negozi moderni

Oggi sono entrata in un negozio. Ho detto, vado di persona perche voglio parlare con qualcuno, lo so che ormai si trova tutto on line, ma a volte si ha voglia così, che qualcuno ci spieghi, ci sorrida e faccia almeno lo sforzo di venderci qualcosa.

Sono invece entrata in una realtà parallela. Gente ovunque, chi aspettava, chi smanettava con i pezzi esposti, chi ispezionava, girovagava, strisciava i perimetri. Ma soprattutto c’erano almeno tanti commessi che clienti e tutti correvano di qua e di la con un Ipad in mano! (e sappiate che non ero in un negozio Apple!) Addirittura per correre meglio senza romperlo avevano una custodia speciale con una banda elastica per la mano, praticamente una specie di clutch. Dopo 5 minuti che ero li senza capire, con gli occhi a forma di buco nero galattico, mi avvicina uno di questi Ipaddizzati giovani e mi dice che mi devo registrare in lista d’attesa presso un altro tizio ipaddizzato che sta davanti alla porta. Effettivamente era lì, un po’ più in mezzo degli altri, ma non aveva alcun segno distintivo, non è che se ne andasse con una freccia in testa con scritto “Reception” o “registrarsi qui” e soprattutto stava sempre occupato parlando con qualcuno perciò non lo avrei mai capito da sola. Mi dice che ci sono 6 clienti prima di me. Scorro un po’ gli scaffali scoprendo che una custodia di Ipad della Freitag costa 119 CHF e poi terrorizzata dalla scoperta smetto di guardare i prodotti e mi appoggio a un bancone. A intervalli regolari di 5 minuti passa Ipaddizzato numero uno a darmi un aggiornamento sulla mia pole position. Finalmente il mio turno! Una ragazzina che avrà si e no 22 anni ma ne dimostra 17 mi attende. Mi piaceva di piu’ una volta quando andavo in un negozio ed erano tutti piu’ grandi di me, almeno se il commesso voleva fare il sapientone ci potevo anche credere dato che io ero una piccoletta. Mi sento vecchia. Accanto c’e un altro imberbe però in cravatta (poverino è un po’ ridicolo perché fa effetto vestito della comunione) che parla con la confidence di un televenditore del tubo da giardino (avete presente quello a verme che si ritrae). Nemmeno il mio Presidente Europeo l’ho mai sentito parlare così, così convinto… questo sa veramente la roba sua, nel frattempo gesticola che sembra un rapper di Harlem. Tutto intorno altri ragazzini glabri, in cravatta, coi pantaloni che gli cadono piatti sul lato senza-culo. Coi capelli tutti impiccicati in una direzione unica laterale, chi a destra, chi a sinistra, per differenziarsi. Uno addirittura tutti indietro. Wow. Sembra che abbiano tutti 16 anni. Ci sarà un commesso solo sopra i 30 anni in questa stanza, sta parlando in un bell’ inglese ad un signore mentre il figlio si arrampica su un mobile. Voglio quello lì, mi piace quello lì di commesso, sembra normale. La mia commessa-bambina mi mostra un depliant con le offerte e mi legge cosa c’e scritto. Ecco tutto. Tutta sta trafila per farmi leggere un depliant. Almeno il depliant è di carta vera, non di pagina di Ipad, così me lo posso portare via. E non tornare mai più.

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