http://www.casebrutte.ch/
(sono un po di fretta e come al solito allo stesso tempo ho almeno 4 ideeper la testa di cose da scrivere…, comunque oggi saro brevissima.) fine.
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(sono un po di fretta e come al solito allo stesso tempo ho almeno 4 ideeper la testa di cose da scrivere…, comunque oggi saro brevissima.) fine.
L’ho detto già che il Ticino per me è una seconda casa, solo che ogni primavera mi meraviglia di nuovo. Questo giugno ho fatto anche per due weekend di fila su e giù Zurigo-Lugano. A dire la verità sono già due anni che abbiamo in programma di fare una escursione ben precisa: la Tamaro-Lema (http://www.ticino.ch/it/commons/details/%C3%9Cberquerung-Tamaro-Lema/13843.html?itemId=13843&), eppure capita sempre che il giorno prescelto piova. Alla fine poco male perchè ripieghiamo facilmente sempre su altre passeggiate alternative. Alla partenza quando facciamo i panini al negozietto della nonna di Cureglia, io già mi immagino di fare lo stop col salametto… e qui colgo tutto il valore essenziale dell’invenzione del coltellino svizzero! La solita mangiona! Mi piace prendere l’autopostale giallo che va su per le stradine ripide e mi fa pensare a lunghi inverni freddi che isolano i paesetti montani, oppure a scene del passato quando l’arrivo della posta significava davvero un evento importante. Oppure le funicolari che mi danno le vertigini o i trenini a cremagliera che spingono su su su… Gli occhi mi si riempiono di colori: verde di prati, azzurro di cielo, turchese di lago, grigio di roccia, bianco di spuma di cascata, … è uno spettacolo da cartolina, di quelli così pittoreschi che non sembrano veri. Una delle nostre ultime scoperte è il Parco geologico delle gole della Breggia (http://www.parcobreggia.ch/it/node/109) con le rocce che raccontano cento milioni di anni di storia, il mulino antico, e le cascate. All’ingresso del parco sorge anche il cementificio che ha prodotto dagli anni ’60 praticamente tutto il cemento che ha costruito il Ticino!
Una delle mie escursioni preferite resta finora la Val Verzasca (http://www.myswitzerland.com/it/suggerimenti/estate/esperienze-top-100/sentiero-verzasca-sentierio-delle-piscine-naturali.html) con la diga altissima da cui anche James Bond ha fatto bungee jumping in Goldeneye e il ponte romano di Lavertezzo. 
Poi arriva la sera e si va immancabilmente a fare la cena in un bel Grotto tipico ticinese. Rustico e semplice: polenta e luganighetta, brasato, ossobuco, affettati, formaggi (se assaggi lo zincarlin ti pizzica la bocca), vinello merlot che si allunga con la gazzosa al limone, e altre gazzose di mille gusti… La gente ospitale, con il suo dialetto che mi ricorda il nord di casa mia, pochi km più in là.
A volte si fa pure un salto in Italia, a Como per esempio al mercato del sabato a comprare i vestiti a 5 e 10 euro e poi pranzare al Tokyo con una barca, anzi un galeone intero di sushi!
Ecco perchè sostengo più Ticino per tutti, perchè due giorni di natura, passeggiate, buona compagnia e aria diversa fanno bene.
