VOTARE DALL’ESTERO

Emozione! Per la prima volta potrò votare dall’estero. Da gennaio infatti mi sono iscritta all’AIRE (l’anagrafe degli italiani emigrati, che quando lavoravo al consolato a Varsavia compilavo e archiviavo ogni giorno io stessa). Ho pensato fosse ora di legalizzare il mio stato e fare I conti col fatto che non sono più di passaggio… e poi non si sa mai, nel caso mi volessi sposare… Beh il voto viene sicuramente prima delle nozze. Infatti eccole qui le mie prime 4 schede colorate. Le istruzioni sono così precise che votare da cosa semplice diventa una cosa complicatissima, per paura di sbagliare ho letto tutto tre volte. Mmmh vediamo, 4 schede, due buste, un tagliando… si dovrei farcela. Io voterò in anticipo entro il 9 giugno. Questo momento patriattico mentre la mia scrivania si trasforma in cabina elettorale penso all’Italia.

Qualcosa del genere volevo già scriverla il giorno del nostro 150esimo compleanno il 17 marzo. Per caso tra l’altro quello stesso giorno sono volata a casa per festeggiare anche il mio di compleanno. L’Italia è nata sotto il segno dei pesci, mentre io sono ariete, qualche giorno in più e sarebbe stata forse più testarda come me. Ah povero il nostro Paese che più che una nazione è un agglomerato culturale! Sotto la nostra etichetta tricolore ne succedono di tutti i tipi. Potere e regime sono per noi davvero sinonimi in modo malsano; una cosa che si spiega nell’Italia delle mafie nate appunto perchè il Risorgimento aveva imposto un sistema dall altro, ma senza dare risposte concrete ai suoi lontani cittadini, così ci siamo creati i nostri sistemi di “giustizia” paralleli, dale prime forme di brigantaggio a Berlusconi come lo conosciamo oggi. Sono 150 anni forse ancora troppo pochi per noi che viviamo di regionalismi, ricette di cucina, dialetti e squadre di calcio? Il calcio poi è proprio l’unica cosa forse in grado di unirci davvero quando gioca la nazionale, eppure ci divide così tanto ogni domenica (e per la verità anche ogni altro giorno della settimana, dato che si gioca praticamente questa o quella coppa tutti i giorni)

L’italiano lo abbiamo imparato da mamma tivvù che nel frattempo ci insegnava anche a scostumarci e spuritanizzarci un po’, ma mai fino in fondo dato che i tubù ci opprimono almeno tanto quanto la presenza del Papa e dei suoi discorsi politicizzati.

Eppure quante bandiere diverse hanno sventolato il 17 marzo: Lega nord tanto quanto le leghe del sud, o di altri particolarismi, tutti a rivendicare la lro speciale diversità. Ma si può stare insieme anche diversi no? -Penso alla Svizzera un paese così piccolo dove la gente a volte non parla nepure una lingua in commune con quella del cantone a fianco!!!-

Abbiamo un Paese ma senza veri paesani. Chi siamo noi italiani davvero? Siamo davvero amanti, sfaccendati, ma creativi? E io chi sono? Quante volte me lo sono chiesta:

  • posto  numero uno sono cittadina Europea, non posso evitarlo dopo averci dedicato la mia laurea magistrale a questa idea…
  • al due direi siciliana, che nonostante in senso strettamente temporale sia l’influenza che ho subito per più breve tempo, ha un imprinting molto forte sul mio modo di pensare a abbracciare le differenze nord-sud, e poi per il mare che sento scrosciare dentro di me, e non posso ignorarlo.
  • poi friulana, o meglio udinese anche se effettivamente nonostante esserci cresciuta per 20 anni l’unico dialetto che parlo resta comunque il siciliano.
  • poi Italiana, ecco solo al quarto posto, soprattutto adesso che per me che sono scappata l’Italia è una altalena continua tra un ricordo doloroso e un dolce sogno impossibile.
  • e poi cittadina del mondo, più che altro perchè il mondo lo ho visto troppo poco ancora, e soprattutto solo a scomparti.

