Brexit

Dear Farage,

Do you remember the IWW, and then the II? 

Do you remember Churchill?

Do you remember why this was the only option for our continent in order to survive and progress?

Your country was one of the founder of the EU, if i recall no one actually obliged you to join, you actually voted in another referendum long time ago to opt in (at your own rules of course).

This is why i laugh at your Brexit speech. You decleared the UK Independence Day!

Come on! It’s annoying! 

After you have been economically profitting from your nomination at the EU Parliament, it’s like biting the hand where you ate.

Do you recall all the countries that joined in the recent years (the former Eastern block); the emotions and excitments of those countries that finally were able to vote to come and join our deal? 

And now what? Let me ask you.

Ah, there is no plan.

You just disgusted me and all the people that understand a bit how big this is.

I had dreams. I might have been an idealist. But that was part of being young, when I chose European Politics for my master degree. So I know what I am talking about. You are not going forward, you are not taking back your pride nor your greatness.

And by the way did your kids (2 of which are mixed blood, because your second wife is German isn’t it a bit strange?) take part to the Erasmum Program???

You will be proved wrong, but that will be too late for all of us. 

I am worried, we should all be.

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Pensieri dalla prima classe

Mezza reclinata su qs sedile di prima classe svizzero direzione sole. Qui é perfetto per scrivere, con un sottofondo di Of Monsters and Men e un panorama di montagne al tramonto alla mia destra. A volte bisogna premiarsi – per la prima classe intendo- ma comunque mi ha aiutato supersaver ticket non crediate! Che bisogno di luce e caldo! La differenza tra il mio uomore ieri e oggi é grande come questo maledetto paese intero. Oggi ho sentito la primavera finalmente, mentre ieri tipo rantolavo moribonda e in astinenza da luce. E poi oggi ho i miei orecchini portafortuna con le stellone. Se guardo da giugno scorso a oggi in un veloce rewind ci sono stati dei cambiamenti belli grossi, hanno smantellato il mio team e ho cambiato capo due volte, il terzo in arrivo. Non é solo il lavoro la causa, ma pare che il mio tempo qui sia proprio esaurito. Non voglio un altro inverno. E penso chissà dove sarò, quale delle mie opzioni diventerà realtà… Mi fa rabbia che il mio paese sia così, che non ci sia un ombra di opportunità per tornarci, che le aziende si sentano talmente forti da non degnare nessuno di una risposta, che la gente sia così esaurita che é diventata cattiva e scortese. Gente scontenta produce cattivi servizi, cattivi servizi producono gente scontenta. Come lo spezziamo? Frega a qualcuno? Intanto abbiamo un altro primo ministro e sapete cosa rispondo ai colleghi stranieri che mi chiedono di lui? Sono scettica ma onestamente non abbiamo nessuna alternativa. E invece di esercitare diritto di scelta ci affidiamo pregando come quando monti su una scialuppa mentre la tua nave affonda. Ecco dove siamo. E intanto mi ritrovo mio malgrado in un paese sempre piu ostile e inaccogliente. Sulla chiesa di St Jakob é comparso uno striscione che dice “Dio ama gli stranieri”. Meno male, pare sia rimasto solo lui in svizzera di questo avviso. E poi ci sono persone che non prendono mai decisioni, io le disprezzo. Per una persona ostinata e determinata come me -un vero ariete- questa é la situazione di tormento piú insopportabile al mondo. Quando hai deciso, ma non dipende da te. Bisogna solo credere che mettere in moto le energie faccia succedere sempre qualcosa… Speriamo presto.

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Legalizzate i bratwurst!

Gli svizzeri sono divertenti comunque (ho scritto tanto male di loro in questi giorni… poverini).

Questa domenica 22.9 si vota in uno dei lori numerosi e pluri argomentativi referenda popolari (il terzo del 2013, figuartevi noi che dobbiamo tenere in piedi un governo perche non abbiamo I soldi per fare nuove elezioni!!!).

