si, cambiare!

La mia saggia amica EG mi segnala questo: arrivata all’ultimo paragrafo posso gia mettere una V accanto a quasi tutte le cose da fare: dal trasloco al tatuaggio; mi manca il cane, e ci ho sinceramente davvero pensato…

una bella sensazione, la rinascita.

di Elisabetta Ambrosi · 22 settembre 2011

Ti ha mollato? Cambia vita

I consigli del “love trainer” Andrea Favaretto su come superare una delusione d’amore e ripartire alla grande

«La fine di una relazione rappresenta uno dei momenti più importanti, difficili e scioccanti nella vita di chiunque, indipendentemente dalla sua età, dal sesso o dalla cultura». A formulare questo postulato universale è una specie di versione contemporanea di Immanuel Kant, il life coach Andrea Favaretto, “love trainer” e domatore di “mollati” nell’arena del programma di Natasha Stefanenko Mi ha cambiato…lascio vita. Però, a differenza dell’autore della Critica della ragion pratica, Favaretto sa di quel che parla, perché ne ha fatta esperienza personale diretta, tanto da decidere di scrivere un vero e proprio manuale di sopravvivenza per chi ha appena ricevuto il benservito, Ti ha mollato..cambia vita. Come «superare una delusione d’amore e ripartire alla grande, che uscirà il 28 settembre per Kowalski. Nel libro, Favaretto spiega con precisione puntigliosa e grande convinzione tutti gli esercizi attraverso i quali, incredibile ma vero, l’abbandonato di turno potrà «cambiare le neurochimica della mente e del corpo».

Penso, dunque mi trasformo

Il succo della terapia proposta è questo: il malessere deriva dal fatto che la tua mente è piena di pensieri negativi e disperati, ma soprattutto falsi. Ciò che serve è allora uno sforzo sistematico per sostituire le convinzioni pessimiste con affermazioni positive, trasformando contenuti cupi e malinconici in immagini di forza e benessere. Perché, come insegna Forrest Gump, stupido è chi lo stupido fa e certe convinzioni rischiano di essere profezie che si autoavverano. Meglio allora passare al positive thinking, a cui progressivamente il vostro cervello di abituerà. A quel punto, da creature sfortunate, corpi-mocho buttati sul divano tra lacrime e briciole, vi trasformerete progressivamente in individui pieni di energie e progetti.

No, nel libro non troverete allegata una bacchetta magica, Favaretto dichiara apertamente di non averla. Ma promette i risultati indicati se vi metterete subito a lavorare sodo. È come per il gioco dei puntini della Settimana enigmistica, spiega. «Se li guardi singolarmente non hanno alcun significato e lì per lì sembra che non si intraveda nessuna figura, ma quando li unisci seguendo un determinato ordine, ecco che tutto diventa più chiaro». Ecco allora tutto ciò che dovete fare o non fare se siete stati appena mollati.

Premessa: non ti ama più

«Perché mi ha lasciato? Come è potuto succedere? Dove ho sbagliato? Cosa farò adesso?». Tutte domande che non servono a nulla. Infatti, la dura verità, argomenta il nostro, è che «se una persona ti lascia, è perché probabilmente non ti ama più e non vuole stare con te e non c’è nulla che tu possa fare per cambiare le cose». Al tempo stesso, rivolgergli frasi come: «Non ti amerà mai nessuno come ti ho amato io» e «Non troverai mai un’altra come me» è del tutto controproducente e certo non gli faranno tornare il desiderio. Per capirlo, Favaretto suggerisce il gioco “Mettersi nei panni dell’altro”. Se qualcuno vi dicesse cose simili, oppure vi invadesse la bacheca di Facebook o il cellulare di messaggio, o passasse a bussarvi ogni sera, cambiereste idea? Probabilmente no, dunque non fatelo. Altri comportamenti di fondo da non adottare mai sono: provare rimpianti, parlare continuamente del proprio ex, riaccogliere le sue avance sessuali, cercare di controllarlo attraverso suo figlio, non accettare che si sia rifatto una vita, soprattutto lamentarsi e piangersi addosso.

