Martina

Cara Martina,

Sei nata il 26 luglio 2017. Era mercoledì. Io ero al lavoro e in assenza delle mie colleghe in ferie avevo tante cose da fare ed ero anche un po’ arrabbiata per certe situazioni che si trascinano. Sfioravo quasi un esaurimento per l’assenza di vacanze al mare di quest’estate 2017 che per sempre ricorderò. La nonna Silvana era al mare con tua sorella Viola e la zia Marina. Viola faceva tanti bagni coi braccioli e giocava con le amiche del mare Gioia e Matilde. Aveva anche già imparato a tuffarsi di faccia tappandosi il naso.

Alle ore 10.44 mi è arrivato un messaggio con la tua prima foto: “E’ NATA!”. Subito ho pensato che tua mamma lo avesse fatto un po’ apposta perché non ci voleva intorno a metterle ansia, e fosse andata in ospedale dai suoi colleghi senza dirci nulla, invece sei stata tu da sola che avevi fretta di nascere, non troppa, ma un pochina sì. Sembra che tuo papà si fosse svegliato nel cuore della notte un po’ confuso, mentre la mamma diceva “dai, andiamo” lui ha anche chiesto “dove???”.

Sei stata brava a nascere e stavi bene, ti hanno vestita subito elegante con un vestitino bianco a pois blu e anche con la tutina di Winnie Pooh il giorno dopo. Winnie Pooh è sempre stato il mio preferito.


Al mare tua sorella aveva fatto un calendario con il conto alla rovescia per incontrarti. Quando quella sera Viola è arrivata in ospedale, era emozionatissima e ha obbligato tutti a cantarti tanti auguri, però sottovoce per non disturbarti. Eh già, il tuo primo compleanno, anzi il compleanno zero. Il 26 luglio si festeggia Sant’Anna, poi è anche il compleanno del pittore realista Camille Corot, di Sandra Bullock e Mick Jagger. E da adesso in poi il tuo.

Sabato pomeriggio sono venuta a Udine a vederti con Fabio e tu dormivi. Quando ti ho preso in braccio e ti ho parlato, hai un po’ aperto gli occhi grigio-blu che erano tutti ancora appannati e ti ho detto: “Ciao Martina, questa macchia che vedi è la zia Laura!”. Infatti dubito che tu vedessi molto, Valentina dice che vedi anche in bianco e nero i primi tempi.

Non sono più la zia-ricca-svizzera di quando è nata Viola quattro anni fa, sono la zia-povera-italiana, ma vedrai che ti farò lo stesso tanti bei regali e ci vorremo tanto bene. Ti ho detto tante cose e anche quelle che non ti ho detto tu le hai capite, e mi hai ascoltato, ed eri tranquilla, lunga solo come il mio avambraccio, e poi hai anche mangiato un pochino tenuta da una sola manona del tuo papà, e poi sei tornata a dormire.

Dormi, piangi e mangi sono le sole tre cose che fai per adesso. Neanche sorridi veramente, ma noi quando fai le smorfie che sembrano sorrisi già ci immaginiamo come sarai quando finalmente sorriderai e potremmo farti ridere e giocare.

Incastonata come una gemma nel tuo cuscinone di Minnie a forma di U, avvolta in una copertina rosa che non si muoveva neanche, cercavo di scorgere gli impercettibili sbuffi del tuo piccolo respiro. Quel nasino con la narici talmente piccole ma perfette, sei piccola ma finita, una meraviglia che mi sorprende.

Avevi tanti capelli neri ed eri anche pelosina. Le manine tese che stiracchiandole tendevano tutte le tue cinque ditina a forma di stella, ognuna con la sua unghietta. I piedini piccoli ma lunghi farebbero pensare che sarai alta anche tu.

Viola nei giorni seguenti ha iniziato a raccontare a tutti con grande orgoglio che adesso era diventata “una sorella maggiore”, però aveva anche un po’ paura dei tuoi pianti. Dopo una settimana mi ha detto: “se le dai il ditino Martina lo stringe forte forte.” Però ha già iniziato a difenderti sempre e si prenderà cura di te.

Sai Martina, quando sono nata io, Valentina che aveva 5 anni e si era appena svegliata ha solo detto imbronciata: echissenefrega. Vuoi mettere la tua nascita con la mia???

E stata un’estate con tanti incendi, temperature altissime da caldo record e conseguenti bufere e temporali. Si discuteva dei migranti, degli accodi con la Libia, dell’acqua che mancava a Roma per la grande siccità. I parlamentari stavano per discutere finalmente dei tagli sul vitalizio ma poi all’ultimo hanno detto “fa caldo, andiamo in vacanza” e non se parla -di nuovo- più. Trump, a capo degli USA, sfiorava una crisi nucleare con la Corea del Nord. I Veneti e i Friulani litigavano su chi dei due avesse davvero inventato il tiramisù.

E così sei venuta al mondo, senza sapere niente. Pensandoti forte, da Modena a Udine, nella tua fragilità e piccolezza mi viene da dire –ma che ne sai tu– che non sapevi quasi neanche respirare, né mangiare, eppure ogni giorno impari qualcosa e imparerai tanto, e spero che questo mondo non ti corrompa troppo e sia delicato con te che sei rosa e morbida e carina e profumi di nuovo.

Con tanto amore, la tua zia Laura.

 

 

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