il miserabile – goodbye Berlusconi

Siamo liberi? Possiamo cantare vittoria? C’e ebrezza ma anche attesa nel Paese, come non ci credessimo piu davvero che se ne va, per sempre. Forse ci abbiamo sperato troppo negli ultimi vent anni.

Ovviamente se ne va e ci lascia in mutande, un paese sull orlo del baratro con l’ FMI che viene a farci i conti in tasca prima che qualcuno faccia conti falsi come in Grecia. Un paese allo scatafascio dopo 20 anni di pagliacciate di Berlusconi e dei suoi illustri ministri (ricordiamo che in generale si tratta di una manica di ignoranti o sciaquette da proteggere). E tutta in salita  adesso ragazzi, ma almeno forse recuperiamo un po’ di dignita; sgualcita, stropicciata, sbavata, macchiata, ma la recuperiamo, come dal cestino e con la mano la stiriamo e la lisciamo e nostalgicamente ci domandiamo se varrà ancora qualcosa. Certo i bond italiani non valgono granchè. Me lo dice la mia mamma, che si meritava la pensione proprio quest’anno, ma adesso sembra che se la puo scordare, o quantomeno se le danno la liquidazione (se!) gli e la daranno tra due anni in titoli di stato buoni a nulla… Tutto congelato, tempi di stringere la cinghia.

Ora chiunque verra dopo, vorrei solo dire un paio di cose. Governi tecnici o elezioni, o sinistra alla ribalta o grandi coalizioni. Comunque sia è tempo di pedalare alla grande, per tutti, e apriamo gli occhi risvegliandoci dal mondo roseo che ci ha venduto lui dicendoci che stavamo benissimo… Io spero che tutti si rendoano conto delle balle e dei sogni che ci ha venduto. Spero soprattutto pero che vengano date occasioni al paese per cambiare rotta. Anche ad Obama sembra che si stia prognosticando lo stesso, certo anche lui in una sola legislatura ha fatto quel che ha potuto, ma la gente guarda all’economia e dice Obama ha fatto male, siamo stufi, non lo rieleggiamo… La gente non ha pazienza. Purtroppo è sempre cosi che prima vengono quelli che ci mangiano sopra e poi tocca agli altri ripulire e quando e tempo di ripulire la gente é scontenta e dopo mezza legislatura torna a guardare con nostalgia ai demagogi, almeno loro ci intoppano la testa e non ci fanno pensare, a non vedere non si soffre. Ma qui e il caso di aprire gli occhi grandi come palle da bowling e guardarsi intorno. Intanto ci siamo ridotti a zimbello d’Europa e del mondo… Per far collassare un sistema bastano pochi pesanti colpi assestati (giustizia e istruzione per comiciare), ma per ricostruire un Paese, una storia, una coesione, un futuro, ci vogliono miracoli.

Penso a che ore sta passando adesso lui, come deve essere triste, è parecchio che non lo si vede sorridere, forse non ha piu neppure volgia di bunga bungare… Dicono già i giornali americani che pianifichi la fuga in un paradiso esotico (alla Craxi tanto per ribadire da che tipo di gente ci facciamo condurre).. certo è finita l’immunità, adesso sono cazzi, gli tocca vedersela con mille processi aperti! Mi fa cosi pena povero, alla fine il suo e stato un declino orribile, a guardar bene una uscita di scena penosa. Ma è quel che capita a chi vuol troppo, e alla fine non stringe nulla, oddio, certo lui stringe i suoi miliardi, il suo impero di imprese e le sue donnacce in realtà, però io sono convinta che lui sia il tipo a cui interessa molto di piu il potre, il prestigio, il brivido del comando… perciò questa miseria gli farà male. Sarà ferito da questa miseria. Il miserabile.

Noi da qualche parte si deve comnciare, io comincio stappando una bottiglia. Adesso viene meno il primo degli ostacoli che avevo posto da tempo al mio rientro in patria: torno in Italia quando se ne va Berlusconi. Ecco fatto! C’e voluto solo un disastro economico di proporzioni europee per togliercelo di torno. Nè le collusioni mafiose, nè gli scandali sessuali furono abbastanza. A dire il vero la gente era quasi piu interessata/scioccata dai rapporti con le donne che non da quelli con la mafia (non so, ci rendiamo conto?!).