A livello nazionale si deve decider a proposito della leva volontaria (ricordandovi che qui il servizio militare e ancora obbligatorio e soprattutto che tutti -dalle reclute in su- scorrazzano per le città con I loro fucili in spalla, quando non li conservano in garage, vi rimando a questo post per approfondire…), campagne di vaccinazioni ma soprattutto del topic che scotta quanto le braci del BBQ, simboleggiato da questa bellissima campagna di immagini: “la legalizzazione del bratwurst”! bratwurst

Ora, si potrebbe quasi pensare che l’odio per I tedeschi sia cresciuto al punto da voler proibire l’importazione le loro salsicce! In effetti ci ho messo un po’ anche io a capire di cosa si trattava esattamente. Invece si discute dell’apertura notturna degli alimentari ovvero di quali prodotti possono essere venduti negli unici punti vendita che sono eccezionalmente aperti sempre in questo paese, ovvero I negozietti dei benzinai. Praticamente per spiegare in termini commestibili/comprensibili a tutti, al momento, se uno va alla stazione di servizio nel pieno della notte (tra l’una e le cinque) a comprare cibo in preda a un attacco acuto di fame, puo’ comprare una cervelat ma non un bratwurst perchè la cervelat puo’ essere consumata cruda e quindi rientra nella categoria di “snack ammesso”, mentre il bratwurst no poichè è un alimento da cuocere. Ora la tankstelle -a prescindere da quello che vende- è comunque aperta, percio qualcuno costretto a fare il turno di notte già c’è ovviamente, ma la legalizzazione del bratwurst starebbe a significare il moltiplicarsi di questo tipo di liberalizzazioni commerciali (anche se in senso stretto gli orari di apertura restano di competenza cantonale).

La sinistra in sostanza teme il peggioramento delle condizioni di lavoro e un disfacimento verso un tipo di società all’americana dove tutto è 24h-non-stop. C’e da dire pero che qui a volte risulta difficile fare la spesa o le commissioni perchè se finisci di lavorare dopo le 18.00 la maggior parte dei negozi sono gia chiusi, tutta la settimana tranne il giovedi fino alle 20.00 circa, il sabato alle 16.00 in alcune città, per non parlare delle domeniche che sono assolutamente santificate. La passeggiata al centro commerciale delle domeniche piovose è stata vietata sin dal 1877 con la legge sul lavoro, cioè da ben prima dell’esistenza dei centri commerciali!!!

A livello comunale a Zurigo si deve anche votare sulla posibilità di garantire il voto agli stranieri che abbiano risieduto per almeno 10 anni in questo paese e per almeno 3 nello stesso commune (nel mio caso sarei a metà strada verso il diritto di voto!) cosa che è già possibile nei cantoni piu’ foreign-friendly di Genevra, Basilea e Friburgo, per esempio.

I polls sui risultati del voto sono assolutamente incerti, pertanto staremo a vedere, io  nel mentre accendo il grill…

http://www.swissinfo.ch/ita/politica/index.html?cid=402428

GINEVRA E ALTRI PENSIERI

Molti dicono che la svizzera francese non sia che altro che un pezzo distaccato di Francia. Effettivamente nei cantoni francesi c’è una atmosfera totalmente diversa, l’architettura è diversa, la gente è diversa, e pensano anche diverso! I cantoni francesi con l’aggiunta di Basilea (che per la posizione di contatto con le vicine Francia e Germania, nonostante sia un presidio tedesco, si affianca di più all’ apertura mentale di Berna) sono politicamente i più progressisti di tutta la svizzera e vi si concentra un cospicuo gruppo di movimenti di giovani europeisti, tanto che qui nel 2001 con il sostegno dei partiti democratici e verdi furono raccolte le 100.000 firme sufficienti per il referendum sull’ingresso nell’UE. Purtroppo il referendum venne in ogni caso respinto da tutti i cantoni con più del 70% dei NO. Si dice il voto fosse stato troppo prematuro.

Comunque sia, a Ginevra più del 40% della popolazione è composta da stranieri (tra cui spiccano curiosamente i portoghesi ancor prima dei francesi e altre 180 nazionalità). Gli mmigrati e i quartieri etnici donano un deciso tratto multiculturale a Ginevra. Nel quartiere Paquis sembra un po’ di essere in una banlieu parigina invasa da un certo odore di spezie e cous cous. Esploro la città. Come al solito faccio per entrare in una chiesa a caso. Entrare nelle chiese delle città che non conosco per me è un po’ come aprire finestre nascoste dell’animo umano: le chiese ti dicono parecchio al di là della religione praticata. Beh, nella prima chiesa in cui entro trovo invece un centro di ritrovo cittadino, una specie di centro sociale, della chiesa aveva solo la forma. Anche questa è una scoperta. Le persone sono molto gentili, quasi mi rincorrono per vedere se mi serve qualcosa. Fa freddo, perchè qui c’è un certo vento pungente che sale dal lago.