Italia, Auguri! E buon voto a tutti, soprattutto alle donne!

carnevale

bunga bungaColonia, sfilano i carri e noi ovviamente siamo la barzelletta europea. Ma Berlusconi si sa, è un simpaticone, ha appena presentato la Marcegaglia di Confindustria in occasione degli Stati Generali come quella che dalle sue parti si definisce una “bella tusa”. Ancora una volta si mette l’accento sull’ apparire e non sulle doti professionali, lui che ovviamente non ha più alcun pudore nel mostrare che si circonda di persone selezionate soprattutto per le “belle presenze”. Intanto tutti i giornali europei titolano sul processo in arrivo, una bella insalata di scandali, Ruby e bunga bunga, in tutte le lingue europee.

SWISS BANG BANG, ITALY BUM BUM

suicide rate per nation (wiki)

Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.

Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario  gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!

Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.

Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…

Attraversiamo – eat pray love

Maybe just because i am in this mood, and I just quit my job for real, and for real I am going travelling to Asia, I simply loved this movie. Maybe, yes, but also because besides the romance and the pictoresque images of this american movie, I recognized myself, and all the time that a story is able to open a door in my head I can’t avoid to love it.

“To find the balance you want, this is what you must become. You must keep your feet grounded so firmly on the earth that it’s like you have 4 legs instead of 2. That way, you can stay in the world. But you must stop looking at the world through your head. You must look through your heart, instead. That way, you will know God.”

At the beginnng of the movie Liz opens up her box with all her dreams and wishes about travelling and journeys and she takes the courage to go, leave, break everything she had known before. She wrote a piece about her past (unhappy) love experience called “permeable membrane” and i got immediately touched by it:
“If I love you, I will carry for you all your pain, I will assume for you all your debts (in every definition of the word), I will protect you from your own insecurity, I will protect upon you all sorts of good qualities that you have never actually cultivated in yourself and I will buy Christmas presents for your entire family. I will give you the sun and the rain, and if they are not available, I will give you a sun check and a rain check. I will give you all this and more, until I get so exhausted and depleted that the only way I can recover my energy is by becoming infatuated with someone else.”

the movie

This is the journey we have in front, all of us, nowadays. When love is not imposed by our parents in our consumists societies (pretty different from the destiny of the indian friend of Liz, who has to get married at 17 with someone she does not know at all, and she just can figure out after how to live with it and find happiness)  and we pass from one boyfriend to another like changing pair of jeans. If it doesn’t work we just go for a new one, commitment lost his real sense, maybe is just too difficult, maybe is just not possible anymore with the lives we live now in the western world. We are surrounded and overwhealmed by opportunities and freedom, so we are paralized. And is not like we do not love, or we do not feel. We do throw ourselves into these stories, but we do it so much, so eager to believe that romance and happy ending still exist, that we just consume and burn them all, too fast. So we turn to the next one, and so we grow. We go underneath new layers of our personalities. And so the real journey begins.

“The only thing more unthinkable than leaving was staying; the only thing more impossible than staying was leaving.”

Eat is fot IT= ITALY. I see the movie and I am proud of my country, like I have never been anymore since quite some time… I like the way she -purely New Yorker woman-  digs into our typical italian stereoptypes: pasta e salsiccia, cute little streets, non verbal communication (the italians can tell stories just with gestures and no single words!) and big monuments, pieces of art and pieces of our imponent roman past. The Augustinean Mausoleo in Rome is the twist in the tale: Elizabeth understands that ruin is precious, because only after fall we can build up again, we can change ourselves and adapt; decadence is the basis for development, adaptation, discovery. I totally feel like this, I enjoy every single moment I suffered in my life, i put my both hands into the mud to shape a new me again, every time I needed to. And I am a warrior, because the key is: no matter how much you suffer, you have to keep going and you will born new, sooner or later. Nothing is everlasting in life. neither love, neither pain.

In India Elizabeth explores her spiritual dimension, when she does not know how to meditate, she starts dedicating her prayers to her friend, she starts to imagine her happy… and then she suddenly realizes that praying and meditating is exactly just about that, rather than a pure contemplative exercise. Each of us has to find his own temple in his own life, in his own simple house, among his simple everyday gestures, just within himself. “God dwells within you, as you.”

“You need to learn how to select your thoughts just the same way you select your clothes every day. This is a power you can cultivate. If you want to control things in your life so bad, work on the mind. That’s the only thing you should be trying to control.”