Alle 6.31 suona la sveglia. Lo so, mi rendo conto che non è un orario molto drammatico, ma comunque si sa, ognuno vive le proprie tragedie quotidiane a modo suo. Da quando ho iniziato la mia vita da pendolare non posso concedermi nessun minuto in più perché ciò comporterebbe una catena inarrestabile e devastante di eventi perdita del tram- perdita del treno- perdita dell’autobus = un ora di ritardo a lavoro. Alle 6.35 comincio a chiedere a madre natura perché mi ha fatto donna e non uomo perché truccarsi con gli occhi gonfi di sonno mentre hai la mano addormentata perché ci dormivi sopra non è semplice. Almeno come uomo ci metterei in tutto 5 minuti a preparami, anche perché sarei ovviamente un uomo bellissimo che non necessita di nulla. Conseguentemente arranco nel buio e nel silenzio per non svegliare i fortunati che lavorano in città e dormono con quel lusso di ben 30 minuti in più almeno. I vestiti preparati sempre la sera prima e sistemati gia pronti perché altrimenti una spedizione nella giungla selvaggia del mio armadio non me ne farebbe uscire viva se non prima di un paio d’ore. Alle 6.50 trangugio il succo e le vitamine che mi illudo mi aiutino ad affrontare meglio la giornata. Poi sento i rintocchi del primo campanile e capisco che mi devo mettere le scarpe perché in dieci minuti devo essere alla fermata del tram. Con l’avvicinarsi della primavera sono un essere fortunato perché ogni giorno in quella frazione di tempo vedo l’arrivo della luce sulla terra. Per un tuttora inspiegabile fenomeno la mattina sul tram c’è sempre una quantità diversa di gente. Mi chiedo come sia possibile che a volte ci siano mattine in cui la gente non vada proprio in massa a lavorare tanto che trovo posto per sedermi, e altre volte che devo trattenere il respiro per 6 fermate perché un solo centimetro di dilatazione del mio torace farebbe esplodere il tram dal sovraffollamento. In stazione c’è un viavai operoso di formiche, la cosa strana è che la stazione è completamente immersa nel silenzio della mattina, non ci sono voci, solo rumori perché nessuno parla a quest’ora. Alle 7.25 benedico il giorno che ho fatto l’abbonamento perché posso correre al binario prima che il treno arrivi. Due minuti in più per fare il biglietto infatti, e mi troverei bloccata dall’altra parte di una muraglia umana inarrestabile della gente che scende dal treno che devo prendere io. Fenomeno tipico delle stazioni terminali dove il flusso della gente va solo in un senso. E non c’è alcun verso di passare controcorrente senza che ti rifacciano le fiancate. Col passare dei giorni ho trovato il mio posto perfetto, so esattamente dove si ferma la carrozza giusta che mi farà risparmiare dieci metri all’arrivo in stazione. Sul treno ci sono sempre gli stessi poveri mortali come me che fanno su e giù. I miei amici pendolari: c’e un tipo con la barba che arriva sempre col caffé e mangia un cornetto col quale si fa una doccia di briciole. C’è l’insofferente che sbuffa e si mette a dormire. L’iperattiva che legge almeno 3 giornali. La studiosa che fa i compiti e poi ci sono i miei adorati pensionati svizzeri. Tutti rampanti e super chiassosi vestiti da scalatori con i loro zainetti ricchi di formaggio e salametti pronti per andare in gita in montagna. E poi ci sono io. Le mie mattine si dividono nettamente in mattine di musica e mattine di lettura. Ho dovuto fare un’attenta selezione di musica adeguata al risveglio che ho messo nella mia playlist “pendolare”. E poi c’è un grosso libro che mi porto su e giù, che nei 25 minuti di treno che ho, mi sembra che non vada mai avanti. Alle 8.11 sono alla fermata dell’autobus. In questa località svizzera tutti gli autisti sono stragentili e mi augurano sempre buona giornata. Mi siedo sempre allo stesso posto. Quelli che vanno a scuola, anche qui non capisco perché, non è che salgono tutti i giorni, ma che scuola fanno che ci si può andare quando si ha voglia? Alle 8.22 mi si incastra sempre il tacco nel porfido sulla strada per l’ufficio. Nella mia giornata di lavoro devo calibrare attentamente che se non esco in tempo per prendere l’autobus del ritorno, mi tocca lavorare minimo mezzora di più per fare in modo di trovare le coincidenze perfette che mi riportano a casa. Il ritorno ha un algoritmo intrinseco per cui è scientificamente sempre più veloce dell’andata, ma mi fa pensare di comprare una macchina che in realtà non mi serve minimamente, solo per aggiungere un po’ di elasticità alla mia vita scandita da orologi svizzeri e puntualità impeccabili. Qui nessuno sciopera ovviamente quindi in realtà fare il pendolare è una passeggiata. Ed è così che ho iniziato anche io a pendol-are.
