ferragosto, pasta al forno e nostalgie varie

l'isola delle correnti e i due mari che si incontrano

l’isola delle correnti e i due mari che si incontrano

Un anno fa circa ho creato questo blog e uno dei miei primi post è stato appunto sui giorni d’agosto. Agosto è un mese che non ho mai considerato più di tanto degno di nota nella mia vita, eppure lui è sempre stato generoso con me, regalandomi giorni pieni e caldi, bagni infiniti nel mio mare preferito, un sacco di prelibatezze, amici, riposo… ma io non me ne curavo perchè per me l’idea stessa di vacanza risiede nella perdita totale di ogni cognizione temporale, nei giorni che si ripetono tutti uguali in una meravigliosa routine di puro ozio.

E adesso, questi stessi giorni li vedo scorrere davanti ai miei occhi assonnati la mattina in ufficio, sfilano sul calendario istrionici e solenni uno dopo l’altro, ribaltando completamente la prospettiva, stanno li con tutta la loro consistenza a parlarmi di una routine del tutto diversa. Chi lo avrebbe mai detto: primo che sarei finita in Svizzera, e secondo che avrei passato così, a lavorare, la mia prima estate da donna in carriera…

Gli ultimi 24 anni della mia vita (so benissimo che ne ho 26, me ne sono accorta ieri mattina quando ho deciso che è ora di comprarmi la mia prima crema antirughe! ma sono già due che non ci vado più in Sicilia purtroppo!) invece hanno conosciuto sempre degli agosti tutti meravigliosamente uguali, di cui questa mattina di ferragosto svizzero mi ha suscitato una valanga di immagini.

A cominciare da pasta al forno stipata a quintali sotto tendopoli di ombrelloni… il tipico bambino Corrado o Giuseppe richiamato dalla madre-non proprio deperita- preoccupata, per fargli mangiare il panino con la nutella alle 14.00 con 40 gradi all’ombra, forse perche lo vede ancora galleggiare e non le sembra normale data la stazza del bimbo. Qualcuno le spieghi il principio di Archimede!

Agosto era mare, bagni interminabili, sfide con mia cugina a chi si conferma campionessa locale di apnea submarina, a chi prende piu meduse senza urticarsi, a chi ammazza a sangue freddo piu granchi col coltello infilzandoli nei buchi degli scogli per poi arrostirli vivi sulla griglia di zio Giuseppe.Turni per le docce, la nonna che ci fa scrollare la sabbia se no non si entra, i fuochi d’artificio dal molo il 15 agosto e la processione col santo sulla barca.Tutti che si accalcano a dieci minuti alla mezzanotte per trovare un promontorio adeguato, e lì, il momento romantico perfetto in cui qualcuno da dietro ti stringe mentre le teste puntano al cielo. Tutti gli amori vissuti ogni estate, tanto intensi quanto effimeri.

Scrivere il diario ogni pomeriggio, lo compravo e mi veniva gia l’ansia al pensiero della scuola, pero me la gustavo tutta l’estate proprio per questo. Tornei infiniti di beach volley a Morghella -la mia spiaggia preferita che cambia profilo ogni anno a seconda di quanto il mare se ne e mangiata d’inverno. Le giornate di cavalloni a giocare nelle onde e perdere il costume…

Passare notti intere in terrazza a guardare le stelle, con il cielo di un blu profondissimo che ci inghiottiva. Il cornetto alla nutella dopo la discoteca, gli arancini caldi dopo il mare come merenda, le colazioni a base di cremolata con panna. Fare la spesa con la calura che ti pesa addosso, salendo le vie dei quartieri coi marciapiedi in salita, affollati di vecchi seduti sulle sedie a parlare del tempo, gli uomini rigorosamente in pantaloni, camicia, bretelle e coppola. Le bancarelle in piazza.

E poi sapori, che si mescolano e si uniscono nel palato dei miei ricordi. Il cibo cucinato dalle mani sante e benedette e morbidissime di mia nonna capace di consumare 5 litri di olio buono in 30 giorni per una famiglia di 4 persone (e non ci si meraviglia che non sono mai stata anoressica io!) il frullato di pesche, la sua granita al limone, la pasta con la ricotta, la salsa fatta in casa con lo stratto fatto da lei, la salsiccia coi semi di finocchio, il torrone e la giuggiulena di sesamo, le frittelle di carnevale col vino cotto (perche tanto ci vedeva una volta l’anno e quindi doveva sfoggiare tutto il panorama gastronomico annuale in poco tempo) la fettina alla pizzaiola, la caponata, la minestra coi tenerummi, il pesce fritto, la zuppa di pesce, la bottarga e tanta tanta frutta.

Serate a passeggiare su e giu nello struscio di Marzamemi col gelato del ciclope e la rassegna dei cocktail alla balata, uno diverso ogni sera! Il mio naso sempre arrostito e spellato e le sopracciglia bruciate dal sole.

tramonto sul mediterraneo

tramonto sul mediterraneo

Immagini che corrono e ricorrono su e giù per i miei pensieri i questo agosto svizzero e lavorativo e “freddo”.

Voglia di tornare, sentire questo pezzo di terra che mi chiama da dentro, il mio corpo che vuole per forza immergersi da qualche parte e poi rimane totalmente deluso se lo porto al lago… nostalgie varie e volgia di agosto vero, voglia di mare, di sole, voglia di casa mia.

2 risposte a “ferragosto, pasta al forno e nostalgie varie

  1. anch’io ricordo quei momenti, ma per quando mi ricordi lo zio Giuseppe non ha mai acceso il fuoco per arrostire, non è il tipo anzi,

  2. veramente si lo faceva per zia angela che doveva arrostire i pipi e poi io e Ele ci mettevamo sopra i granchi ancora vivi che cercavano di camminare via… come mi hai trovato?grazie dei commenti.

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