della gente a destra se ti piace a sinistra se no (swipe right/swipe left per gli internazionali), finché si trova il magico match e ci si piaccia a vicenda e solo allora ci si può scrivere. images

Un’idea geniale – perché esclusi quelli che uno ha piacciato per sbaglio, nella fretta mentre sceglieva il sugo al supermercato, o perché la tua migliore amica ha deciso di farti uno scherzone rubandoti il telefono, in teoria vengono in questo modo esclusi tutti gli approcci non graditi.

Si prova una sorta di tenerezza nel susseguirsi di queste immagini, pensando che ciò che viene visualizzato sia quello che tutte queste persone vogliono mostrare di sé, e che magari ci si siano anche impegnate per farlo risultare come il meglio di sé.

Poichè siamo nell’era dell’immagine, dove una foto profilo, può valere milioni di like, la notorietà o il declino sociale perpetuo, uno pensa che questi simulacri di noi stessi, questi avatar, questi nostri alter ego del virtuale vengano scelti con cura no???

…E poi ci sono tutti quegli altri per cui ti domandi “Ma questo non aveva niente di meglio da mostrare???” Allora fa un po’ tristezza… E noi ovviamente ci soffermeremo su queste ultime.

Ecco un estratto delle situazioni più gettonate che non potete perdervi.

Uomo al volante della sua macchina (Ciao mi sto facendo un selfie mentre sto guidando…)

Uomo seduto nella sua macchina con occhiale da sole (Del tipo Baby sto venendo a prenderti…)

Uomo in posa accanto ad un auto di lusso (Vuoi farmi vedere quanto sei ricco?)

La sua macchina senza di lui (Più grossa è e più evidentemente credono che rappresenti il proprio pene…)

Uomo che scala una montagna a mani nude (Oh no, io odio la montagna!)

Subito dopo in lista c’è uomo che corre o sta tagliando un traguardo – il maratoneta

Il pompato – un classicisssssssimo selfie nel bagno in cui si evince che prendi molti asteroidi e fai una dieta a base di solo pollo secco

Uno che fa un tuffo carpiato triplo avvitato da una scogliera (I shall be impressed… I guess…)

In acqua fino a mezza gamba (Noooooooo lo slippino bianco al mare nooooooo…)

Uomo con un bambino (Ma se questo è un sito di incontri già pensare che hai un figlio con un’altra mi scoraggia… Oppure dovrei pensare che sei un uomo dolce e tenero? Alcuni addirittura nella descrizione di sé aggiungono “questa è mia nipote” così, per anticipare ogni evenienza…)

Uomo con cane (Devo dire che quasi quasi piuttosto adesso chiedo al tuo cane di uscire…)

Uomo con un’altra donna (Sono troppo old school per i tradimenti dichiarati. Nope)

Uomo e sua moglie nel giorno del loro matrimonio e siete anche felicissimi (Non ci arrivo, spiegatemi il senso!!! Ahhhhh forse questo non è il tuo profilo ma il vostro profilo, ho capito…)

Degli addominali, così, senza una testa (Gli uomini si ostinano a non comprendere che le donne si emozionano meno per questo tipo di cose rispetto a come loro reagiscono a un paio di tette…)

Un pre-pube – se siamo fortunate depilato (Merita quasi una categoria a se per quante ce n’è di queste!)

Uomo che in 4 foto su 5 ha gli occhiali da sole in contesti notturni, tiene in mano bicchieri di drink e sigarette (Mostrarsi con un po’ meno vizi no???)

Lo zoom di un occhio (Bello ok, ma il resto?)

Uomo che dorme (Mi sono fatto un selfie per farti vedere quanto sono carino mentre dormo facendo finta che siano stati i miei amici che notoriamente girano per casa mia aspettando che io mi addormenti)

Uomo che fotografa se stesso fotografando se stesso – aka l’artista

Uomo in posa ufficiale o foto digitale della propria candidatura politica (Attento che poi così ti giochi subito tutte le donne che votano per l’opposizione!)

L’ambiguo (Metti più foto in cui compaiono diverse persone, non c’ho tempo, sono una donna impegnata e dovrei anche sforzarmi di capire quali di questi sia tu oppure prendervi semplicemente tutti in gruppo…?!)

Il feticista – invece di postare foto di me stesso ti metto le cose che mi fanno andare fuori di testa così se anche tu sei una di quelle ci troviamo facilmente. Quindi seguono a ruota foto di piedi, foto di scarpe coi tacchi, di lacci, di frustini, di latex, di maschere e via andare…

Il senzafaccia – Questo è uno dei misteri gloriosi di Tinder: devo sceglierti in base alla foto e tu non metti nessuna foto. Nun fa na piega! Sei solo un guardone!