And finally she finds peace and balance: “not too much God – not too much selfishness”. But as the guru says: “To lose balance sometimes for love is part of living a balanced life.”.  I say: Oh MY God, seriously, am I just too much in this cheesy mood?! But i do seriously think that is exactly what i have been through in the last year and a half, since i moved to Switzerland. I came here to collect pieces of myself and forgive myself, forgive him- most of all- too, because he left me-us without giving me the chance to fix our love. And so I finally did: i recovered, but i was always so cinical towards men for long time. Then a new HE finally came into my life, and of course we were both freaking scared. He just took my hand and convinced me, that to be happy again there is no other way than trying again, no other possibility than trust again, in order to love. I opened up like a blossom in spring in his delicate embrace. And now I am finally so deeply happy. I discovered new things about myself just because I gave him the chance to look them up inside me. I lost bad habits and change some attitudes I did not like, because I observed my image reflected in the other person. I just accepted our love like something indeniably present and consistent between the two of us, day after day, and it happened than it grew, we fed it. Because i just did let things go, finally, and this made new things possible again, this made good things real. (Thanks Diego. I’ll be for ever grateful to you for teaching me again how to open my heart and let love flow through it.)

“This is a good sign, having a broken heart. It means we have tried for something. “

the book

Of course this movie made me cry. I just could not help it anymore, when Elizabeth thinks about her past love and the pain she caused him, but also the happiness they shared. It has been real for a while. And they dance together: dance as a form of reconciliation before final separation…

Now I look back and I look forward. I can’t wait now to leave for my 52-days-journey by your side. I can’t wait to see you and wonder about things with you and be curious, and feel that we are making something good out of our small lives.

Besides all of this being emotional, I got seriously hungry now. I got nostalgic for my country when i saw her eating all those spaghetti, pizza margerita, gelato and antipasti pored with some good red wine. This movie is also a celebration of my culture and of my proud roots. She says she is having a relationship with her pizza, well if I could I would cheat on you with one of those real napolitan gorgeous pizzas right now… and I know you would do the same! What is also cool is that she talks about all this food and the acceptance of her body that comes with the pleasure of it. She just wants to enjoy it in a healthy way and forget about diets! Apparently americans can’t enjoy, even when they go on holidays they do not know how to relax. So Liz she defenetly learns the dolce far niente in my country.

When they are in Italy they all play a game, trying to find susbstutive words to describe and call things: like New York = ambitious, Stockholm = conformist, Rome= yeah well… sex! And so on. Liz she is still searching for her own word, she is a writer, just like the one i want to be! And at the end of the movie she finally finds it: the word is ATTRAVERSIAMO = let’s cross over. A word that -she says- embeds all the beautiful charachteristics of the italian language: the open sound A, the rolling R, the sweetening S. And well, I am exactly going to cross over soon, I will cross the ocean to meet you. Andiamo, together, attraversiamo.

good night

(original quotes from the book of Elizabeth Gilbert, 2006)

WORLD CUP -tifare dall’estero-

E il mondiale delle sorprese! Dei piccoli che diventano grandi, dei grandi che arrancano… largo ai giovani, io anche se ho L’Italia nel cuore, sono felice per le squadre emergenti e se devo vincere qualcuno che non sia di colore azzurro, tifo per una squadra che vinca per la prima volta! Poi incredibile è il primo mondiale che vivo avendo in parallelo una vita lavorativa il che non rende agibili tutte le partite… mi tocca fare i salti mondiali, streaming vietato in ufficio perche avevamo ridotto il server alla velocità di un bradipo zoppo. Inoltre seguire i mondiali come italiana all?estero non è roba facile… qui, in una compagnia multinazionale come la mia, è una sfida all’ultimo sangue, una lotta tra dipartimenti e nazionalismi. mentre la svizzera, come se non avessero gia avuto il paese abbastanza pieno di bandiere su ogni cucuzzolo, è tutto uno sventolare rosso a croci bianche. Anche le macchine, incredibili! Ogni tanto dai palazzi si vedono emergre anche altri colori, qualche sporadico coraggioso immigrato che ostenta patriottismo. Dopo la prima inaspettata vittoria della svizzera si sono viste comparire immagini di una mucca milka che “sottometteva impunemente” il toro iberico. (la mucca Milka è proprietà della Kraft americana ma riconosciuta ovunque come emblema del cioccolato svizzero dal 1901).

