DA ELLE A ESSE

Oggi piove, c’era anche scritto sul giornale che sarebbe successo, ma non ci credevo molto perche stamattina era bellissimo, fatto sta che le mie scare da 16 franchi si sono praticamente sciolte, credo fossero fatte di carta.

Tornare a casa e aprire facebook e come prima cosa leggere lo status del proprio ex, non è il coronamento che speravo, ho fatto refresh 10 volte ma c’è sempre lui, ringrazio in cuor mi oil primo dei miei amici che farà qualcosa degno di nota rimpiazzandolo. Perchè non l’ho cancellato dite voi?! Beh per me tutto ciò che è proibito dventa una ossessione, perciò meglio lasciarlo dove sta. in fin dei conti una sbirciatina ogni tanto e poi via via a scemare finchè ci pianterò una croce sopra, prima o poi.

Quando sono andata a Bruxelles ero talmente schoccata all’idea di essere single che per un giorno intero ho seriamente pensato di volermi mettere con il mio migliore amico (non sarei stata certo la prima!) ho preso davvero in esame la cosa nei minimi aspetti.  Del resto più ci pensavo e più mi accorgevo che lui sarebbe davvero il mio uomo perfetto, se non fossimo amici.  Prima di tutto è alto, ma alto alto come piace a me, che quando ti ci lasci andare nel suo abbraccio sprofondi, e ti senti protetta. Poi ha decisamente molto stile e sa trattare le donne coi guanti (se se lo meritano) ma soprattutto sa come prenderle nel vero senso della parole. Mi fa ridere. Cosa poi certo non irrilevante la pensiamo uguale su molte cose importanti della vita. Condividiamo alcune forti passioni comuni: la musica, la scrittura, la cucina. La Sicilia che appartiene a entrambe. Anche sul sesso la vediamo abbastanza simile… Ma certe cose non si possono fare e basta. Peccato, perchè come dice lui saremmo come due universi che implodono e possono esistere solo a una certa distanza. Condividere senza mescolare. “…le nostre passioni ci rendono unitissimi, i nostri caratteri sono un litigio continuo.. è come quando due galassie si fondono, si attraggono, per un secondo, poi sono esplosioni e supernovae, e nuvole di gas e macelli interstellari, buchi neri, pulsar, nane bianche, un cacao intergalattico di proporzioni immani: le galassie sono identiche, si attirano perché sono la stessa cosa, sono uguali, ma una volta che si fondono, dopo il primo secondo di gloria universale, si innescano forze più potenti anche di loro, che portano alla distruzione di entrambe. Un attimo solo di gloria, un momento brillante e splendido in cambio di miliardi di anni di distruzione? Non credo sarebbe una scelta intelligente per nessuno dei due.”

E fu così che rimanemmo amici, o forse lo diventammo ancor di più. Io una cosa così che avevo partorito nel dormiveglia tiepido di una di quelle mattine pigre, quando sogno e realtà sono tutto una brodaglia indistinta, non avrei mai potuto non dirgliela. Per me è una persona speciale come pochissime al mondo. Attualmente quando qualcosa davvero non va prendo e gli scrivo, pazienza i kilometri, mentalmente siamo vicinissimi e lui mi risponde sempre, prima o poi, con qualcosa di utile. A volte sono schiaffoni in faccia, ma fanno sempre bene, soprattutto serve avere qualcuno di giusto che ce li dia.

Da tutto questo pensare poi, avevo elaborato l’idea di fare una lista.

AAA cercasi fidanzato, come lo voglio io. (to be continued)

Una risposta a “DA ELLE A ESSE

  1. When somethings dark, let me shed a little light on it
    When somethings cold, let me put a little fire on it
    If somethings old, I wanna put a bit of shine on it

    Sono i versi di una delle mie canzoni preferite dei Pearl Jam.. penso rendano l’idea di ciò che voglio essere per le persone che amo, e sono poche, perché si tratta di faccende tanto forti quanto rare, non nascondiamocelo. Sono andato all’inferno e sono tornato, a pezzi e devastato da un tratto di vita che mi ha preso e lacerato lasciandomi mezzo morto sul bagnasciuga di una spiaggia inquinata. Sarà che piove anche qui stamattina.. Non so. Ma questo è quello che è stato, e so cosa si prova a dover andare in giro a cercare i propri pezzi seppelliti un po’ qua e un po’ la, sforzandosi di ricostruirsi, con l’illusione di poter rigenerare quella sorta di magia che prima ti pervadeva, identica, potente allo stesso modo. So che non funziona così. Ogni cosa lascia una cicatrice che te la porti dietro finché campi. E prima uno se ne rende conto, prima accetta questo dato di fatto, prima riesce e iniziare una nuova strada. So anche che tutto questo, sprofondare, riaffiorare, respirare di nuovo, cercare e ricostruire, inventarsi di nuovo e di nuovo.. tutto questo, da solo, uno non può farlo. Serve qualcuno che ti spinga nel baratro per farti uscire dall’altra parte del mondo, serve qualcuno che ti prenda per un braccio e ti tiri fuori e ti accompagni di notte a cercare pezzi e cocci. Serve qualcuno che non ti dia ragione, serve qualcuno che ti sbatta contro un muro per farti ragionare e respirare e respirare e respirare ancora. Serve qualcuno che ogni giorno, ogni volta che cedi alla stanchezza e alla pioggia, non si stanchi. Serve qualcuno che nonostante tutto, sia li. Sono stato all’inferno e sono tornato, e so, sento, vedo, sono consapevole, che sono spento. Non depresso. Spento. Dentro ho voglia di vendetta e di distruggere la vita di quella persona che mi ha fatto questo. Poi mi ricordo che in parte sono stato io stesso a crearmi l’inferno attorno. Poi me ne dimentico, perché è più facile vomitare la rabbia addosso a qualcun altro piuttosto che contro se stessi. Bramo vendetta, ecco cosa. Desidero con ogni cellula del mio corpo che quella persona soffra, non fisicamente, che nessuno si preoccupi, non ho intenzione di fare niente, ci mancherebbe altro. Ma il desiderio c’è, e sono sicuro che sarà la vita stessa, e il mondo bastardo in cui vivo, a farmi avere la mia vendetta, restituendole ogni singolo attimo di dolore che mi ha inferto, con gli interessi che merita. La vita è generosa in questo. Spero soffra questa persona, spero soffra e spero di venirne a conoscenza, per poter gioire della sua sofferenza. Adesso.. da fuori sembra proprio un brutto brutto discorso. Ma tutti, chiunque, in situazioni del genere, desiderano la stessa cosa, solo che alcuni lo ammettono. E questa cosa è devastante, perché una parte di me rimane ancorata a quella situazione nell’attesa della vendetta. Per questo, è per questo, che ti basta un fischio, un messaggio, una mail, o un post sul tuo blog, e io ci sono, pazienza i kilometri. Perché questi momenti sono pericolosi. Perché è difficile sfilacciare dalla propria vita i legami con altre vite. Ma è quello che bisogna fare, con cura e attenzione, altrimenti alcuni rimangono attaccati per la fretta, e altri invece si portano via pezzi di noi. E pezzi di me se n’è portati via troppi. Se rileggo quello che ho scritto rischio di sentirmi troppo drammatico e di cancellare tutto, quindi non lo farò, semplicemente adesso cliccherò su “invia il commento”, mandandoti un abbraccio e una bustina di dolcificante.

    Esse

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