Guardami mangiare – mukbang

L’Asia mi affascina molto. Ogni tanto ho parlato del Giappone, dei sapori e della cultura, di un paese che ho sognato tanto da ragazzina attraverso i libri e che poi quando ci sono stata da grande mi ha stregato.Oggi vi racconto di un fenomeno che come molte altre cose dell’Asia, mi lascia a bocca a aperta, stupefatta, al punto da sentire chiara una voce nella mia testa con un forte accento romanesco che fa: “ma che, davero???”. (vedi sotto *)

Il MUKBANG. Ovvero mangiare in webcam a pagamento (eating + broadcasting). Spopola dal 2009 e si è originato in Corea del Sud (sud è una precisazione superflua perché al nord non possono neanche pensare, figuratevi usare internet.. ma comunque per precisione geografica non fa mai male chiarire).

Ci sono questi personaggi -i BJ broadcasting jockey- che si mettono lì davanti alla webcam, a volte cucinano e poi mangiano, altre volte mangiano e basta, per ore di fila. Ogni tanto chattano live con i propri spettatori tra un risucchio di zuppa e una masticata sonora. (*Per esempio fare rumori col cibo è tra le cose che in Asia sono socialmente accettate e da noi socialmente da evitare). Con le dita unte.

Sono dei personaggi stravaganti ma anche persone abbastanza nella media, persone comuni insomma. Una delle più famose BJ è giovanissima e anche molto bizzarra e giustamente si concia con look stravaganti da cartone animato in perfetta coerenza asiatica manga/anime.

Ma è magra! Nonostante mangi come ci si aspetterebbe da un lottatore di sumo, o da un reduce dell’isola dei famosi, o da un emiliano qualsiasi a pranzo la domenica… E già qui mi viene qualche dubbio sul messaggio che passa e che può essere negativo.

Poi onestamente sapere che i più seguiti guadagnano fino a 10.000 dollari al mese mi sconvolge un po’.


Noi siamo il paese del “cibo come strumento sociale” per eccellenza, i contratti di lavoro, il business, le più delicate discussioni di famiglia, si fanno tutte a tavola. Se porti il fidanzato a conoscere la famiglia è per pranzo o per cena, non certo per il tè!

Invece in Asia dove vige una cultura isolazionista e dove la competizione in tutti i campi -incluso quello sociale- è molto pesante, guardare un altro mentre mangia lo si fa probabilmente anche per compagnia, per scacciare la solitudine, oltre che per voyerismo e qualche altra patologia psichica (a parte gli scherzi in realtà il tasso di suicidi in Corea è altissimo)…

Ma da noi non funzionerebbe mai. Se anche dovesse interessare a qualcuno qui da noi io mangerei volentieri a pagamento!

Oppure in alternativa e come versione sequel potrei filmarmi mentre cerco di perdere tutti i chili che ho accumulato mangiando.

Il cibo nasconde le nostre ansie della società moderna e tecnologica, rivela strani feticismi.

Nel cibo troviamo le consolazioni che i rapporti sociali non offrono (più).

Conosco persone che non vanno a vivere da sole pur potendoselo permettere perché hanno paura di mangiare da soli e quindi stanno ancora coi genitori.

Dopo il porn normale, il foodporn è uno dei termini più cliccati e hashtaggati del web! Dai programmi di cucina alle foto che facciamo dei piatti al ristorante per poi condividerle è tutto un eccitamento dei sensi. Perverso ma lecito.

C’è una sorta di apatia sociale in tutto questo, forse siamo troppo apatici per fare le cose noi da protagonisti che dobbiamo colmare i vuoti guardando gli altri farle. Cucinare, mangiare, il prossimo livello sarà guardare gente che dorme.

Adesso c’è addirittura un programma in cui si guardano le persone guardare la TV. Guardare la TV è già il massimo dell’inattività di per sé, se viene poi portata al cubo perché guardi gli altri guardare… non rimane che una radice cubica della nostra essenza, un numero infinitamente piccolo e insignificante che rappresenta la nostra esistenza. 

Buon appetito.

“Aripijateve”