Sul pensiero critico e i vaccini

Prendete quello che ho scritto per un momento di riflessione, senza polemica.Operando online in qualsiasi forma abbiamo delle responsabilità su quello che postiamo o linkiamo che siano foto, video o contenuti di testo. Quando si toccano argomenti delicati non si può essere superficiali, non basta fermarsi alla prima fonte. Piuttosto di postare qualcosa di cui non siamo sicuri è meglio lasciar stare, secondo me. Ultimamente penso che più che “nell’era dell’informazione digitale” in realtà viviamo nella disinformazione. Navighiamo in un mare in cui galleggiano una maggioranza di fake news e cose distorte mentre le notizie vere, i fatti, sono la minoranza, sono difficili da trovare e identificare.

Tutti conosciamo l’uso dei cookies e il nostro computer e smartphone sembra che ci leggano nella mente proponendoci sempre un certo tipo di pubblicità o facendoci rivedere cose che abbiamo cercato in precedenza. Questi sistemi di tracking delle nostre preferenze costituiscono strumenti potentissimi; quando facciamo una ricerca online crediamo di visualizzare “tutti i risultati”, in realtà internet ci propone cose che confermano sempre il nostro pensiero o quello che abbiamo già cercato.

Fate una prova, cercate una teoria qualsiasi e aprite diversi link e poi dopo un po’ provate a cercare il suo contrario, troverete comunque i primi siti aperti riproporsi.

Faccio questa premessa perché credo che dobbiamo cercare di gestire consapevolmente questa manipolazione. È vero che abbiamo l’accesso a internet ed è già un grande sintomo di libertà rispetto a tanti paesi in cui vige la censura (presto metterò un post sul mio viaggio a Cuba, e un esempio recente è la Turchia dove a fine Aprile dal governo è stata oscurata Wikipedia), ma non tutto è davvero libero come sembra.

Non volevo parlare di vaccini, ma poi ho fatto una riflessione. Mi sono accorta che il nostro cervello funziona un po’ allo stesso modo di internet. Cerchiamo per natura le conferme alle cose che ci fanno stare bene con noi stessi, che sono coerenti col nostro sistema di valori perché confermare quello che crediamo già è più comodo e più facile rispetto a mettersi in crisi e cambiare vedute. Credere una certa cosa ha senso e valore per noi perché all’uomo non piace sentirsi perso, confuso e insicuro.

Nasciamo e cresciamo in un certo ambiente in cui formiamo le nostre opinioni e orientamenti. Abbiamo sempre una base di partenza che è la nostra educazione ed esperienza. Faccio l’esempio pratico col tema “vaccini”: se la mia esperienza è sempre stata positiva cercherò di confermare a me stessa che è una cosa buona farli. Se poi un giorno ho avuto una forte reazione a un vaccino, una esperienza negativa mi segna allora cercherò le prove per dire che fanno male, cercherò di capire perché e trovare legami e teorie a sostegno di questo e la mia opinione forse muterà. La maggior parte delle volte però l’uomo ragiona per causa/effetto in sequenza temporale, invece gli studi scientifici non sono così, sono complessi elaborati e vasti.

Mia sorella è un medico e in generale io mi fido della scienza, della medicina e della ricerca. Quando però un tema diventa così controverso e sotto i riflettori, mi faccio naturalmente delle domande, anche se sono sempre stata portata a pensarla in un modo per educazione e influenze dell’ambiente, cerco di essere critica e per dover di cronaca verso me stessa leggo anche le teorie opposte per vedere se mi convincono.

Video te lo spiego:
https://www.youtube.com/watch?v=rDcGRvWvXl0

Il falso legame tra vaccini e autismo è storia vecchia su cui non mi soffermo, eppure è una bufala che ancora sopravvive e ed è durata tantissimo.