frutti artistici del mondiale di calcio 2010

Tutto è possibile… a noi però manca un bomber, una punta, un diamante, e si sente. Essendo donna non posso non fare i più vivi complimenti a: Roque del Paraguay e Yoann Gourcouff, francese. Peccato che la Francia sia preda di un dramma infinito da telenovela. Un paese in sciopero totale, scioperano pure i giocatori che non vogliono allenarsi, dopo la vergogna degli insulti e delle insubordinatezze, si respira un gran malcontento che certo non li mette nella condizione di vincere. Questo giovedì poi scioperano pure i trasporti, che non danno pace alla mia collega Pelagie di Transportation… La Spagna è indubbiamete la squadra col più alto numero percentuale di figaccioni. Dei nostri molto bravo De Rossi, ci piace, sarà la tinta del capello??? Bene anche Montolivo con quegli occhioni blu, purtroppo troppo dolci per spaventare gli avversari, mica come Camoranesi che c’ha lo sguardo assassino da conquistadores coloniale. Gilardino sosia indiscusso dell’attore Vaporidis.

primo maggio-su coraggio

Per Umberto Tozzi negli anni settanta primo maggio faceva rima con su coraggio. Ora si discute se questa iniezione di coraggio servisse a lui per tornare dalla moglie dopo il suo incontro con l’amante, o se per qualche strana ragione l’autore abbia pensato a noi. A parte che comunque TI AMO è una bellissima canzone, e densa di significati se la si legge bene, comunque oggi è il primo maggio e noi siamo qui. Il coraggio effettivamente ci serve perchè il nostro paese va un po’ a rotoli e si sa da tempo. Mi ha sconcertato l’intervento di Luttazzi a RAI PER UNA NOTTE che paragona la nostra situazione politica nazionale ad un certo atto volgarissimo (i curiosi cerchino pure su you tube) eppure ha ragione, così siamo, in ginocchio e assoggettati ad una violenza esercitata col potere e l’inganno, con la demagogia, così tanto che non ce ne rendiamo neanche più conto, anzi inizia a piacerci… Coraggio lavoratori, ma soprattutto a noi giovani con la disoccupazione al 28%!!! In svizzera il primo maggio non si festeggia, (è sì una feste federale, ma non si fa nulla di speciale dal punto di vista delle manifestazioni, perchè non hanno di che lamentarsi) qui si sta sempre bene, pare che sia l’unico paese che durante la crisi ha visto l’aumento dei salari e la riduzione dei prezzi su beni primari. L’origine del primo maggio come festa operaia e a ricordo della lotta dei movimenti sindacali, si deve alla manifestazione repressa dalla polizia nel 1886 a Chicago. Nonostante tutto il labor day americano si festeggia a settembre perchè il primo maggio è per loro una festa troppo a carattere socialista-comunista. Per noi italiani direi che è una data che ha rappresentato sempre molte più cose di quelle che si dichiarano, ci si nasconde la lotta al fascismo, le vittime della storia operaia, e più recentemente un atteggiamento antiberlusconiano di sinistra in genere. Il tutto racchiuso in feste, cortei e concerti che si ripetono ogni anno (storico quello del 2007 al Circo Massimo di Roma con ben 700.000 presenze). Il primo maggio è comunque il giorno dei pic-nic e dei BBQ dappertutto. Così lo pensavo io durante gli anni del liceo, quando i problemi della carriera e del portare a casa qualche soldo non mi riguardavano ancora proprio per niente… Allora tanta pazienza, e coraggio, a tutti.

il cammino dei lavoratori

VIAGGIARE, PARTIRE… TORNARE???