1 Agosto 2010, mentre gli italiani sono ancora bel belli in vacanza in Svizzera si fa già sul serio e si ricomincia col campionato della Superleague, la serie A di calcio! Alla terza settimana il Lucerna è gia terzo con 33 punti. Non potevo farmi mancare anche questa esperienza, io che arrivo dicendo due classiche cose ogni volta che mi presento: 1. vengo da Udine, un posto piccolo del nord est che nessuno conosce se non per la squadra di calcio (e mi rispondono Ah, si, udinese!); 2. Non seguo più il calcio italiano da quando avevo un moroso così fissato che era sempre una lotta o me o la partita e come se non bastasse gli dovevo regalare sempre dei bei quadernoni in cui potesse scrivere i suoi articoli sull’andamento del loro fantacalcio (in realtà al tempo mi sembrava anche una cosa molto carina, ma adesso sono decisamente votata al basket, sì lo ammetto, sempre per colpa di un ex, ma stavolta sono seria e non ho smesso anche se è ex). Insomma vado allo stadio Gersag in Emmenbruecke, uno stadietto temporaneo mentre ricostruiscono lo stadio ufficiale, è praticamente un campetto da calcio dove da noi giocherebbero le squadre di promozione, per circa 7000 spettatori e che oggi è ben al completo. Noi arriviamo in vespa senza molto contante pensando di pagare carta e troviamo un tipo che ha delle tessere abbonamento dell’azienda e ce le dà per 25 franchi al posto di 50 (perché non ne avevamo di più) e ci offre pure due belle birre, del resto lui grazie a noi si fa 50 franchi così “a gratis”. E’ una bella giornata di sole e si possono mangiare gli hot dog nella pausa. Il mio vicino di posto è un vecchio col berretto che applaude fuori tempo da solo (qui mi servirebbe un video live per spiegare bene la sua ritmica, ma insomma è abbastanza divertente) e ogni tanto impreca e scatarra pure un pochino.
Mi immagino la moglie che ogni domenica lo spedisce fuori casa: “allora Bepi te va a vedere la partita?” – Direbbe se fosse veneta o giù di lì-. Insomma la partita scorre abbastanza avvincente, la squadra ospite Xamax-Neuchatel segna due gol, ma Lucerna rincorre e recupera con ben 4 reti! (l’ultima al 90°). Che differenza da quando andavo a vedere l’Udinese e nessuno segnava, quando i tempi di Bierhoff erano purtroppo già andati e mi rimaneva solo la nostra foto post allenamenti. LUCERNA 4 – XAMAX 2. Tschuss.Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.
Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!
Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.
Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…
Molti dicono che la svizzera francese non sia che altro che un pezzo distaccato di Francia. Effettivamente nei cantoni francesi c’è una atmosfera totalmente diversa, l’architettura è diversa, la gente è diversa, e pensano anche diverso! I cantoni francesi con l’aggiunta di Basilea (che per la posizione di contatto con le vicine Francia e Germania, nonostante sia un presidio tedesco, si affianca di più all’ apertura mentale di Berna) sono politicamente i più progressisti di tutta la svizzera e vi si concentra un cospicuo gruppo di movimenti di giovani europeisti, tanto che qui nel 2001 con il sostegno dei partiti democratici e verdi furono raccolte le 100.000 firme sufficienti per il referendum sull’ingresso nell’UE. Purtroppo il referendum venne in ogni caso respinto da tutti i cantoni con più del 70% dei NO. Si dice il voto fosse stato troppo prematuro.
Comunque sia, a Ginevra più del 40% della popolazione è composta da stranieri (tra cui spiccano curiosamente i portoghesi ancor prima dei francesi e altre 180 nazionalità). Gli mmigrati e i quartieri etnici donano un deciso tratto multiculturale a Ginevra. Nel quartiere Paquis sembra un po’ di essere in una banlieu parigina invasa da un certo odore di spezie e cous cous. Esploro la città. Come al solito faccio per entrare in una chiesa a caso. Entrare nelle chiese delle città che non conosco per me è un po’ come aprire finestre nascoste dell’animo umano: le chiese ti dicono parecchio al di là della religione praticata. Beh, nella prima chiesa in cui entro trovo invece un centro di ritrovo cittadino, una specie di centro sociale, della chiesa aveva solo la forma. Anche questa è una scoperta. Le persone sono molto gentili, quasi mi rincorrono per vedere se mi serve qualcosa. Fa freddo, perchè qui c’è un certo vento pungente che sale dal lago.
Ma che sfortuna il museo della Croce Rossa è proprio chiuso il giorno che ci vado io. In questa breve trasferta sto raccogliendo un sacco di idee che mi rimandano all’Italia, alla fine in ogni viaggio va così, uno fa kilometri e kilometri per poi ricongiungersi con ciò che gli è familiare! La CR è stata infatti fondata a Ginevra dallo svizzero Dunant nel 1862, dopo che egli aveva assistito ai tremendi esiti delle battaglie di San Martino e Solferino sul territorio italiano durante la Guerra di indipendenza. Insieme le truppe austriache e quelle franco-sarde persero un totale di circa 30.000 uomini che furono abbandonati sui campi di battaglia, allora Dunant cercò di radunare uomini e infermiere per portare assistenza come poteva. Il mio caro professor De Stefani all’epoca ci aveva pure portato a San Martino in gita, a vedere il museo della Croce Rossa Italiana… ed ora eccomi qui.