Invece, a proposito del nuovo vaccino (non obbligatorio) contro l’HPV sul mercato da circa 10 anni, ho cercato e letto molto; essendo piuttosto recente gli studi “a posteriori” hanno bisogno di più tempo e anche di più dati, nel frattempo non si è potuta scientificamente dimostrare la correlazione tra vaccino e l’insorgere di malesseri o malattie in alcune ragazze (se non per un ragionamento semplice di sequenza: prima stavo bene, poi ho fatto il vaccino, poi stavo male, allora è colpa del vaccino.) Ci sono comunque molte questioni aperte e questo vaccino HPV merita certamente ancora attenzione e approfondimenti; si dice che è stato commercializzato in modo affrettato e propagandistico, allarmando troppo la popolazione e senza presentarne chiaramente rischi e benefici. Io non ho ancora una opinione definita perché le informazioni sono ancora troppo poche, però si tratta solo di un tipo particolare di vaccino, non può pertanto rappresentare la scusa anche per contraddire tutti gli altri che hanno combattuto ormai da centinaia di anni diverse malattie epidemiche.

Faccio un piccolo salto logico. Sapete per esempio che esistono persone che dicono che i tumori non esistono (hameriani) ? Sono come i revisionisti che dicono che l’olocausto non c’è stato. Infatti a poco a poco vengono radiati dall’albo. Eppure in qualche modo anche le cose assurde e oscene acquistano nel mondo di oggi forza e sostegno e riescono a propagarsi e a diventare fonte di “informazione” che molte persone ritengono attendibile e diffondono a loro volta.

A me al solo sentire la parola “revisionista” vengono i brividi. Provo terrore al pensiero che le persone si possano lasciare convincere da chi crede di dover correggere la storia e le ideologie in modo pericoloso e sovversivo.

In internet tutti possono diventare esperti di una materia perché non c’è un filtro di “autorevolezza”, tutti possono intervenire nella stessa arena. Se vado a un congresso sui tumori direi che ho più probabilità di sentire parlare persone competenti invece che on online. E poi è abbastanza facile costruirsi una carriera finta, pubblico (a mie spese) un po’ di cose che ho scritto e le mie teorie farneticanti, faccio qualche video dove intervengo in convegni autoreferenziali organizzati da me ed ecco che sembro un massimo esperto, infine mi faccio notare da qualche radio, mi intervistano in tv e il gioco è fatto.

Per questo bisogna essere cauti. Io cosa posso fare in questo momento? Perché se voglio cercare di convincermi delle cose negative, delle teorie complottiste, del “tutto è male”, troverò sempre pane per i miei denti, ma non vado molto lontano. Invece cercare le prove a sostegno delle cose che credo buone e giuste o perfino palesi, forse sembra sciocco, eppure è necessario, quando nell’ombra del dubbio instillato ho bisogno di rinvigorire le mie credenze.

Voglio essere critica ma lo scopo ultimo non è per me sovvertire l’ordine mondiale, ma avere fiducia in quello che esiste, contribuire a quello che penso faccia bene alla mia società e sia giusto per i suoi individui. Come i vaccini. Quindi ho voluto capire se le opinioni a favore dei vaccini sono abbastanza ben argomentate, e per farlo ho valutato sia tutte le opinioni dei pro che dei contro.

Le informazioni fornite da quelli contro sono generalmente parziali, frammentate o incomplete e spesso costruite in modo tale da fare allusioni, lasciar pensare cose che non sono perché non danno la risposta completa, non vanno fino in fondo…. Ti elencano una serie di cose che dapprima sembrano scioccanti, ma anche se sono vere vanno relativizzate, contestualizzate e allora assumono tutt’altro valore.

Prendo solo una teoria come esempio: i vaccini contengono metalli pesanti che avvelenano le persone. E’ vero li contengono, come adiuvanti necessari al funzionamento del vaccino stesso, per provocare una risposta dell’organismo, però i metalli pesanti sono dappertutto. La quantità nei vaccini non è paragonabile a quella che ingeriamo con un tonno in scatola o respiriamo ogni giorno con l’inquinamento senza battere ciglio. Allora perché tanto shock? Solo perché prima non sapevamo come sono fatti i vaccini e abbiamo vissuto anche molto bene ignorandolo, poi all’improvviso ci sconvolge e mettiamo tutto sotto accusa. Eppure il pesce ha il mercurio, ce lo hanno detto mille volte ma il sushi lo mangiamo eccome, anche nei ristoranti all you can eat di dubbia onestà. Volendo c’è un complotto dappertutto: la case farmaceutiche fanno finta di curarci per farci ammalare, le case automobilistiche ci avvelenano mentendo sui filtri antismog, l’industria alimentare ci avvelena, le fabbriche ci avvelenano, i cinesi che gestiscono i ristoranti sushi ci avvelenano…

