i pensieri del letto

watching fire worksMentre un europeo su 10 viene oggi concepito su di un letto IKEA, io mi sveglio -sola- tra le coperte e passo spesso le mattine a viaggiare percorrendo quei minuti infiniti che intercorono tra il sonno e la veglia, che sono come un lenzuolo che cade piano, un sipario che si solleva. In quel tratto di mattina è ancora tutto possibile, se hai sognato di essere invincibile lo sei ancora, e ne sei convinto, in quel tratto di vita ancora tutto sembra così reale, le voci i suoni, le sensazioni del sonno sono tutte li, come i fuochi d’artificio nell’attimo in cui brillano di più per poi svanire nel buio. Io poi sono assolutamente convinta che i fuochi d’artificio (come altre cose in natura) non vadano assolutamente fotografati, credo che porti male. Perchè i fuochi d’artificio, come i sogni, sono effimeri per natura e basta e tentare di intrappolarli, di afferarli, di trattenerli, non fa altro che renderli brutti, spenti e innaturali. E comunque nonostante tutto adoro i fuochi d’artificio proprio per questo, così come è davvero uno dei miei passatempi preferiti poter stare li tra le coperte per delle mezzeore a rivedere mentalmente i sogni appena fatti prima che svaniscano del tutto, come mettere le dita nella nutella un attimo, un piacere breve ma intenso. Ma che potere ha il letto? Ha un effetto stranissimo sulla mente! I pensieri che si concepiscono distesi nel letto hanno un potenziale evocativo inautido, tanto che quando sento arrivare uno di quei pensieri un po ombrosi che so potrebbe turbarmi anche per tutto il giorno, allora scappo subito fuori e mi sento gia meglio. Fuori tutto riacquista contorni e ordine. Mi accorgo di non essere wonderwoman con il lazo magico purtroppo; comunque mi accorgo anche di non aver dimenticato di allocare un  gruppo per capodanno e di non essere stata licenziata per questo… ma i miei momenti preferiti sono le soap opera stile beautiful che la mia testa mette in piedi tra il sogno e la realta… li dentro ci sguazzo proprio felice.

Una risposta a “i pensieri del letto

  1. Devo dire che non avevo mai pensato all’effimera natura dei fuochi di artificio… però riguardo le foto io ho sempre fatto fatica a essere fotografato e in genere a fotografare persone. Anche in quel caso mi sembra di bloccare un attimo di vita, uno stato d’animo, una gioia… Ma se quell’attimo è già passato, alla fine cosa resta nella foto? Anche un paesaggio cambia, però della foto di un paesaggio rimane la sensazione che ti ha dato; ma un sorriso, dolce o amaro, è giusto “intrappolarlo”?
    Mi dirai…

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