Lì di fronte c’e la sede delle Nazioni Unite. Sento un brivido che fa riaffiorare in me all’improvviso 2 lauree e 5 anni di studio universitario alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova che giacevano al momento sotto 1 anno e mezzo di intenso lavoro nel turismo! Oddio, ho un attacco di febbre politica. In dieci minuti spendo 50 franchi in libri per rituffarmi nelle mie passioni nostalgiche. Un po’’ di emozione a percorrere i corridoi e immaginare se solo se avessi preso una strada diversa… del resto a Ginevra hanno sede 200 tra le più importanti organizzazioni governative e non del mondo.
Un altro segno: a Ginevra è nato nel 1712 Jan Jacque Rousseau, uno dei miei filosofi preferiti! Ginevra è anche una delle città più costose del mondo, infatti ogni due edifici c’è una galleria d’arte, e chi ha i soldi per comprarsi questi soprammobili?
Nei film o nella letteratura le donne che si chiamano Ginevra sono tutte signore di ferro, si veda una per tutte (la prima che mi viene in mente) quella di Re Artù.
Infine questa bella città è la seconda culla svizzera della riforma protestante, dove le idee di Calvino si sono diffuse facendo eco al collega zurighese Zwingli.
Per chiudere tappa ristoro rigorosamente consigliata da Lonely Planet: entrecote con burro ed erbette al Cafè de Paris. Questo viaggetto mi ha dato proprio una boccata d’aria in tutti i sensi; concordo, questa è tutta un’altra Svizzera.
Ho trovato nella posta la rivista ufficiale dei SWISS RUNNERS, incredibile ma c’era davvero il mio nome sopra, cioè dopo due competizioni, ormai per gli svizzeri sono una vera sportiva! Da questo spunto volevo raccontare le mie avventure del nuovo inserimento a Zurigo. Quando mi pesa un po tutto, penso sempre che alla fine Zurigo è solo un altra sfida, e io che sono combattiva parto con lo spirito del: conosci il tuo nemico! Se voglio che questa città mi tratti bene devo imparare a conoscerla perciò ho iniziato il tutto con un classico bus tour per turisti, sembra stupido forse, ma ti da una visione d’insieme sulla città e un primo orientamento tra le varie zone e come arrivarci. In più si scoprono cose interessanti: Alfred Escher può essere considerato il padre della città a cui si deve a fine ’800 gran parte del progetto urbanistico. Zurigo ha due fiumi il Sihl e il Limmat e i patroni della città sono Felice e Regola che furono decapitati, ma secondo la leggenda, ortarono le loro teste sotto braccio fino dove ora sorge la chiesa sull acqua (voluta da Carlo Magno), vicino al Grossmunster. Zurigo è uno dei capisaldi della riforma protestante, dopo che per lungo tempo le streghe dai capelli rossi furono qui perseguitate. Zwingli è il padre della riforma che prese piede nei cantoni tedeschi, mentre in quelli francofoni operava Calvino. Zwingli cercò anche di mettersi d’ accordo con Lutero, ma i due non riuscirono proprio a convenire sul significato dell’ eucarestia e perciò le due correnti (riformisti e luterani evangelici) rimasero divise e si svilupparono in modo indipendente. La cosa curiosa è che quando in Svizzera ci si registra come residenti si deve dichiarare anche la propria confessione, così per come la vedo io, in una nuova città si ha la possibilità di reinventarsi, in tanti modi, compreso questo. Zurigo è la sede della FIFA, ci sono un sacco di compagnie internazionali tanto che gli stranieri sono ben il 30% della popolazione, e ci sono tanti tanti immigrati italiani del sud. La città ospita inoltre due eventi importantissimi: la gay parade e la street parade (una mega festa techno ma non solo!) che decisamente contribuiscono a rendere la città e i suoi abitanti un po’ meno snob e un po’ meno perbenisti, almeno in quei giorni! La vera festa della città è però la festa che sancisce l’inizio della primavera quando un pupazzo di neve imbottito di petardi viene fatto bruciare su un rogo: più velocemente scoppia la testa, migliore sarà la primavera!
In Svizzera si è portati anche a compiere una scelta fondamentale nella vita quotidiana perchè il paese è presidiato principalmente da due grandi catene di supermercati concorrenti: la Migros e la Coop. Ho scoperto che la Migros è nata all’ inizio del ’900 quando Duttwiller ha iniziato ad andare in giro con dei furgoni trasformati in negozi ambulanti per rendere le vendite e la distribuzione molto più efficiente e soprattutto economica. Per una scelta etica ancora oggi però non fornisce tabacco nè alchool. Dopo aver scelto dove fare la spesa, dove abitare e con chi (!?) adesso immagino dove lavorerò, ossia cosa farò “da frande” qui a zurigo, chi diventerò…? a parte una super corridora ovviamente, questo è già ad oggi un concreto presagio nella mia cassetta della posta!