Insomma voi contrari non volete vaccinare i vostri figli ma gli date prodotti col BPA, pannolini tossici, biscotti con l’olio di palma e merendine industriali coi grassi cattivi. Il troppo accesso alle informazioni crea tutto questo caos, questo panico e questa malainformazione che si diffonde proprio come un virus.

Qui però l’unico vaccino volontario autosomministrabile è fatto di prudenza e perspicacia.

Suggerimento Libro del Dott. Roberto Burioni: “Il vaccino non è un’opinione”, 2016, Mondadori.

Noi, l’Europa e la nostra idea di società

Io spesso sono inquieta. Da quando gli sbarchi sono diventati la nostra quotidianità. Da quando i morti sono diventati talmente tanti che non ci fanno più neanche impressione. L’anestesia del tragico è preoccupante. Ed è tutta colpa della sovraesposizione mediatica dei nostri tempi.

Sono tempi duri per credere nell’Europa, lo so. Con l’Inghilterra sull’uscio. Un’Europa forte no, ma almeno una debole? Abbiamo tolto barriere interne e ne abbiamo create altre esterne molto permeabili. I popoli che si affacciano nei nostri cortili, secondo me, possono anche rendersi conto che non siamo messi benissimo neanche noi, ma non hanno alcuna alternativa comunque. Non c’è più il sogno del migrante, la speranza nel futuro migliore. Per la maggior parte di queste persone qui c’è solo sopravvivere o morire. Un futuro punto e basta o nessun futuro.

E così a lungo andare è probabile che ci indeboliremo sempre più. Ma non per colpa di queste persone che entrano, per colpa nostra che non sappiamo accoglierle. E la nostra Europa che fine farà? Si frammenterà? O Imploderà?

In tutta questa incertezza la gente si sente spaesata e si affida ai media e ai politici (i quali fanno un uso quasi criminale dei social). Con la rinascita dei nazionalismi la Brexit in primis è stata un’amarissima sorpresa, eppure passano i mesi e non si capisce ancora cosa succederà in questo divorzio… I cittadini britannici essi stessi incerti e sconvolti dalla loro propria votazione. Abbindolati da discorsi facili al limite della demagogia di un rinnovato populismo destrista.

In tutto questo la gente che si beve la facile retorica di certi soggetti e commenta poi i centri di accoglienza, che paragona i soldi per il terremoto con gli aiuti per la gestione dell’emergenza immigrazione, che si sente minacciata dalle facce degli stranieri nelle nostre città tanto provinciali, non si domanda mai quale paese stiamo lasciando ai nostri figli? Non si domanda a chi stiamo affidando davvero il nostro destino? E le donne non si ricordano più che il diritto di voto è costato sangue e anni di lotte? Ogni tanto è bene ripetersi certe cose. Tornare ai principi, pensare alle idee che hanno mosso grandi momenti storici e che nel fare i conti con la realtà quotidiana dimentichiamo.

Io in questi momenti di sconforto ripenso a quando ventenne frequentavo le lezione in via del Santo 28. A quanti ideali coltivavo. Alla bellezza dell’essere giovani. Alla forza irruenta delle cose in cui credevo. Alla mia apertura verso il mondo un po’ ingenua un po’ incosciente. E poi mi dico: “Ma la politica non era una cosa onorevole?”.

Tra le cose di cui non ci ricordiamo più e di cui abbiamo perso il senso profondo cito queste:

Avete presente cosa significava l’esilio politico nell’ antica Grecia (vedasi ostracismo), o ai tempi di Dante e fino alla Seconda Guerra Mondiale?

Avete presente che l’Italia è stata uno degli attori più importanti della nascita dell’Europa Unita nel secondo dopo guerra?