Il repost – sono troppo pigro e ho fatto dei print screen di tutte le altre dating app su cui sono stato fin’ora evidentemente senza alcun successo apparente e quindi riposto da Lovoo, Meetic, Badoo, ecc… (Incoraggiante!)

La variegazione/variegatura/variegatezza della razza umana… mi commuove e mi atterrisce al contempo.

 ecard swipe

PS Ulteriori segnalazioni ben accette su qs topic.

PPS Un ottimo servizio sulle dating app qui su Vice:

L’industria dell’amore digitale http://www.vice.com/it/video/mobile-love-industries-851

il mio momento alla Bridget Jones

bridget

dal film Bridget Jones

Un giorno di qualche anno fa a Zurigo, mi chiama mia madre dicendomi che mi aveva mandato un pacco dall’Italia e di non offendermi per il contenuto. Mi ero lasciata col mio ragazzo svizzero e stavo cercando di rimettermi sul mercato. Già con questa premessa mi potevo immaginare il seguito… nel senso che mia mamma ci ha sempre provato a modo suo a tirarmi su, ma essendo noi come il giorno e la notte gli esiti sono spesso avversi. Insomma, ci trovo dentro un biglietto, una collana di pietre blu -che doveva servire ad addolcire la pillola- e una panciera color carne. Benissimo! Mia madre non solo mi dà della cicciona quando mi vede tre volte all’anno, ma dice pure che dovrei usare la panciera. Accuso il colpo e mi sforzo di ringraziare per il pensiero amorevole. Mi ricordo di averla provata -prima di riporla in un cassetto dove tutt’ora giace intonsa- e aver pensato che era uno strumento di tortura da Medioevo, che come ti giravi sto elastico dalle costole iniziva a creare un rotolo che scivolava giu. A questo punto che senso ha? Se sembro un cotechino inspaghettato, era meglio rimanere un panettone…

Nella stessa settimana capita che una sera esco con un tipo super sportivo. Lui non fa altro che parlare di camminate, arrampicate, scalate, corse… ci sediamo bordo lago io volevo bere una birra e mi fa prendere un succo; mi offre della frutta  -così stiamo leggeri. Mentre lui dice di essere vegetariano ci passa davanti un trio rumoroso, uno di questi è un ragazzo molto grosso, del tipo “più largo che alto”, che ride e parla sguaiatamente. Lo sportivo mi fa: “Vedi questo ragazzo in sovrappeso, mi fa tristezza, perché ridursi così con una cattiva alimentazione e abitudini sbagliate? Dall’accento e dall’ aspetto direi che è sicuramente un Messicano.”.

Deglutisco, annuisco, faccio una mezza smorfia pensando tra me di mordermi subito la lingua invece di correggerlo e dirgli che io so benissimo che era un ragazzo napoletano e che ho anche capito quello che diceva… altro che Messico. Un brivido freddo. Sono una cicciona italiana e diventerò presto come il napoletano e non c’azzecco nulla con questo mezzo-Rambo-mezzo-Rocky svizzero qui. Mi incalza con domande sulle attività motorie che ho svolto nella mia vita, fin da piccola; testa i miei limiti fisici e le mie conoscenze tecniche. Faccio un elenco sommario e sempre meno convinto: “Ehm…pattinaggio, ginnastica artistica, pallavolo, danza, fit-boxe, aerobica, spinning, corsa, yoga, pilates… “ lui mi guarda perplesso, come per dire e nonostante tutto sei ridotta così? Alla fine mi riaccompagna a casa e dice che non capisce come mi possa piacere tanto mangiare. “Quando mangio un po’ di più e poi vado a fare yoga mi pento subito, con certe posizioni ti devi ripiegare su te stesso e mi sento i rotoli sulla pancia che mi danno fastidio e mi bloccano i movimenti. Anche tu fai yoga, non ti capita mai???”.

SI…, …NO… lasciamo perdere…

Ci salutiamo in fretta e senza slancio, come i due depressi quali siamo. Ciao – CIAO, neanche un bacetto finto. Scendo dalla macchina e penso che vorrei dargli un pugno ma rischierei di frantumarmi le nocche sulla sua tartaruga. pudding Mentre io torno sù umiliata e affranta, dove mi aspetta la mutanda contenitiva che mi guarderà dal cassetto con disapprovazione, mi sento oscillare come un budino gelatinoso di quelli dei cartoni di Tom & Jerry dove si vede la tavola imbandita. Più tardi mi scrive un messaggio dicendo che è stata una bella serata, ma evidentemente siamo tutti e due un po’ troppo frustrati…

Ti auguro di incontrare il tuo soldato Jane, e che sia cattiva come nessuno mai.