Su Tarzan e il galateo della comunicazione

Ammetto senza vergogna di avere una nevrosi a riguardo.

Se fossi come la Dottoressa che insegna agli scimpanze a esprimersi o se fossi Jane che incontra Tarzan dopo che e cresciuto nella giungla e sa solo mugugnare gli direi cosi:

“Apri la mandibola e cerca di dare fiato dalla gola producendo dei suoni che la faranno vibrare.” Ecco questa é la meccanica anatomica, l’atto fisico del parlare, ma comunicare é un’altra cosa.

Comunicare é saper aspettare. 

É non dire, a volte, per cogliere il momento giusto, o per trovare le parole migliori.

Comunicare é pazienza e comprensione.

Comunicare é guardare in silenzio. Saper tacere.

Comunicare é prendere tempo, pause, respiri.

Comunicare non é l’egoismo del vomitare addosso all’altro, nè dire cose per compiacerlo. É un gesto delicato. Un riguardo, una attenzione.

A volte é scrivere, per dire le cose difficili che non si riescono a dire.

A volte é l’opposto: quelle cose che non si possono mai scrivere (tipo litigare via whatsup) perche bisogna dirsele piano, occhi negli occhi.

Comunicare é rispetto.

Uno degli esercizi piú difficili per l’uomo moderno, a parte lanciarsi con le liane ovviamente…

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