Quando mi sento corrotta dai media nei miei pensieri e anche un po’ razzista, quando mi sento sporca e i miei credo traballano con le gambette deboli, ripenso a John Rawls, il mio filosofo politico preferito e al “velo di ignoranza”.

Nella sua “Teoria della giustizia” Rawls con una astrazione immagina che gli individui prima di costituirsi in società si riuniscano per scegliere dei principi comuni che siano equi, non conoscendo però a monte la loro posizione futura, essi opereranno per cercare di rendere la situazione più favorevole possibile per tutti, perché se poi si ritrovassero ad appartenere ad una minoranza sarebbero belli che fregati! (Questo video della RadioTelevisione Svizzera lo illustra molto bene)

Ogni tanto anche se ci siamo già dentro, anche noi ci dobbiamo chiedere: “che società vogliamo?” Noi -che siamo ovviamente tra i fortunati – non dovremmo augurarci ma soprattutto costruire attivamente giorno per giorno un mondo che garantisca i diritti anche a chi è meno fortunato di noi?

Tutto il resto è il bla bla della disinformazione che ci propinano… Ricordatevi per esempio che rispetto agli anni ‘70 in cui l’Italia viveva anni di vero terrorismo, siamo in un periodo di estremo benessere, la violenza globale e le guerre sono diminuite nel mondo, la gente vive più a lungo, al contrario di tutto quello che i media vi fanno credere, stiamo bene, meglio di prima. Non sto negando che ci siano crisi o problemi, ma la scala con cui li misuriamo e percepiamo è sbagliata. La troppa informazione fa sembrare tutto più grave e più estremo. E ogni giorno vissuto nell’ansia che i media producono, è un giorno della vostra vita perso.

CELEBRIAMOCI

Care Donne,

Avevo ricordato qualche post fa la grande responsabilità di cui siamo investite, che ci impone di andare a votare sempre, perché il nostro voto è un dono recentissimo e dobbiamo ricordarcelo, quando esistono paesi in cui le donne non possono ancora neanche guidare o dove vengono mutilate… Un dono grandissimo conquistato col sacrificio di tante donne come noi che hanno lottato e sono state offese per fare un pezzo di storia della nostra società.

Vorrei quindi celebrare oggi la bellezza della nostra resistenza, alla violenza verbale e fisica, all’insulto sessuale, alla volgarità, alle maldicenze, agli stereotipi classisti di genere con questo post e diversi link a cui vi rimando che ho raccolto in questi anni.

E’ di poco tempo fa il titolo scandalo sulla Raggi. Cose che si dicono solo perché la persona presa di mira è donna.

E’ girato un video in questi giorni di un parlamentare europeo che senza vergogna alcuna in una seduta dice che “le donne sono deboli, e piccole e quindi devono guadagnare meno degli uomini.”

Solo 50 anni fa, me lo raccontava mia nonna, al mattino della prima notte di nozze bisognava provare con il “testimone” la verginità della sposa. Le donne della famiglia si affacciavano alla camera nuziale per constatare gli esiti della prima notte sul lenzuolo del corredo.

Pertanto se non le avete ancora viste vi segnalo due pellicole recenti: Suffragette di Sarah Gavron (2015) e Mustang un film turco di Deniz Gamze Ergüven (2015); che vi faranno venire un groppo in gola ma vi ricorderanno quanto è preziosa la libertà che custodiamo e diamo per scontata.

Un video per dire BASTA al traffico degli esseri umani (in questo caso donne vendute e poi rese schiave della prostituzione)

STOP TRAFIKING

 

Project UNBREAKABLE che colleziona le frasi degli stupratori:

http://projectunbreakable.tumblr.com/

 

Sempre per il tema stupro dall’India un video che ci ricorda che nessuna violenza può essere giustificata da atti o atteggiamenti riconducibili alla donna, mai e poi mai possiamo essere ritenute responsabili della violenza che ci viene inflitta.

IT’S (not) YOUR FAULT!