Primo passo: pulizie di primavera

Una volta stabilite le regole di fondo, siete pronti per passare alla vera e propria iniziazione. «Stato attuale», «paure», «catene», «speranze»: ecco le quattro tappe, su cui lavorare in progressione, che scandiscono l’iter psico-spirituale proposto Andrea Favaretto. Si parte dalla fatidica domanda «come stai?», alla quale non possono che seguire fiumi di pianto. Bene, piangete, in modo da far pulizia di tutte le emozioni negative. «È come quando fai pulizia in una stanza impolverata e sporca. Se rimane sporca e ammuffita, nessuno vuole più entrarci». Pulite tutto, ma senza senza finzioni, perché «Spesso le persone fingono di pulirla spruzzando un po’ di deodorante in casa o passando uno straccio per togliere la polvere più visibile e buttano il resto sotto il tappeto».

Come esercizio pratico, a questo livello Favaretto suggerisce di scrivere una bella lettera a se stessi, per raccontare la situazione e prendere consapevolezza di quello che sta succedendo. Provate lentamente, spiega, a sostituire frasi del tipo «sono uno straccio, sono a pezzi, il dolore mi devasta, la paura mi attanaglia, è impossibile uscirne con altre del tipo «non so molto bene, mi sto rimettendo in sesto, il dolore mi mette alla prova, la paura non fa essere lucida, è impegnativo uscirne». Un altro esercizio consiste nel ricordare situazioni negative vissute con il proprio ex, e provare a rientrarci, stando dentro le sensazioni che hai vissuto fino al punto di non poterne più (consigliata ripetizione giornaliera).

Secondo passo: cancellare ogni traccia

La paura è uno stato mentale e basta, dunque la cosa migliore è affrontarla per scacciarla. Ecco una tecnica suggerita per mandarla via: pensa a momenti della tua vita in cui ti sei sentita sicura, amata o in cui hai provato piacere e, mentre li rivedi, stringi pollice e dito medio della tua mano destra (non fare l’errore di pensare a episodi in cui c’era il tuo ex!). Una volta “fissata” la sensazione di benessere, prova a portarla nei contesti in cui provi paura.

Una volta passata la paura, però, bisogna rompere tutta una serie di catene mentali nelle quali si è ingabbiati, per liberarsi da rancori, sensi di colpa e quant’altro. Per farlo, indispensabile è evitare di vedere film d’amore, canzoni sentimentali, rileggere lettere o email o guardare fotografie della vita precedente. L’esercizio pratico è assai arduo: prendete un baule, metterci tutte le foto (anche le fototessere della macchinetta della stazione, ndr), disegni, biglietti di auguri, bracciali, pupazzi, spazzolino, lamette, video o cd, attrezzatura di vario tipo. Poi chiudetelo e datelo via. Poi si passa al computer, eliminando le foto sul pc, togliendo l’amicizia su Facebook, il suo contatto Skipe, cancellando persino la playlist su iTunes con le vostre canzoni di coppia.

Fatto il reset, procedete a cancellare le convinzioni negative, tipo «gli uomini sono stronzi, egoisti e traditori, nessuno mi vuole, sono troppo vecchia etc» immaginando cosa succederebbe se questa convinzione sparisse e fosse sostituita con nuove “convinzioni potenzianti”, del tipo “comunque vada sono splendida”, niente succede per caso, mi merito il meglio, l’amore è a ogni età etc”.

Terzo: immaginare la nuova vita (e cambiare guardaroba)

Ora che ti sei liberata dalle catene mentali, concentrati sulla tua vita e pensa a tutte le cose che potranno cambiare, ai risultati che potrai ottenere, ridefinendo la tua identità attraverso sogni nel cassetto o progetti mai realizzati. Prova a vederti nella nuova vita e a sentirne le sensazioni. Disegna anche un nuovo guardaroba, associando sentimenti e capi d’abbigliamento, giocando con i colori e, soprattutto, con gli accessori («importantissimi»).