Partita il 26 agosto alle 4 del mattino sono tornata in terra Svizzera lunedi 14 sett alle 17. Nel mezzo c’ è stato di tutto: Budapest, finalmente il matrimonio di mia sorella, Cracovia e Berlino. Tutte cose successe talmente veloci che sto realizzando solo ora, mentre faccio i conti con la mia mail che scoppia di lavoro arretrato. Poi alla fine si capisce perchè quando si lavora non ci si gode più davvero neanche le vacanze, perchè ci si ossessiona già con le cose da fare al ritorno! Comunque una delle mie prime incombenze è stata farmi rilasciare il nuovo libretto di lavoro: con un contratto apri ad un anno o più si ottiene il permesso B valido ben 5 anni, che apre la strada a molte nuove opportunità per chi vive in Svizzera, ma anche a molte spese. L’assicurazione sanitaria obbligatoria per esempio. Dopo attenta ricerca di mercato cercando di risparmiare togliendo tutte le clausole accessorie possibili, non meno di 100 CHF al mese per assicurarsi con una franchigia talmente alta che comunque qualsiasi cosa ti capiti alla fine te la devi pagare tu! Ovvero una spesa inutile! La seconda notizia è che dal 2007 con un permesso B tutti coloro in possesso della patente devono sostituirla con una patente svizzera entro 1’anno dall’ingresso, anche se non si guida abitualmente. Scaduto l’anno senza aver proceduto si deve ripetere totalmente l’esame severissimo svizzero per avere la patente. La cosa interessante è che la patente Svizzera non scade mai ed è riconosciuta dappertutto anche negli USA che di solito sono problematici! In sostanza gli svizzeri sono un popolo furbo che ha molti vantaggi e accordi favorevoli per I suoi cittadini, ma ancora un po’ diffidente con gli stranieri. Il rapporto del Consiglio d’Europa sul razzismo di questo settembre dice che la Svizzera discrima tutt’ora in vari modi gli stranieri. Chi lo avrebbe mai detto che nonostante la libertà di circolazione e tutto il bene che ci ha fatto L’UE (di cui io sono grande fan) un cittadino europeo potesse sentirsi ancora oggi immigrato. Per darmi il permesso B ho sostenuto una specie di colloquio individuale che mi ha fatto delle domande tra cui “sei felice in Svizzera?”. Alla fine, dopo averti riempito di opuscoli informative, ti danno un cioccolatino svizzero come simbolo emblematico di benvenuto! Ho realizzato in quell’ istante che sto davvero per trascorrere un anno della mia vita qui, come immigrata! E in Italia? Non credo che siamo poi molto più civili, con la fila alle 5 del mattino davanti alla questura e i barconi di disperati respinti di questi giorni. Evidenti segnali del fatto che abbiamo davvero dimenticato com’era quando gli immigrati eravamo noi. (ce lo ricorda Stella con il libro l’Orda)
SETT 2009
– In Svizzera vengono discriminati gli stranieri, e tra questi sono compresi anche gli italiani: a evidenziarlo il IV Rapporto della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa, reso noto questa mattina. In Svizzera, come sottolinea il documento, l’assicurazione di un’auto può costare a un cittadino italiano fino al 27% in più per il solo fatto di avere un’altra nazionalità rispetto a un elvetico. Secondo la Commissione, una delle cause della discriminazione – particolarmente forte soprattutto nei confronti di coloro che provengono dai Balcani e dall’Africa – sarebbe la mancanza di leggi adeguate atte a contrastare il fenomeno. Ma a preoccupare l’Ecri è soprattutto “il mutamento del tono del discorso politico che si è verificato dall’ultimo rapporto”. Un mutamento strettamente legato, secondo la Commissione, alla crescita in Svizzera del partito Unione Democratica di Centro, che attualmente “occupa una posizione significativa nella politica del Paese”. Un partito che, come si legge ancora nel documento, ha fatto degli “stranieri” il suo tema centrale. “Il suo programma e le sue campagne mediatiche vengono descritte da tutti gli esperti come xenofobe e razziste”, sottolinea l’Ecri, secondo il quale “i ripetuti attacchi dei membri del partito ai diritti fondamentali degli stranieri hanno avuto un impatto sulle scelte politiche”. Lo rende noto l’Ansa.