 

Per concludere un link che raccoglie donne della storia con le palle:

http://www.buzzfeed.com/hannahjewell/historical-women-who-gave-no-fcks?utm_term=.fwwzVVgQ2G

 

VIVA LE DONNE!

E concludo con una citazione che celebra le donne in cucina di questa bellissima terra che mi ospita: “Il motore della cucina emiliana è la rezdora, la regina della casa. È lei che sa fare la pasta e sa usare il matterello, non un “bastone” qualsiasi, ma lungo, meglio di ciliegio, e liscio. La fogliata viene stesa a forma di disco, e il matterello deve superarne il diametro. Inoltre la pasta, una volta stesa, deve essere “rotonda come la luna e leggera come una carezza”: parola del bolognese Giovanni Poggi, fondatore nel 1963 della Confraternita del Tortellino. “

http://cucina.corriere.it/dizionario/emilia-romagna/rezdora.htm

la scienziata politica

Da quando iniziai a studiare educazione civica, dalla scuola elementare in su’, mi fu chiaro che occuparsi della cosa pubblica non era roba da tutti. Mi pareva innanzitutto un gran sbattimento finche’ al liceo la filosofia mi aiutò a capire che è in realtà la missione più onorevole di tutte per l’individuo che vive in società, che è anzi un onore, certamente non una professione nel senso salariale del termine, ma piuttosto una passione mossa da un intento profondissimo e nobilissimo, un atto di generosità altruistica e non di arricchimento egoistico, un moto di spirito verso le generazioni future. Poi all’università ebbi la fortuna di seguire Professori come Antonio Papisca (Diritti Umani), Giorgio Carnevali (Teoria Politica), Franco Todescan (Storia delle Dottrine Politiche) e Maurilio Gobbo (Diritto Costituzionale Italiano e Comparato, materia in cui presi l’unico 30 e lode della mia carriera perché non sono stata mai una secchia!) che mi illuminarono parecchio.

Ci fu una sera in una trattoria padovana (“all’Anfora” in centro storico, se ci volete andare è in una viuzza dietro la piazza del mercato, dove si mangiava del pesce discreto) in cui mi ritrovai a una grande tavolata così composta: un paio di medici, un paio di ingegneri, un giurisprudente, una letterata, una scienziata della comunicazione, una psicologa e io – la scienziata politica. Si discuteva di questa piccolo nucleo del mondo che eravamo noi, di questo spaccato della società futura, dei nostri ruoli sociali, di quanto ognuno di noi servisse agli altri e al bene comune. E lì però ho pensato che prima di tutto, se non ci fossero stati quelli come noi (a.k.a. gli scienziati politici) non saremmo esistiti. Se non ci fosse stato qualcuno che avesse voluto istituzionalizzare il nostro essere insieme, dargli delle regole, studiarlo, saremmo rimasti nuclei singoli, nemici, disorganizzati, nello stato di natura (cifr. T. Hobbes, J. Locke, J.J. Rousseau). Perché all’origine delle scienze politiche c’è lo studio dell’uomo in società e io la trovo una cosa bellissima.

Dunque, io e il giurista stavamo lì, discutendo su chi fosse il più importante al tavolo, chi avesse più responsabilità sociali, chi fosse più necessario. E dopo aver creato la società -mi dissi- se non ci fosse nessuno che se ne volesse occupare, ammettendo che al medico piacesse solo curare le persone e all’ingegnere costruire, ecc., chi se ne sarebbe occupato, se non noi? Loro non avrebbero potuto svolgere le loro mansioni, se non ci fosse stato qualcuno che si fosse offerto di gestire la res publica nel frattempo. Quindi non solo a monte ma pure a valle ecco che interveniamo noi.

Io credo nell’interesse partecipativo alla comunità in cui viviamo, nella politica a livelli professionali, credo che ci dovrebbero stare delle persone che non si sono improvvisate, ma che ne sanno qualcosa, credo anche che ci sia differenza tra professionalità e professionismo. La politica nel migliore esempio è un attività collaterale del cittadino, questo per impedire che la gente si affezioni troppo al velluto di certe poltrone e non le voglia lasciare più. No si può vivere di rendita politica. Credo che ci debbano essere dei limiti temporali per garantire il ricambio, l’afflusso di nuove idee e soprattutto frenare la sete di potere e la corruzione.

