la donna al sole

Piove da tre settimane senza sosta e quindi anche qui in svizzera, valigetta alla mano, ci si organizza per una bella crociera sull’ arca di Noè, ma nonostante tutto pensiamo all’ estate, al sole e alle vacanze… A Lucerna il mare non ce lo abbiamo e ci accontentiamo in realtà di un parco cittadino con lido sul lago. Siccome la stagione e appena iniziata prima di tutto bisogna fare a gara con i cigni e le anatre per conquistarsi uno spazietto, come in un famosissimo incipit mi chiedo: “ma dove vanno le anatre quando arrivano i bagnanti???” asciugamano sull’erba e classica borsa alla Mary Poppins da cui escono: giornale, ciabattine, cappello, vaporizzatore, frutta, bottiglie d’acqua, un ombrellino, una palla, un ventaglio, e una ulteriore poschette contenete: burro cacao specifico per il sole con fattore di protezione, crema solare per il viso, creme per il resto del corpo nelle varianti dalla 30 alle 10, un olio per friggersi all’immancabile profumo di cocco, un prodotto per capelli e un pettine. La preparazione imporrebbe qualche lampada soft per preparare la pelle all’esposizione e anche un qualche strato di autoabbronzante che odora di pelle di pollo bruciata giusto per non essere troppo mozzarellose. Il problema del lago è che comunque anche ad agosto è sempre freddo quindi raggiunta la temperatura di bollitura del cervello, la bagnante, dopo aver prodotto vari richiami amorosi per attirare il maschio, si dirige in branco verso la riva con dei pigolii la cui frequenza é inversamente proporzionale alla temperatura dell’acqua (secondo il teorema di Franki). A questo punto la donna riprende la sua posizione ideale tra la vegetazione preferendo il punto panoramico per osservare l’esemplare maschio e si domanda perché mai adesso vada tanto di moda indossare i boxer sotto il costume. “Ma che fastidio è stare con la mutanda bagnata tutto il pomeriggio?” Tra un dubbio amletico un calippo e un test cretino sulle coppie comincia una nuova estate!

ferragosto feat. fantafobal (verision 2#)

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Non so voi, ma io per 24 anni consecutivi della mia vita ho passato sempre il ferragosto nello stesso modo (felice di farlo!). Siccome quest’anno invece mi sono svegliata e mi sono trovata all’improvviso in Svizzera (dove sto lavorando), ho iniziato a pensare e ripensare a un sacco di cose che mi mancavano: La prima e stata ovviamente connessa al cibo, che e sempre il mio primo pensiero della giornata: pasta al forno stipata a quintali sotto tendopoli di ombrelloni… il tipico bambino in due varianti: modello A Corrado o modello B Giuseppe, (a volte presente modello C Salvatore, secondo disponibilita) richiamato dalla madre non proprio deperita e simultaneamente preoccupata, che vuole fargli mangiare il panino con la nutella alle 14.00 con 40 gradi all’ombra, forse perche lo vede ancora galleggiare e non le sembra normale, data la stazza del bimbo. Qualuno le spieghi il principio di archimede! Non si direbbe ma il mio sport preferito e stato per lungo tempo dare la caccia ai granchi negli anfratti degli scogli davanti casa per poi infilzarli a freddo con un coltellaccio e arrostirli vivi, insieme a mia cugina, sulla griglia dello zio Giuseppe (che e stato anche lui da giovane un prototipo di bambino di tipo B, appunto). Dopo il macabro banchetto puntualmente a mezzogiorno, col sole a picco sul mio cranietto biondo, mi recavo di nuovo a esplorare gli scogli aguzzi, con comodi zoccoletti di legno (che erano super trendi negli anni 80!) da cui scivolavo facendomi ferite di cui andare orgogliosa per tutto il mese e da mostrare agli amici al ritorno! Andavo dunque cercando conchiglie rarissime, chiodi e proiettili rimasti incastrati li ancora da quando sono sbarcati gli Americani (si sono sbarcati proprio li, davanti casa mia!). Mia nonna mi ripeteva allora la storia di quando per la prima volta ha visto un uomo nero in vita sua, e gli americani dai carri armati regalavano collant e cioccolata. Poi le e venuta la malaria, ma lei per fortuna e sopravvissuta e tra un passaggio genetico e l’altro adesso io sono portatrice sana della anemia mediterranea. Nel pomeriggio rischiavo l’asfissia per vincere la sfida a chi resisteva di piu in apnea, oppure a chi catturava piu meduse senza urticarsi. E finivamo dando il via alla maratona di beach volley dai ritmi estenuanti e che pero io giocavo in grande atleticita indossando le ciabatte per non scottarmi i piedi. Concludo con uno strano ma vero: quando con mia sorella cantavo al karaoke in piazza poi, prendendoci per turiste (anche se nel mio sangue a tutt’oggi c’e sicuramente piu traccia di olio siciliano che di alcool friulano) ci chiedevano da dove venivamo; alla risposta: “Udine” seguiva un: “Pero’ ve lo imparano bene l’italiano in Svizzera”. Sara’ per questo che alla fine il destino mi ha portato qui???

http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/viaggio-in-sicilia/4.html

portopalo di capo passero

portopalo di capo passero

ferragosto, pasta al forno e nostalgie varie

l'isola delle correnti e i due mari che si incontrano

l'isola delle correnti e i due mari che si incontrano

Un anno fa circa ho creato questo blog e uno dei miei primi post è stato appunto sui giorni d’agosto. Agosto è un mese che non ho mai considerato più di tanto degno di nota nella mia vita, eppure lui è sempre stato generoso con me, regalandomi giorni pieni e caldi, bagni infiniti nel mio mare preferito, un sacco di prelibatezze, amici, riposo… ma io non me ne curavo perchè per me l’idea stessa di vacanza risiede nella perdita totale di ogni cognizione temporale, nei giorni che si ripetono tutti uguali in una meravigliosa routine di puro ozio.