Mi ha stupito quanto sul web sia esploso finalmente il fastidio represso degli italiani con milioni di gruppi tipo “Basta vattene!”, basta mettere su google goodbye Berlusconi o simili… c’è da sorridere almeno un attimo, il tempo di affrontare il dramma che ci attende per riassestarci. Cosa resterà? E soprattutto che ne sarà poi?

vi segnalo un paio di link:

http://www.repubblica.it/politica/2011/11/09/foto/berlusconi_dimissioni_la_satira_online-24715411/1/

http://www.theweek.co.uk/eurozone/fall-berlusconi/42219/goodbye-berlusconi-welcome-back-political-turmoil

http://berlusconivattene.com/

PS For my new english-speaking blog followers, sorry but I had to vent this in italian. I hope google translator can offer a decent version of it.

VOTARE DALL’ESTERO

Emozione! Per la prima volta potrò votare dall’estero. Da gennaio infatti mi sono iscritta all’AIRE (l’anagrafe degli italiani emigrati, che quando lavoravo al consolato a Varsavia compilavo e archiviavo ogni giorno io stessa). Ho pensato fosse ora di legalizzare il mio stato e fare I conti col fatto che non sono più di passaggio… e poi non si sa mai, nel caso mi volessi sposare… Beh il voto viene sicuramente prima delle nozze. Infatti eccole qui le mie prime 4 schede colorate. Le istruzioni sono così precise che votare da cosa semplice diventa una cosa complicatissima, per paura di sbagliare ho letto tutto tre volte. Mmmh vediamo, 4 schede, due buste, un tagliando… si dovrei farcela. Io voterò in anticipo entro il 9 giugno. Questo momento patriattico mentre la mia scrivania si trasforma in cabina elettorale penso all’Italia.

Qualcosa del genere volevo già scriverla il giorno del nostro 150esimo compleanno il 17 marzo. Per caso tra l’altro quello stesso giorno sono volata a casa per festeggiare anche il mio di compleanno. L’Italia è nata sotto il segno dei pesci, mentre io sono ariete, qualche giorno in più e sarebbe stata forse più testarda come me. Ah povero il nostro Paese che più che una nazione è un agglomerato culturale! Sotto la nostra etichetta tricolore ne succedono di tutti i tipi. Potere e regime sono per noi davvero sinonimi in modo malsano; una cosa che si spiega nell’Italia delle mafie nate appunto perchè il Risorgimento aveva imposto un sistema dall altro, ma senza dare risposte concrete ai suoi lontani cittadini, così ci siamo creati i nostri sistemi di “giustizia” paralleli, dale prime forme di brigantaggio a Berlusconi come lo conosciamo oggi. Sono 150 anni forse ancora troppo pochi per noi che viviamo di regionalismi, ricette di cucina, dialetti e squadre di calcio? Il calcio poi è proprio l’unica cosa forse in grado di unirci davvero quando gioca la nazionale, eppure ci divide così tanto ogni domenica (e per la verità anche ogni altro giorno della settimana, dato che si gioca praticamente questa o quella coppa tutti i giorni)

L’italiano lo abbiamo imparato da mamma tivvù che nel frattempo ci insegnava anche a scostumarci e spuritanizzarci un po’, ma mai fino in fondo dato che i tubù ci opprimono almeno tanto quanto la presenza del Papa e dei suoi discorsi politicizzati.

Eppure quante bandiere diverse hanno sventolato il 17 marzo: Lega nord tanto quanto le leghe del sud, o di altri particolarismi, tutti a rivendicare la lro speciale diversità. Ma si può stare insieme anche diversi no? -Penso alla Svizzera un paese così piccolo dove la gente a volte non parla nepure una lingua in commune con quella del cantone a fianco!!!-

Abbiamo un Paese ma senza veri paesani. Chi siamo noi italiani davvero? Siamo davvero amanti, sfaccendati, ma creativi? E io chi sono? Quante volte me lo sono chiesta:

  • posto  numero uno sono cittadina Europea, non posso evitarlo dopo averci dedicato la mia laurea magistrale a questa idea…
  • al due direi siciliana, che nonostante in senso strettamente temporale sia l’influenza che ho subito per più breve tempo, ha un imprinting molto forte sul mio modo di pensare a abbracciare le differenze nord-sud, e poi per il mare che sento scrosciare dentro di me, e non posso ignorarlo.
  • poi friulana, o meglio udinese anche se effettivamente nonostante esserci cresciuta per 20 anni l’unico dialetto che parlo resta comunque il siciliano.
  • poi Italiana, ecco solo al quarto posto, soprattutto adesso che per me che sono scappata l’Italia è una altalena continua tra un ricordo doloroso e un dolce sogno impossibile.
  • e poi cittadina del mondo, più che altro perchè il mondo lo ho visto troppo poco ancora, e soprattutto solo a scomparti.