A vent’anni volevo fare la carriera diplomatica, ma ho scoperto un apparato elefantiaco di gente parassita che la costella. Pensi ingenuamente che un consolato italiano in svizzera funzioni bene, ma varcato il confine della porta è sempre terra italiana: tutto molto pesante, complicato, inefficiente, scortese. Sempre quando ero ancora iscritta AIRE un po’ di tempo fa a Zurigo, mi mandarono i santini per eleggere i rappresenti degli italiani all’estero al Parlamento: rimasi sorpresa dal tipo di pubblicità elettorale che certi soggetti si facevano. Vantando le proprie doti sportive, certi maratoneti, o certi risultati professionali come imprenditori. Tutto sembrava più importante e più in evidenza dell’impegno politico di per se. Un esempio per tutti il Senatore Antonio Razzi che tutti conosciamo anche grazie alla parodia di Crozza. E avrei detto tutto, ma aggiungo una articolo apparso su The Economist nel 2011 che parla di come veniva visto all’estero Berlusconi: il titolo era “the man who screwed up an entire country” (http://www.economist.com/node/18805327). Giusto per ricordarci di come ci vedono da fuori.

Ci vorrebbe serietà, moralità. Il lavoro politico è difficile perché devi assumerti la responsabilità tu per primo di essere onesto e corretto per le istituzioni che rappresenti. Non si può giustificare tutto lo scempio dicendo “in fondo siamo uomini”, Il politico deve essere un super-uomo.

E vi lascio con questo link dei simboli elettorali più assurdi del 2013 in attesa di nuove elezioni…

Orange is the new black

(Ahimé il titolo geniale non è mio)

Non puó non risvegliarsi, in giorni epocali come questo, la scienziata politica che sonnecchia in me. Fatemi dire a mia mamma che ho preso la laurea per qualcosa, per permettermi di scrivere ogni tanto anche di politica supponendo di capirne qualcosa…

Ho scritto qui, 8 lunghi anni fa, in una notte eccitata, dallo studio di mio padre, il post alla vigilia dell’elezione di Obama.

Prima di qualsiasi considerazione di merito, guardiamo anche ai simboli di questi eventi, che trovo siano altrettanto importanti. E’ stato un simbolo il primo Presidente Afroamericano. Poteva e doveva esserlo anche la prima Presidente donna. Potevamo segnare un altro passo nella storia che invece rimanderemo di chissà quanti anni… Chissà in quale notte ancora starò qui a scrivere di una benedetta donna che sale al potere…

Invece ci troviamo con un paio di altri simboli: un parrucchino, i soldi, una bambolona per First Lady.

Che male che fa l’ignoranza. Che tristezza il solito clichè che i soldi possono comprare davvero quasi tutto. Posso anche credere che gli americani fossero stanchi dei democratici, ma resto convinta che questa è una elezione in cui vince il potere nel senso piú oscuro e viscido del termine. 

E comunque i Simpson lo avevano predetto nel 2000 che andava proprio così. La satira fa bene perchè ci vede lungo, ricordiamocelo anche quando si muore ammazzati per i vari Charlie hebdo…

E Berlusconi non si può paragonare a Trump perche il calibro delle decisioni che può prendere il Presidente Americano e delle terribili conseguenze che possono derivarne a livello mondiale è incomparabile. E perché la corruzione si manifesta in modi complessi e completamente diversi in Italia rispetto agli USA.

Hilary, mi dispiace perchè tante donne avevano capito che eri lì anche per prenderti una bella rivincita su quel broccolone di tuo marito, volevi proprio sbatterglielo in faccia che eri più brava di lui, mi dispiace che non ti puoi togliere sta soddisfazione e invece devi ritirarti come una pagura. Non credo che ci proverai più, perche hai una certa età… quindi buona pensione. Come si dice: ci hai provato e per questo tante donne ti ricorderanno con simpatia!

Staremo a guardare, sperando che non ci siano catastrofi troppo gravi ora che Putin ha un nuovo compagnuccio di giochi. Risiko edizione master?!