E adesso, questi stessi giorni li vedo scorrere davanti ai miei occhi asonnati la mattina in ufficio, sfilano sul calendario istrionici e solenni uno dopo l’altro, ribaltando completamente la prospettiva, stanno li con tutta la loro consistenza a parlarmi di una routine del tutto diversa. Chi lo avrebbe mai detto: primo che sarei finita in svizzera, e secondo che avrei passato così, a lavorare, la mia prima estate da donna in carriera…

Gli ultimi 24 anni della mia vita (so benissimo che ne ho 26, me ne sono accorta ieri mattina quando ho deciso che è ora di comprarmi la mia prima crema antirughe! ma sono già due che non ci vado più in sicilia purtroppo!) invece hanno conosciuto sempre degli agosti tutti meravigliosamente uguali, di cui in questa mattina di ferragosto svizzero mi ha suscitato una valanga di immagini.

a cominciare da pasta al forno stipata a quintali sotto tendopoli di ombrelloni… il tipico bambino corrado o giuseppe richiamato dalla madre-non proprio deperita- preoccupata, per fargli mangiare il panino con la nutella alle 14.00 con 40 gradi all’ombra, forse perche lo vede ancora galleggiare e non le sembra normale data la stazza del bimbo. Qualuno le spieghi il principio di archimede.

Agosto era mare, bagni interminabili, sfide con mia cugina a chi si conferma campionessa locale di apnea submarina, a chi prende piu meduse senza urticarsi, a chi ammazza a sangue freddo piu granchi col coltello infilzandoli nei buchi degli scogli per poi arrostirli vivi sulla griglia di zio Giuseppe.Tturni per le docce, la nonna che ci fa scrollare la sabbia se no non si entra, i fuochi d’artificio dal molo il 15 agosto e la processione col santo sulla barca.Tutti che si accalcano a dieci minuti alla mezzanotte per trovare un promontorio adeguato, elì il momento romantico perfetto in cui qualcuno da dietro ti stringe mentre le teste puntano al cielo. Tutti gli amori vissuti ogni estate, tanto intensi quanto effimeri.

Scrivere il diario ogni pomeriggio, lo compravo e mi veniva gia l’ansia al pensiero della scuola, pero me la gustavo tutta l’estate proprio per questo. Tornei infiniti di beach volley a Morghella la mia spiaggia preferita che cambia profilo ogni anno a seconda di quanto il mare se ne e mangiata d’inverno. Le giornate di cavalloni a giocare nelle onde e perdere il costume…

Passare notti intere in terrazza a guardare le stelle, con il cielo di un blu profondissimo che ci inghiottiva. Il cornetto alla nutella dopo la discoteca, gli arancini caldi dopo il mare come merenda, le colazioni a base di cremolata con panna. Fare la spesa con la calura che ti pesa addosso, slendo le vie dei quartieri coi marciapiedi affollati di vecchi seduti sulle sedie a parlare del tempo, gli uomini rigorosamente in pantaloni, camicia, bretelle e coppola. Le bancarelle in piazza.

E poi sapori, che si mescolano e si uniscono nel palato dei miei ricordi. Il cibo cucinato dalle mani sante e benedette e morbidissime di mia nonna capace di consumare 5 litri di olio buono in 30 giorni per una famiglia di 4 persone (e non ci si meraviglia che non sono mai stata anoressica io!) il frullato di pesche, la sua granita al limone, la pasta con la ricotta, la salsa fatta in casa con lo stratto fatto da lei, la salsiccia coi semi di finocchio, il torrone e la giuggiulena di sesamo, le fritelle di carnevale col vino cotto (perche tanto ci vedeva una volta l’anno e quindi doveva sfoggiare tutto il panorama gastronomico annuale in poco tempo) la fettina alla pizzaiola, la caponata, la minestra coi tenerummi, il pesce fritto, la zuppa di pesce, la bottarga e tanta tanta frutta.

Serate a passeggiare su e giu nello struscio di Marzamemi col gelato del ciclope e la rassegna dei cocktail alla balata, uno diverso ogni sera! Il mio naso sempre arrostito e spellato e le sopracciglia bruciate dal sole.

tramonto sul mediterraneo

tramonto sul mediterraneo

Immagini che corrono e ricorrono su e giù per i miei pensieri i questo agosto svizzero e lavorativo e “freddo”.

Voglia di tornare, sentire questo pezzo di terra che mi chiama da dentro, il mio corpo che vuole per forza immergersi da qualche parte e poi rimane totalmente deluso se lo porto al lago… nostalgie varie e volgia di agosto vero, voglia di mare, di sole, voglia di casa mia.