il rumore della polo

Era il 4 ottobre 2001 quando ho preso la patente: dopo un esame infinito in cui sono stati bocciati tutti quelli prima di me. Iniziamo dal parcheggio, poi un giro in città e infine un pezzo di tangenziale e ritorno in autoscuola. L’esaminatore un po’ scocciato mi da la patente dopo aver commentato: “signorina lei si crede un po troppo Schumacher!” M io la guida sportiva ce l’ho nel sangue! Qualche mese dopo la mia prima macchina. Diciotto anni e già scorrazzavo con la Polo nera modello 1998  che la zia aveva gentilmente deciso di passarmi quando si è comprata la macchina nuova. Sapevo di essere fortunata, non tutti andavano al liceo con la propria macchina, ma io ero troppo una avanti… talmente avanti che alle 7.30 ero gia a scuola, sia perchè trovare parcheggio era un incubo, sia perche ormai ero abituata al ritmo di quando mi accompagnava la mamma e dovevamo alzarci presto. Con la mia poletta ho fatto il mio primo incidente il 26 dicembre 2003 mentre andavo alla riunione del partito l’anno che mi sono candiadata al consiglio comunale. Paloma, la mia pecora peluche stava sempre in macchina, sul sedile posteriore a farmi compagnia. La Polo l’ho sempre trattata coi fiocchi e le facevo sempre il bagno all’autolavaggio self service, quello con le lancie spara tutto che mi piacevano da morire. Anche quando la batteria mi abbandonava di inverno perche non la accendevo per tre giorni e faceva troppo freddo. Quante volte. Quel preciso modello di Polo aveva un rumore del motore del tutto tipico e particolare. Ancora lo sento nella mia testa quando chiudo gli occhi e mi immagio ancora di guidarla. L’ho riconosciuta subito passare a un incrocio svizzero l’altro pomeriggio, era lì con una ragazza dentro proprio come me, nera come la mia, che dava la precedenza facendo quel suo solito brontolio da ferma. Che tenerezza, mi si è sciolto il cuore. Sarà che a me guidare mi è sempre piaciuto. Ma non sono spericolata. Soprattutto mi piacere cantarci dentro, alla macchina, mentre la guido; coi finestrini aperti e le note che sfrecciano fuori veloci dissolvendosi dietro di me. La macchina in se stessa è proprio fatta per cantare, il cambio per tenere il ritmo, mentre col volante scivoli tra le curve leggere. E in sottofondo quel tipico nostalgico rumore della Polo.

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