Hai qualche problema immaginare i contenuti della tua second life? Favaretto ha pronte trenta attività con cui riempire le tue giornate. Eccone qualcuna: ridi, sii allegra, cambia tutte le piccole abitudini (dal lato del letto allo smalto), corri, fai sport, dai un massaggio, viaggia, cucina, fai volontariato, prenditi un cane, balla, fai yoga, medita, dipingi, cambia guardaroba, trasloca, cambia città, fai un corso di autodifesa, circondati di persone stimolanti, scrivi un libro sulla tua vita, impara a suonare uno strumento, fai un corso di foto, leggi biografie. Infine, fatti un tatuaggio che simboleggi la tua rinascita. Niente nome del tuo ex, mi raccomando. Semmai, quello del tuo coach.

ritirate il numerino, ticinesi in fila in corsia preferenziale, grazie!

Gli svizzeri devono essere per forza un popolo di fatalisti poco creativi. Non ci sono altre ragioni per cui se tu, incontrando una persona, ci fai due chiacchere, bevi qualcosa, la trovi interessante, ti incuriosisci e poi sparisci nel nulla come se niente fosse senza provare a trovare il modo di contattarla o reincontrarla. Gli svizzeri si affidano al destino più cieco. Basta non ti chiedono niente e dopo averti parlato due ore se ne vanno. Ma che maschi sono questi??? Io sono cresciuta circondata e nauseata dall’ossessione dei miei amici maschi per la conquista, il corteggiamento, ovvero per dare un seguito, una chance ad ogni incontro che poteva dare la minima speranza di interesse. Mi si sono saturate le orecchie a forza di sentire commenti su qualsiasi cosa vivente con amorfismi femminili… tutto questo machismo latino mi ha totalmente deviato tanto che spesso ho avuto la sensazione di diventare una di quelle ragazze acide (mi è stato pure detto!) nello sforzo di schivare gli assalti maschili… e poi? Poi sono arrivata in svizzera! dove le relazioni interpersonali ci mettono millenni ad evolversi. Quesi non capiscono neanche quando costretta dalla situazione alla fine ti scopri tu la chica latina e ci provi con tutti, poi non si fidano, poi non hanno voglia di sforzarsi, poi non sanno cosa dirti, e poi alla fine se ne vanno e basta!!! Può venire qualcuno a fargli un corso? ma dico io una via di mezzo sarebbe l’ideale! Un po di maniere gentili, un tocco di fantasia e saremmo tutti felici e il mondo girerebbe come dovrebbe girare, cioè con l’uomo che rincorre la preda. Insomma è anche vero che così è divertente però dopo un pò uno inizia a farsi domande. Il test di facebook dice che I am trying too hard. Well, at least I am trying! La recente conversazione con mia sorella (prossima alle nozze -prima di me uff, l’ho scampata-) ha avuto un esito che mi ha a dir poco turbato. Insomma calcolando che ho già 26 anni e che ormai sono decisa a puntare verso un così detto Uomo, e che cioè credo di meritarmi dopo tanto patire una persona matura e stabile, devo alzare il mio range e muovere verso pascoli di esemplari più grandi. Allora lei mi fa, candida come il suo vestito, “perciò ti rendi conto che il tuo prossimo fidanzato potrebbe già non avere più i capelli!”. Ora con tutta la simpatia che provo per le teste tonde e rasate che quando le tocchi ti danno quella sensazione di zerbino, e senza nulla togliere ai giovani adulti che soffrono tanto per questo problema (almeno quanto noi per il dilagare della cellulite) io voglio un uomo coi capelli! Io sono ancora giovane e ho diritto ad avere un prossimo fidanzato in regola, possibilmente alto e a cui piaccia il basket, a questo punto magari ticinese così almeno si avvicina un po’ al prototipo italiano… e lo voglio accessoriato coi capelli, tanti e folti e scuri da metterci le mani dentro mentre lui guida la nostra futura macchina! E’ così assurdo? oddio come mi sento vecchia… Comunque tanto per confermare ulteriormente questo racconto, quando la mia amica ha incontrato un ticinese questo ha immediatamente fatto due cose: le ha offerto da bere e le ha chiesto il numero di telefono. Passate due ore, nel cuore della notte le aveva già scritto un messaggio per invitarla a bere un aperitivo la settimana dopo! Invece io che ho dispensato il mio numero al 70% dei ragazzi lucernesi (carini) non ricevo alcuna notizia da mesi, neanche uno squillo per sbaglio! Insomma ci vogliamo sbrigare dato che entro i trenta mi devo sposare???