Italia, Auguri! E buon voto a tutti, soprattutto alle donne!

sexy leute, the sexy people

Next monday is a big day for Zurich, is basically the fest of the city and the celebration of the start of the spring: the so called “Sächsilüüte” which means something like at 6 the bell tower rings… or as I like to call it the sexy leute party (sexy as sexy and leute as pople!!!) At six the bell ring to open the spring season, after the parade of the craft representatives a big snowman puppet called Böögg filled up with fireworks is being set on fire. The faster the head will explode, the beeter the season will be. traditionally all the people gather at the Bellevue and activate their little grills for the barbeques and pic-nics. Mmmm sausages… To me this is the fest of the sexy people as said… I thought about that right today, when he process to Berlusconi started for the Ruby case… all the main local and international news network anchor man assembled outside the court, we are being observed by the whole world and we are the puppets, the clowns of this ridiculous and outrageous show… we, the Italians, the stereotype of the sexy people, represented by a giant snow man in first row. Can we also blow him up and start new???

carnevale

bunga bungaColonia, sfilano i carri e noi ovviamente siamo la barzelletta europea. Ma Berlusconi si sa, è un simpaticone, ha appena presentato la Marcegaglia di Confindustria in occasione degli Stati Generali come quella che dalle sue parti si definisce una “bella tusa”. Ancora una volta si mette l’accento sull’ apparire e non sulle doti professionali, lui che ovviamente non ha più alcun pudore nel mostrare che si circonda di persone selezionate soprattutto per le “belle presenze”. Intanto tutti i giornali europei titolano sul processo in arrivo, una bella insalata di scandali, Ruby e bunga bunga, in tutte le lingue europee.

SWISS BANG BANG, ITALY BUM BUM

suicide rate per nation (wiki)

Gli svizzeri hanno oggi deciso di tenersi le armi in casa con un grasso 56% di si al referendum. Un’ abitudine piuttosto rara a livello europeo: chi svolge il servizio militare qui, quando rientra tra le mura domestiche si porta tranquillamente fucile e munizioni in cantina, o perché no, sotto il cuscino.

Oggi si votava perché il partito socialista pensava di far riflettere la gente sul senso del tenersi delle armi in casa, promovendo un sistema di registrazione e un posto dove deporre queste armi anche per la protezione dell’infanzia. Al contrario  gli estremisti dell’ SVP attraverso una delle loro solite campagne oltraggiose, manifestano il loro pensiero affermando che non sia un diritto esclusivo dei criminali quello di possedere armi, così giustamente i cittadini possono difendersi!

Ora mi viene da pensare, dietro questa iniziativa c’è ovviamente una riflessioni sul numero elevato di incidenti e di suicidi provocati proprio da questi arnesi (circa il 18%) che uno si tiene a casa. Ma l’ SVP sostiene: “se la gente continua a buttarsi sotto un treno, cosa facciamo? Sospendiamo il servizio ferroviario?!” Io direi che questa è una visione alquanto semplicistica del problema. Non vi sembra che faccia un po’ effetto pensare che la Svizzera sia al 23° posto nella classifica dei tassi d suicidio mondiale (sorprendentemente comunque dopo Belgio e Francia e molti altri paesi dell’est Europa, mentre il mio caro Giappone è in pole position, al 5° posto ben prima dei paesi nord europei dove si ritiene che ci sia una forte connessione tra i suicidi e la mancanza di luce!). Noi Italiani invece ce ne stiamo tranquilli al numero 72 di 106 posti, per la cronaca. (fonte wiki) Ecco un altro bel passo verso il tracollo, mi pare che l’Europa intera stia semplicemente sprofondando in un mare di idiozia, non so più bene dove girarmi per guardare a barlumi di speranza e coscienza collettiva sana… qui ognuno c’ha le sue magagne.

Mi riferisco alle notizie che cerco quotidianamente di schivare riguardo alle attività sessuali del nostro presidente del consiglio. La gente pensa davvero che lo spazio privato sia intoccabile? Ma non credete che chi ci rappresenta ci debba anche un minimo di onestà morale? O ci va bene di essere governati da un qualsiasi pazzo maniaco? Non so gente, ma se uno gode dell’immunità assoluta nell’esercizio delle sue funzioni e anche ben oltre, in modo che possa fare al meglio il suo dovere, perché dovrebbe godere solo dei benefit e non sentirsi un minimo anche in dovere di tenere una certa condotta etica? Infondo lui è il nostro primo esempio, è colui che ci rappresenta, vi è davvero indifferente? La cosa davvero scandalosa direi è che ci sia tutto questo vociferare su di lui perché si parla di fatti pruriginosi, mentre le collusioni con la mafia e i mille altri reati di cui siamo tutti a conoscenza da anni e anni, non fanno proprio più notizia nel giornalismo moderno. Siamo arrivati a un punto tale che anche se rimuovessimo il gran capo una volta per tutte non risolveremmo proprio i nostri problemi. Ma io come posso, in fondo in fondo, continuo a sperare…