Brexit

Dear Farage,

Do you remember the IWW, and then the II? 

Do you remember Churchill?

Do you remember why this was the only option for our continent in order to survive and progress?

Your country was one of the founder of the EU, if i recall no one actually obliged you to join, you actually voted in another referendum long time ago to opt in (at your own rules of course).

This is why i laugh at your Brexit speech. You decleared the UK Independence Day!

Come on! It’s annoying! 

After you have been economically profitting from your nomination at the EU Parliament, it’s like biting the hand where you ate.

Do you recall all the countries that joined in the recent years (the former Eastern block); the emotions and excitments of those countries that finally were able to vote to come and join our deal? 

And now what? Let me ask you.

Ah, there is no plan.

You just disgusted me and all the people that understand a bit how big this is.

I had dreams. I might have been an idealist. But that was part of being young, when I chose European Politics for my master degree. So I know what I am talking about. You are not going forward, you are not taking back your pride nor your greatness.

And by the way did your kids (2 of which are mixed blood, because your second wife is German isn’t it a bit strange?) take part to the Erasmum Program???

You will be proved wrong, but that will be too late for all of us. 

I am worried, we should all be.

vendersi

A Zurigo un uomo su 3 frequenta le prostitute. La prostituzione è legale e regolamentata.

Giusto di recente e stata approvata l’istituzione di speciali box -i cosi detti drive in del sesso– per togliere le ragazze dalle strade. In questi box uno arriva con la sua macchina, consuma e riparte. Pero’ le ragazze che ci lavorano possono usufruire di un servizio di supporto e controlli medici.

Ogni tanto mi chiedo se gli uomini che vanno con le prostitute si fanno mai la domanda di come sia vendere il proprio corpo. Giusto per immedesimarsi.

Io abito in centro vicino a una casa piena di lucine colorate e quelle ragazze le incontro praticamente tutte le sere. Ci sorridiamo. Le stimo per il coraggio di mettersi certi tacchi che per salirci su ci vuole la scaletta, e soprattutto per altre ragioni.

Salto tutta la retorica sulla funzione sociale del mestiere piu vecchio del mondo e sul fatto che non sparira mai, perché non mi interessa parlarne qui, mi concentro solo su cosa significhi davvero vendersi.

Al di là di tutto, penso a quanto sia brutto fare un lavoro dove devi stare sempre al freddo -perchè non è che qui la bella stagione duri molto- e comunque anche col caldo, tutto il tempo in piedi a fermare la gente per strada, a fare le fusa a qualsiasi tipo di uomo. Già immaginarsi la totale assenza di libertà nella scelta di con chi andare a letto mi pare abominevole. Ridurre una cosa cosi`preziosa e delicata ad una performance da prezzare. E poi mi chiedo se dopo tutto questo è ancora possibile per loro considerare il sesso anche un atto d’amore. Chissà se amano, se possono, se sanno amare… chissà cosa pensano loro degli uomini.

A settembre scorso sono stata ad Amsterdam e nonostante me lo aspettassi mi ha abbastanza disgustato la marea di gente che si accalcava a vedere le vetrine del quartiere a luci rosse, come fosse uno zoo. A puntare il dito per indicare l’animale piu’ strano, vistoso, appariscente… Ma nessuno si immagina come deve essere al di là di quel vetro? Se quella ragazza lo ha scelto o ci è stata costretta? Da dove viene? Che storia ha? Se si diverte? A nessuno interessa…

Non lo dico perché sono moralista, ma perché purtroppo ci sono molte storie di violenza, droga, psicosi e di false promesse dietro gli occhi di queste ragazze. Uno fra tutti, vi segnalo questo video proprio sulle ragazze delle vetrine. La maggior parte di loro arrivate dall’Est Europa credendo di iniziare una carriera come ballerine. Trafficate come merce ed esposte al banco. Eccole qui che ballano. Fanno quello che sanno e gli piace davvero fare. Se gli uomini non si fanno mai questa cruciale domanda, di come sia prostituirsi, almeno riflettano su questo: