La signora dell’appretto

Avete presente quelle cose pressoché immutabili?

Quelle poche certezze che ci sono rimaste nella vita a cui ci aggrappiamo?

Per me una di queste è la donna della famosa bombola di appretto, per esempio. Lei sta lì mummificata, credo più o meno dagli anni ’70, col ferro da stiro in mano la testa reclinata su un lato e un sorriso smagliante da supercasalinga.

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Comunque questo prodotto mia nonna lo ha sempre chiamato “merit’” come fosse una parola mozza di dialetto pugliese, non si sa bene perché, dato che lei era veneta. E questo odore di appretto è uno dei pochi odori che ricordo in modo netto e distinto della mia infanzia, dei miei pomeriggi insieme alla nonna, catalogato nella mia testa accanto all’ odore di lacca Elnett che lei si spruzzava quando uscivamo a fare la spesa, ma solo dopo essersi passata sulle guance la cipria che stava in una scatolina rosa e tonda dal profumo antico.

Mia nonna faceva la sarta e se non era davanti alla sua Singer a pedale faceva a maglia tutti i pomeriggi. Lei preparava il caffé e io mi sedevo sulle sue ginocchia e le ripetevo ogni santo giorno: “Lasciamene un goccio”. E cosi’ la mia nonna mi lasciava bere il fondo, bello denso e zuccheroso. Ecco, questi erano i nonni di una volta che davano il caffe’ ai nipoti di 5 anni. Se ci penso oggi, ci sono tante cose che mi lasciava fare e che col senno di poi mi hanno stupito, ma i nonni servono proprio a questo…

Poi quando facevo un po’ la monella, mi raccontava la leggenda del figlio di quelli che abitavano lì prima di noi, che gli era rimasta la testa incastrata tra le sbarre della ringhiera del balcone. O in altre versioni era caduto di sotto… non sapremo mai se era vero…

E seguendo un calendario di lavori di casa puntualissimo e inflessibile, si metteva a stirare sul tavolo della cucina, protetto da una spessa coperta di lana e da un lenzuolo bianco ingiallito. E spruzzava l’amido, e ogni tanto lo faceva spruzzare a me.

Quando vedo quella bombola sugli scaffali del supermercato mi viene una certa nostalgia, a volte mi viene la tentazione di comprarla, ma poi che ci faccio io che non stiro mai niente di niente? Al massimo posso usarla come deodorante per ambienti, chiudere gli occhi e fare finta di essere ancora bambina.

Una scelta di marketing singolare il fatto che abbiano voluto lasciarla sempre uguale da 30 anni. In fondo é cambiato Capitan Findus e si è dato una bella svecchiata, ed è cambiato anche il bambino Kinder… ma lei no.

Adesso che lavoro nel settore delle bombole aerosols l’ho ritrovata, la signora del Merito. E l’ho scoperta declinata in altre versioni, profumazioni, formati, sfondi e lingue straniere (Grecia, Francia, Israele, Turchia, Kuwait…)

Sempre lei.

Sempre uguale.

Tranne in un unico singolo caso.

L’Arabia Saudita.

Il paese in cui le donne non possono neanche guidare, ma evidentemente inamidare si.

Merito Arabia

Ecco che per un attimo vacillano le mie poche, ultime certezze.

In più ho letto che Beautiful, la soap opera più vista al mondo e che va avanti da 28 anni, si concluderà!

E’ forse questa la fine del mondo?!?!?!

Per approfondire: Qui il sito dell’agenzia grafica che ha curato il restyling del Merito.

Una risposta a “La signora dell’appretto

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