primo maggio-su coraggio

Per Umberto Tozzi negli anni settanta primo maggio faceva rima con su coraggio. Ora si discute se questa iniezione di coraggio servisse a lui per tornare dalla moglie dopo il suo incontro con l’amante, o se per qualche strana ragione l’autore abbia pensato a noi. A parte che comunque TI AMO è una bellissima canzone, e densa di significati se la si legge bene, comunque oggi è il primo maggio e noi siamo qui. Il coraggio effettivamente ci serve perchè il nostro paese va un po’ a rotoli e si sa da tempo. Mi ha sconcertato l’intervento di Luttazzi a RAI PER UNA NOTTE che paragona la nostra situazione politica nazionale ad un certo atto volgarissimo (i curiosi cerchino pure su you tube) eppure ha ragione, così siamo, in ginocchio e assoggettati ad una violenza esercitata col potere e l’inganno, con la demagogia, così tanto che non ce ne rendiamo neanche più conto, anzi inizia a piacerci… Coraggio lavoratori, ma soprattutto a noi giovani con la disoccupazione al 28%!!! In svizzera il primo maggio non si festeggia, (è sì una feste federale, ma non si fa nulla di speciale dal punto di vista delle manifestazioni, perchè non hanno di che lamentarsi) qui si sta sempre bene, pare che sia l’unico paese che durante la crisi ha visto l’aumento dei salari e la riduzione dei prezzi su beni primari. L’origine del primo maggio come festa operaia e a ricordo della lotta dei movimenti sindacali, si deve alla manifestazione repressa dalla polizia nel 1886 a Chicago. Nonostante tutto il labor day americano si festeggia a settembre perchè il primo maggio è per loro una festa troppo a carattere socialista-comunista. Per noi italiani direi che è una data che ha rappresentato sempre molte più cose di quelle che si dichiarano, ci si nasconde la lotta al fascismo, le vittime della storia operaia, e più recentemente un atteggiamento antiberlusconiano di sinistra in genere. Il tutto racchiuso in feste, cortei e concerti che si ripetono ogni anno (storico quello del 2007 al Circo Massimo di Roma con ben 700.000 presenze). Il primo maggio è comunque il giorno dei pic-nic e dei BBQ dappertutto. Così lo pensavo io durante gli anni del liceo, quando i problemi della carriera e del portare a casa qualche soldo non mi riguardavano ancora proprio per niente… Allora tanta pazienza, e coraggio, a tutti.

il cammino dei lavoratori

lettera aperta di paolo Farinella al Cardinale Bagnasco

Lettera aperta al cardinale Bagnasco

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

grandi pacchi per tutti sotto natale

pacco1Ma vi rendete conto???

mentre io e Betta ci riduciamo a implorare perche ci assumano a fare degli stupidi pacchetti natalizi, la crisi si ripercuote su di noi… cioè io mi sono sentita dire che se non ho esperienza in fatto di pacchetti natalizi non posso farlo, perchè è natale e non si può rischiare, insomma con i clienti… Mia madre diceva che dovevo presentare il mio curriculum bianco perchè con la laurea non mi avrebbero mai preso per una cosa simile… io ho pensato, beh posso sempre usare questa battuta: NON CI VORRA’ MICA UNA LAUREA PER FARE DUE PACCHETTI!!! e infatti non solo ci vuole, ma non basta nemmeno!!!!!!!

A questo punto ho raggiunto quota 10 cv presentati e 4 colloqui sostenuti. L’ultimo stamattna per il DISNEY STORE in cui mi facevo ridere da sola seduta a finaco a tre ragazzine (forse appena ventenni) che sgomitavano per avere questo lavoro dicendo quanto adorano i bambini e che trilli è il loro personaggio preferito eccetera…. La responsabile mi chiede: hai mai fatto un lavoro di questo tipo? E io: no mi sono appena laureata e nella mia vita al massimo ho fatto la cameriera… e dicendo questo non solo mi sentivo in difetto ma ho realizzato che le bambine avrebbero avuto il posto, di cui del resto a me non importava molto, superandomi con la loro esperienza professionale, e soprattutto tutte motivate e automunite mentre io devo litigare con mia mamma ancora a 25 anni per la macchina…

Tutto questo è surreale e così cinicamente divertente. Attualmente mi trovo a studiare le tariffe WIND con l’ansia di non saper fare nemmeno questo…

Questo è il regalo che abbiamo sotto l’albero tutti noi quest’anno, o meglio è un grande pacco questo si… e anche vuoto forse!

BUONE FESTE, MA SOPRATTUTTO

AUGURI!!!