la mia vita da immigrata

Partita il 26 agosto alle 4 del mattino sono tornata in terra Svizzera lunedi 14 sett alle 17. Nel mezzo c’ è stato di tutto: Budapest, finalmente il matrimonio di mia sorella, Cracovia e Berlino. Tutte cose successe talmente veloci che sto realizzando solo ora, mentre faccio i conti con la mia mail che scoppia di lavoro arretrato. Poi alla fine si capisce perchè quando si lavora non ci si gode più davvero neanche le vacanze, perchè ci si ossessiona già con le cose da fare al ritorno! Comunque una delle mie prime incombenze è stata farmi rilasciare il nuovo libretto di lavoro: con un contratto apri ad un anno o più si ottiene il permesso B valido ben 5 anni, che apre la strada a molte nuove opportunità per chi vive in Svizzera, ma anche a molte spese. L’assicurazione sanitaria obbligatoria per esempio. Dopo attenta ricerca di mercato cercando di risparmiare togliendo tutte le clausole accessorie possibili, non meno di 100 CHF al mese per assicurarsi con una franchigia talmente alta che comunque qualsiasi cosa ti capiti alla fine te la devi pagare tu! Ovvero una spesa inutile! La seconda notizia è che dal 2007 con un permesso B tutti coloro in possesso della patente devono sostituirla con una patente svizzera entro 1’anno dall’ingresso, anche se non si guida abitualmente. Scaduto l’anno senza aver proceduto si deve ripetere totalmente l’esame severissimo svizzero per avere la patente. La cosa interessante è che la patente Svizzera non scade mai ed è riconosciuta dappertutto anche negli USA che di solito sono problematici! In sostanza gli svizzeri sono un popolo furbo che ha molti vantaggi e accordi favorevoli per I suoi cittadini, ma ancora un po’ diffidente con gli stranieri. Il rapporto del Consiglio d’Europa sul razzismo di questo settembre dice che la Svizzera discrima tutt’ora in vari modi gli stranieri. Chi lo avrebbe mai detto che nonostante la libertà di circolazione e tutto il bene che ci ha fatto L’UE (di cui io sono grande fan) un cittadino europeo potesse sentirsi ancora oggi immigrato. Per darmi il permesso B ho sostenuto una specie di colloquio individuale che mi ha fatto delle domande tra cui “sei felice in Svizzera?”. Alla fine, dopo averti riempito di opuscoli informative, ti danno un cioccolatino svizzero come simbolo emblematico di benvenuto! Ho realizzato in quell’ istante che sto davvero per trascorrere un anno della mia vita qui, come immigrata! E in Italia? Non credo che siamo poi molto più civili, con la fila alle 5 del mattino davanti alla questura e i barconi di disperati respinti di questi giorni. Evidenti segnali del fatto che abbiamo davvero dimenticato com’era quando gli immigrati eravamo noi. (ce lo ricorda Stella con il libro l’Orda)

SETT 2009

– In Svizzera vengono discriminati gli stranieri, e tra questi sono compresi anche gli italiani: a evidenziarlo il IV Rapporto della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa, reso noto questa mattina. In Svizzera, come sottolinea il documento, l’assicurazione di un’auto può costare a un cittadino italiano fino al 27% in più per il solo fatto di avere un’altra nazionalità rispetto a un elvetico. Secondo la Commissione, una delle cause della discriminazione – particolarmente forte soprattutto nei confronti di coloro che provengono dai Balcani e dall’Africa – sarebbe la mancanza di leggi adeguate atte a contrastare il fenomeno. Ma a preoccupare l’Ecri è soprattutto “il mutamento del tono del discorso politico che si è verificato dall’ultimo rapporto”. Un mutamento strettamente legato, secondo la Commissione, alla crescita in Svizzera del partito Unione Democratica di Centro, che attualmente “occupa una posizione significativa nella politica del Paese”. Un partito che, come si legge ancora nel documento, ha fatto degli “stranieri” il suo tema centrale. “Il suo programma e le sue campagne mediatiche vengono descritte da tutti gli esperti come xenofobe e razziste”, sottolinea l’Ecri, secondo il quale “i ripetuti attacchi dei membri del partito ai diritti fondamentali degli stranieri hanno avuto un impatto sulle scelte politiche”. Lo rende noto l’Ansa.

Una risposta a “la mia vita da immigrata

  1. La memoria dell’uomo è corta… forse fa parte del nostro essere non imparare dalle sofferenze e dagli errori passati; forse bisogna che tutti ripetiamo gli stessi errori, ripartiamo sempre da zero perchè ognuno possa capire davvero l’importanza delle cose… però… però non credo sia questo il tutto: secondo me l’odio e la rabbia sono sentimenti che escono quando l’essere umano è spalle al muro, quando non si sente più in grado di pensare a se stesso e ai propri cari. E allora molti sfogano le loro frustrazioni contro qualcosa o qualcuno. In momenti come questi ci vuole gente in gamba a comandare, per fare in modo di risolvere i problemi che scatenano la rabbia (disoccupazione, paura nel futuro, …). Alimentare l’odio invece significa solo prendere la strada più facile, quella che ti porta il consenso, ma che non risolve i problemi. Io da ottimista spero che chi comanda abbia il coraggio di andare in salita…

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