Ma che sfortuna il museo della Croce Rossa è proprio chiuso il giorno che ci vado io. In questa breve trasferta sto raccogliendo un sacco di idee che mi rimandano all’Italia, alla fine in ogni viaggio va così, uno fa kilometri e kilometri per poi ricongiungersi con ciò che gli è familiare! La CR è stata infatti fondata a Ginevra dallo svizzero Dunant nel 1862, dopo che egli aveva assistito ai tremendi esiti delle battaglie di San Martino e Solferino sul territorio italiano durante la Guerra di indipendenza. Insieme le truppe austriache e quelle franco-sarde persero un totale di circa 30.000 uomini che furono abbandonati sui campi di battaglia, allora Dunant cercò di radunare uomini e infermiere per portare assistenza come poteva. Il mio caro professor De Stefani all’epoca ci aveva pure portato a San Martino in gita, a vedere il museo della Croce Rossa Italiana… ed ora eccomi qui.

Lì di fronte c’e la sede delle Nazioni Unite. Sento un brivido che fa riaffiorare in me all’improvviso 2 lauree e 5 anni di studio universitario alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova che giacevano al momento sotto 1 anno e mezzo di intenso lavoro nel turismo! Oddio, ho un attacco di febbre politica. In dieci minuti spendo 50 franchi in libri per rituffarmi nelle mie passioni nostalgiche. Un po’’ di emozione a percorrere i corridoi e immaginare se solo se avessi preso una strada diversa… del resto a Ginevra hanno sede 200 tra le più importanti organizzazioni governative e non del mondo.

Un altro segno: a Ginevra è nato nel 1712 Jan Jacque Rousseau, uno dei miei filosofi preferiti! Ginevra è anche una delle città più costose del mondo, infatti ogni due edifici c’è una galleria d’arte, e chi ha i soldi per comprarsi questi soprammobili?

Nei film o nella letteratura le donne che si chiamano Ginevra sono tutte signore di ferro, si veda una per tutte (la prima che mi viene in mente) quella di Re Artù.

Infine questa bella città è la seconda culla svizzera della riforma protestante, dove le idee di Calvino si sono diffuse facendo eco al collega zurighese Zwingli.

Per chiudere tappa ristoro rigorosamente consigliata da Lonely Planet: entrecote con burro ed erbette al Cafè de Paris. Questo viaggetto mi ha dato proprio una boccata d’aria in tutti i sensi; concordo, questa è tutta un’altra Svizzera.

primo maggio-su coraggio

Per Umberto Tozzi negli anni settanta primo maggio faceva rima con su coraggio. Ora si discute se questa iniezione di coraggio servisse a lui per tornare dalla moglie dopo il suo incontro con l’amante, o se per qualche strana ragione l’autore abbia pensato a noi. A parte che comunque TI AMO è una bellissima canzone, e densa di significati se la si legge bene, comunque oggi è il primo maggio e noi siamo qui. Il coraggio effettivamente ci serve perchè il nostro paese va un po’ a rotoli e si sa da tempo. Mi ha sconcertato l’intervento di Luttazzi a RAI PER UNA NOTTE che paragona la nostra situazione politica nazionale ad un certo atto volgarissimo (i curiosi cerchino pure su you tube) eppure ha ragione, così siamo, in ginocchio e assoggettati ad una violenza esercitata col potere e l’inganno, con la demagogia, così tanto che non ce ne rendiamo neanche più conto, anzi inizia a piacerci… Coraggio lavoratori, ma soprattutto a noi giovani con la disoccupazione al 28%!!! In svizzera il primo maggio non si festeggia, (è sì una feste federale, ma non si fa nulla di speciale dal punto di vista delle manifestazioni, perchè non hanno di che lamentarsi) qui si sta sempre bene, pare che sia l’unico paese che durante la crisi ha visto l’aumento dei salari e la riduzione dei prezzi su beni primari. L’origine del primo maggio come festa operaia e a ricordo della lotta dei movimenti sindacali, si deve alla manifestazione repressa dalla polizia nel 1886 a Chicago. Nonostante tutto il labor day americano si festeggia a settembre perchè il primo maggio è per loro una festa troppo a carattere socialista-comunista. Per noi italiani direi che è una data che ha rappresentato sempre molte più cose di quelle che si dichiarano, ci si nasconde la lotta al fascismo, le vittime della storia operaia, e più recentemente un atteggiamento antiberlusconiano di sinistra in genere. Il tutto racchiuso in feste, cortei e concerti che si ripetono ogni anno (storico quello del 2007 al Circo Massimo di Roma con ben 700.000 presenze). Il primo maggio è comunque il giorno dei pic-nic e dei BBQ dappertutto. Così lo pensavo io durante gli anni del liceo, quando i problemi della carriera e del portare a casa qualche soldo non mi riguardavano ancora proprio per niente… Allora tanta pazienza, e coraggio, a tutti.

il cammino dei lavoratori