MARE

IL MARE. Io ci parlo sempre seduta su quello scoglio piatto con degli strani buchi scavati dalle onde e dal tempo insieme, dove da piccole giocavamo a fare il forno, io lì guardo il mare e ci parlo. Se chiudo gli occhi, ovunque sono, vedo il profilo della costa le onde calme del tramonto, il colore del mare che da verde diventa blu, sento i pesci e i granchi andare a riposare, l’aria si fa meno intensa, il caldo si dissolve, sale la brezza serale che mi sposta i capelli.
O mare, mare mio, quanti segreti in te ho riposto, quante bottiglie con messaggi mai recapitati, quanti s.o.s., e tu quanti doni mi hai fatto, tartarughe e sirene hai mandato in mio aiuto, cavalcando la tua spuma frizzante.
Quanto male ti hanno fatto, ma tu resisti, e sei sempre lì, anche se non ti vedo so bene che sei lì, anche oggi a dondolare su e giu accarezzando il profilo delle rocce.

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