L’Italia non è un paese per giovani

Viaggiare, oggi, per noi giovani significa soprattutto rendersi conto di come le cose funzionino negli altri paesi. Ci si guarda incontro, si fanno confronti e si scopre che i nostri coetanei europei stanno meglio di noi. Non significa ovviamente che altrove sia tutto perfetto, né che tutto da noi vada male. Intendiamoci, il nostro è un paese di grandi risorse anche se al momento sembra difficile crederlo o riuscire a ricordarselo; eppure siamo indietro. I problemi di oggi sono quasi sempre gli stessi che avevamo ieri, solo più insostenibili. Tutto questo manifestare che si fa adesso per la scuola forse segnala che siamo a un punto di svolta o piuttosto di non ritorno. Il nostro non è certo un paese per giovani. Ci si ritrova a 25 anni, appena laureati, alla ricerca di uno stage perché chiedere un lavoro è pretendere troppo, certo, non avendo esperienza… ma soprattutto si cerca uno stage non pagato perché questa è la situazione, questa è la crisi che si fa sentire. Sotto Natale per fortuna ci si può riciclare in mille lavoretti saltuari che non c’entrano nulla con gli studi che abbiamo fatto, ma almeno si recupera qualche soldo per i regali. Pensare che anche per fare pacchetti di Natale in certe profumerie la laurea non basta… anche qui se non hai esperienza non ti vogliono! A questo punto dobbiamo per forza convincerci che per il lavoro dei sogni ci sia sempre tempo. Sarà vero? Negli altri paesi europei i giovani iniziano a lavorare prima, escono da università in cui si fa molta più esperienza pratica e in cui ottenere un dottorato non è un’impresa impossibile (ma soprattutto per cui non servono raccomandazioni). Ecco perché ci viene voglia di viaggiare. E dopo aver visto ci viene voglia di restare. Certo anche partire non è facile, a prima vista sembra una cosa allettante, avventurosa, ma le difficoltà sono tante. Una delle speranze che ci rimangono è puntare a modificare l’accesso al mondo politico, tutto deve cominciare da qui affinché ci sia spazio per nuove idee, le nostre! Vi segnalo per questo una importante iniziativa di MTV: http://www.mtv.it/toccanoi/vota.asp Quelli che partono con l’idea di abbandonare una nave che sta affondando, non mi sento di biasimarli; però spero che anche da lontano non si dimentichino di chi rimane e cerchino di contribuire a cambiare questo paese, per farlo diventare un paese per giovani e non voltare le spalle a mamma Italia.

miriam leone miss italia 2008

miriam leone miss italia 2008

election night

Si respira una grande attesa, crescente da mesi a questa parte. In questa notte ci chiediamo come sarà il nostro futuro, consapevoli che le scelte di alcuni cambieranno le vite di molti. Le alternative che abbiamo sono solo due, ma molto diverse: Vince Obama o non vince Obama. Io le interpreto così perché se non vince Obama, il primo presidente nero degli Stati Uniti, tutto il resto non importa, vuol dire che  non siamo pronti per il cambiamento, per andare verso il futuro. Che ci sia Mc Cain o altri mille Bush non ci interessa, finché questo significa restare attaccati al passato. Abbiamo di fronte dunque una scelta che non è una sfumatura ma costituirà una potenziale spaccatura nella nostra storia, una sterzata nel destino del mondo, e se non fosse davvero interesse di tutti non credo che tanta gente avrebbe seguito con questa passione queste elezioni.
Anche io, così lontana, mi sento emozionata; anzi direi che ho più speranze e aspirazioni per le elezioni americane che non per il nostro triste panorama politico; molti dicono a ragione dato che ormai non entusiasma più nessuno.
E da qui parto a riflettere, ma dove andremmo a finire? E non potrei essere più sensibile di cosi al destino del mio paese in un momento in cui molte cose cambiano anche per me che devo entrare nel mondo del lavoro. Il nostro futuro incerto, senza soldi per studiare, per crescere, per produrre. Con la crisi economica, le famiglie schiacciate dai mutui, i nonni senza pensioni. Crisi su tutti i fronti. Non è per fare quelli che snobbano, quelli che se ne fregano, ma veramente non ci resta che partire. Andare alla ricerca di qualche novità, di una boccata d’aria all’estero, non perchè fuori si stia meglio per partito preso, ma perché a essere realisti è così. Certo non dappertutto e non in tutti i sensi, ma comunque meglio… Per un po’ io partirei volentieri, anche per dimenticare un po’ i drammi di questa terra.
Ricordo ancora mentre ero erasmus  la vergogna che ho provato per certe uscite di berlusconi o lo scandalo di Napoli, che mi venivano giustamente fatti presenti appena si parlava della mia nazionalità, e io che non sapevo cosa dire, quasi come se avessi dovuto giustificare il mio paese intero, e poi quel senso di amore ma anche di non saper che fare…
Certo non me ne lavo le mani, certo non me ne andrò dicendo “arrangiatevi”, e il fatto che il mondo si interessi tanto alla politica estera è segno secondo me di un rinnovato senso di responsabilità che va pure proporzionalmente di pari passo con la disperazione a volte! Messi in crisi dalle nostre magagne volgiamo lo sguardo intorno a noi cercando risposte. E staremo tutti a vedere. Buonanotte.