La Stalker

I miei amici mi chiamano affettuosamente LA STALKER.

Sinceramente mi sta un po’ sulle scatole perché io non perseguito nessuno. Io mi INFORMO, con discrezione e soprattutto senza farmi notare. A suon di felpatissimi click di tastiera.

Sto solo usando in modo intelligente gli strumenti tecnologici in nostro possesso nell’era digitale.

In quanto donna, sono furba e curiosa. E se c’è un sacco di gente che non si preoccupa di mettere filtri né di leggersi le regole sulla privacy di Facebook, questo va solo a mio vantaggio.

Quelle che non si informano dormono. Quasi quasi si meritano pure le sole che si prendono!

La prima cosa da fare quando conosci uno è mettere il suo nome su Google, poi nell’ordine su Facebook, Linkedin e Instagram come minimo, e ti sei fatta una buona idea di che soggetto è.

Puoi invitare le tue amiche a casa per un tè con cupcakes e partire con il progetto “Mille Mila Congetture” e discutere per ore sulla vita immaginaria di quest’uomo.

“Questa bambina sarà sua figlia o sua nipote?”

“Ma che gente frequenta?”

“Ma quanto beve???”

“Ah! E’ stato alla stessa mostra che ho visto io…”

“Mamma che racchia la sua ex!”

E via andare a briglia sciolta.

Ovviamente poi noi non giudichiamo dalle apparenze, attendiamo solo che la realtà eventualmente confermi tutto quello che ci siamo immaginate. E’ ovvio che gli diamo una possibilità reale… non siamo mica sceme…

E’ stato così per L’uomo Del Treno, uno degli episodi investigativi meglio riusciti della mia vita.

Quest’essere affascinantissimo, sexyssimo, elegantissimo che sale sempre sul mio vagone e viene sempre a sedersi di fronte a me al terzultimo box di 4 posti lato dx nella direzione di marcia (ndr sto usando un presente storico dei tempi svizzeri in questa narrazione).

Mi guarda, mi sorride e non parla. Scende dove scendo io.

Andava avanti da un po’ questo rituale quando una mattina sento un suo collega che lo chiama per nome! Ecco fatto! Allungo le orecchie e prendo appunti!

Con una serie di altri passaggi-chiave in mezzo che non vi decanto, cominciamo a scambiare qualche parola nelle settimane seguenti. Ci salutiamo. Interloquiamo. Sorridiamo. Scopro che fa uno sport singolare. Elementi importantissimi di una investigazione coi fiocchi sono le particolarità.

Un giorno addirittura, fingendo di guardare il cellulare, scatto delle foto in obliquo di un mezzo profilo e dei suoi stinchi da cui si intravedono dei calzetti a righe stilosissimi; così tanto per portare prove documentali ai miei amici e dimostrare che mi siedo davvero davanti a un semidio.

Mentre racconto tutto ai miei amici in un pomeriggio d’inverno, a un tratto uno di loro ha un idea geniale: mettiamo in Google “nome, sport e luogo della gara” di cui aveva parlato e ci si apre un mondo. Non potevo credere che fosse stato così semplice sapere tutto sulla sua vita. Compaiono come funghi pezzi virtuali di lui. E’ uno sportivo semiprofessionista, ha fatto il modello, ha una carriera di successo nell’azienda di famiglia, ……eeeeeeeeeee…. beh, ovviamente è fidanzato!!!

Puf! Illusioni sparite in una bolla di sapone.

Eppure lui insisteva nel sedersi proprio davanti a me.

Una ragazza si domanda: ma se io fossi la sua fidanzata e sapessi che lui si siede sempre di fronte a un’altra in treno, sarei gelosa? Avendolo idolatrato come cavaliere del mio cuore, mi convincevo che doveva essere single per forza perché non sarebbe stato elegante il suo atteggiamento nei miei confronti da uomo impegnato. A volte mi rendo conto che quello che immagino io della courtesy di coppia è molto lontano dalla realtà di oggi…

Comunque morale della favola siamo diventati amici su Instagram.

Entra nella collezione elite dei miei amori platonici incompiuti.

INVESTIGATE DONNE, INVESTIGATE!

catstalk

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